Larry emerse da quella "prova" con un lungo sospiro, a cui fece eco quello di Brad. Questi notò che l'altro guardava il soffitto con espressione intensa, seria ma tranquilla.
"Soddisfatto?" chiese Brad sottovoce.
"Sì."
"Davvero?"
"Sì."
"Non ti ho fatto male, no?"
"No. All'inizio era... strano. Poi... beh... stranamente piacevole. Poi piacevole e basta."
"Mentre ti prendevo... tenevi gli occhi chiusi."
"All'inizio... forse per una specie di... pudore, visto che tu non hai voluto spegnere la luce."
"Volevo guardarti in faccia. Un po' per... regolarmi; un po' perché a me è sempre piaciuto guardare in faccia il mio compagno."
"Con gli occhi chiusi, non ero disturbato."
"Disturbato?"
"Potevo analizzare meglio quello che... stavo provando."
"Bene. Sei soddisfatto, ora? Ti sei levato la curiosità?"
"Sì."
"Amici come prima?" chiese con lieve ironia Brad.
"No."
"Ehi, mica adesso ce l'avrai con me! Sei tu che..."
"Amici più di prima, volevo dire. Amici... piuttosto intimi, direi."
"Ah."
"A te è piaciuto farlo con me, no?"
"Sì."
"Perciò... ti va se lo facciamo ancora."
"Parli sul serio?"
Larry lo guardò con espressione assorta: "Mentre ero io a metterlo, non era poi così diverso dalle altre scopate. Un po' sì, ma non tanto. Il piacere, voglio dire. Mentre invece eri tu a mettermelo... non so come spiegartelo... come spiegarmelo... ma ho sentito che era... giusto."
"Forse tu sei bisex, Larry."
"Forse. Ma perché non gay?"
"Non lo so. Dopo tutto sono solo tre etichette, etero, bisex e gay... e non credo che si può dividere tutta l'umanità in tre soli gruppi... Ma a te cosa piacerebbe essere?"
"Me stesso, né più né meno. E tu mi stai aiutando a capire che cosa sono. E di te mi fido."
"Cioè?"
"Non cerchi di convincermi che io sono in un modo o in un altro. Anche tu vuoi semplicemente capire. Allora, ci stai a farlo di nuovo con me?"
"E perché no."
"Non è necessario che... che smetti con quell'Evaristo."
"Né tu con le ragazze. Dopotutto... mica siamo una coppia, no?"
"Se fossimo una coppia, tu e io... saresti geloso? Saresti fedele?"
"Geloso no, ma fedele penso di sì. E tu?"
"Non lo so ancora. Con Carole, anche se stiamo insieme, non siamo veramente una coppia. È solo qualcosa che conviene all'immagine di tutti e due. Una cosa che ha combinato Richard Siccardi, il mio agente."
"Capisco, anche il mio agente, Arthur Shuleman, ci ha provato ad appiccicarmi una girlfriend, ma io ho rifiutato."
"Ma il tuo agente... sa che sei gay?"
"Sì. Mi ha solo chiesto di non farlo sapere in giro, soprattutto ai media."
"E hai accettato."
"Era una condizione che ha posto chiaramente, e Arthur è un ottimo agente, perciò mi è convenuto accettare, purché non tentasse di appiccicarmi addosso una ragazza. Non dire la verità posso accettarlo, ma essere ipocrita e falso, no."
Così iniziò, fra Larry e Brad, una strana relazione in cui non si consideravano una coppia, ma si trovavano abbastanza spesso per godersi l'un l'altro. Poiché spesso si trovavano per preparare assieme le scene in cui dovevano apparire tutti e due, nessuno del set o dello staff immaginò o sospettò nulla. Solo Eseltine, il regista, notò che finalmente Larry "era entrato pienamente nella parte" ed era assai soddisfatto.
Chi invece sospettò qualcosa, furono i due agenti di Brad e Larry, quello di Larry per primo. Richard Siccardi chiamò al telefono Arthur Shuleman e gli chiese di incontrarsi. Si conoscevano poco più che di vista, anche se si chiamavano per nome.
"Arthur, non hai notato niente di strano, tu, fra Brad e Larry? Ne sai qualcosa?"
"Mah... mi pare che hanno legato molto bene..."
"Brad è gay, non è vero?"
"Ha qualche importanza?"
"Sì, se è vero quello che sospetto."
"Cioè? Cos'è che sospetti?"
"Che scopa con il mio Larry."
"Ma Larry... per quello che ne so, non ha mai avuto certe... tendenze, anzi! Cosa ti fa pensare una cosa del genere?"
"Sensazioni... sempre più forti."
"Beh, se Larry fotte Brad... basta che non si sappia in giro e sono cazzi loro."
"Ho lavorato per anni per fare di Larry il nuovo idolo delle donne, e ci sono riuscito. Non mi posso permettere che... Se quei due si mettessero insieme, sarebbe un disastro, non lo capisci? Dobbiamo impedirlo a tutti i costi!"
