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una storia originale di Andrej Koymasky


pin UN FILM NATO MALE PARTE 12
ENTRA IN GIOCO UN GIORNALISTA CURIOSO

Brandon Sheeley era un giornalista ed era stato incaricato di redigere una serie di articoli sulla filmografia, cinematografica e televisiva, a soggetto o con contenuto gay, per la rivista per cui lavorava.

Brandon s'era messo all'opera e, man mano che vi si addentrava e che iniziava ad "impratichirsi" del nuovo incarico, si stava appassionando alla cosa. Questo non solo perché Bradon è gay, ma perché questo nuovo lavoro gli stava facendo notare cose a cui prima non aveva prestato attenzione, se non a volte in modo piuttosto superficiale.

Nel febbraio del 1997, Brandon decise di esaminare le video-cassette del serial televisivo "A Different Love Story" che era stato messo in onda verso la fine del 1993. Benché fossero passati solo quattro anni, era un serial ormai dimenticato dai più, infatti non aveva avuto un grande successo, nonostante fosse un'opera firmata dal grande Eseltine.

Come al suo solito, Brandon per prima cosa visionò diverse volte l'intera serie, e pensò che il serial aveva avuto meno successo di quello che meritasse. Poi iniziò a raccogliere la documentazione sull'autore della sceneggiatura, sul regista, sugli attori, sulla storia e così via.

Nessuno dei due attori, a quanto risultava, era gay, eppure entrambi avevano rappresentato in modo assai convincete i loro personaggi, sia Larry Hoxie che interpretava il personaggio di Sheldon Burke, un ragazzo gay che si innamora di un eterosessuale e decide di provare a sedurlo; sia Brad Kyser, che nei panni di Mel Taylor rappresentava un giovane eterosessuale che si accorge di poter non solo provare piacere sessuale ma anche innamorarsi di una persona del proprio sesso. Sì, erano entrambi assai convincenti.

Larry interpretava la parte di Sheldon senza farne una pietosa macchietta, ma come un ragazzo del tutto e per tutto "normale". Non parlava mai in falsetto, non si muoveva mai in modo effeminato, non scheccava mai, in una parola. Eppure sapeva far risaltare nel giusto modo la propria sessualità indirizzata verso il suo stesso genere.

Brad, nei panni di Mel, era davvero notevole. Faceva vedere la propria graduale evoluzione, la scoperta di un diverso e non meno valido tipo di sessualità e la sua accettazione superando un mare di incertezze, di pregiudizi, di timori, e infine come si innamorava di Sheldon in modo del tutto "naturale".

Come spesso faceva, quando erano ancora vivi e raggiungibili, Brandon per primo andò ad intervistare l'autore della sceneggiatura: era un gay di mezza età e suo scopo nello scrivere quel testo era stato esplicitamente un modo per far vedere come l'amore, comunque sia espresso, è una cosa pulita e valida. Non a caso nella stessa sceneggiatura vi era anche una storia d'amore fra un uomo ed una donna, che si svolgeva quasi in parallelo alla storia di Sheldon e Mel.

Poi riuscì ad ottenere un'intervista con Edward Eseltine. Il regista, pur non essendo gay, aveva reputato quel copione molto valido, ed anzi aveva messo un po' in secondo piano la storia dell'innamoramento della donna e dell'uomo ed aveva focalizzato di più la storia sui due giovani uomini.

"Hoxie e Kyser hanno avuto problemi a calarsi nelle loro parti?" ad un certo punto Brandon chiese al regista.

"Inizialmente Hoxie pareva non riuscire ad ingranare, ho perso più volte la pazienza con lui. Ma poi gradualmente si è sbloccato ed ha interpretato la sua parte molto bene, da vero professionista."

"Probabilmente per un attore eterosessuale è difficile immedesimarsi in un personaggio gay: non ha mai avuto simili esperienze su cui basarsi." disse Brandon.

"Se così fosse, come potrebbe mai un attore immedesimarsi in Giulio Cesare? No, l'attore deve innanzitutto, se è veramente un attore, immedesimarsi nell'umanità del personaggio, nelle sue certezze, paure, debolezze, nei suoi ideali. Un gay che si innamora, o che ha solo voglia di scopare, non è diverso da un eterosessuale che si innamora o che ha solo voglia di scopare. Il fatto che l'oggetto del suo desiderio sia diverso, non cambia le qualità di quel desiderio."

