Jeremy, dopo la partita, era negli spogliatoi. Quella sera toccava a lui pulire tutto poi chiudere il campo sportivo. Perciò attese che i suoi compagni finissero e se ne andassero in modo di fare il suo lavoro senza essere disturbato. Non s'era fatto la doccia con gli altri perché preferiva farla alla fine dei suoi compiti.
Aveva indosso solo i calzoncini corti ed era a piedi nudi, e stava terminando di pulire gli spogliatoi, quando udì la porta esterna aprirsi. Pensò che un suo compagno avesse dimenticato qualcosa e stesse tornando per prenderlo. Guardò verso la porta che dava sul corridoio. Sentì parecchi passi: era più di una persona... e pareva più il rumore di stivali che non di calzature per lo sport...
Incuriosito, andò alla porta per vedere chi stesse arrivando.
Era Drake, ma con lui c'erano altri quattro suoi amici skinhead.
"Ciao." gli disse Drake quando lo vide affacciarsi alla porta.
"Che fai qui?" gli chiese Jeremy un po' preoccupato.
"Pensavamo di farci una bella doccia..."
"Questi non sono bagni pubblici! Andate a farla a casa vostra, ragazzi." disse Jeremy accigliato.
"Ma dai! Solo una doccia..." insisté Drake. Poi chiese: "Dove sono le docce?"
"T'ho appena detto..." cominciò a dire Jeremy.
Ma fu interrotto da un altro skinhead: "Quella porta, sono quasi sicuro." disse e tutti andarono in quella direzione.
"Ehi, aspettate!" Jeremy disse cercando di fermarli.
Ma due di loro presero Jeremy per le braccia e lo forzarono a entrare con loro nel locale docce. L'ultimo di loro chiuse la porta dall'interno.
"Spogliamoci nudi, ragazzi!" disse un altro cominciando a denudarsi.
"Aspettate, non potete..." Jeremy protestò ancora.
"Certo che possiamo." rispose un altro e continuò: "Non sei tu l'amico frocio di Drake? Ci ha detto meraviglie di te, così s'era pensato che possiamo divertirci un po' con te, oltre a farci una doccia calda..."
"Cosa significa, Drake?" Jerry chiese, ora spaventato.
"Sai com'è, Jerry... Ho tanto lodato la tua bravura che loro volevano provarci una volta..."
"Non sono il tuo giocattolo, io!" esclamò Jerry.
"Beh... sai com'è... noi siamo così uniti... uno per tutti e tutti per uno, diciamo noi... E a te piace fare pompe, non puoi dire di no." Drake disse in tono da bullo.
"Piantala, ragazzo! Stasera ti daremo tutta la carne che ti puoi sognare. Così vedremo se Drake aveva ragione o no." disse un altro.
Jeremy balzò verso la porta, ma immediatamente parecchie mani lo afferrarono.
"Non provare a fare il furbo con noi, ragazzo, o possiamo diventare molto, molto, molto cattivi. Apri le docce e preparati a prenderti cura di tutti noi. Adesso!" disse uno di loro.
"Non far incazzare Roy... Te ne pentiresti." gli disse un altro.
Jeremy guardò verso Drake, ma il giovane si stava spogliando senza guardarlo, e pareva incurante di quanto stava accadendo. Perciò Jeremy capì che gli conveniva obbedire: era impotente contro quei cinque fusti. Si sfilò i calzoncini per non bagnarli e aprì il rubinetto delle le docce. Gli skinhead lo spinsero al centro dei getti d'acqua e lo circondarono.
"Bene. Comincia da me." disse quello che si chiamava Roy, "Poi tocca a Ron, Rob, Drake e, ultimo, Mark. Giù, ragazzo, e datti da fare!"
Jerry aveva voglia di piangere, stava per essere stuprato ed era completamente il loro balìa. Si inginocchiò di fronte a Roy e si mise a leccargli il cazzo.
"Mettiti in ginocchio, Roy, così il frocetto si deve mettere a quattro zampe..." disse quello che si chiamava Ron.
"Perché?" chiese Roy, che pareva essere il loro capo.
"Perché voglio fotterlo in culo, prima di farmelo spominare. Come ci siamo messi d'accordo per la strada."
