Otto era soddisfatto. Si chiese se mettere al corrente il padre del successo della sua missione, ma si disse che non era affatto necessario. Doveva solo dare i nuovi ordini al proprio valletto.
Tornato in camera propria, trovò Torsten che l'attendeva.
"Bene, servo, ascoltami attentamente."
"Certo, padrone."
"A partire da domani mattina alle ore undici, tu sarai anche a servizio di mio fratello Heinz, e resterai ai suoi ordini sino alle undici di sera. Poi tornerai qui da me. Così ogni giorno, finché io non ti darò nuovi ordini. Hai capito?"
"Sì, padrone: mezza gioranta al vostro servizio, e l'altra mezza al servizio del signorino Heinz."
"Esatto. E nella mezza giornata in cui sarai al servizio di Heinz, obbedirai a lui esattamente come hai sempre obbedito a me. Farai per lui qualsiasi cosa lui ti chiederà, senza obiezioni e senza esitazioni. Hai capito?"
"Esattamente come ho sempre servito voi, padrone."
"Sì, proprio così. Terrai in ordine le sue cose, pulito il suo quartiere, e ogni volta che lo vorrà, ti lascerai fottere da lui come più a lui piacerà."
"Come più piacerà al signorino Heinz." gli fece eco il ragazzo.
"Certo. Ma solo dalle undici del mattino alle undici della sera. Poi tornerai qui e riprenderai a svolgere i tuoi doveri verso di me, esattamente come hai fatto fino a ora."
"Come comandate, padrone." rispose mogio mogio il ragazzo.
Il doppio di prestazioni, di colpo! Per fortuna si era abituato... sempre che l'arnese del signorino Heinz non fosse più grosso di quello del suo padrone. Ma comunque, si disse rassegnato il ragazzo, si sarebbe abituato anche a questo.
"Fra un anno mi sposerò, e non avrò più bisogno di te, allora ti donerò a Heinz. Tanto vale perciò che cominci fin da ora ad adeguarti alle sue esigenze e alle sue abitudini. Ma ora spogliati, ho voglia di fotterti prima che suonino per la cena. Ti sei lavato bene, lì dietro?"
"Come sempre, padrone, molto attentamente." rispose il ragazzo iniziando a denudarsi.
"Non qui. Oggi ti voglio prendere sul mio letto. Vai di là e preparati. Ti raggiungo fra poco. Spalmati già l'unguento sul buco, accuratamente, e senza sporcarmi le lenzuola."
"Certo, padrone." rispose il ragazzo e si recò nella camera da letto del giovane uomo.
Aveva appena finito di lubrificarsi con cura l'ano e si era steso, completamente nudo, sul letto del padrone, sul ventre, quando Otto entrò. Lo sentì trafficare per togliersi gli abiti di dosso, poi lo sentì salire sul grande letto e stenderglisi sopra. Ne sentì il membro, già pienamente eretto e duro, posarsi fra le sue natiche.
"Ora fotto il tuo caldo culetto! Ne ho proprio voglia!" annunciò il giovane uomo sollevando il bacino e dirigendo con una mano la punta del suo forte membro virile sul foro già lubrificato del ragazzo in attesa. Poi gli calò sopra, spingendo con il peso del proprio corpo e, in una sola spinta, lo penetrò a fondo.
"Ancora ben stretto e caldo..." mormorò Otto compiaciuto e, afferrato il ragazzo per le spalle, iniziò a muovere su e giù il solo bacino, godendoselo con vero gusto.
Torsten stava pensando che era un vero peccato che il suo padrone avesse deciso di condividerlo con Heinz anziché con Nicolaus. Cosìcché, ora, anche il signorino voleva gustare il suo culetto e, probabilmente, la sua bocca. Chissà che sapore avrebbe avuto il latte di Heinz, si chiese il ragazzo, mentre il padrone gli si agitava sopra con calma determinazione e profonde spinte. Probabilmente l'avrebbe scoperto assai presto, forse già l'indomani.
Torsten, quasi istintivamente, iniziò a muoversi nel modo appropriato e a far palpitare l'ano come aveva imparato a fare, senza che nessuno glielo avesse insegnato. Otto emise un mugolio di approvazione e impresse maggiore vigore e velocità alle sue spinte. Il lieve rumore del battere delle cosce del giovane maschio contro le natiche del ragazzo risuonava in un ritmo lieve nella stanza silenziosa. Torsen, come ormai da tempo era uso fare, scacciò dalla mente l'immagine di Otto e la sostituì con quella dolce e bella di Nicolaus.
