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una storia originale di Andrej Koymasky


pin TI UCCIDO PER AMORE CAPITOLO 10
IL PRINCIPE EREDITARIO

Seti annuì: "E dimmi, Horembeb, in tutta sincerità... se tu potessi, se fosse di sangue nobile... penseresti che il tuo Beqet, al di là dell'amore che gli porti, sarebbe un valido successore sul trono dei faraoni?"

"Sì... credo proprio di sì. E poi, potrei allevarlo per quel ruolo, se fosse possibile. Sì, e non lo dico solo perché lo amo."

"Ti credo, sei sempre stato onesto con te stesso e con gli altri. E allora... Horembeb, amico mio... io forse posso fare qualcosa per te e per il trono d'Egitto."

"Tu, Seti? A che stai pensando?"

"Ho osservato a lungo il tuo Baqet. Non solo ha la stessa età del mio Ramses, ma anche la stessa corporatura, gli stessi capelli... solo gli occhi sono diversi..."

"Allora?"

"Che ne diresti se... se Baqet tornasse a corte con te ma con il nome di Ramses, figlio di Seti?"

"Seti, vecchio pazzo! Come puoi pensare che sia possibile una cosa del genere? I servi di corte hanno visto crescere Baqet da quando era un bambino..."

"I servi... li puoi anche cambiare tutti. E gli altri? Lo conoscono altrettanto bene? Il tuo visir, il gran sacerdote, i funzionari..."

"Qualcuno sì, anche se pochi... Baqet non ha mai voluto comparire al mio fianco nelle cerimonie e nei riti."

"Allora basta che cambi i funzionari che lo conoscono, magari dando loro buone posizioni, cariche più importanti ma che li tengano lontani dalla corte... E solo dopo Baqet tornerebbe a corte con te, lo accompagnerei io, sarebbe per tutti mio figlio Ramses... e tu potresti adottarlo come tuo erede."

"E la tua famiglia? Il tuo vero Ramses?"

"Da tempo pensavo di chiuderlo da qualche parte, magari come prete in un tempio di Amon, tanto per togliermelo di torno... Gli farei cambiare nome, se accetti il mio suggerimento..."

Horembeb lo guardò intensamente, riflettendo: "Forse... forse sei meno pazzo di quanto credessi, mio buon Seti. Davvero tu faresti questo per me?"

"Per te, sì... ma soprattutto per la nostra terra, se tu giudichi che Baqet sarebbe un tuo degno successore. E poi dopo tutto anche per me: sarei il padre del futuro faraone..."

"Se non muori prima!" gli disse ridendo Horembeb, sapendo quanto il suo amico fosse in realtà alieno dal trarre un profitto personale dalla sua posizione: per questo l'aveva elevato al rango di generale.

"Anche se muoio prima, la mia sarebbe la tomba del padre del faraone." rispose con un sorriso soave Seti.

"Mi hai quasi... quasi convinto, Seti. Lasciami un po' di tempo per pensarci su..."

"Ah sì? Mi stupisci, sei sempre stato un uomo dalle decisioni rapide. Stai invecchiando anche tu? Rapide e giuste, quello che è più importante."

Horembeb annuì, poi disse: "Ebbene, sì, ci ho pensato abbastanza. Diamoci da fare, allora!"

Per prima cosa Seti fece entrare il figlio nel tempio di Iside, facendogli prendere il nome di Baqet, e facendo una cospicua donazione al primo sacerdote perché tenesse d'occhio il figlio e non gli permettesse mai di lasciare il tempio.

Frattanto Horembeb chiamò a sé Baqet: "Ragazzo mio, tu davvero mi ami?"

"Lo sai, Horembeb." gli rispose sereno il ragazzo.

"Mi ami abbastanza per... per rinunciare a me, almeno per due o tre anni?"

"Per due, tre anni? Ma poi?"

"Poi torneresti a vivere con me."

"Mi stai chiedendo molto ma... se questo è bene per te, se è necessario... lo farò. D'altronde come potrei oppormi alle tue decisioni? L'unica cosa che non potrai mai ordinarmi è cessare di amarti. Tutto il resto puoi ordinarmelo ed io ti obbedirò, sempre."

"Ne sei sicuro?"

"Sì, Horembeb."

"Allora, il mio secondo ordine è questo: devi sposarti, e fare figli... e non smettere di farne finché non avrai almeno due figli maschi."

Il ragazzo lo guardò stupito: "Scusa Horembeb ma... non capisco..."

Il faraone sorrise: "Ma lo farai?"

"Se me lo ordini... lo farò."