"Ottima idea!" disse ridendo quello che si chiamava Mark.
"Ehi, un momento..." Jeremy tentò di protestate.
Ma ricevette un forte pugno sulla testa da Roy che gli disse: "Non dire 'ehi' a noi, ragazzo! Tu devi fare solo quello che ti diciamo, se vuoi ancora respirare quando ci siamo stancati di te. Chiaro?"
"Non s'era parlato di fotterlo in culo..." protestò Drake.
"Non con te, ma era sottinteso, fratello!" rise Ron.
Roy, tenendo la testa di Jeremy premuta contro il suo pube con entrambe le mani, il suo manico completamente infilato nella sua bocca, si inginocchiò ridendo, così Jeremy fu forzato a mettersi a quattro zampe. Allora Jeremy sentì due mani che gli divaricavano le natiche.
Udì poi una voce dire: "Prendi, usa la vaselina e il goldone, per fotterlo..."
"Grazie, Rob. Non credevo che eri così previdente."
"Beh, Ron, quando abbiamo deciso di fare una sorpresa al frocetto di Drake, ho pensato che era meglio essere previdenti. Voglio godermelo, non pigliarmi l'Aids da questo stronzetto."
"Dai, Ron, fottilo!"
"Ma sì, Marky-boy! Hai fretta? Ti rode essere l'ultimo? Va', che te lo preparo ben bene..." disse Ron e si tuffò dentro a Jerry con una spinta talmente violenta che Roy quasi perdeva l'equilibrio.
"Vacci piano, Ron! Mica vuoi che i nostri cazzi si diano un bacetto al centro del corpo del frocetto, no?" Roy disse ricominciando a pompare dentro la bocca di Jeremy.
Risero tutti. Jeremy stava immobile, inerte, soffrendo in silenzio il duplice assalto. Poi una specie di strana calma scese dentro di lui. Pensò che, se cercava di portare quegli skinhead rapidamente all'orgasmo, anche quella tortura ne sarebbe stata abbreviata. Perciò si mise a succhiare e a muovere il sedere nel più abile modo che conoscesse...
"Ehi, il frocetto si sta scaldando! Wow, è bravo, Drake! Proprio come avevi detto... Sì, pare che ci faremo una bella scopata..." disse Ron.
"Non chiamarlo frocio..." la voce di Drake disse, in tono basso.
"Dobbiamo dire il tuo boyfriend?" gli chiese Mark con scherno.
"Si chiama Jerry, lo sapete..." Derek protestò debolmente.
"Jerry? O piuttosto Gayrry?" chiese Roy e tutti scoppiarono a ridere. "Infatti sta proprio godendosela, il frocetto!"
"Ha un culo bello stretto, ragazzi!" disse Ron fottendolo con selvaggio piacere, "Caldo e stretto. Un vero godere. Anche se, giuro, non era vergine. Te lo godrai tu pure, Marky-boy!"
"E sbrigati o mi sbrodo addosso prima che tocchi a me! Non voglio sprecare la mia sborra, la voglio schizzare dentro il suo culo!" disse Mark.
"Allora piantala di menartelo..." gli disse Rob sghignazzando.
Jeremy succhiava, leccava, stringeva i muscoli dell'ano e dimenava il sedere in modo di dare ai suoi due violentatori il massimo del piacere. Infatti in breve, prima Roy poi Ron, si scaricarono dentro di lui con mugolii animaleschi.
Roy si tolse e si alzò: "Tocca a te, Rob... O preferisci schiaffarglielo dentro il culo?"
"È bravo, con la bocca?"
"Molto, molto bravo. Drake aveva ragione. Questo qui è un vero esperto..."
"Lasciami provare la bocca, allora, per 'sta volta!" disse Rob prendendo il posto di Roy.
"Marky-boy, tocca a te..." disse Ron sfilandosi quando ebbe schizzato tutto il suo seme nel retto di Jeremy.
"Era ora. Ho proprio bisogno di farmi una bella scopata."
"Lo sappiamo, Marky-boy, tutti ne abbiamo bisogno. È sempre più difficile trovare una pollastra da scopare, ormai!" disse Ron ridendo.
