Vokka si rannicchiò contro la sua sposa mentre questa lo carezzava teneramente. Sentì che Mael era persa in chissà quali pensieri. Lui invece cercava di non pensare; ma era così difficile! Il contatto con il corpo tenero e forte della sua compagna aveva il potere di calmarlo. Per lui l'unione sessuale era l'unico momento in cui poteva lasciarsi andare, grazie al fatto che Mael non approfittava della sua vulnerabilità.
Ma questo, Swooney ni Vokka, non l'avrebbe mai ammesso neanche a se stesso. Era tutto d'un pezzo, lui, e si compiaceva nell'esserlo. Non ammetteva debolezze o esitazioni negli altri e tanto meno in se stesso.
Godeva di quei momenti di crescente eccitazione che precedevano l'orgasmo, di quei momenti di acuta sensibilità in cui questo culminava, ma soprattutto della stasi, fatta di pace e di tenerezza, che sopravveniva dopo il rapporto sessuale. Ne sapeva gioire perché non ci rifletteva su: li accettava e basta. Senza rendersene conto, più era turbato, più cercava conforto nel sesso con la sua compagna, nel buio della loro stanza. In fondo godeva quei momenti ma non ne sapeva gioire. Mael lo sapeva e lo accettava così.
Anche ora, dopo la morte del padre e la tensione per il prossimo scontro con il Consiglio di Famiglia. Tutti lo avevano criticato per la sua decisione di abbandonare tutto... Mael no. Aveva taciuto e l'aveva accolto fra le sue braccia ed in sé senza parole, quando lui aveva espresso con gli occhi la sua muta richiesta.
Boku, il loro figlio di un anno, si agitò nel sonno.
"Vado a vedere che cosa ha..." bisbigliò Vokka.
"No, resta qui... sta solo sognando."
"Sognando?" chiese Vokka e tacque.
A poco a poco scivolò insensibilmente nel sonno. Allora Mael si alzò, facendo attenzione a non svegliare il suo sposo, andò a guardare Boku, sistemò la coperta al piccolo Mar, il figlio maggiore, e tornò a dormire tranquilla accanto a Vokka. Riprese a carezzarlo dolcemente mentre la notte di Cenco scivolava via misteriosa.
Nel frattempo in Cenco c'era chi vegliava. Attraverso i comunicatori segreti la notizia della morte dell'Eroe di Quaryel correva per Boar, di ostello in ostello, di centro in centro. Subito partirono i corrieri ed i vari castelli controllati dagli uomini dell'Operazione 99 furono avvertiti. Anche nella centralina di comunicazione interstellare ferveva un'alacre attività. Furono inviati messaggi al Tecnarca su Arom, ai Ketol di Quaryel ed a quelli di Niuketol. Qui fu pure inviato un messaggio agli altri figli dello scomparso perché venissero a raggiungere al più presto la Famiglia. Presto si incrociarono le risposte, cominciarono ad affluire o a farsi annunciare le prime persone.
Anche Tha vegliava, rannicchiato accanto al corpo senza vita del suo sposo. Lo guardava, lo carezzava con gli occhi e sapeva che era per l'ultima volta: un fiore reciso nel pieno del suo splendore... Anche ora era bello, il suo Mar. Un'espressione serena aleggiava sul suo volto... pareva che stesse riposando dopo l'ennesima fatica, soddisfatto per quanto aveva fatto, pieno di energia e di determinazione per quanto restava da fare.
Oh, quanto restava ancora da fare! Tha scosse la testa sconsolato: Vokka voleva abbandonare tutto... avrebbe così ucciso definitivamente suo padre. Come convincerlo, come fargli cambiare idea? Guardò il volto di Mar, il suo sposo morto, come a trarne una risposta, un suggerimento, un'idea... Ma si sentiva la testa vuota... non riusciva a mettere a fuoco nulla, neanche un solo pensiero coerente, chiaro, logico.
Ripensò a quando l'aveva conosciuto. Allora si chiamava Eshly Resmar, ed aveva vinto da poco le gare diventando così un Armato. Tha non aveva sospettato che in realtà sotto quel nome si celasse il Capo-Famiglia Swooney ni Mar, Governatore di Ross... Si era innamorato di lui e gradualmente ne aveva conquistato l'amore. All'inizio Mar era stato reticente... Poi gli aveva svelato la sua vera identità... Così Tha aveva sposato il "Padrone di Ross"... A Mar non piaceva essere chiamato padrone anche se di fatto lo era. Padrone di Ross ma non di Boar, che doveva conquistare a poco a poco... e ci stava riuscendo. Ci sarebbe riuscito, se la morte non l'avesse arrestato, se il figlio non l'avesse tradito.
