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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL QUARTO LIBRO
DI MAR SWOONEY
CAPITOLO 2
IL NUOVO PATTO

Dei tre campioni rimasti, solo Ritye chiese di rimanere. Di tutti gli altri ne restarono ottocento ventitré e in cinquantotto chiesero di lasciare il castello. Mar fece consegnare loro armi e cibo, l'uniforme rossa dei fuoriusciti ed il vessillo bianco dei senza-castello, così il gruppo partì alla volta di Primcastello per essere inseriti in un castello di nuova formazione.

Quindi Mar chiese agli uomini rimasti di formare nuovi nuclei e di scegliersi un nome, anche eventualmente usando nomi di vecchi nuclei. I suoi uomini formarono il nucleo Wy. Quindi Mar nominò Tha gonfaloniere della compagnia Ney e chiese ai nuovi nuclei quali volessero far parte della compagnia Ney. Cinque nuclei lo chiesero, fra cui il nucleo Ri di cui faceva parte Ritye. Gli altri nuclei si raggrupparono spontaneamente in sette compagnie ed ognuna elesse il gonfaloniere e scelse un nome.

Ora il nome completo di Mar era Eke Sunney Wymar e Tha divenne Sunney Wytha. Gli uomini di Mar che già prima della sfida si erano infiltrati nel castello Sun, avevano tutti scelto di restare in nuclei non compresi nella compagnia Ney.

Mar inviò subito mezza compagnia al castello Esh, guidata da Tha, per presentare il "messaggio di vittoria" e prendere Frem e Tova, con Eduhin e Shehud, ancora ospite dei Beyryl, che sarebbe stato ammesso nel castello Sun come famiglio. Anche Eduhin sarebbe stato promosso al rango di famiglio. Essendo la mezza compagnia composta in gran parte di uomini di Mar, inviò anche un messaggio tramite l'ostello a Cenco, chiedendo che gli inviassero un comunicatore e che si iniziasse subito la costruzione di un ostello alle porte di Portosicuro, in modo di avere al più presto un transmen vicino.

Quando finalmente tutto fu sistemato e da Esh tornò la mezza compagnia con i gemelli, Tha chiese a Mar di comunicare a tutti la notizia che intendeva adottare il suo quarto figlio.

Dopo pochi giorni Mar fu chiamato alla porta del castello verso la città.

"Castelliere, c'è un Capo-ciurma che chiede di te."

"Chi è? Che vuole?"

"Dice di chiamarsi Pendory e di essere appena tornato da un viaggio."

"Pendory? Ma fatelo entrare!"

"I non Armati non possono entrare nel castello!"

"Chi ha deciso così?"

"È tradizione..."

"L'ha detto il Fondatore?"

"No..."

"È scritto da qualche parte?"

"No..."

"Bene, allora lo attendo nella sala dei gonfaloni."

Dopo poco entrò Pendory scortato da quattro Armati. Il giovane si guardava attorno con aria stupita. Poi vide Mar e si illuminò in un ampio sorriso.

"Allora è proprio vero che Eke Sunney Wymar e Mar Swooney sono la stessa persona!" esclamò Pendory.

Mar sorridendo gli andò incontro. Con un gesto fece allontanare gli Armati.

"Sì, sono io. Devo confessarti che non sono ancora del tutto abituato neanche io a tutti questi cambiamenti di nome. Passi per l'Eke che è un indicatore di ruolo simile al tuo -ry. Ma io mi sento sempre Mar Swooney."

Parlarono a lungo, poi Mar gli presentò il suo sposo ed i gemelli. Anche Pendory si era sposato con un membro della ciurma che Mar ricordava e stava pensando di adottare un giovane mozzo. Mar gli chiese come la città avesse reagito al cambiamento del castelliere.

"Bene. La tua abilità nel combattere ha suscitato una profonda impressione... ed anche il tuo modo semplice, sorridente, umano di comportarti. Inoltre io sono il primo cittadino ammesso in un castello e sarò subissato di domande quando uscirò di qui."

Chiacchierarono ancora, poi il Capo-ciurma se ne andò.

Quando l'Ostello del Ritorno, come fu chiamato, fu completato ed il transmen istallato, Mar tornò a Cenco.

Ora ben cento ventisette uomini di Mar erano castellieri. Il Gran Tempio aveva comunicato al Daigo l'aumento di sfide notato in quei tempi come pure la creazione della catena di ostelli. Il primo fatto ancora non era stato messo in relazione con Mar Swooney, ma gli ostelli sì. Il Gran Tempio sembrava preoccupato che su Boar nascesse un qualche altro organismo coordinato oltre al sistema degli Armati e all'organizzazione dei Templi di Shent.