Mark si infilò un preservativo e si tuffò nella carne aperta di Jerry con una specie di grido di guerra.
Roy scoppiò a ridere: "Ehi, guardate Gayrry! Pare un maialino allo spiedo! E pare che se la goda! Guardate che cazzo duro gli è venuto!"
Jeremy non s'era reso conto che davvero gli era venuta un'incredibile erezione. Non gli piaceva essere violentato in quel modo, ma doveva ammettere che fisicamente era piacevole avere due cazzi ben infissi dentro di lui che lo pompavano in un duplice, ineguale ritmo...
Il ragazzo che si chiamava Mark, che doveva avere sui diciotto anni, gli stava martellando dentro con vero entusiasmo. Jeremy continuava a usare tutti i suoi trucchi per portarli il più rapidamente possibile all'orgasmo.
Roy e Ron si stavano rivestendo, quando Roy esclamò: "Ehi, Drake, che fai, ti rivesti? Non ti pigli la tua parte?"
"No, non stasera. Non mi va."
"Già, tu te lo puoi fottere ogni volta che ti tira, no?" gli disse Ron.
Finalmente Rob venne con forti spinte nella gola di Jeremy, e il ragazzo si sentì soffocare, ma per sua fortuna l'altro si tolse subito. Mark stava ancora allegramente montandolo, con gran gusto.
"Ehi, Marky-boy" Ancora non vieni? Dicevi che stavi per venire, bugiardello!"
"Sono due mesi che non ho un buco da fottere! Lasciami recuperare tutte le occasioni perse, no?"
Roy chiuse l'acqua poi, ora completamente vestito, si accoccolò davanti a Jeremy: "Ti piace la cavalcata, ragazzo?"
Jeremy non lo guardò né gli rispose.
"Ho fatto una domanda, frocetto. E voglio una risposta." gli disse Roy in tono minaccioso.
Jeremy guardò Roy e vide che aveva un tirapugni infilato sulle dita della destra.
"No." gli rispose in tono scontroso.
"Brutto bugiardo! Il tuo cazzo duro ti sbugiarda! Di nuovo: ti piace 'sta cavalcata? Dimmi la verità o ti rovino il tuo bel faccino." Roy gli chiese minaccioso.
"Sì, come vuoi tu." rispose Jeremy.
"Bene. Perciò ci sei riconoscente, no?"
"Ma sì."
"E diventerai la nostra puttana, vero?"
"Piantala!" disse la voce di Drake.
"Perché, mica è roba tua." disse Roy alzandosi e affrontando Drake.
"Sì, è roba mia, e non voglio..."
"Ehi, amico, non siamo forse uno per tutti e tutti per uno, noi?" gli chiese Roy minaccioso.
"Certo che lo siamo. E quando tu mi lascerai usare la tua moto, io ti lascerò usare il mio ragazzo!" Drake gli rispose duro.
"Un punto per Drake, Roy. Tu ci rompi sempre il cazzo col tuo uno per tutti e stronzate così, ma non metti mai in comune con noi la tua roba!" disse Rob.
Frattanto Mark aveva finalmente raggiunto il suo orgasmo e s'era scaricato dentro Jeremy lanciando un grido quasi isterico. Tutti si girarono a guardarlo, Roy rise a gola spiegata e quel momento di tensione fu superato.
"Fantastico, meglio di tutte le pollastre che ho fottuto in vita mia!" disse Mark alzandosi in piedi.
"Nella tua vita, Marky-boy? Ne hai avute abbastanza da contarle sulle dita di una mano?" gli chiese Ron con un sogghigno.
"Posso, e con tutte e due le mani, Ronny-man!"
"E Gayrry, qui, è il migliore?" gli chiese ironico Roy.
"Sa come usare il culo per farti godere, cazzo! Non sei d'accordo, Rob?"
Mark si asciugò, si rivestì, quindi uscirono discutendo ad alta voce sui talenti di Jeremy...