"Bene. Non mi aspettavo meno da te. Terzo: io presto tornerò a palazzo, ma tu resterai qui per questi due o tre anni... e prima di tornare da me cambierai nome: ti chiamerai Ramses, figlio di Seti."

"Vuoi dire che... che il generale Seti mi adotterà?"

"No, tu sarai suo figlio Ramses. Tu prenderai il suo posto. Ramses prenderà il tuo nome e resterà chiuso in un tempio, diventerà un sacerdote."

"Non capisco ma... se così hai deciso..."

"E fra tre anni, forse un po' prima, io adotterò Ramses, figlio di Seti, come mio figlio e mio erede, e Ramses sarà il mio successore, il nuovo faraone d'Egitto dopo di me."

"Ma non hai detto che sarà chiuso in un tempio?"

"O mia gazzella, possibile che non capisci? Sarai tu il Ramses che adotterò, tu e nessun altro."

"Io, Horembeb? Io il futuro re delle Due Terre? Perché mi prendi in giro?"

"No, mio amato, non ti sto affatto prendendo in giro. Ti adotterò, e ti preparerò, e sarai il miglior faraone che la nostra terra potrà avere. Sei intelligente, pronto, buono, forte, giusto, onesto... L'unica csa che ti manca è una nascita nobile... e quella te la darà Seti, affermando che sei suo figlio. Lui è già d'accordo, anzi, è lui che me lo ha suggerito. Tu, mia gazzella sarai il faraone che continuerà la mia opera... e quella che il nostro Tut non ha potuto compiere. E tu lo farai, lo farai per l'amore che avevi per Tut e per l'amore che hai per me."

"Ma a corte... tutti mi conoscono..."

"Quando tornerai nessuno di quelli che ti conoscono sarà più a corte, per questo ho bisogno di un paio di anni, per questo dovremo stare lontani per un po'. Per tutti sarai Ramses, figlio di Seti, generale del regno e di antica e nobile famiglia. Seti ti istruirà a dovere, è un ottimo uomo ed un ottimo soldato. Seti ti farà da padre, sarà per te quel padre che non hai mai avuto."

"Ma e la moglie di Seti, i fratelli di Ramses..."

"Ti vedranno partire da qui, quando sarà giunto il giorno, come Baqet... e non ti vedranno mai come Ramses. Perciò non potranno mai dire nulla. Allora, accetti, mia gazzella?"

"Sono... sono intimorito da tutto questo, mio Horembeb, ma... ma se così hai deciso, chi sono io per dirti di no?"

"Sei il mio amato. Se tu mi dicessi di no... cercherei di capire, per l'amore che ti porto, per l'amore che hai per me..."

"Farò tutto come hai deciso, Horembeb. E col tuo aiuto, spero di non deluderti, di saper fare quanto ti aspetti da me."

Così Horembeb lasciò Baqet da Seti e tornò alla capitale. Si diede immediatamente da fare e, gradualmente, riorganizzò ancora una volta la corte, assegnando compiti più onorifici e meglio pagati ai funzionari che conoscevano Baqet e mandandoli lontano dalla capitale, assegnando loro servi e schiavi di palazzo e sostituendoli così con servi e schiavi che non avevano mai visto Baquet.

Fu un lavoro lungo e lento ma molto accurato. Chike, che era diventato scriba di corte, e di cui Horembeb sapeva di potersi fidare completamente, tenne le fila di tutti i cambiamenti. La fortuna assisté Horembeb perché l'osso più duro, il sommo sacerdote di Amon, morì. Horembeb scelse al suo posto un gran sacerdote di un tempio del sud, Ptahemhat-Ty, che non era mai stato prima a corte.

Nell'ottavo anno del regno di Horembeb tutto era pronto. Seti e Baqet partirono dal delta e giunsero a corte: il generale Seti con il suo figlio primogenito Ramses, con la giovane moglie ed il primogenito di Ramses, a cui il ragazzo aveva posto nome Seti come al "nonno". Si fermarono a corte per più di un mese. Poi il generale Seti tornò alla sua guarnigione, mentre il giovane Ramses con la sua famiglia si fermarono a corte.

"Horembeb, amato mio, finalmente sono di nuovo nelle tue braccia!" sospirò il giovane appena furono soli.

"Ti amo... Ramses!" disse il forte uomo e lo baciò.

"Mi fa uno strano effetto, sentirti pronunciare il nome di un altro, per dirmi che mi ami..." sorrise il giovane uomo.

"Dobbiamo abituarci a non pronunciare mai più l'altro nome, mia gazzella."

"Ecco, sì, chiamami così, allora, quando siamo soli, quando sono nelle tue braccia."

"Che importa come ti chiamo, finché ti do il mio amore? Cessa forse il leone di essere un leone, se lo si chiama con un altro nome?"