Mar parlò con i suoi collaboratori dei suoi sospetti nati dall'attacco di Irruhe.

"Dobbiamo stringere i tempi. Bisogna che i nostri uomini infiltrati nei Templi si diano da fare. Se Shent si muove, dobbiamo essere in grado di prevenirlo. Sento che ci sono delle forze in movimento su Boar. Sicuramente alcune mi avversano, altre mi favoriscono. Ma finché non ci vediamo chiaro... avremo grossi problemi. Dobbiamo mettere a punto un sistema di comunicazioni rapide, ufficiali... fra i castelli, forse, o fra gli ostelli. Bisogna pensarci in fretta."

Poi discusse con Medle, Chanul e Deke la situazione della Galassia. Su Quaryel le cose si stavano lentamente sistemando. Il suggerimento di Mar di usare le religioni locali stava dando i suoi frutti come previsto. Il Tecnarca stava ristrutturando l'organizzazione della Galassia su due piani: da una parte dando una forte autonomia ai vari pianeti, basandosi sul sistema delle Famiglie; dall'altra una stretta centralizzazione del commercio e delle comunicazioni interplanetarie che erano sempre più strettamente nelle mani del Tecnarca. In questo modo se qualche Famiglia avesse provato ad opporsi alla politica del Tecnarca, sarebbe stata rapidamente isolata compromettendone l'economia.

Quel che restava dei due tronconi dell'UPO era tenuto rigorosamente isolato e non aveva ancora procurato noie. Il Tecnarca stava facendo mettere a punto alcune speciali attrezzature per troncare le comunicazioni laser o subspaziali fra i due tronconi.

Dopo essersi messo al corrente, Mar rientrò al castello Sun. Come progettato con Ehmos, il responsabile dei castelli a Cenco, appena rientrato Mar scrisse "messaggi di invito" a tutti i castellieri del popolo Men di cui Sun faceva parte. Assieme al messaggio, che invitava i castellieri a castello Sun per importanti discussioni per il primo del dodicesimo mese, cioè all'inizio della stagione fredda, inviò ricchi doni. Gradualmente ricevette dai corrieri dei vari castelli le risposte: su quindici castellieri tredici risposero accettando e due rifiutarono. Dei tredici che avevano accettato, sei erano uomini di Mar.

Uno di quelli che aveva accettato era il castello in cui viveva anche il Reggente. Ma il Reggente, assieme alla risposta, mandò una convocazione per Mar entro il decimo mese. Certamente il Reggente voleva conoscere il nuovo castelliere Sun e sapere da lui la ragione del suo invito. Mar decise di rispondere sollecitamente alla convocazione.

Mandò a chiamare Pendory ed essendo la sua nave libera, la noleggiò. Gli chiese di decorare le vele con i colori e lo stemma di Sun, a spese di Mar.

Il castello Aal, del Reggente che era ancora in carica per un anno, sorgeva a Chiusaforte, la città di Allevatori quasi in riva al mare, ed in sei giorni di navigazione era possibile raggiungerlo. Mar voleva impressionare il Reggente. Fece fare perciò nuovi gonfaloni tessuti anziché dipinti, che ordinò a Filandera e fece preparare aste ricoperte di sottile foglia d'oro. Inoltre fece preparare ricchi doni per il Reggente e fra questi i più bei volumi prodotti dagli Introw.

Dopo meno di un mese tutto fu pronto e Mar si imbarcò recando con sé una compagnia al completo di scudieri, famigli e servi. Sapeva di mettere così in imbarazzo il Reggente, che non avrebbe saputo dove alloggiare più di trecento persone. Inoltre, poiché la nave di Pendory non poteva ospitare più di quaranta passeggeri, noleggiò una grande nave da duecento posti ed una da cento posti. Mar aveva fatto imbarcare anche tutti i figli, gli Anziani ed i Ritirati. Inoltre aveva fatto fabbricare un centinaio di tende per alloggiare i suoi uomini sul roccione di Chiusaforte. Anche le tende erano di inconsueta bellezza. Quando le tre navi lasciarono Portosicuro, Mar ed i suoi uomini furono salutati da tutta la città in festa. Si sarebbe parlato a lungo di quel viaggio!

Dopo i previsti sei giorni di navigazione giunsero a Chiusaforte e gettarono le ancore al largo poiché la città non aveva un porto. Ogni nave aveva trainato una bassa chiatta e con queste raggiunsero la riva. Il Reggente era già sulla riva con parte degli uomini del castello schierati, radunati in fretta quando era stato riconosciuto dalle vele della nave di Pendory chi stesse arrivando.