Le ore passavano lente, ma Tha non se ne accorgeva: si sentiva fuori dal tempo. Ricordi inseguivano ricordi. Quanto era cambiata la sua vita dopo l'incontro con Mar! Tha, unico fra tutti gli esiliati di Boar, aveva avuto il privilegio di accompagnarlo nella Galassia! Non l'aveva chiesto, né Mar l'avrebbe voluto, perché nonostante fosse un potente non voleva privilegi, trattamenti di favore, ingiustizie. Ma Vokka l'aveva chiesto al Tecnarca e l'aveva ottenuto...
Vokka che ora intendeva abbandonare tutto! Come fare per fargli cambiare idea? Vokka aveva un carattere difficile: era quasi impossibile farlo tornare sulle sue decisioni. L'unico che ci riuscisse era Mar, suo padre... ed ora era morto. Forse ci sarebbe potuto riuscire Njeiry, il secondo sposo di Mar, l'altro padre di Vokka... ma anche questo non c'era più... Tha si struggeva a questi pensieri, mentre vegliava il corpo del proprio sposo.
La notte non era ancora trascorsa del tutto quando Selte, con Frem, Belm, Krim e Tork, i fratelli di Vokka, arrivarono alla Guarnigione via transtar e da qui si trasferirono a Cenco. Selte e Frem vollero parlare subito con il comandante Dake e con il coordinatore generale Wutix. Furono messi al corrente del modo banale in cui era morto il loro padre e della durissima reazione che aveva avuto Vokka.
Frem disse: "Purtroppo sarà lui il Capo-Famiglia e la sua parola sarà legge. Riuniremo il Consiglio di Famiglia al completo e cercheremo di dissuaderlo... anche se sarà un'impresa assai difficile, temiamo..."
Dake insorse: "Ma non può far finire tutto così, non ha senso. Non può far fallire anni di lavoro del nostro capo, anni di lavoro , di fatica, di dedizione di migliaia di noi!"
Selte sorrise mestamente: "Può, certo che può."
Dake non si arrese: "Ma non è giusto!"
"Questo è un altro discorso. Ma se lui decide di far cessare tutto... vorresti ribellarti? Sarebbe un grave atto di insubordinazione e le conseguenze..."
Dake non sembrò impressionato dalla velata allusione di Selte: "Certo, finché lui è il mio capo, non posso che obbedire. Ma io darò le dimissioni e con me certamente quasi tutto il personale militare e civile che tuo padre ha scelto e formato, che lo ha seguito anche a rischio della vita!"
Selte guardò gli altri. Wutix annuì in segno di accordo con la posizione di Dake.
Frem aggiunse: "Noi siamo d'accordo, noi restiamo su Boar."
Selte annuì a sua volta: "Certo, vi capisco. Ma a che servirebbe? Non potete fare nulla contro la volontà del Capo-Famiglia."
"Né potremo fare nulla se seguiremo la sua volontà. Dunque..." obiettò Dake.
Frem allora disse: "Se il Consiglio di Famiglia ed i tre Protettori in particolare, se tutto il personale si schierasse contro Vokka, non credi che il Tecnarca ci sosterrebbe?"
Selte scosse la testa: "Forse sì. Ma io non ci sto. Se si comincia a stabilire il principio che il Capo-Famiglia va seguito solo quando fa comodo a noi, solo quando fa quello che noi vorremmo... nostro padre per primo si ribellerebbe a questo principio, penso. Comunque Vokka sarà il Capo-Famiglia e noi gli dovremo obbedienza."
Frem protestò ancora: "Ma se tu ci guidassi, Selte... tu saresti seguita ed amata da tutti come lo era pa'. Vokka non riscuote le simpatie di nessuno, purtroppo... e tu lo sai."
"Questo non cambia nulla. Lui ha il dono del comando, io no. Ed anche se l'avessi, non avrei il diritto di usarlo al di fuori della Famiglia, cioè dell'autorità di Vokka."
Dake era rosso in viso: "Ma non possiamo rinunciare così! Abbiamo tutti giurato a tuo padre che avremmo lottato con tutte le nostre forze per portare avanti l'Operazione 99."