"Oh, signorino Nicolaus, sono tutto vostro..." pensò il ragazzo, mentre Otto lo fotteva con crescente piacere. "Ma potrò mai essere veramente, e totalmente, e solamente vostro? Sarei così felice, signorino Nicolaus... così felice." continuava a pensare il ragazzo, e una lacrima brillò fra le sue palpebre chiuse, subito assorbita dalla tela del cuscino.
Era una lacrima di desiderio, quella, di struggente dolcezza, di rammarico per non poter fare nulla perché il suo sogno si potesse realizzare, perché quel giorno potesse finalmente giungere.
"Anche se quello del signorino Nicolaus fosse più grosso di quello del signor barone, e fosse più lungo di quello del mio padrone, so che sarei felice di accoglierlo tutto in me, di dargli piacere!"
Otto ora gli batteva dentro con colpi più brevi e più forti, via via più disordinati: stava per raggiungere il culmine del piacere. Torsten accentuò le sue manovre per accelerare il momento... e finalmente Otto si abbandonò su di lui ansante, inondando le sue calde profondità con il proprio seme, schizzo dopo schizzo.
"Ti avrò un po' meno di frequente di prima... ma ti godrò esattamente come prima..." mormorò il giovane uomo, rilassandosi sul corpo del ragazzo e ancora profondamente infisso in lui. Poi si tolse, dette uno schiaffetto alle piccole natiche di Torsten e scese dal letto.
"Rivestiamoci, ora, manca poco all'ora di cena. Ah, e ricordati di portare con te l'unguento, non credo che Heinz ne abbia..."
"Dovrò chiamare anche lui padrone, padrone?" chiese il ragazzo mentre si ripuliva prima di rivestirsi.
"No, lui lo chiamerai solo signorino. Solo io sono il tuo padrone, almeno fino al giorno in cui mi sposerò. Poi... poi si vedrà."
"Vi sposerete, padrone? Quando?"
"Forse fra un anno. Sì, è assai probabile."
"E io? Mi porterete via con voi?" chiese Torsten trattenendo il respiro, preoccupato, perché se così fosse stato, non avrebbe più potuto rivedere Nicolaus.
"No, quando mi sposerò, come t'ho già detto, non avrò più bisogno dei tuoi servizi, quindi ti donerò a Heinz, perciò rimarrai qui."
Torsten emise un silenzioso respiro di sollievo.
Otto scese per la cena. Torsten attese che suonasse la campanella per la cena della servitù.
Durante la cena il ragazzo era più silenzioso del solito. Non che normalmente fosse mai stato ciarliero o loquace. Ma ora era immerso nei suoi pensieri. Dall'indomani... doppia razione. La cosa non lo preoccupava molto. Ma si chiedeva se magari... un anno prima che il signorino Heinz si dovesse sposare... lui finalmente sarebbe stato al servizio anche del signorino giovane.
Sarebbe stato assai bello... sempre che per davvero le cose andassero proprio in quel modo.
"Ma guardate Torsten come sorride beato! Che, ti sei innamorato, per caso?" gli chiese ad alta voce il servo che gli sedeva accanto alla grande tavola dei servi.
"Ma che!" rispose il ragazzo ma, per la prima volta l'immagine bella di Nicolaus e la parola "innamorato" si incontrarono nella mente del ragazzo... e improvvisamente si rese conto che doveva essere proprio così!
"Se questo è essere innamorati," pensò confusamente il ragazzo, "è una cosa meravigliosa. Ma purtroppo il signorino Nicolaus mica si può innamorare di uno come me... Dopo tutto io sono solo un servo da letto, come dice padron Otto. Sono solo un animale da monta, un culo da fottere, una bocca in cui godere... Ma a me basterebbe che il signorino Nicolaus volesse prendere il suo piacere usando me, e sarei felice. Oh sì, che sarei felice!"
"Eppure tu non me la dai a bere, ragazzo. Tu hai proprio la faccia da allocco caratteristica di uno che è innamorato. Ma di chi, eh? Dimmi, di chi?" insisté il servo ridacchiando.
"Ma no, ho detto di no." protestò Torsten.
"Ma vuoi lasciarlo in pace, povero ragazzo? Che hai sempre da spiarlo? E che faccia hai, e che espressione fai, e che ti frulla in capo... Il ragazzo si fa i fatti suoi, no? E tu fatti i tuoi!" lo rimbeccò il giardiniere.
"M'ha appena detto il padrone," intervenne uno dei valletti, "che da domani in poi sarà Torsten a servire il signorino Heinz."
"Oh, e chi servirà il padrone giovane?" chiese la cuoca.