Mar prese terra per primo e salutò il Reggente: "Sono accorso alla tua convocazione, Eku Men Aal, con il mio seguito, per renderti onore."

Il Reggente non tentava nemmeno di dissimulare la sua sorpresa: "Eke Sun, sei il benvenuto con i tuoi uomini... ma... quanti sono?" concluse preoccupato.

"Solo trecento ventisette compresi i piccoli e gli Anziani. Ma non c'è nessun problema per gli alloggi, abbiamo portato le nostre tende ed il nostro cibo, per non approfittare della tua generosità."

Il Reggente annuì. Nel frattempo sbarcarono gli uomini di Mar e le chiatte tornarono indietro per prendere gli altri, i bagagli e le attrezzature. Mar subito presentò i suoi doni. Il Reggente sgranò gli occhi.

"Queste poche e piccole cose per simboleggiare il mio rispetto al capo del popolo Men di cui ho l'onore di far parte..." disse Mar.

"Piccole cose? Neanche il Federal poteva aspettarsi doni così belli e ricchi. Portosicuro paga bene i suoi Armati!"

"I miei Armati difendono bene Portosicuro, in modo che sia veramente... sicuro."

Scambiarono altri convenevoli poi salirono alla città. Gli Allevatori con gli Armati di servizio guardavano passare affascinati il lungo corteo. Mar chiese il permesso di piazzare le sue tende fuori dalla città sulla parte libera del roccione. Poi, mentre i suoi uomini piazzavano le tende, Mar con un piccolo seguito, fu ricevuto al castello. Il Reggente si fece raccontare da Mar come avesse vinto la sfida. Per quella sera non affrontarono il motivo dell'invito fatto da Mar ai castellieri.

Si tenne una cena con la partecipazione di Tha e dei gonfalonieri del castello Aal. Quindi il Reggente offrì ospitalità nel castello a Mar ed al suo nucleo, ma questi chiese il permesso di andare a riposare nella sua tenda. Mar era riuscito a piazzare due micro-spie in due ambienti ufficiali del castello. Inoltre anche un bell'anello di simil-pietra donato al Reggente conteneva una micro-trasmittente.

"Ci ha accolti bene..." disse Tha quando furono soli.

"Sì... formalmente ineccepibile. Ma mi scrutava, mi studiava, mi soppesava... La messa in scena del nostro arrivo l'ha impressionato."

Mar accese il ricevitore e si mise l'auricolare. Un secondo auricolare fu messo da Wynsten che porse il terzo a Tha.

"Qui non si sente niente." sussurrò Tha, ancora poco abituato a quella che a fatica non considerava magia.

Mar era sintonizzato sull'anello che il Reggente aveva subito infilato al dito: "Sta parlando con un servo... non dice ancora nulla di interessante..."

Le tre trasmittenti erano anche ricevute e registrate al vicino Ostello dell'Accordo. Al castello Mar aveva riconosciuto alcuni dei suoi volontari infiltrati, fra cui Aalsohl Megnes, un nobile di nucleo. Questi logicamente avevano finto di non conoscerlo.

Restarono in ascolto per un po', mentre parlottavano sottovoce.

Poi Mar sussurrò: "Sta andando nella sala dei gonfaloni..."

Tha che era sintonizzato sulla microspia piazzata in quella sala, disse: "Non lo sento ancora... ma sento altre voci... parlano delle nostre belle tende... Ecco, sta entrando."

"Sì..."

Ascoltarono. Il Reggente voleva sentire le impressioni dei suoi gonfalonieri su Mar. Poi disse la sua: "Sì, sì, sembra un tipo valido... e se ha sconfitto il precedente Sun deve essere in gamba. Ma come mai è così ricco? Il predecessore non ha mai mostrato che il suo castello fosse tanto ricco..."

"Deve aver dato fondo a tutti gli averi del castello, per fare questo viaggio..." disse un gonfaloniere.

"E tutti quei doni? Quale ne è lo scopo?" aggiunse il Reggente.

"Comunque il vecchio Sun non era mica povero. Aveva un'ascia di ferro che doveva valere almeno un peso se non più..."

"Già, e non è detto che il nuovo Sun non fosse già ricco del suo..."

"Da dove viene? Prima di essere un Esh, chi era? Perché è entrato negli Armati?"

"E l'invito che ha fatto... è inconsueto che un castelliere inviti tutti i castellieri del suo popolo..."

"Questo lo sapremo domani."

"Sapremo quello che ci vorrà dire..."

