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una storia originale di Andrej Koymasky


pin UN FILM NATO MALE PARTE 8
UN'INATTESA EVOLUZIONE

Gli era piaciuto fare l'amore con Evaristo e di tanto in tanto lo facevano ancora. Brad venne a sapere che il bel chicano aveva un boyfriend a Sacramento, con cui stava da otto anni.

"Ma... vi volete bene?" gli chiese Brad.

"Ti chiedi perché lo faccio con te? Sì, ci vogliamo bene. Solo che... è troppo che siamo separati. E tu... mi ricordi un po' lui, fisicamente. Da quando ci siamo messi insieme, tu sei solo il secondo con cui lo tradisco. Il primo... tre anni fa, quando il mio Dave fece un viaggio di sei mesi in Australia."

"E lui... lo sa?"

"No, ci starebbe troppo male. Solo che io... non riesco a stare a lungo senza fare niente. Specialmente quando incontro ragazzi belli e disponibili come te. Ma tu, non ce l'hai il boyfriend?"

"No. Ho avuto qualche relazione in passato, ma mai niente di serio."

"Mi piace come fai l'amore... e anche il tuo carattere, oltre al fisico, s'intende, che è la prima cosa che uno nota. Penso che quando ti farai un boyfriend, quel ragazzo potrà dirsi fortunato."

"Tutto sommato ho solo venti anni, c'è ancora tempo per pensare ad una relazione seria."

"Beh, io quando mi sono messo con Dave ne avevo ventidue. Solo due più della tua età."

"E lui?"

"Ventisei. Era stato appena assunto come assistente all'università di Sacramento. Io allora lavoravo per una ditta di computer ed ero stato mandato da lui, nel suo studio, per spiegargli come usare il computer che gli avevamo fornito... E lui m'ha fatto capire che gli piacevo. Anche lui mi piaceva e così... ci abbiamo provato e dopo tre mesi ci siamo messi assieme."

"Tu sapevi già di essere gay, no?"

Evaristo ridacchiò: "Altroché. L'ho capito che avevo tredici, quattordici anni e ho avuto la mia prima esperienza quando ne avevo sedici. Nei cessi della mall di Vallejo, dove abitavo allora. Un tizio di diciannove anni m'aveva toccato, s'era fatto toccare... e poi m'aveva portato a casa sua. Per un po' ho fatto parte del suo... harem, come lo chiamava lui. Aveva altri tre ragazzi, oltre me, tutti fra i quindici e i diciassette anni. Ci faceva fare fra noi quattro, poi lui se ne sceglieva uno e se lo faceva."

"Io non l'ho mai fatto in tanti..." disse Brad.

"Può essere divertente... lo era... Ma a un certo punto mi sono accorto che mi piaceva di più farlo solo in due. Poi i miei si sono trasferiti a Sacramento... Scoprii che si batteva al McKinley Park, e lì ho trovato qualche avventuretta... finché ho incontrato Dave e ho messo la testa a posto... o quasi." concluse il giovanotto sorridendo.

Un giorno Larry, mentre stava pranzando in un ristorantino con Brad, gli chiese: "Te la fai con quel tecnico degli impianti informatici, o mi sbaglio?"

"No, non ti sbagli. Ogni tanto... viene da me."

"Ti piace?"

"Abbastanza. Oltre a scopare, si parla. Gradevoli tutte due le cose."

"A me, con le ragazze, di solito basta solo la prima cosa." disse Larry riadacchiando e fece un discreto gesto con la mano per rendere più chiaro a che cosa si riferisse.

"Anche con... Carole?" gli chiese allora Brad.

"Più o meno. Credo che con una ragazza ci può essere o solo sesso o solo amicizia. E con Carole, il sesso c'è. Di buona qualità."

"No... per me l'ideale è quando ci sono almeno tutte e due le cose: sesso e amicizia. O almeno comunicazione."

"Almeno tutte e due? E cosa altro?"

"Amore, no?"

"Perché, tu ci credi all'amore?"

"Certo che ci credo. Tu no?"

"Beh... non lo so, sinceramente. A volte penso che voi gay siete più consevatori di noi etero. Credete nell'amore, volete il matrimonio..."

"Non siamo tutti uguali. Ce ne sono anche che non gliene frega niente né di amore né di matrimonio. E poi... io credo che dire voi gay sia un po' come dire voi biondi... In cosa sono uguali due biondi a parte il colore dei capelli... che comunque comprende un sacco di sfumature?"

"Ancora i miei pregiudizi?" gli chiese Larry.