"Sì, capisco. Beh, li terremo d'occhio."
"E dobbiamo restare in stretto contatto, tu e io, per evitare, se non ho torto a pensare che..."
"Magari è solo un'avventuretta senza conseguenze. Però sono d'accordo con te. Terremo gli occhi bene aperti e al minimo problema..."
Le prime puntate di "A Different Love Story" cominciarono ad apparire alla TV, mentre Eseltine e gli attori giravano le scene per completare le ultime puntate.
Il nuovo serial ebbe un'accoglienza piuttosto tiepida, nonostante la bravura del regista e degli attori, le belle inquadrature e la storia inusuale. Fu accolta con molto favore dalle comunità gay, con feroce avversione dalla "cintura biblica" del sud degli States. Ma sia le une che le altre prese di posizione non ebbero molta eco nei mass media nazionali.
Questo fece decidere al produttore di non dare seguito al serial, almeno per il momento. Terminate guindi di girare anche le ultime scene, il cast si disperse.
"Ci rivedremo?" chiese Brad a Larry, quando si salutarono.
"Penso proprio di sì, che il lavoro ce lo permetta o no. Hai la mia e-mail, io la tua. Teniamoci in contatto. Scambiamoci anche i numeri dei nostri cellulari..."
"Io non ce l'ho, non l'ho mai voluto. Già mi secca abbastanza quando mi telefonano a casa... Comunque dammi il tuo."
Brad aveva già una nuova scrittura per un altro serial che si doveva girare nel Wyoming a cominciare dalla settimana seguente. Larry invece, avendo la scrittura per un film le ci riprese sarebbero iniziate tre mesi più tardi, tornò alla propria villa, dove frattanto era tornata Carole dalla sua ultima tourné di sfilate in Giappone, Nuova Zelanda e Australia.
Inevitabilmente, Larry iniziò a fare paragoni fra Carole e Brad... sempre più a vantaggio di Brad. Come personalità Brad era una persona a tutto tondo, non piatta come la bella modella. Come carattere, Brad era più interessante, gradevole, gentile di Carole. E anche a letto, lo ammise senza difficoltà, con Brad provava quasi più piacere che con la sua fidanzata ufficiale.
Un giorno, sorseggiando un drink, con indosso solo un paio di shorts, i piedi sul tavolo dell'elegante soggiorno, guardava il corpo snello, un po' troppo, quasi anoressico, di Carole che girava per il soggiorno indossando soltanto un succinto bikini. Il corpo di Brad, pensò, trasudava salute, forza, bellezza...
"Dovresti mangiare un po' di più... fare una dieta più equilibrata. Pare che stai in piedi per miracolo..." disse Larry.
"Lo sai che ho le misure ideali per il mio lavoro, no?" rispose Carole.
"Per me... sei troppo magra, invece. Sei più fragile di una libellula."
"Beh, è un complimento. Essere fragili è molto femminile, no? Mica vorresti una cicciona come compagna..."
"No, una cicciona no, certo. Però... sei più magra di una Barbie!" disse e pensò: "E con altrettanto cervello!"
Carole fece spallucce, prese la sua trousse ed iniziò a truccarsi.
"Che fai? Devi uscire?" le chiese Larry.
"No, perché?"
"Che bisogno hai, allora, di truccarti?"
"Curare il proprio aspetto è essenziale, per una vera donna." ribatté la ragazza continuando a truccarsi.
"Temi di non essere abbastanza bella... al naturale?" le chiese con lieve ironia Larry.
Per la prima volta Larry si sorprese a pensare che anche il corpo di Brad era assai più piacevole da guardare che non quello di Carole. Eppure la ragazza era reputata una delle più belle indossatrici e modelle sul mercato...
Ma allora... perché continuava ad avere per casa Carole, invece di Brad, visto che il ragazzo risultava vincente su tutta la linea? si chiese. Non prese subito una decisione, non era ancora pronto. Ma questa stava lentamente maturando in lui, man mano che cresceva un vago senso di nostalgia per le lunghe e piacevoli chiacchierate con Brad, e per le altrettanto lunghe e piacevoli sessioni di sesso sul suo letto.
Anche a Brad mancava Larry. E se qualcosa ti manca, logicamente, la desideri. Si erano scambiati diversi e-mail, in cui però nessuno dei due aveva osato sbilanciarsi più che tanto, a parte dimostrare una certa nostalgia l'uno per l'altro. Ma i loro messaggi, intercettati da Richard e Arthur, misero in allarme i due agenti che erano già sul chi vive.
Tanto più il giorno in cui Carole arrivò, furibonda, nello studio di Richard. Sventolando una busta bianca, disse, inviperita: "Mi ha dato il benservito, lo stronzo! Mi ha scaricato come un sacco di vestiti vecchi!"
"Cioè?" chiese Richard sentendosi formicolare il cuoio capelluto.
"Leggi!"
