Il produttore rese il copione al regista Edward Eseltine ed annuì: "Sì, Ed, sono d'accordo con te, può diventare un serial di successo, se sappiamo scegliere gli attori giusti e presentare la storia con la giusta miscela di soft e quasi hard, come dici tu. Hai già in mente gli attori?"
"No, Dave, ma se mi dai il via, ho in mente di contattare alcuni agenti che in passato mi hanno proposto attori validi, in gamba. Un paio di nomi importanti per i personaggi di secondo piano, giovani promettenti per quelli principali, e buone comparse..."
"E dove pensi di girare gli esterni?"
"Alla foce del Potomac, nella Chesapeake Bay, che ci offre paesaggi abbastanza variati per le varie parti della storia."
"E il titolo? Lasceresti questo o ne facciamo studiare un altro ai nostri esperti?"
"A Different Love Story mi pare buono. Dopo tutto è due volte diversa, una perché è un amore gay, e l'altra perché tratta della seduzione di un etero da parte di un gay. Abbastanza piccante, no?"
"Va bene, entro domani i miei legali metteranno a punto i dettagli, poi puoi partire."
Edward aveva fretta, non voleva perdere tempo, perciò, appena tornato a casa, contattò immediatamente e personalmente gli agenti che potevano avere buoni nomi da proporgli, fissando i vari apputamenti.
Nel frattempo Brad, che aveva compiuto i venti anni, essendo scaduto il contratto con Donald, e un po' stanco della relazione con questi, che ormai si trascinava solo perché all'agente piaceva fottere con lui, ma senza una vera soddisfazione da parte di Brad, aveva cambiato agente.
Si era affidato ad Arthur Shuleman, che aveva conosciuto in quanto questi era l'agente di attori con cui aveva avuto modo di lavorare.
Quando gli aveva chiesto se fosse disposto ad occuparsi di lui, Arthur gli aveva risposto: "Beh, Kyser, ti ho visto lavorare e penso che tu abbia molto talento. Però mi risulta che tu sei gay..."
"Non vedo il problema. Mica le sto chiedendo di venire a letto con me, no?" rispose Brad un po' stupito da quell'esordio, sorridendo.
L'altro restò serio: "Un attore esplicitamente gay non ha futuro, qui da noi e ai nostri giorni. Certo, apparentemente oggi la società è più aperta, permissiva di qualche tempo fa, ma in realtà non accetta ancora i gay. C'è ancora molta ipocrisia e perbenismo. Perciò accetto volentieri di essere il tuo agente, purché tu ti impegni a tenere ben nascosta la tua sessualità."
"E magari anche ad avere una fidanzata ufficiale che mi faccia da paravento?" chiese un po' seccato e un po' sarcastico il giovane attore.
"Non necessariamente, anche se non farebbe male alla tua immagine. Ma come minimo dovresti farti vedere in giro con qualche bella ragazza e mai a braccetto o in atteggiamento intimo con un ragazzo. Queste sono le mie condizioni."
"Fino ad ora nessuno m'ha mai visto in giro a flirtare con un ragazzo, no? Né frequentare pub, saune, discoteche, club gay... che d'altronde non mi hanno mai interessato molto e ci sono andato piuttosto di rado, fino ad ora."
"Non è quello. Potresti anche andare in un club o una discoteca gay... magari non in una sauna... ma solo se ci vai, per esempio, con una ragazza e balli con lei... per... curiosità, diciamo. E non agganci lì un tuo eventuale partner."
"Ma la mia vita privata..."
"Un attore, più diventa famoso, meno ha una vita privata. E comunque non ha una vita privata nei momenti in cui frequenta locali pubblici, no? A casa tua quello che fai, purché con le dovute cautele, fa veramente parte della tua privacy. Sempre se sei molto discreto. Comunque, Kyser, queste sono le mie condizioni se vuoi che accetti di diventare il tuo agente."
"So che sei molto in gamba come agente, perciò... mi conviene accettare. Anche se tutta questa ipocrisia mi fa veramente dare di matto. Posso farmi vedere in giro abbracciato a una ragazza, anche se poi a letto facciamo le porcate più immonde, ma non posso farlo con un ragazzo, anche se a letto facciamo l'amore teneramente."
"Potrei anche essere d'accordo con te, ma così è il mondo e né tu né io lo possiamo cambiare. Un buon agente deve occuparsi innanzitutto dell'immagine pubblica di chi rappresenta, se vuole venderne bene il lavoro. Perciò ricordati che se sarò il tuo agente ti starò alle costole più di un padre, una madre, una moglie ed un... poliziotto sommati insieme!"
"Bella prospettiva." disse a mezza voce Brad.
"E... o ti impegni a fare quello che ti dico, o ti scarico, chiaro?"
"Sì... mein fürer!"
Così fu che, avendo Edward Eseltine convocato, fra gli altri agenti, Richard Siccardi e Arthur Shuleman, pose gli occhi sui loro rappresentati Larry Hoxie, che a questo punto aveva ventitré anni, e su Brad Kyser che ne aveva venti.