"Mi pare che ne hai già superati parecchi. Sei addirittura arrivato a dire che io bacio meglio della maggiornza dele ragazze!" gli disse con ironia Brad.

"Beh... peccato che sei un maschio... e che devi sempre tenere quell'ombra di barba che pare carta vetro, quando dobbiamo fare le scene guancia a guancia." rise Larry.

"A me non dispiace per niente essere un maschio. Quanto al velo di barba... esigenze di copione, per farmi sembrare anche più virile, più etero... I soliti cliché."

"Tu non hai proprio niente di effeminato."

"Neanche tu, e devi evitare di cercare di sembrarlo, sul set."

"Sì, l'ho capito. Fra il nostro Eseltine e tu, siete riusciti a ficcarmelo in testa. Si può essere gay pur essendo virili... come sei tu."

"Ti preoccupa la scena che dobbiamo fare nudi a letto?" gli chiese Brad.

"Beh, possiamo tenere le mutande, perché comunque il lenzuolo ci copre, lì, e possiamo sembrare nudi, ha detto Eseltine. Anche per la scena in cui si deve far intuire che stiamo scopando."

"Sai quando uscirà la prima puntata di questo serial?"

"Ho parlato proprio ieri col montatore. Dice che ci sono solo due scene da girare per completare la prima puntata. Ma non la fanno uscire finché non ce ne sono una decina già pronte."

"Già, era più o meno così anche quando partecipavo a serial TV prima che mi chiamasse Eseltine... Mi chiedo come sarà accolta questa... Different Love Story. In altri serial a volte c'era una figura gay di sfondo, secondaria, ma qui la storia è tutta incentrata su un amore gay..." disse Brad, pensieroso.

Si trasferirono tutti a Boston per girare alcune scene di interni nei teatri di posa. Anche qui continuavano a vivere tutti nelle roulotte, sistemate solo un po' più vicine nel parcheggio degli studi cinematografici; era più funzionale.

E finalmente, si dovette girare la prima scena che avrebbe visto Sheldon e Mel nudi a letto. Era una scena che doveva venire prima del famoso bacio, in cui non accadeva niente di sessuale, ma solo un graduale avvicinamento, una crescente confidenza ed intimità fra i due protagonisti.

I due, dopo un furioso acquazzone che li aveva bagnati fino alle ossa, dovevano raggiungere uno chalet dove si spogliavano, mettevano i panni ad asciugare accanto a una stufa che avevano acceso, e si stendevano sull'unico letto, a due piazze, attendendo di poter indossare gli abiti asciutti. La scena dell'acquazzone era già stata girata in esterno, dalle parti di Charlottesville.

Brad e Larry, dopo essere stati sotto la doccia completmente vestiti per entrare nello chalet grondanti, girarono le tre scene in cui si spogliavano, accendevano la vecchia stufa di ghisa, vi stendevano accanto i loro abiti, e si infilavano nel letto, parzialmente coperti dal lenzuolo. Dovettero solo ripetere una volta quella in cui accendevano la stufa, il resto andò liscio alla prima ripresa.

Poi si girò la scena in cui, stesi sul letto, chiacchieravano, e in cui Sheldon confessava a Mel di essere gay. Per motivi di ripresa da diverse angolazioni, dovettero ripeterla tre volte.

Stavano appunto ripetendola per la terza volta, quando si udì un forte scoppio e tutto lo studio piombò nel buio. Un cortocircuito. Esclamazioni, domande, qualcuno muovendosi inciampò, bestemmiò e si udì qualcosa crollare.

"Nessuno si muova o rischiamo solo di aumentare il casino!" ordinò il direttore di scena. "Chi è vicino alla porta?"

"Io, Masters."

"Bene, Masters, esci e vai a cercare una pila, e vedi se stanno cercando di ristabilire la corrente..."

Nella confusione, Brad sentì Larry addossarglisi. Ne fu un po' sorpreso. Poi Larry gli prese il volto fra le mani e lo baciò...

"Che fai?" sussurrò Brad completamente sbalordito.

Una mano di Larry scese a carezzarlo fra le gambe, a palpare i suoi genitali attraverso la telina delle mutande.

"Ehi..." mormorò Brad, sentendosi formicolare il cuoio capelluto, emozionato, ma senza muoversi.

"Ssst! Ho voglia di te e ... non sapevo come dirtelo..."

"Scherzi?"

"No..."

"Smettila... da un momento all'altro può tornare la corrente..."

"Stanotte... da te..." bisbigliò Larry.

"Allontanati, adesso. Lasciami."

"Ma stanotte, da te. D'accordo?"