"Certo, lo so. Ma non così."
"Come, allora? Tacendo, accettando questa decisione assurda?"
Selte non rispose subito. Assorta in chissà quali pensieri, aveva socchiuso gli occhi. Poi li riaprì e guardò gli altri.
"Non posso fare nulla contro le vostre decisioni... potrei solo avvertire Vokka, ma... ma questo non risolverebbe nulla, anzi. Vi chiedo perciò di rifletterci sopra, di aspettare ancora un po'. Forse Vokka modificherà la sua decisione... Vi prego, se vi fidate di me, di aspettare fin dopo le esequie di nostro padre."
Nessuno rispose: Dake era teso e scuro in volto, Wutix pensieroso, Frem era accigliato.
Finalmente, dopo un lungo silenzio, Wutix disse: "Forse hai ragione tu, Selte. Attenderò."
Dake annuì: "Sì, scusatemi... attenderò anche io... e cercherò di calmarmi e di calmare gli animi."
Frem sospirò: "Allora va bene anche per noi."
Selte si alzò: "Adesso vorrei vedere il corpo di mio padre. Venite anche voi." disse rivolto a Frem.
Passarono a prendere gli altri fratelli e raggiunsero Tha. Nessuno parò, si guardarono soltanto e continuarono la veglia tutti assieme.
Finalmente il sole si affacciò nuovamente all'orizzonte. In Cenco, nei suoi locali sotterranei, nessuno se ne accorse. Ma l'orologio segnava l'inizio del nuovo giorno e la vita riprese a pieno ritmo.
Mael svegliò Vokka: "I tuoi fratelli sono già quasi tutti nella stanza di tuo padre, a vegliarlo..."
Vokka si alzo: "Non ho voglia di vederli, non ancora. Vado nello studio di pa'... non voglio essere disturbato per nessun motivo. Dillo a Wutix che provveda a non far entrare nessuno, senza eccezioni."
Uscì velocemente dalla sua stanza e fu fortunato di non incontrare nessuno lungo il percorso. Si rinchiuse nello studio di Mar, che ora era suo. In realtà doveva ancora esserci l'investitura ufficiale a Capo-Famiglia da parte del Tecnarca, ma questa era la volontà del padre e così sarebbe stato. Non lo sfiorò neanche per un attimo l'idea che potesse essere diversamente, che il Consiglio di Famiglia potesse chiedere al Tecnarca di avere un Capo-Famiglia diverso...
Fin da piccolo era stato allevato per quel posto, per quel ruolo. Lui era il più adatto, non ne aveva dubbi. Non ne provava orgoglio, fierezza, no... Solo era così. Era inevitabile come la nascita e la morte... Come la morte.
Sedette al tavolo, eretto, le mascelle contratte, lo sguardo perso nel vuoto davanti a sé. C'erano molte cose da fare, da sistemare... ma prima di tutto doveva provvedere per le esequie del padre. Non ne aveva voglia... o meglio, non se la sentiva. Avrebbe potuto chiedere a Wutix di pensarci... no, non un estraneo... Tha allora? Troppo sconvolto, inoltre era ferito alle gambe, si muoveva con una certa difficoltà. Frem? No, non era adatto... Selte! Lei sì. Ecco, avrebbe chiesto a Selte di occuparsene. Così lui avrebbe potuto iniziare ad organizzare l'evacuazione di Boar... L'evacuazione di Boar per lasciarlo al suo destino. E poi?
Che senso avrebbe avuto l'esistenza di una Famiglia Swooney, poi? Senza un pianeta da amministrare? Non lo sapeva. Ma non gliene importava nulla. Quello che era deciso era deciso. Avrebbe viaggiato, ecco. Avrebbe lavorato al servizio del Tecnarca per il progetto lasciato a metà dal padre: la riconquista del pianeta Terra che ancora era nelle mani del nemico. L'annullamento del nemico, delle ultime sacche di resistenza dell'UPO. La Tecnarchia non poteva ancora tollerare a lungo che interi sistemi, sia pure una minoranza, sfuggissero alla sua autorità.
Azionò il comunicatore interno: "Convocate Selte nel mio studio. Subito." ordinò.
Nella centralina comunicazioni interne videro da dove e da chi proveniva la chiamata e si dettero da fare. Per tutti ormai era Vokka il nuovo capo, anche se non aveva ancora ricevuto l'investitura ufficiale.