Poiché, almeno nell'ambiente, la sessualità di Brad era un segreto di pulcinella, Arthur chiese al regista se Brad avrebbe dovuto fare la parte del ragazzo gay che seduce l'altro.
"Ma no. Guarda le foto: fra Larry Hoxie e il tuo Brad, chi ha più l'aspetto virile? Brad, di sicuro. Sarebbe poco credibile che il maschio Brad sia gay e il gentile Larry no..."
"Ma la realtà è quella."
"Arthur, lo sai bene che spesso la raltà non è credibile quanto la finzione, no? Non sei un novellino."
"Ma Hoxie ha accettato di fare la parte del gay?" chiese Arthur.
Proprio in quel momento, più o meno, Larry stava discutendo, piuttosto seccato, con Richard Siccardi: "Ma che senso ha che io debba fare la parte del gay che seduce quel frocio di Brad Kyser che dovrebbe fare la parte di un etero? Non sarebbe più logico che..."
"Larry! Sei o non sei un buon attore?"
"Sì, ma non vorrei che una volta che faccio una certa parte mi appiccicano addosso un'etichetta... Mi seccherebbe."
"Diranno solo che sei stato in gamba a fare quella parte. D'altronde tutti sanno che in realtà sei fidanzato con Carole, no? Davvero non capisco cosa ti sta prendendo, adesso. Dio santo, lavorare con Eseltine può essere la tua fortuna, non lo capisci? Che ti costa fare due scheccate davanti alla telecamera?"
"Ma... ho dato un'occhiata al copione e certe scene... Cazzo, Richard, nudo in letto con quell'altro a pastrocchiarsi, a baciarsi... mi fa schifo solo a pensarci..."
"Non mi dire che ogni volta che hai dovuto fare gli occhi dolci, baciare o... pastrocchiare, come dici tu un'attrice ti piaceva! Dovevi farlo in modo credibile e lo facevi, no?"
"Ma almeno era una donna, cazzo!"
"E tu fai finta che lo fai con una donna, no? Ma insomma, sei o non sei un buon attore? Credevo di sì. Se devi fare la parte del killer, mica è che ti piacerebbe essere un killer, no? O per fare la parte di un prete, mica devi credere in dio, no? Ti cali nella parte e basta."
"Ma sì, ma sì... va bene." disse Larry con espressione corrucciata e tono stanco. "Vedrò di fare la checca in modo convincente."
Quando Larry e Brad, firmati i contratti, incontrarono Eseltine e per la prima volta si incontrarono, si studiarono a lungo. Non si erano mai incontrati prima, non avevano mai lavorato assieme.
Brad si sentì subito attratto da Larry, gli piaceva davvero molto, fisicamente, e pensò che l'avrebbe sedotto volentieri, anche se secondo il copione doveva essere Larry, nella parte di Sheldon Burke, a sedurre lui, nella parte di Mel Taylor. Beh, sì, si sarebbe anche lasciato sedurre, comunque. Quell'aria a metà fra il mascalzoncello ed il ragazzo ingenuo era davvero seducente.
Larry guardò Brad e pensò alle scene di seduzione e di sesso che avebbe dovuto girare con quel ragazzo... e gli si contrasse lo stomaco. Brad era quanto di meno femminile uno potesse immaginare, sia fisicamente che come comportamento. Comunque doveva ammettere che era ben fatto ed aveva un sorriso aperto, gradevole, da bravo ragazzo, pulito.
Il regista discusse con i due, e con gli altri attori del cast, come intendeva lavorare e comunicò loro che presto si sarebbero trasferiti tutti nella Chesapeake Bay per girare gli esterni. Per gli interni, si stavano già allestendo i necessari ambienti in un teatro di posa di Baltimora. Per comodità, tutta la troupe, cast e staff, avrebbe vissuto e si sarebbe trasferita da un set all'altro usando roulottes.
"Tu Hoxie non hai mai lavorato per un serial, vero? Solo film, se ricordo bene."
"Esatto."
"Ci sono parecchie differenze nel modo di girare. Chi di voi ha già lavorato per un serial può eventualmente assistere Hoxie." disse il regista.
"Nessun problema, io ho partecipato più a serial che a film, anche se mai come protagonista. Ci penso io a dargli una mano, se Larry avesse problemi." si offrì immediatamente Brad.
La segretaria di Eseltine distribuì a tutti gli attori il calendario delle riprese, con segnati i vari luoghi, gli orari, ed i nomi degli attori impegnati in ogni scena. Il regista commentò brevemente il calendario con gli attori, sottolineandone alcuni aspetti. "Comunque le vostre roulottes saranno tutte collegate con un sistema intranet, e per vedere se ci sono varianti a questo calendario, potete collegarvi e farvi una nuova stampa." spiegò il regista.