"Perciò, in un certo senso, era più difficile la parte di Mel, il lavoro di interpretazione di Brad Kyser?"

"Sì, penso di sì, nonostante non abbia incontrato difficoltà. Infatti in Mel è avvenuta una specie di conversione, ma non subitanea, non una caduta sulla via di Damasco. È stata una conversione lenta, sofferta, ma gradualmente accettata, con onestà. Mel Taylor, un ventenne nato e cresciuto nella nostra America puritana e calvinista, educato a considerare l'omosessualità, se non un crimine, se non una malattia, comunque una cosa immorale, ha dovuto rivedere totalmente i valori, o non-valori, che gli erano stati inculcati. Questo, Brad l'ha interpretato molto bene."

"Eppure nel personaggio di Mel, lei non ha messo in risalto un... dramma interiore. Mel sembra accettare di vivere quella... diversa storia d'amore, abbastanza serenamente."

"Certo. Proprio così ho voluto che fosse. Non doveva essere un dramma, una feroce lotta interiore, ma una graduale, onesta accettazione, come le ho detto, del fatto che l'amore, ma anche il sesso, non devono essere limitati da schemi precostituiti, non devono essere vietati o approvati. Se Mel avesse vissuto la sua conversione in modo drammatico, l'effetto sarebbe stato quello di dire, fra le righe, che l'amore eterosessuale è sano, positivo, mentre quello omosessuale è malato, negativo. Chi si accorge, per esempio, che si sta ammalando vive certamente un dramma, ma chi semplicemente cambia fra due cose entrambe positive, non può vivere il cambiamento in modo drammatico."

L'intervista con i due attori fu abbastanza simile. Brandon non sapeva che gran parte delle risposte che i due giovani attori gli davano, erano state preparate dai loro due agenti, di comune accordo.

Entrambi dissero che era stata un'esperienza interessante e che, se il serial in cui avevano recitato poteva favorire una comprensione della realtà di chi è gay, ne erano lieti. Entrambi dichiararono che loro rispettavano profondamente ogni orientamento sessuale e che qualsiasi discriminazione basata sulla sessualità doveva essere severamente condannata.

Brandon cercò di farsi dire, sia da Larry che da Brad, se avessero mai avuto esperienze personali riguardo alla sessualità gay... e tutti e due risposero che certamente conoscevano persone gay, lesbiche, bisessuali ed eterosessuali... Brandon insisté e, avendo chiarito che scriveva per una rivista gay, e di essere gay lui stesso, chiese a tutti e due come avrebbero reagito se qualcuno li avesse etichettati come gay.

Larry rispose, serio: "Sarebbe altrettanto ridicolo che etichettarmi come Larry Hoxie eterosessuale. Spero di essere valutato dal pubblico per la mia professionalità come attore e non per le etichette che mi appiccicano, e dagli amici per la mia personalità e non per il sesso della persona che viene nel mio letto."

Brad rispose ridendo: "Mah... Brad Kyser Gay... pare quasi un doppio cognome. Come Gay Lussac. Una volta, camminando per Ashland, la città in cui sono nato, ho visto una grande insegna su un negozio. Diceva: Jerry Brown, il migliore pasticciere della Broadway. Ammesso che fosse vero, mi stava bene. Non avrebbe avuto senso che vi scrivesse: Jerry Brown, il migliore pasticciere gay della Broadway. Infatti non esistono dolciumi gay o eterosessuali, ma solo buoni o mediocri o cattivi, no? Un'etichetta può essere utile se ti aiuta a fare una scelta, non solo per rispondere ad assurde e morbose curiosità. Se una ragazza o un ragazzo ci vuole provare con me, allora è utile che sappia se sono eterosessuale, bisessuale o gay... o altro. Al di fuori di questo..."

Brandon scrisse l'articolo per la rivista, e passò ad un altro film.

Però non riusciva a togliersi dalla testa "A Different Love Story" ed i due protagonisti. Si chiese perché non avesse domandato, né a Hoxie né a Kyser come era stato lavorare con l'altro, che rapporto avevano avuto durante le riprese delle scene delle varie puntate.

Revisionò le videocassette con tutte le puntate del serial, focalizzando la propia attenzione sulle scene in cui i due personaggi erano soli... tentando di leggere fra le righe. Non aveva le idee chiare su che cosa stesse cercando, in realtà, che cosa gli premesse capire. Aveva l'impressione che gli stesse sfuggendo qualcosa di imporante, ma non avrebbe saputo dirsi che cosa.