Selte arrivò nello studio dopo pochi attimi: "Mi hai fatto chiamare?"
"Sì, siediti, sorella mia. Devo chiederti un favore, ma prima vorrei farti una domanda. Sai già quello che ho deciso riguardo a Boar ed all'Operazione 99?"
"Sì, sono stata informata."
"Anche tu sarai contro di me, immagino."
"No, non sono mai stata contro di te, Vokka, lo sai, e non lo sono neanche ora."
Vokka dissimulò appena un moto di sorpresa: "Vuoi dire che non condanni la mia decisione?"
"Certo che no. Sei tu il Capo-Famiglia, ora. Tu ti saresti mai sognato di disobbedire a nostro padre, quando era ancora vivo?"
"No, certo!"
"E allora perché dovrei farlo io con te?"
"Ma avrai pure una tua opinione a proposito, no?"
"Certo, ma la mia opinione non ha peso, non ha valore."
"Al mio posto, che avresti fatto, Selte?"
"Al tuo posto? Non vorrei essere al tuo posto, mio caro fratello, non vorrei proprio esserci. A me non piacciono i problemi, responsabilità così pesanti e pressanti. Io, lo sai, tendo sempre a lasciar andare le cose per il loro verso, come vanno... Non sarei mai un buon capo, io."
Vokka la squadrò ed i suoi occhi parevano emanare raggi laser: "Non mi hai risposto. Voglio che tu parli chiaro, almeno con me. Tu vorresti che l'Operazione 99 continuasse, non è vero?"
Selte sorrise appena: "Io amo Boar, sono e mi sento boariana. Sulla tomba di tuo madre c'è una scritta, ricordi?"
Vokka restò impassibile: "E allora?"
"Noi apparteniamo a Boar, c'è scritto. Per me è vero, perché io sono una romantica inguaribile. Ma questo non significa nulla, no? Per me sarebbe facile dire: tutto deve continuare come prima. Io non ho responsabilità... Perciò non posso risponderti. Comunque... una cosa voglio che tu sappia, Vokka: io ti obbedirò sempre, finché sarò una Swooney."
Vokka annuì, serio: "Grazie, Selte. Tu sei la prima qui dentro che non mi sia contraria."
"Non è che gli altri ti siano contrari... Devi capirli, per loro è difficile dare un taglio netto a tutto quello che hanno fatto fino ad oggi, alle loro vite, ai loro programmi e gettare via tutto. Loro non sono forti come te. Ogni essere umano cerca sempre di evitare cambiamenti di rotta improvvisi, è naturale. Ma tu mi avevi chiamato per chiedermi di fare qualcosa, no?"
Vokka annuì ancora: "Sì. Vorrei che tu organizzassi le esequie per pa'."
"Io? Va bene. Come devo fare?"
"Pensaci tu. Ti lascio carta bianca. Solo una cosa voglio: che siano degne di lui, della sua vita. Sono certo che sei d'accordo. Io... io devo occuparmi di organizzare la smobilitazione. Tutto deve essere fatto nel migliore dei modi, in perfetto ordine... dovrò lavorarci molto. Adesso vai, più tardi ci rivedremo tutti."
Selte uscì dallo studio. Nel corridoio trovò Tha e Frem ad attenderlo.
"Allora? Non ha cambiato idea?" chiese Frem.
"No. Ma non abbiate fretta, qualcosa troveremo. Mi sta nascendo un'idea... lasciatemi fare."
Frem storse il naso: "Secondo noi l'unica è ricorrere al Tecnarca e chiedergli che nomini un nuovo Capo-Famiglia!"
Tha insorse debolmente: "No, diglielo anche tu, Selte. Non è questa la via..."
"Sono d'accordo con te, pa', non è questa la via. Ricordatevi, Frem, mi avete promesso di aspettare fin dopo le esequie. Inoltre, se anche si facesse come voi dite, chi potrebbe essere il nuovo Capo-Famiglia? Voi?"
Frem arrossì: "No, noi no, non siamo adatti. Tu Selte!"
"Ho già detto di no e non accetterò mai. Chi allora? Belm? Ha solo tredici anni standard. Krim ne ha dodici, Tork ne ha cinque! Chi altri? Uno dei Protettori? O gli altri che nostro padre aveva adottati? Liberato no, perché è un esiliato. Nymy? Ce lo vedi? Non resta più nessuno..."
Frem insistette: "Perché non Tha?"