La discussione continuò a vuoto. Parevano più preoccupati che semplicemente incuriositi. Quando sembrò che non ci fosse altro di interessante da sentire, Mar affidò i tre auricolari ad altri suoi uomini perché proseguissero l'ascolto e si mise a discutere con Tha e Wynsten.

"L'importante è che siano rimasti colpiti. Domani darò loro tutte le risposte..." disse Mar e discusse con loro i particolari.

Il giorno seguente Mar fu di nuovo ricevuto a castello. Chiese di parlare con il Reggente da solo. Gli spiegò che era preoccupato per la situazione su Boar. Gli parlò del complotto contro gli Armati che aveva scoperto esistere fra una parte degli Shentist e molte bande di Predoni e di Sbandati. Come prova parlò, cambiando leggermente i fatti, dell'imboscata tesagli. Disse che era perciò sua intenzione proporre agli altri castellieri del loro popolo una più stretta collaborazione, per ottenere due risultati: la difesa dagli Shentist ed una migliore difesa contro Predoni e Sbandati. Accennò alla necessità di trovare un modo per comunicare rapidamente fra castelli in modo di segnalare gli spostamenti dei Predoni per prevenire i loro attacchi, e raccontò di quanto era successo a Terradura. Anche per quel fatto, con mezze frasi, fece balenare la complicità del Gran Luminare.

"Dobbiamo difenderci e la migliore difesa è l'attacco. Non contro Shent, certo, non siamo abbastanza forti, almeno finché non saremo più uniti, ma contro le bande di Predoni e di Sbandati che loro usano contro di noi."

Il Reggente sembrò colpito dall'esposizione dei fatti come fu presentata da Mar. Ma l'idea di mettersi contro Shent lo innervosiva alquanto.

"Tra Shent e gli Armati non c'è mai stato nulla né di positivo né di negativo. Ci si è sempre ignorati e basta. Le loro vie e le nostre vie non si sono mai incrociate..."

Mar annuì: "Fino ad ora sembrava che fosse realmente come tu dici. Ma ora mi pare evidente che le cose stanno cambiando e noi non dobbiamo essere impreparati. Da dove credi che vengano tutte le ricchezze che ho? Da un mio precedente viaggio in cui ebbi uno scontro con un gruppo di Sbandati. Ebbene, avevano con sé parecchio denaro, che io presi loro, troppo denaro... e sai che gli Sbandati attaccano solo se hanno bisogno.. Non ti pare strano che un gruppo di Sbandati carico di una grossa somma di denaro attacchi un gruppo di Armati? E chi ha dato loro tutto quel denaro e perché? Tutte rondelle nuove di zecca come escono dai templi di Shent del Fuoco, rondelle di oro puro da otto pesi ciascuna..."

Il Reggente era attento e beveva tutte le parole di Mar: "Ma quale può essere il gioco del Gran Luminare? Non lo capisco..."

"Dominare Boar quale capo assoluto. E perciò i castelli gli danno fastidio, poiché conosce la nostra dedizione alla libertà delle città che si sono affidate alla nostra protezione. Se non ci uniremo fa noi, saremo loro facile preda. Ogni castello è troppo isolato dagli altri. Quello di Terradura è caduto senza che nessuno di noi sapesse o potesse fare nulla. E anche il castello di Portoluce, perché è bruciato? I Predoni che l'hanno assalito avevano un'arma nuova... non l'avranno per caso avuta da un Tempio di Shent il Temibile?"

Il Reggente sembrò colpito: "Ma hanno resistito all'attacco..." obiettò.

"Per fortuna sì, ma andrà sempre bene? A parte i danni subiti ed il costo di dover costruire un nuovo castello..."

"Che cosa proponi di fare, dunque, Eke Sun?"

"Io non so... non ho soluzioni pronte... perciò vorrei discuterne con tutti i castellieri del nostro popolo e cercare assieme qualche valida idea. Tutta la messa in scena con cui mi sono presentato a te... devi perdonarmi, m'è costata quasi tutto il denaro che avevo preso agli Sbandati. Ma credo che sia importante che il Gran Tempio di Shent sappia che siamo ricchi e forti... ed ora sicuramente già lo sapranno, le loro spie li avranno di certo già informati."

"Spie?"

"Certo: una buona organizzazione che vuole prendere il potere deve ben avere delle spie... Ora, se anche gli altri castellieri nei loro spostamenti mostreranno un certo sfarzo, l'impressione che daremo sarà maggiore, più efficace."

"Già... già..."

"Anche se ci costerà caro... Ma per la nostra sopravvivenza..."

"Capisco..."