Usando due regisratori, estrasse dalla serie le scene che gli interessavano e le dispose una dopo l'altra, per visionarle senza essere disturbato dalle scene intermedie. Poi, mentre le vedeva per l'ennesima volta, si rese conto di una cosa a cui non aveva pensato: quella sequenza rispondeva al montaggio, ma non al calendario in cui erano state girate. Erano funzionali alla storia ed ai personaggi, non agli attori ed alla loro interazione.

Grazie ad alcuni amici, un giorno riuscì ad ottenere le fotocopie di tutto il calendario dei ciak e l'ordine esatto in cui erano state girate le scene, con gli opportuni riferimenti al copione.

Allora prese la cassetta che conteneva solo le sequenze in cui apparivano Mel e Sheldon da soli, cioè Brad e Larry, e la riversò su una cassetta vergine mettendole nell'ordine in cui erano state girate. Una volta terminato, rivide la nuova cassetta... e ne ebbe un'impressione fortissima, chiara: man mano che Larry e Brad procedevano nella registrazione delle scene... nei giorni, nelle settimane, nei mesi di lavoro... il loro rapporto cambiava. Erano sempre più in sintonia, sempre più perfetti...

Questo poteva essere semplicemente il frutto del fatto che più lavoravano assieme più si conoscevano e più risultava facile girare le scene assieme... Ma questa spiegazione non lo soddisfaceva affatto.

Poi un'idea lo folgorò: quei due s'erano innamorati uno dell'altro... e non solo secondo il copione. Quindi questo significava che erano entrambi gay!

Visionò infinite volte l'ultima cassetta che aveva preparato, alcune volte eliminando il sonoro, altre invece oscurando lo schermo ed ascoltando solo le loro voci... e si sentiva sempre più convinto di aver avuto la giusta intuizione.

Allora, avendo il numero di cellulare di tutti e due, decise di contattarli di nuovo, uno alla volta. Per primo ci provò con Brad.

"Pronto? Mister Kyser? Sono Brandon Sheeley, il giornalista..."

"Ah, sì, certo. Ma non ci si dava del tu? A che devo..."

"Sì, Brad. Avrei piacere di incontrarti di nuovo... ma questa volta non come giornalista. Su un piano privato, personale, se ti è possibile."

"Personale? A che riguardo?" chiese un po' incerto Brad.

"Preferirei spiegartelo di persona. Quando ci si potrebbe vedere?"

"Mah... Sabato e domenica prossima vado a rilassarmi un po' a Sarasola..."

"Florida? Sì so dove è."

"Scenderò al Waterfront Inn. Prendo uno chalet."

"Ci sarò, domenica mattina se per te va bene. A che ora?"

"Le... dieci?"

"Ottimo. Grazie."

Brandon arrivò allo chalet di Brad, che era steso su una sdraio a prendere il sole, con indosso solo uno stretto slip azzurro e pensò che l'attore aveva davvero un bel corpo, oltre ad un bel volto.

Brad lo riconobbe: "Ciao. Hai trovato facilmente?"

"Sì, grazie. Posso sedere qui?" chiese indicando uno sgabello accanto alla sdraio.

"Perché non ti levi qualcosa e non usi quella sdraio, invece?" propose Brad.

"Posso rimanere solo in boxers?" chiese Brandon spostando la sdraio e, all'assenso dell'altro, si liberò dai vestiti e si stese acanto a Brad. "Grazie per avermi permesso di venire a disturbare il tuo relax..."

"Mi hai detto che non è un'intervista ma una cosa personale..."

"Sì. Prima di... cominciare, se ti fidi, ti prometto che niente di quanto mi risponderai lo comunicherò ad altri senza un tua preventiva autorizzazione."

"Penso di potermi fidare. Ho letto l'articolo che hai scritto su A Different Love Story; mi è piaciuto. Allora, di cosa mi volevi parlare?"

"Dopo l'intervista che ti ho fatto, anzi, dopo che il mio articolo è stato pubblicato, qualcosa mi frullava per la testa e non mi dava pace. Così ho visionato ancora il serial che hai fatto con Hoxie... l'ho esaminato accuratamente... sono riuscito ad avere l'esatto calendario delle riprese ed a smontare e rimontare quelle che riguardavano te e Hoxie..."