Richard prese la busta, la aprì e ne estrasse un foglio su cui Larry aveva scritto, a mano. Lesse le poche righe.
"Ciao,
"in questi giorni ho ripensato parecchio a quanto c'è stato fra noi. Non posso negare che ho passato momenti piacevoli con te. Non era male scopare con te. Però mi è sempre più chiaro che fra di noi non ci può essere niente di serio. Non siamo mai stati una vera coppia, tu e io, e non possiamo esserlo, o per lo meno a me non interessa.
"Fatti la tua vita e tanti auguri, io voglio farmi la mia, a modo mio. Ti prego di non cercarmi, di non telefonarmi, non ho nessuna intenzione né di discutere né di cambiare idea. Se ti ho dato qualche illusione, anche se non credo, mi dispiace. Cerchiamo comunque di comportarci da persone adulte, quali siamo.
"Grazie, comunque, per le ore di piacere fisco che hai saputo darmi, ma scopare non è tutto nella vita.
"Larry"
Richard posò il folgietto sulla scrivania: "Non avevi sospettato niente, prima di... di questa?" le chiese.
"No. Beh, era un po' strano... ha cominciato a criticarmi, per come mi comportavo, per il mio aspetto, per... Prima non l'aveva mai fatto, pareva che gli andavo bene come sono."
"Non gli hai chiesto perché? Che aveva?"
"Ma no. Ho pensato che forse era solo un po' stanco, o aveva la luna per traverso, ma che gli sarebbe passata e invece..."
"E... che pensi che ci posso fare io? Vuoi che gli parli? Che gli chieda come mai..."
"Ma no, chi lo vuole più quello stronzetto che non ha nanche le palle di dirmelo guardandomi negli occhi ma mi manda una letterina... Solo che non mi va che venga fuori nei mass media che sono stata scaricata. Ne va della mia... dignità, no? Perciò, se non vuoi che vada in giro a sputtanarlo, devi pensare qualcosa che mi faccia uscire a testa alta da questa... da questa cosa. Cazzo, due anni sono stata la sua ragazza ufficiale, no? Mi dovrà bene qualcosa, no?"
"Soldi?"
"Guadagno quasi più io di lui... Mi basta che monti qualcosa che... Deve risultare chiaro per tutti che sono io a aver rotto con lui. E tu devi aiutarmi a montare la storia."
"Sì, d'accordo, va bene. Lasciami solo qualche giorno. Mi faccio vivo io." le disse Richard.
Carole andò via, senza riprendere la lettera di Larry, che rimase sulla scrivania di Richard. Questi la piegò, la rimise nella busta e la ripose in un cassetto della scrivania.
Poi chiamò al telefono Larry e gli annunciò che andava a trovarlo. Prese l'auto ed andò fino alla villa dell'attore. Lo trovò steso al bordo della piscina, che leggeva un libro.
"Oh, Richard, cosa c'è di tanto urgente e riservato da non parlarmene per telefono e precipitarti fin qui?"
Richard prese un cuscino e sedete accanto all'attore: "Hai dato il benservito a Carole. Perché non me ne hai parlato?"
"Te l'avrei detto alla prima occasione. Scommetto che è corsa da te a piangere. Se vuole soldi, dagliene."
"No, le basta che montiamo una storia in modo che risulti che è stata lei a lasciare te. Ma dimmi..." chiese Richard guardandolo dritto negli occhi, "È per quello che c'è stato... fra te e Brad?"
Larry lo guardò stupito, poi fece spallucce: "E se anche fosse?"
"Non avrai mica intenzione... di metterti con Brad Kyser, no? Se anche ti sei voluto togliere un capriccio con lui... cazzo, mica sei un frocio, tu!"
"No, hai ragione, Richard, sono sicuro di non essere un frocio. Sono ancora incerto se sono un bisessuale che però ha capito di preferire i maschi o se sono un gay. Ma un frocio, proprio no. Chiaro?"
"Larry, devi levartelo dalla testa! Non capisci che rischi di rovinarti la carriera proprio sul nascere?"
"Non siamo più al tempo delle streghe di Salem, Richard..."
"Ah no? Povero illuso. Citami un solo attore famoso che sia apertamente gay e poi ne riparliamo. Uno solo, Larry. E citami anche un solo attore di cui si dica che è gay e che ottiene ancora buone scritture."
"Beh... rinuncerò a diventare famoso, rinuncerò a buone scritture, se è necessario. Ma io ho proprio l'intenzione di chiedere a Brad di metterci a vivere assieme. Non lo so se lui accetterà, ma penso di sì. Si stava troppo bene insieme, lui e io... e non solo a letto. Non lo so se è già... amore, per lui, per me, ma so che ci possiamo provare, che potrebbe esserlo o diventarlo."
"Amore! Non essere ridicolo, Larry. Se ti piaceva metterlo in culo a Brad..."
"E lui a me, Richard, e lui in culo a me! Ma non è solo quello."