"Perché mio padre Tha, come me, non accetterebbe mai di prendere il posto che nostro padre Mar ha destinato a Vokka. Perciò, vedete, Vokka è e deve essere il nuovo Capo-Famiglia. E con questo non voglio che torniate più sull'argomento. Piuttosto, ho bisogno del vostro aiuto per organizzare bene le esequie... e dell'aiuto di tutto il personale di Cenco. Andiamo."
Selte lavorò senza sosta affiancato dagli esperti di Cenco sugli usi di Boar e su quelli della Galassia. Questa attività la aiutò a lenire il sordo dolore che le pesava dentro e che non aveva ancora avuto modo di sfogare.
A sera Vokka riunì il Consiglio di Famiglia. Per la prima volta c'erano tutti, compreso Nymy. Perciò la riunione non si tenne in Cenco ma nella Guarnigione. Infatti, per ordine del Tecnarca, nessun estraneo poteva entrare in Boar e nessun esiliato poteva lasciare Ross: la Guarnigione era l'unico luogo che rispondesse a questi requisiti. La Guarnigione era infatti l'unico luogo di Ross aperto agli uomini liberi della Galassia quale era Nymy e nello stesso tempo era sul pianeta, se pure fuori dalla zona riservata agli esiliati, perciò, forzando un po' il significato del Dettato del Tecnarca, anche Liberato poteva accedervi.
In tutto erano dieci, essendo ancora esclusi i tre figli minori di Mar ed i due piccoli di Vokka. Quando Vokka entrò nella saletta, tutti erano in silenzio. Il Primo sedette e li guardò tutti ad uno ad uno. Poi prese la parola.
"Vi ho convocati ora perché c'è una formalità da compiere. Infatti, anche se è noto che mio padre mi ha nominato suo Primo, è il Consiglio di Famiglia che deve inoltrare al Tecnarca la richiesta di nomina del nuovo Capo-Famiglia. Ora, ho fondati motivi per credere che possano sorgere alcune difficoltà. Infatti so che quasi tutti voi non condividete la mia decisione di porre termine all'Operazione 99. Voi vorreste continuarla.
"Perciò non vi restano che due possibilità: accettarmi come Capo-Famiglia e seguire le mie decisioni, o chiedere al Tecnarca di nominare uno di voi al mio posto per poter così continuare nello svolgimento dell'Operazione. Vorrei che se ne discutesse e che si giungesse ad una decisione in modo che io sappia come comportarmi. Non ho altro da dire. A voi dunque la parola."
Nessuno dubitava che Vokka avrebbe affrontato l'argomento così di petto, senza giri di parole, ciononostante il disagio era evidente in tutti.
Tha prese a parlare a mezza voce: "Nessuno di noi ti giudica, Vokka, noi abbiamo stima di te, lo sai..."
Vokka lo interruppe: "Se parli per te, ti credo, Tha. Tu sei stato veramente un padre per me dopo la morte di mio padre Njeiry. Ma vorrei che ognuno parlasse per se stesso e mi rispondesse chiaramente." disse cercando di usare un tono gentile, ma la durezza traspariva dalle sue parole, dalla sua espressione.
Di nuovo ci fu un silenzio imbarazzato. Allora Selte, che pareva la più tranquilla di tutti, decise di rompere quel silenzio. Non s'era preparata un vero e proprio discorso e benché avesse in mente quello che voleva dire, improvvisò.
"Ascolta, fratello, ed anche tutti voi... e vi prego caldamente di non interrompermi per nessun motivo finché non ho finito di dire quello che sento e che penso. Ecco, è vero, molti di noi sono turbati. Hanno ragione di esserlo, per due motivi. Il primo, è chiaro, è la morte di pa', così inattesa, così... così banale. Per ognuno di noi pa' era un eroe... l'avremmo visto meglio morire di vecchiaia, circondato dai suoi nipoti e pronipoti, dalla sua famiglia ormai grande e numerosa... L'avremmo voluto vedere invecchiare fra di noi a poco a poco, un trionfo dopo l'altro, nella realizzazione del suo splendido progetto.
"Lui era la nostra forza, la nostra guida, il catalizzatore di quando di meglio c'è in noi. Ed è mancato troppo presto, troppo all'improvviso. E poi, almeno fosse morto nel bel mezzo di una grande battaglia, avesse avuto la sua morte eroica, in pieno slancio di conquista... questo ci avrebbe spinti a proseguire nel suo slancio... per dimostrare a tutti che non erano riusciti a fermarlo! Ma così... Sembra quasi che il destino si sia voluto fare beffe di lui, di nostro padre, del nostro capo... Qualcuno potrebbe dunque meravigliarsi per il nostro turbamento? Pa' era... magnifico, era la nostra luce... ed ora ci troviamo d'improvviso al buio.