"Ne parliamo dopo... Dai!" disse Brad turbato.

Larry si staccò da lui, ma una sua mano si posò su quella di Brad. "Stanotte..." ripeté Larry in un soffio appena udibile nella confusione che ancora regnava nel teatro di posa.

"Sì... sì, ma smettila, Larry..."

Si videro arrivare tre lampade a batteria.

"Stanno rimettendo a posto l'impianto... fra pochi minuti dovremmo avere di nuovo la corrente." disse una delle voci quasi gridando per farsi sentire.

"Come mai non si sono accese le luci di emergenza?" chiese qualcuno.

"Il cortocircuito ha danneggiato anche la linea d'emergenza. Stanno sostituendo le parti rovinate."

Brad si alzò a sedere sul letto e si guardò attorno. La luce delle tre lampade di emergenza ora rendevano parzialmente visibile il grande studio.

"Tutto bene voi due?" chiese la voce del regista, "Larry, Brad?"

"Non ci siamo mossi dal letto. Se facevate meno casino si poteva fare un pisolino!" rispose Larry.

Dopo poco le luci tremolarono, poi si spensero di nuovo. Poi finalmente entrò in funzione l'impianto d'emergenza.

"Per il momento smettiamo qui. Riprendiamo quando sarà tutto sistemato!" disse Eseltine.

"Qualcuno ci porta per favore i nostri vestiti?" chiese Brad ad alta voce.

"Ci penso io, bellezza!" rispose la guardarobiera, "Li avete lasciati nell'ante-doccia, no?"

"Sì, Margareth, grazie."

Si rivestirono ed uscirono dallo studio.

"Vieni al bar a prendere qualcosa?" Larry chiese a Brad.

"Sì, ne ho bisogno..."

Avvertirono che andavano al bar degli studio, li avrebbero trovati lì, se si poteva riprendere a girare.

Sedettero ed ordinarono due birre. Mentre le sorseggiavano, si guardavano negli occhi.

"Allora?" chiese Larry dopo un po'.

"Ma che t'ha preso, prima?"

"Voglia di provarci... con te."

"E perché?"

"Per vedere come è..."

"E io dovrei farti da cavia?"

"Beh... perché no? Dopo tutto ti sei prestato a insegnarmi a baciare un uomo, no?"

"Non dobbiamo mica girare una scena in cui scopiamo davvero. Il copione dice solo che si deve intuire che stiamo scopando. Basta fingere."

"Ma se lo facciamo, da te... anche fingere di scopare mi riesce meglio, no?"

"Incredibile serietà professionale!" gli disse con sarcasmo Brad.

"Non ti andrebbe di scopare con me? Non ci hai mai pensato? Non t'è mai venuta voglia?"

"Ma io sono gay, mica tu."

"Perciò ci hai pensato..."

"Beh... tu saresti il mio tipo. Certo che ci ho pensato."

"E allora? Adesso che te ne do l'occasione, ti tiri indietro?"

"Mi chiedo solo che t'ha preso. Non è che ti manchino le distrazioni, mi pare."

"Quelle sono ragazze. M'è venuta voglia di provarci con un ragazzo. Con te."

"E perché con me?"

"E con chi, se no? Con te... c'è confidenza, no? E ci si è pure baciati... parecchie volte. E a te è piaciuto... e anche a me."

"Vuoi che ti facio una pompa e che poi me lo lascio mettere in culo?" gli chiese Brad a metà fra il divertito e l'ironico.

"Sì, certo."

"Pagati una marchetta, allora."

"Potrei farlo... ma penso che con te sarebbe meglio."

"Bene. E allora facciamo così: se tu prima mi fai una pompa e te lo lasci mettere in culo... dopo puoi farlo tu con me." gli disse in tono di sfida Brad, sicuro che l'altro avrebbe fatto precipitosamente marcia indietro.

"Credo che... si può fare." mormorò Larry.

Brad lo guardò a boca aperta e scosse lentamente il capo. "Ma che t'ha preso, Larry? Un gay non può diventare etero né un etero diventare gay."

"D'accordo. Ma tu m'hai detto che un gay è spesso in grado di farlo con una donna, no? Perciò anche un etero è in grado di farlo con un uomo, penso. In carcere... i marinai... nei collegi..."

"Per necessità."

"Che ti costa?"

"Niente. Anzi... Ma tu... Una cosa è pensare che ti va di provarci, una cosa è farlo davvero. Poi, magari, ti penti e te la prendi con me."

"Non sei tu che me l'hai chiesto. Sono io."


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