"Ah, interessante. E?"

"Secondo me... sia tu che Larry siete gay e vi siete anche innamorati." disse Brandon guardando Brad negli occhi.

Brad chiuse gli occhi. Sembrò trattenere il respiro per un po', poi emise un lieve sospiro. Riaprì gli occhi e disse: "Io sono gay, è vero. E mi sono anche innamorato di Larry, anche questo è vero. Ma come vedi e sai, terminate di girare tutte le scene del serial, non ci si è più visti."

"Eppure... eppure sono quasi certo che anche Larry... col procedere delle riprese, si è innamorato di te."

"L'ho creduto anche io... Ma non è così. Mi sono sbagliato, mi sono illuso."

"Che ti sia sbagliato, illuso tu che ne eri innamorato, posso anche crederlo, capirlo. Ma io... che non sono coinvolto emotivamente, non credo proprio di essermi sbagliato. Per quanto Larry sia un ottimo attore... non so, ma mille particolari... sono troppo autentici per essere solo frutto di una recitazione ben fatta."

Brad lo guardò, poi disse: "Io, dopo che ci si è lasciati alla fine delle riprese, gli ho mandato un e-mail, in cui gli dicevo che ero innamorato di lui e che volevo provare a stare con lui... Per tutta risposta lui m'ha spedito una lettera raccomandata in cui mi mandava a quel paese. E ha anche cambiato il numero del cellulare e del telefono di casa. E non ha mai risposto ai miei e-mail. Chiaro, no?"

"Una lettera? Come mai una lettera raccomandata e non un e-mail? Non è strano?"

"Strano? Non so, perché?"

"Uno che ti vuole mandare a quel paese non si prende la briga di scrivere una lettera a mano, di andare all'ufficio postale per fare una raccomandata, quando un e-mail arriva sicuramente, celermente e senza tanto disturbo. Mi piacerebbe vederla, quella lettera..."

"Beh, sei fortunato, l'ho qui con me. Se aspetti un attimo, vado a prendertela."

Brad entrò nel bungalow, poi ne uscì e porse una busta a Brandon. Questi lesse.

"Ciao,

"in questi giorni ho ripensato parecchio a quanto c'è stato fra noi. Non posso negare che ho passato momenti piacevoli con te. Non era male scopare con te. Però mi è sempre più chiaro che fra di noi non ci può essere niente di serio. Non siamo mai stati una vera coppia, tu e io, e non possiamo esserlo, o per lo meno a me non interessa.

"Fatti la tua vita e tanti auguri, io voglio farmi la mia, a modo mio. Ti prego di non cercarmi, di non telefonarmi, non ho nessuna intenzione né di discutere né di cambiare idea. Se ti ho dato qualche illusione, anche se non credo, mi dispiace. Cerchiamo comunque di comportarci da persone adulte, quali siamo.

"Grazie, comunque, per le ore di piacere fisco che hai saputo darmi, ma scopare non è tutto nella vita.

"Larry"

"Sei sicuro che sia la sua scrittura?"

"Sì."

"Prima di questa lettera, vi eravate scamabiati e-mail?"

"Sì, più d'uno, anche se mai veramente espliciti."

"E li cominciava con un ciao, come questa lettera?"

Brad esitò, poi rispose: "No, li cominciava sempre con il mio nome..."

"Che qui non c'è. Poi dice: non siamo mai stati una vera coppia... ma se non avevate mai vissuto come una coppia, questa frase non ha senso. Posso chiederti un'altra cosa?"

"Certo."

"Quando eravate assieme, fra te e lui c'è stato solo piacevole sesso?"

"No, molto di più, per questo me ne sono innamorato. C'era... amicizia, comunicazione, confidenza..."

"Reciproca?"

"Sì, certo, reciproca."

"E allora che senso ha la frase finale: scopare non è tutto nella vita? Avrebbe avuto senso se fra voi due non ci fosse stato altro."

"Non so... resta il fatto che m'ha mandato questa lettera..."

"Qualcosa non mi convince."

"Comunque sia, dopo quattro anni... che importanza ha, ormai?"

"Da come lo dici... tu ne sei ancora innamorato. Mi sbaglio?"

Brad chiuse gli occhi e mormorò: "Non ti sbagli, no."


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