"E poi, in questo buio, la seconda fonte di turbamento: la tua decisione, Vokka. Ebbene, è facile capirlo. Ognuno sperava che, spenta la fiamma, almeno una scintilla rimanesse da cui riaccendere il fuoco. Ma in Vokka non la vediamo. E allora molti di noi dicono: ah, se fossi io al suo posto... Ma questa è illusione. Nessuno può essere al posto di un altro. Sì, qualcuno qui dentro e molti fuori da quella porta, ti criticano, ti giudicano, ti condannano, fratello mio. Qualcuno, forse non coscientemente, vede te e la tua decisione quasi come... come un traditore ed un tradimento.
"Ebbene, no! Io non sono d'accordo, si sbagliano di grosso. Come potresti essere traditore tu, tu che sei stato allevato da nostro padre con tutta la cura e tutto l'amore di cui era capace: e non è poco. Nel suo futuro anche Boar veniva dopo di te, Vokka, e questo lo sappiamo tutti. Il suo amore per Boar era grande, è vero, grandissimo. Era la sua ragione di vita. Eppure... eppure il suo amore per te era più grande, molto più grande. Per te, lo sappiamo tutti, avrebbe anche abbandonato Boar. E allora, possiamo noi essere da meno di nostro padre? Potremmo noi abbandonare te per Boar? Non ha senso!
"Lui per primo, Swooney ni Mar, lui per primo non lo vorrebbe. Oh, è vero, lui ha speso anni ed anni della sua vita per Boar, perché era un idealista, perché era pieno di altruismo, pieno di amore per la giustizia. Vi ricordate come parlava di Boar... come s'illuminava tutto, come s'infervorava, come sapeva entusiasmare chiunque lo ascoltasse? Una prova ne sono le centinaia e centinaia di volontari sparsi su Boar, ai suoi ordini. Se lui avesse detto: credo che sia bene fare così... tutti lo facevano, subito, con dedizione assoluta. Perciò se lui avesse detto: adesso basta con Boar... qualcuno avrebbe pensato forse a ribellarsi? Beh, è vero... lui non l'avrebbe mai detto... Ma se lo dice Vokka, colui che pa' ha scelto per sostituirlo un giorno nella sua opera, non è forse lo stesso?
"In Boar sono sepolti gli affetti di pa'... Njeiry... Tova... e tanti suoi amici ed uomini fedeli. In Boar c'è la sua vita. Pa' sarà sepolto in Boar, perché è la sua terra... a meno che Vokka non decida diversamente, ma non credo. Vokka infatti è sempre stato un figlio rispettoso ed ha sempre amato suo padre più di se stesso... e, credo di poterlo dire, lo ha amato anche più di tutti noi. Sono certo che lui avrebbe voluto morire sotto quel muro, pur di salvare pa'. Sarebbe pronto a donare la sua vita anche ora, se servisse a ridonargli la vita. Ma la vita fisica, quella, non la si può ridare. Si può solo non far morire il suo ricordo. E questo, sono sicuro, Vokka lo farà.
"Io a volte disobbedivo a pa', non sono mai stata una figlia modello. Ma Vokka, voi lo sapete tutti molto bene, ha sempre fatto tutto ciò che pa' gli chiedeva di fare. A volte discutevano, è naturale... ma alla fine Vokka ha sempre obbedito a pa'. E allora? Se ora Vokka decide che è bene lasciare tutto, se ora decide che Boar non merita gli Swooney come non ha meritato pa'... chi siamo noi per dire che ha torto? Se ora Vokka pensa giusto demolire tutto ciò che pa' ha costruito, non è forse l'unico fra noi che abbia il pieno diritto di farlo? Diritto conquistato non con il nome, non con il sangue, ma perché lui più di tutti noi ha saputo amare, restare vicino e seguire pa'?