"Hai ragione... sono uno sciocco..."

"No, sei il ragazzo più amabile che io possa tenere fra le mie braccia." gli disse il bell'uomo iniziando a togliere gli abiti di dosso al suo amato.

"No son più un ragazzo... sono un uomo, ormai..."

"Ma resterai per sempre il mio ragazzo..."

"Sì... e tu il mio uomo!" gli disse Ramses chinandosi a suggergli un capezzolo, mentre le sue mani scendevano ad impadronirsi del bel membro forte e duro che anelava sentire di nuovo dentro di sé.

Horembeb lo sospinse sul letto e gli andò sopra. Ramses ne cinse il bel corpo con le braccia e le gambe.

"Ti sono mancato?"

"Molto."

"Non hai trovato un sostituto, mentre non c'ero?"

"No, che dici?"

"Un faraone, oltre alla sua prima moglie, ha spesso altre mogli e concubine..." gli disse scherzoso Ramses.

"Vorresti che io mi facessi un harem di bei ragazzi?" gli chiese Horembeb guardandolo ridente negli occhi.

"No. Un faraone lo fa per avere tanti figli... nessun ragazzo ti può dare un figlio, neppure io..."

"Ma tu mi hai già dato un nipote..."

"Vorrei che fosse davvero tuo."

"A me basta che tu sia mio. E se tu sei mio, tuo figlio è mio nipote."

"Sì, io sono tutto tuo. Prendimi..." sospirò Ramses felice.

"Certo, mia gazzella... certo..." mormorò Horembeb, accingendosi a fare contento il suo aitante e bell'amante.

Finalmente i loro corpi furono nuovamente uniti e fecero l'amore a lungo, con immutata passione e rinnovata gioia.

Nel decimo anno del suo regno, il faraone Horemheb Meryamon (Gioia di Horus, amato di Amon) il cui nome di regno era Djeserkheperure Setepenre, (Sante sono le manifestazioni di Ra, il prescelto di Ra) adottò ufficialmente e nominò suo successore Ramses, che allora aveva ventinove anni. E il nobile Ramses si preparò per diventare un degno erede di Horembeb.

I due amanti ripresero di fatto a vivere assieme, la moglie di Ramses infatti abitava nell'harem del re assieme alla moglie di Horembeb.

Dopo la loro lunga separazione, il loro amore era diventato ancora più forte, anche se a volte i loro doveri di stato li tenevano separati per qualche tempo. Ramses come erede del faraone, fu nominato capo supremo dell'esecito, ruolo che fino ad allora aveva conservato Horembeb. Quindi a volte doveva andare in guerra al posto di Horembeb.

Ramses era coraggioso e giusto, un abile condottiero, ed era rispettato ed amato dai suoi soldati.

Horembeb regnò per ventisei anni, e morì all'età di sessantaquattro anni. Fu sepolto in una magnifica tomba e la sua anima poté così ricongiungersi con quella del suo Tut. Ramses, primo faraone della diciannovesima dinastia, gli successe. Aveva quarantacinque anni. Regnò però solamente per tre anni ed il trono passò a suo figlio Seti I, che aveva allora venti anni.


POSTFAZIONE

Questa è la storia di Horembeb, il contadinello che, essendo stato violentato da un soldato... divenne l'ultimo faraone della diciottesima dinastia. In realtà le origini di Horembeb sono completamente sconosciute. Quindi tutta l'infanzia di "Sembeb" è completamente frutto di fantasia, anche se il sottofondo storico è accurato. Questo, in special modo, per quanto riguarda la vita dei contadini e l'organizzazione dell'esercito, compresa la consuetudine, o meglio il "diritto", dei soldati di usare i contadinelli, maschi e femmine che fossero, per il proprio piacere sessuale.

Nello scrivere questa storia tutti i dati storici sono stati rispettati il più possibile. Poiché le date sono diverse a seconda dei vari storici, comprese le età dei vari personaggi, in questa storia si è fatta una scelta che permettesse di far svolgere in modo naturale i fatti narrati.

Tutto ciò che la storia afferma con sicurezza, e quando tutti gli autori sono concordi, è stato riportato in questo racconto. Per quanto invece è solo frutto di congetture, a volte si sono seguite alcune delle ipotesi a volte altre. Infine, su tutto quanto la storiografia ufficiale tace, la si è implementata con la fantasia.

Riguardo alla morte di Tutankhamon, le radiografie della sua mummia hanno rivelato che ha un una grave frattura nel cranio ed un piccolo pezzo dell'osso è all'interno, inoltre un'altra lieve frattura è risultata presente su uno zigomo. Per questo alcuni autori asseriscono che il giovane faraone sia stato ucciso con un colpo di mazza sul capo.