"Sempre Torsten, tutti e due." precisò il valletto.
"Così, da domani, il ragazzo avrà il doppio del lavoro."
"E beh? Io non ho dovuto fino ad oggi, servire sia il signorino che il signorino giovane? Non ho per caso avuto doppio lavoro, fino a ora? Mica sono morto, no? Neanche Torsten morirà."
Il ragazzo provò l'impulso di chiedergli se lui doveva lasciarsi fottere ogni giorno sia dal signorino Heinz che dal signorino Nicolaus, ma logicamente non si azzardò a dire nulla. Quelli erano affari che non lo riguardavano e comunque, con quella domanda, sarebbe stato come svelare che il padrone giovane fotteva regolarmente lui.
Dopo la cena il ragazzo risalì, come al solito nel quartiere del suo padrone, come era suo dovere. Nel corridoio si sentì chiamare.
"Torsten!"
La voce, e il fatto che lo chiamasse per nome, gli fece sobbalzare il cuore in petto. Si girò. Nicolaus, dalla sua porta, lo guardava sorridendo. Dio, quant'era bello!
"Sì, signorino?" rispose il ragazzo sentendosi un nodo in gola per l'emozione, ora che sapeva di essere innamorato del signorino giovane.
"Domattina non ho scuola, posso restare in casa. Mentre Otto è in banca, potresti venire nelle mie stanze, per cortesia?
"Oh, signorino, verrei molto volentieri ma... da domani alle undici sono anche al servizio di vostro fratello Heinz... e devo fare il doppio di pulizie e di servizi." disse il ragazzo con sincero rammarico.
"Ma Heinz va a scuola, lui non resta a casa come me. È solo che il mio insegnante è ammalato. Solo per pochi minuti, non potresti venire, per favore?"
Come poteva dire di no al signorino Nicolaus? "Se è cosa solo di pochi minuti... forse posso venire da voi, signorino. A che ora mi volete vedere?"
"Alle undici, quando uscirai dai quartieri di Otto e prima di recarti in quelli di Heinz. Verrai qui da me?"
"Sicuramente, signorino."
"Grazie. Vorrei soltanto farti vedere una cosa... poi ti lascio libero. Davvero solamente pochi minuti."
"Verrò, non dubitate."
"Grazie." disse di nuovo il ragazzo e rientrò nelle sue stanze.
In quei due anni il signorino Nicolaus s'era fatto sempre più bello, pensò Torsten. Anche il suo fresco sorriso era diventato più bello che mai... e i suoi dolci "grazie"...
Torsten per un attimo provò un lieve capogiro: per la prima volta avrebbe potuto metter piede nel quartierino di Nicolaus... sarebbe forse stato da solo con lui... anche se soltanto per pochi minuti. Non era questa una cosa meravigliosa?
Aveva detto, il signorino, che voleva mostrargli una cosa... chissà di che si trattava? Mostrare una cosa a lui... Mah, avrebbe dovuto tenersi la curiosità fino al giorno seguente. Ma il fatto di essere stato invitato nelle stanze di Nicolaus, di vedere dove il bel signorino passava il proprio tempo, lo eccitava incredibilmente.
Enrò nelle stanze di Otto.
"Alla buon'ora. Credevo che non arrivassi più. Come mai ci hai messo tanto, bestia?"
"Appena terminata la cena sono salito, padrone." disse il ragazzo.
Il giovane uomo schioccò le dita e indicò il sofà del salotto. Torsten comprese al volo come il padrone intendesse divertirsi con lui... non se l'aspettava, dato che l'avevano già fatto poco prima di cena... ma non stava a lui decidere, logicamente. Si denudò in fretta, sapeva che a Otto non piaceva che lui perdesse tempo. Stava per andare a inginocchiarsi sul sofà, ponendo il petto sopra il bracciolo laterale per lasciarsi prendere, ma Otto con un gesto lo fermò.
"No, prima voglio che mi togli gli abiti di dosso, questa volta. Poi succhiamelo per un po', prima di metterti in posizione."
"Come comandate, padrone." rispose il ragazzo.
Con mani ormai esperte, aprì gli abiti del giovane uomo e lo spogliò nudo. Allora Otto posò le forti mani sulle spalle di Torsten e lo fece inginocchiare davanti a sé. Il ragazzo iniziò subito a manipolargli i genitali e a lavorarli con le labbra e la lingua, finché furono completamente turgidi. Allora il giovanotto lo afferrò per il capo, glielo fece scivolare fra le labbra, e iniziò a fotterlo in bocca. Torsten gli impastava delicatamente i pesanti testicoli, mentre muoveva la lingua e succhiava il duro membro.