"Certo, capisco il vostro sgomento. Ma lasciate che ve lo dica... voi sembrate più attaccati a Boar che a Swooney ni Mar... Non è che vi condanni. Capisco anche il vostro punto di vista: per voi... Boar e Mar sono la stessa cosa. Vi sembra che abbandonare Boar sia quasi abbandonare Swooney ni Mar... e voi non l'avreste mai fatto, vero? Ma Boar ha ucciso nostro padre! Nostro padre che lo amava! È vero che pa' non se ne sarebbe meravigliato, lui lo sapeva che sarebbe potuto accadere ed accettava gioiosamente il rischio... Ma lui era lui... Lui era un uomo eccezionale. Chi può pretendere da noi di essere eccezionali, forti e generosi come era lui? Noi siamo solo dei piccoli esseri deboli...
"Pa' era pronto a morire per ognuno di noi, ed anche per Boar, perché Boar in fondo è un po' un suo figlio, un suo figlio piccolo da allevare, da curare, per farlo arrivare alla maggiore età. Ma noi? Potresti condannarmi tu, Vokka, se io non me la sentissi di morire per... mettiamo per nostro fratello Tork? Nessuno di noi può condannare un altro, semplicemente perché nessuno di noi è l'altro. Beh, io per Tork sarei anche pronta a morire, il mio era solo un esempio... benché sia facile dire: io sono pronto a morire... finché non hai veramente la morte di fronte.
"Ecco, ma di Vokka io sarei più sicura che di me stessa. Lui è forte e coraggioso. Ma non si può pretendere che un uomo sia forte e coraggioso diciotto ore su diciotto, tredici mesi su tredici... Vokka ha dimostrato in più occasioni il suo coraggio... Ricordo di quando pa' mi raccontava di come Vokka superò le prove per diventare Armato... io so che non sarò brava quanto lui, perciò non me la sento di giudicarlo. Vokka ha sempre e solo fatto ciò che credeva giusto, non ciò che gli piaceva o gli conveniva, lo sappiamo tutti molto bene.
"Perciò, anche se voi credete che la sua decisione sia ingiusta, non dovete dimenticare che è ponderata, che non l'ha presa per debolezza o per convenienza o per divertimento... sarebbe un grave errore da parte vostra. Ah, credete di non poter sopportare che sia uccisa così l'opera di pa', la sua più grande opera? Ebbene, aggiungete dolore a dolore e rassegnatevi, perché Vokka è certo di aver preso la decisione giusta."
Tacque per un po'. Vokka la guardava serio e teso. Gli altri sembravano a disagio, confusi. Allora Selte riprese a parlare.
"La consuetudine vuole che il Consiglio di Famiglia esprima il proprio parere dopo la fine delle esequie. Fino a quel giorno è il Primo a reggerla, comunque. Perciò invito tutti a riflettere fino a quel giorno. Cerchiamo di non doverci vergognare del nome che portiamo. Questa è la mia proposta. Adesso, a voi la parola."
Di nuovo ci fu un lungo silenzio. Poi, ad uno ad uno, tutti dissero che accettavano la proposta di Selte.
Per ultimo parlò Vokka: "Va bene, sarà così come è stato deciso. Riguardo alle esequie, Selte, è pronto il programma?"
"Sì, se lo vuoi controllare..."
"No, va certamente bene come hai deciso tu."
"Preferirei che tu, dopo averlo letto, lo approvassi."
"No, ti ho dato carta bianca, non ha senso un mio controllo... soprattutto ora che non sono ancora Capo-Famiglia. Se non c'è altro da dire, direi che è bene andare a riposare."
"Bene, domani farò avere a tutti il calendario delle esequie, che comunque cominceranno dopodomani a Castelnuovo..." disse Selte.
"D'accordo."
Uscirono tutti, ma Vokka trattenne Selte: "Sei stata spietata, sorella." le disse appena furono soli.
"Io? No, io ti ho difeso..."
"Se questo è il tuo modo di difendere... avrei preferito che tu mi avessi attaccato. Tu sai parlare bene, Selte, proprio come nostro padre."
"Ma tu hai la sua determinazione e la sua forza e queste sono doti più importanti."
"Cosa speri di ottenere con il tuo discorso?"
"Nulla, se non la coesione della Famiglia."
"Un giorno mio padre mi disse che io non so voler bene... forse aveva ragione. Questa è la più grande differenza fra lui e me. Adesso, dopo quello che hai detto, non so più che cosa decidere, che cosa fare..."
"Vokka, tu sei sempre stato onesto nelle tue decisioni. Non restare fisso su un'idea solo per... coerenza. Pensaci ancora, poi decidi."