Il ragazzo giaceva sul pavimento, tremando lievemente. Quando tornò il silenzio, si alzò lentamente. Aprì di nuovo le docce e ci restò sotto a lungo. Si sentiva sporco, insudiciato, usato, ma anche confuso. Da una parte doveva ammettere che aveva goduto quella scopata. Erano stati scatenati, eppure non brutali. Quello che però gli bruciava era il fatto che l'avevano forzato a fare quello che volevano loro. Era la prima volta che veniva penetrato al tempo stesso da tutte e due le parti, e la sensazione gli sarebbe piaciuta... se solo l'avesse deciso lui.
Inoltre era anche furioso con se stesso: come poteva aver pensato che Derek fosse suo amico? Era solo uno sporco, maledetto skinhead, niente più. Non certo un essere umano! E la sua odiosa pretesa che lui gli apparteneva!
"Io non appartengo a nessuno!" gridò alla stanza vuota, "E meno che meno a te, maledetto, schifoso Drake!"
Chiuse l'acqua, si asciugò e torno nello spogliatoio coi calzoncini in mano. Si rivestì, prese la sua sacca, chiuse il campo sportivo e tornò a casa, sentendosi avvampare di rabbia e di collera. Lungo tutta la strada la sua mente fu piena di pensieri omicidi.
Dopo quello stupro di gruppo, per parecchi giorni Jeremy non incontrò più Drake. Né voleva vederlo. La sua rabbia era calata un po', ma ancora gli bruciava la misera fine delle sue illusioni riguardo al giovane e bello skinhead.
Era passato circa un mese, era il primo pomeriggio, quando una voce ben nota lo chiamò: "Jerry!"
Era Drake. Finse di non averlo sentito e continuò sulla sua strada verso la libreria.
"Jerry!" la voce lo chiamò di nuovo, ora più vicina.
Jeremy accelerò il passo.
"Ehi, aspetta, Jerry!" la voce disse dietro di lui e una mano afferrò un suo braccio tentando di farlo fermare.
Si divincolò cercando di liberarsi e proseguire per la sua via. Ma Drake gli girò attorno e si piazzò davanti a lui, sempre tenendolo per un braccio.
"Laciami." gli disse Jeremy a voce bassa e minacciosa.
Non era affatto intimorito dallo skinhead per diverse ragioni: la sua rabbia gli dava coraggio, erano in centro della città in pieno giorno, ed erano uno contro uno e Jeremy certamente non era un ragazzo debole.
"Aspetta..."
"Per cosa?"
"Ti devo parlare."
"Di cosa?"
"Quel giorno, nelle docce..."
"Lo stupro?"
"Mi dispiace..."
"A - TE - dispiace?"
"Non credevo che avevano deciso di... di fotterti!"
"TU - non - credevi?"
"Davvero."
"E che hai fatto per fermarli?"
"Quasi niente, ma..."
"Ma, che?"
"Io non ti ho violentato."
"No, è vero, ti sei solo goduto lo spettacolo. Li hai semplicemente portati lì e mi hai dato a loro, per usarmi come un giocattolo! Ma io non ti appartengo!" Jeremy gridò quasi.
"Lo so..."
"Lo sai? Ma hai detto che ero roba tua!"
"Era l'unica cosa che potevo dire per fermarli, non lo capisci? Non potevo sfidarli, erano in quattro..."
"Sei solo uno sporco maiale."
"No... sono il tuo amico..."
"Hahaha! Il mio amico, TU? Ma che splendido amico!"
"Mi dispiace, davvero. Io volevo... chiederti scusa..."
"Un mese dopo?"
"Pensavo che eri troppo incazzato con me, così... non mi sono fatto vedere prima. Ma non volevo che le cose andassero così."
"Ah no? E come volevi che andassero, allora?"
"Io so che a te piace succhiarlo. E coi miei amici si parlava che da un bel po' non si rimediava manco una pollastra, allora ho detto che tu sapevi farlo così bene... Allora loro volevano provarci e io credevo che te lo chiedevano e tu potevi dire sì o no come volevi, e..."
"Oh, povero ragazzino ingenuo! Non pensavi che gli skinhead potessero essere così disgustosi, vero? Non hai mai incontrato uno skinhead, tu, prima..."
"Non essere così sarcastico, amico..."
"Io - non - sono - il - tuo - amico."
"Mi dispiace socio, io voglio..."
"E non sono neppure mi-dispiace-socio, io sono Jeremy, te lo sei scordato? Io sono Jeremy come tu sei Drake. Ma io valgo molto più di te!"