A nostro avviso è molto difficile che uno dei cortigiani abbia potuto commettere un assassinio colpendo il faraone con una mazza: sarebbe stato assai più semplice e sicuro avvelenarlo o pugnalarlo. Per questo la nostra ipotesi che il giovane si sia procurato la frattura cadendo dall'alto ci pare, se non altro, più verosimile.

I posteri, come Horembeb nel nostro racconto aveva previsto, imputarono a lui l'assassinio del giovane e bellissimo faraone Tutankhamon. Il fatto che avesse fatto cancellare da tutti i monumenti il nome di Tutankhamon rafforzò negli studiosi questa idea.

La nostra spiegazione del motivo per cui Horembeb aveva fatto cancellare ogni traccia del nome di Tutankhamon, di Ikhnaton e di Aye, è a nostro parere, anche se frutto di fantasia, altrettanto valida: né la teoria degli studiosi né la nostra sono suffragate da dati storici. Secondo alcuni storici Horembeb fece cancellare i nomi dei suoi tre predecesori per odio verso coloro che, di fatto, avevano favorito la sua ascesa al potere... Secondo noi lo fece, invece, per un cocente rimorso. Sinceramente, ci pare più convincente, mancando dati certi, la nostra teoria.

Inoltre, se Horembeb avesse ucciso Tutankhamon per accedere al trono, non avrebbe dovuto affatto accettare che Aye ne prendesse il posto né attendere la morte di Aye: aveva già abbastanza potere nelle sue mani e l'esercito era già completamente dalla sua parte, quindi avrebbe potuto sedere sul trono appena avesse ucciso il giovane Tutankhamon.

Ad una mentalità moderna può sembrare strano, se non assurdo, che per garantire a Tutankhamon la vita dopo la morte, Horembeb avesse accettato di ucciderlo, secondo il nostro racconto, nonostante il profondo e vero amore che lo legava a lui. Per gli antichi egizi, a differenza che per noi oggi, il bene supremo era la vita dopo la morte, non la vita sulla terra. Per questo sia Aye, che Horembeb, che lo stesso Tut preferiscono ricorrere allo strattagemma di una morte violenta, eseguita però in modo di garantire al giovane faraone la vita futura. Non a caso il più sereno di fronte a questa soluzione è proprio Tutankhamon: si tratta, grazie alla morte, di garantire la sua sopravvivenza eterna, quindi anche il ricongiungimento, un giorno, con l'amato Horembeb.

A proposito del fatto che Ikhnaton e Smenkhkare fossero amanti, questo è affermato da diversi autori. Riguardo al fatto che lo fossero anche Tutankhamon, Horembeb, e poi Ramses I, non vi è alcuna prova né che lo fossero né che non lo fossero. L'unico indizio è che, a parte Ramses, nessuno dei primi due abbia lasciato figli né maschi né femmine, a parte le due piccole bimbe sepolte con Tutankhamon.

Il faraone Ramses I, infine, era quasi certamente il vero figlio del generale Seti: la sostituzione di Baqet con il vero Ramses è solo il frutto della nostra fantasia...

Un punto controverso, che non abbiamo trattato se non di sfuggita in questo racconto, è il luogo e il modo della sepoltura di Tutankhamon: non fu sepolto in una tomba regale, la sua tomba è infatti troppo piccola per i canoni di quel tempo; inoltre le suppellettili messe nella sua tomba sono ricavate da altre sepolture, ed il nome di Tutankhamon è stato sostituito ai nomi originariamente iscritti sui vari oggetti posti nella tomba del giovane faraone: questo dimostra che la sepoltura è stata eseguita in gran fretta e di nascosto... Perché? Non vi è nessuna spiegazione inequivocabile, solo una ridda di supposizioni. Pertanto la supposizione fatta nel precedente racconto è altrettanto valida delle altre: il timore che i sacerdoti di Amon potessero sobillare la gente per spingerla a violare la tomba del defunto faraone, come realmente avevano fatto con la tomba del padre.

Un'ultima nota riguarda la grafia dei nomi: nella letteratura che riguarda l'antico Egitto, i nomi dei personaggi storici sono trascritti in mille modi diversi... ne abbiamo scelto uno, non meno valido di tanti altri: comunque crediamo che i nomi siano riconoscibili. Infine, l'appellativo faraone non era probabilmente usato a quei tempi, ma semplicemente il titolo di "re" o "sovrano". Noi lo abbiamo usato solo perché è il più familiare per i lettori.

Speriamo che comunque, storia o fantasia a parte, questo racconto abbia incontrato il vostro gradimento.


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