"Nostro padre avrebbe continuato, avrebbe voluto che io continuassi."
"Devi fare quello che tu giudichi giusto, non quello che pa' avrebbe fatto. Pa' era pa'. Tu sei tu. Io ti voglio molto bene, Vokka, ed accetterò le tue decisioni... solo... pensaci ancora su, vuoi?"
"Non lo so. M'hai scombussolato... Prima ero sicuro di me, ma ora..."
"A vederti non pare, ma tu hai un autocontrollo proverbiale... Lasciati andare, Vokka, almeno quando sei da solo..."
Si lasciarono e Vokka, per la seconda volta in due giorni, corse a cercare la pace fra le braccia di Mael.
Selte andò a finire di mettere a punto le cerimonie con gli esperti di Boar. Frem la trovò negli uffici.
"Selte... vorremmo parlarti."
Selte alzò lo sguardo. Ancora non s'era del tutto abituata alla mania del fratello di parlare di sé al plurale. Da quando gli era morto il fratello gemello, Frem aveva cominciato a parlare come se in lui fosse ancora presente e vivo Tova. Vokka, il duro e razionale Vokka, era l'unico che lo aveva accettato subito... ed ormai tutti lo accettavano così.
"Sì?"
"Non qui."
Si appartarono. Frem allora disse: "Non avremmo mai creduto che tu ti schierassi così dalla parte di Vokka. Non vorresti dunque veder continuare l'opera di nostro padre?"
"Certo che sì, ma non dispero. Comunque in questo momento Vokka ha bisogno di sentirsi sostenuto, non attaccato. Attaccarlo non farebbe che provocare in lui un irrigidimento... e solo lui può essere il nostro Capo-Famiglia, non dimenticartelo."
"Non ti capiamo, Selte. Ma aspetteremo fin dopo le esequie. Però ricorda: se non cambia idea, noi daremo battaglia con tutte le nostre forze... E se il Tecnarca lo confermerà nonostante tutto..."
"O lo seguiamo o dovremo rinunciare a chiamarci Swooney." troncò netto Selte.
"Preferiamo abbandonare il nome di nostro padre che le cose per cui lui ha lottato."
"Nobili propositi, Frem. Ma aspetta fin dopo le esequie."
Si lasciarono. Selte tornò in ufficio per riprendere il suo lavoro. Qui trovò Tha.
"No dormi, pa'?"
"Sì, tra poco vado. Volevo solo dirti che sei stata abile."
"Pare che solo tu e Vokka abbiate capito quello che intendevo dire..."
"Vokka? Dici che ha capito?"
"Sì, e lo speravo. M'ha detto che sono stata crudele con lui... forse è vero... Dobbiamo stargli vicino, aiutarlo. Vedi, Vokka è forte, duro, tutto d'un pezzo... e perciò è il più debole di tutti noi. Papà Mar era forte ma sempre pieno di pensieri, metteva sempre in forse le proprie convinzioni e questa che in altri sarebbe stata debolezza, era la sua forza! Come siamo complicati, pa'!"
"Sì, hai ragione, siamo davvero complicati. Volevo solo dirti che io sono d'accordo con te... speriamo bene. Tuo padre credeva in un qualche dio... Se ci credessi anche io, questo sarebbe il momento di pregarlo. Adesso vado a riposare, se ci riesco... Questa notte scorre, figliola."
Selte l'abbracciò e si rimise al lavoro.
Il programma delle esequie a cui stava lavorando prevedeva tre diverse cerimonie. La prima a Castelnuovo, sul luogo della disgrazia, in Boar, per tutti gli indigeni che avevano conosciuto Mar nella sua veste di esiliato. La seconda in Cenco, anzi, sulla città di copertura di Cenco, in superficie, cioè ad Acquevive, per tutti i volontari che lavoravano nel pianeta prigione per l'Operazione 99. La terza ed ultima alla Guarnigione sull'isola di Ross, per il resto del personale e per chi veniva dalla Galassia per onorare il Capo-Famiglia defunto.
Tutta la Famiglia perciò si trasferì a Castelnuovo. Il castello era in via di riparazione ma ancora presentava evidenti tracce delle distruzioni subite per l'attacco degli Shentist. Per tutto il giorno e per diversi giorni, affluirono migliaia di esiliati di Boar. Erano soprattutto Armati, ma c'erano anche i vigilati di Vitanuova, i Mercanti Sperkol, Artisti e gente da diverse città del pianeta.