"OK, OK, non ti scaldare... E poi Drake è solo un soprannome, il mio vero nome è Derek..."
"E con questo?"
"Non possiamo ricominciare tutto daccapo? Si andava così bene, tu e io..."
"Ti mancano le mie pompe? Che peccato. Guardati attorno e trovati un altro stupido frocio da usare per il tuo divertimento. Con me è finita. Finita, lo capisci? Fi-ni-ta! Puoi anche ammazzarmi, ma da me non avrai mai più niente..."
"Sì, mi mancano le tue pompe... ma qualcosa di più... mi manchi tu!"
"Provi a fare il furbo per incastrarmi di nuovo per le tue voglie? Stai solo perdendo il tuo tempo, Derek!"
"No... no, davvero. Posso pure rinunciare al sesso con te, ma voglio che torniamo a essere amici..."
"Amici? Ma che cazzo abbiamo in comune, tu e io? L'unica cosa che avevamo era il sesso, non è così? Che vai cercando, ora? Sei pronto a rinunciare al sesso con me, per cosa? Sei solo un bugiardo. Vuoi solo fregarmi di nuovo... Vuoi rinunciare al sesso con me. Già fatto, infatti è finita."
"No, sta' a sentire..."
"E cosa?" gli chiese Jerry esasperato.
"Hai ragione, ho ancora voglia di avere sesso con te... ma come due amici... non voglio... non voglio usarti. D'accordo? Mi piace troppo fare sesso con te, e..."
"Non vuoi usarmi? E che cazzo facevi tu per me quando facevamo sesso? Io ti facevo i miei servizietti poi dovevo sfogarmi da solo... menandomelo. Non ho bisogno di te per menarmelo, non ci arrivi da solo?"
"Ma... ti piaceva farlo con me."
"Sì, perché sei bello. E perché ero così cretino da fantasticare che magari un giorno, magari, dico, ti sarebbe piaciuto talmente, saresti stato così grato da fare per me quello che io facevo per te... Ero così scemo da pensare che si potesse davvero dientare amici."
"Ma io voglio essere... diventare tuo amico. E non è vero che con te c'era solo sesso, si chiacchierava pure, dopo..."
"Ah, la parte intellettuale della nostra stupenda relazione. Già, me n'ero dimenticato. Chiacchierare di stronzate? È questo che ti manca? I tuoi amici non sanno nemmeno fare questo, con te?"
"Sei proprio incazzato nero con me, vero?"
"Sì, lo sono. Ma più che incazzato nero. Sono schifato."
"Hai tutte la regioni di esserlo..."
"Grazie mille!" gli disse Jeremy con sarcasmo.
"Ascolta. Non sono abituato a pregare, io, ma è proprio quello che sto facendo, cazzo. Sì, mi ci è voluto un mese per abbassare la cresta e venire a pregarti! Questa è la vera ragione perché non mi sono fatto vedere prima. Hai ragione da vendere, se ero davvero amico tuo lottavo contro tutti e quattro per fermarli, sono stato un vigliacco. Ma ora io lo ammetto tutto questo, ti do ragione in tutto, anche se mi costa un sacco, credimi."
"Non ci sei arrivato un po' tardi?"
"Spero di no. Per me conti davvero. Sì, anche perché fai pompe favolose, ma non solo per quello. Io voglio esserti amico. Lo voglio sul serio."
"Io no."
"Ti prego. Dammi un'altra possibilità."
"Fino al prossimo stupro?"
"Non ti capiterà mai più, se saremo amici."
"Mi stai minacciando?"
"Cristo, no! Non volevo dire quello. Anche se continui a rifiutate la mia amicizia, non ti capiterà mai più, per quanto dipende da me. Ti prego. Ti prego, dammi un'altra possibilità!"
"È incredibile! Ti stai umiliando così davanti a me? No, Derek, è finita. E adesso lasciami, mi stai facendo male."
"Oh... scusa..." disse Derek lasciando subito il suo braccio.
"Addio, Derek. E non venire più a rompermi il cazzo con il tuo pietoso chiedermi scusa." gli disse Jeremy e se ne andò.