Avevano due giorni di tempo per recarsi tutti alla "base", cioè dove erano state istallate le roulottes. Brad riempì un paio di borsoni con le sue cose li fissò alla sua moto e vi si recò. Fu uno dei primi ad arrivare. Gli fu indicata la sua roulotte. Era più grande di quanto avesse pensato, arredata in modo funzionale, ed aveva già tutto il necessario per viverci. Vi sistemò le proprie cose. Vide che su una parete era stata appesa una mappa con la posizione delle roulottes ed i nomi degli occupanti in ognuna di esse, o della funzione di ogni roulotte. Notò che quella di Larry era contigua e parallela alla sua, ma con le porte dalla parte opposta.
Larry spedì i bagagli con le sue cose personali, prese l'aereo ed atterrò a Baltimora. Qui prese in affitto una una Lamborghini Countach bianca e si recò alla "base". Mentre usciva dall'auto e prendeva il suo bagaglio a mano, una voce gli chiese: "È tua o in affitto?"
Si girò. Era Brad. "In affitto. La mia l'ho lasciata in California."
"Anche una Lamborghini?"
"Sì. Ma è una Diablo gialla. A Boston non ne avevano pronte."
"Le nostre roulottes sono vicine..."
"Ah." rispose Larry.
"Se vai là, in quella roulotte con il numero 12, ti danno le chiavi della tua roulotte."
"Va bene, grazie."
Brad si chiese se per caso fosse antipatico a Larry, che gli rispondeva quasi a monosillabi e senza mai sorridere. Perciò, diretto come era il suo solito, mentre lo accompagnava alla roulotte 12, gli chiese: "Ti sto antipatico, per caso?"
"Eh? No... non ti conosco ancora. Magari mi diventi antipatico quando ti conosco." gli rispose Larry, sempre serio.
"Spero di no, visto che si deve lavorare assieme... e che mi devi sedurre..." disse in tono ironico Brad.
"Solo sulla scena, stai tranquillo. Mica sono un frocio, io."
"Io sì."
"Eh?"
"Io sono frocio. Non lo sapevi? Non te l'hanno ancora detto?"
"Frocio tu? Questo è il colmo."
"E perché?"
"Dovevano dare a te la parte di Sheldon Burke, allora, non a me."
"Cioè dovevo essere io a sedurre te?"
"Sulla scena."
"Per me... lo farei anche adesso." gli disse Brad allegramente.
"Cambia discorso, per favore."
"Sei omofobo, tu?"
"No, non me ne frega da chi ti fai fottere. Voglio solo essere lasciato in pace. Non ho nulla contro i froci."
"Direi di sì, invece, visto che continui ad usare quel termine offensivo."
"Ma... l'hai usato anche tu..."
"È un po' come per i negri: se tu dici ad un afro-americano che è un negro, giustamente quello si incazza, ma fra loro possono chiamarsi negro, perché logicamente non c'è disprezzo. Non è la parola... è chi la dice e come la dice. Così io posso anche dire di essere frocio, ma se lo dici tu, che ci tieni tanto a far sapere che non lo sei, la parola frocio diventa offensiva. Perciò, io sono frocio, ma per te sono gay. Chiaro?"
"Suscettibile, eh?"
"No. Mi piace solo mettere i puntini sulle i. Però è buffo, no?"
"Cosa?"
"Che tu, che sei etero, devi sedurre me che sono gay... Sulla scena, sì, stai tranquillo."
"Ho accettato solo perché mi conveniva lavorare con Edward Eseltine."
"Oh, capisco." controbatté Brad con malcelata, ma lieve, ironia. "Io ho accettao solo perché mi pagano bene. E perché mi piace fare l'attore. Ogni nuova parte è una sfida."
"Cioè è una sfida per te fare la parte di un etero? Hai paura che non ti riesce?" chiese Larry, questa volta lui in tono ironico.
"Oh no, mi è sempre riuscito bene. Fino ad ora ho sempre fatto parti da etero, senza nessun problema. Tu stai con Carole Styne, vero? O è solo una facciata per i media?"
"Metà e metà. Sto con lei, ma se mi si presenta qualche altra piacevole occasione... non me la lascio scappare."
"E lei non è gelosa?"
"Un po' ma senza esagerare. D'altronde so che anche a lei, quando siamo lontani, non dispiace concedersi qualche extra."
"Vi raccontate sempre tutto?"
"No. Ognuno si fa la sua vita, quando non siamo assieme, e se la tiene per sé. E se e quando ci si sposerà, continueremo così. In una coppia, più si è legati e prima ci si stufa di stare assieme."
"Mio padre e mia madre si raccontano sempre tutto, anche le cazzate. E stanno assieme da una trentina di anni e si vogliono bene. Non si sono affatto stufati. Sono una bella coppia."
"E tu, sei single o hai un... un uomo, un boyfriend?"
"Ancora single, per ora. Non ho ancora trovato il mio principe azzurro."
"Hah, principe azzurro! Esiste solo nelle favole."
"Ma principesse sul pisello, pare che ce ne siano..." ribatté ridacchiando Brad per la sua battuta.