Dopo alcuni minuti, Otto schioccò ancora una volta le dita e indicò nuovamente il sofà. Torsten andò prontamente a mettersi in posizione. Il padrone si inginocchiò dietro di lui, fra le sue gambe, lo afferrò per la vita e si accinse a penetrarlo. Torsten pensò che non si era messo l'unguento... ma sperò che la sua saliva sul membro del padrone lo rendesse suficientemente scivoloso. Si sentì dilatare... si sentì invadere... Otto lo afferrò per le spalle e lo tirò a sé, in modo di penetrarlo fino in fondo.
"L'idea che da domani di farai fottere anche da mio fratello," disse Otto fra una spinta e l'altra, "mi diverte e mi fa eccitare assai. Mi piacerebbe vederti mentre Heinz ti monta... ma purtroppo non posso chiederglielo. Queste cose si fanno solo in privato, mai davanti ad altri."
Otto per un po' tacque, concentrato solo nello stantuffargli dentro con il consueto virile vigore.
Poi gli chiese: "Ti piace essere fottuto da me, non è vero?"
"Certo, padrone... molto." mentì il ragazzo, come sapeva che il padrone si attendeva facesse.
"Sì, lo so, lo so che sei uno di quelli, tu. Ti piace avere un vero uomo che te lo caccia tutto dentro. E da domani, ne avrai due. Sei fortunato, piccolo maiale pervertito. Ma purtroppo per te, Heinz non ha la mia esperienza. Vedrai che fra lui e me preferirai che sia io a fotterti. D'altra parte, specialmente Gerda, dio se le piaceva farsi sbattere da me! Di più, di più, mi pregava la piccola troia. Già, proprio così. Perché non lo dici anche tu, eh? Dillo piccolo maiale."
"Di più. Di più." disse obbediente il ragazzo.
"Ma no... non così! Devi metterci più passione! Devi farmi sentire quanto ti piace farti fottere in culo dal tuo padrone!"
Torsten pensò che, se lì ci fosse stato Nicolaus invece di Otto... allora sì che... Immaginò che fosse il signorino, di cui ormai aveva capito di essere innamorato, e...
"Oh, sì! Così! Più forte, per favore..." mormorò chiudendo gli occhi e visualizzando contro le palpebre chiuse il bellissimo volto sorridente del suo amato. "Sì, vi prego, fatemelo sentier tutto.. Oh, sì... così... così..." mugolò e si fermò appena in tempo per non pronunciare il dolce nome di Nicolaus.
"Davvero ti piace, piccolo pervertito, eh? Vedi di fartelo piacere anche quando sarà Heinz a fotterti... dato che fra un anno apparterrai solo a lui. Ti converrà."
"Oh, padrone, siete così forte, voi..." mormorò il ragazzo, ma con meno convinzione di prima.
Otto parve non rendersene conto e sogghignò: "Ti piace stare sotto a un vero uomo, eh? Sai che ti dico? Da questa notte... sì, da questa notte dormirai nel mio letto, con me... tutto nudo... così se mi sveglio e mi viene voglia di fotterti... sarai già lì, pronto. Certo, un'ottima idea. Perché non ci ho pensato prima? Visto che ti avrò solo per mezza giornata, dovrò concentrare i miei divertimenti, no?"
"Certo, padrone. Come volete voi, padrone." disse Torsten emettendo un silenzioso sospiro.
"Il tuo culo ha preso la forma del mio membro virile, ormai. Forse mi mancherà un poco, dopo che mi sarò sposato. Ma forse no... troverò di meglio... Una donna compiacente con due belle tette sode e morbide... ma docile e pronta come te! Oh, se solo tu fossi una donna invece che un piccolo pervertito. Saresti la compagna ideale... sempre pronta... docile... sottomessa al tuo uomo..."
Torsten pensò che era inusuale tutta quella loquacità nel suo giovane padrone. Forse, come gli aveva detto, era proprio l'idea che anche il fratello iniziasse a fotterlo che lo eccitava. Così come si eccitava dopo averlo punito, anche se ormai da mesi non capitava più.
Mentre il giovane uomo continuava battergli dentro con inusuale vigore, Torsten si chiese se tutti gli uomini fossero così... se tutti sentissero il bisogno di farlo almeno due volte al giorno... magari anche tre.
Se fosse stato Nicolaus, allora sì che gli sarebbe piaciuto assecondarlo, anche più di tre volte al giorno, se l'avesse desiderato, il dolce, bellissimo, gentile Nicolaus...