"La cosa più importante, però, è che dobbiamo essere uniti. Dobbiamo aiutarci a vicenda, essere pronti ad agire... Oppure ad uno ad uno i nostri castelli soccomberanno e saremo trucidati dal primo all'ultimo come gli Armati di Terradura. Da quanti giri non veniva più massacrato un intero castello?"

"Almeno che io sappia, non era mai accaduto..."

Discussero ancora un po', poi il reggente fece visitare il suo castello a Mar. Mentre giravano per il castello, da una finestra Mar indicò l'ostello dell'Accordo.

"Anche voi avete un ostello alle porte della città?"

"Sì... c'è anche da voi?"

"Lo stanno costruendo."

"Anche questa è una novità. Pare che siano collegati fra loro..." disse il Reggente.

"Collegati, in che senso?" chiese Mar.

"Nel senso che pare che appartengano tutti ad uno stesso proprietario."

"Davvero? A me risulta invece che siano indipendenti ma federati, un po' come i nostri castelli. Non mi risulta che ci sia un unico proprietario..."

"Può darsi. Essendo fuori dalle città, non ne conosciamo bene l'organizzazione."

Mar allora disse: "Quelli che stanno costruendo vicino a Portosicuro ci hanno chiesto protezione in caso siano assaliti..."

"Avete accettato?"

"Sicuro. Se i Predoni o gli Sbandati sono loro nemici, significa che gli ostelli non sono nelle mani di Shent. Inoltre, lasciar agire le bande alle porte della città sarebbe pericoloso per noi..."

"Ma vi pagano in cambio della protezione?"

"No. Ci pagherebbero in caso di nostro intervento per difenderli e questo mi pare equo e sufficiente. Inoltre pare che l'apertura di un ostello spesso si riveli utile per gli affari di una città. E tu sai bene che se gli affari della città prosperano, anche noi saremo pagati meglio..."

Continuarono a visitare il castello.

Poi il Reggente disse a Mar: "Non credi che si debba avvertire il Presidente e forse anche il Federal sui tuoi sospetti?"

"Certo, dopo esserci riuniti ed aver discusso la situazione, così ci saranno più elementi concreti da presentare a loro." rispose prontamente Mar.

Durante la visita si unì a loro il castelliere Aal, fratello del Reggente.

"Ho saputo che hai due gemelli, Eke Sun. È una particolare fortuna, la tua."

"Sì e pare anche che le tre lune fossero in congiunzione su Fritaun quando ho posto piede su Boar."

"Ah, dunque non sei nato qui, sei uno di fuori, tu."

"Certo, anche se ormai sto dimenticando come era fuori... Ormai nel mio sangue scorre la linfa di Boar."

"Il primo Aal venne su Boar trentuno giri e due anni or sono. Proveniva da un pianeta che mi pare si chiamasse Etipoy. Fu comprato da un Agricoltore di Riparella. Ma lui fece le gare ed entrò nel castello. Poi ci fu la cacciata, andò a Primcastello e quando si fondò questo castello fu mandato qui. Vinse le gare e divenne il primo degli Aal."

"Ciò significa che nessuno sfidante riuscì mai a sostituirsi ad un Aal?"

"No no, otto giri e sette anni fa uno sfidante del castello Quen ne prese il posto. Ma dopo tre giri un nipote del vecchio Aal sconfitto sfidò l'Aal in carica e riprese il castello."

Pranzarono assieme, poi fecero alcuni giochi. Mar fu particolarmente interessato ad un gioco che si faceva usando tavolette con su disegnati Armati e numeri che si dovevano giocare secondo semplici regole per vedere quale dei quattro castelli del gioco avrebbe vinto. C'erano i quattro castelli, poi per ogni castello tavolette numerate dal due al dieci che rappresentavano gli Armati, poi la tavoletta del nobile, quella del gonfaloniere e quella del castelliere. Quello che incuriosì Mar fu che il gioco simulava una lotta fra quattro castelli.

Mar commentò: "Ecco, questo è ciò che non deve assolutamente accadere." Poi chiese: "Da dove proviene questo gioco?"

"Non si sa. Da sempre è conosciuto fra gli Aal."

"Già. Fra gli Esh e fra i Sun non l'ho mai visto..."

Mar offrì una cena nel suo accampamento. Poi chiese al Reggente il permesso di partire. Il Reggente volle ancora parlare con Mar poi si salutarono. Il mattino seguente Mar fece smontare le tende ed accompagnati dagli Armati Aal, tornarono in riva al mare dove segnalarono alle tre navi di inviare le chiatte per l'imbarco.

Tornati a Portosicuro, Mar entrò subito in contatto con Cenco che nel frattempo aveva ricevuto tutte le relazioni dall'ostello dell'Accordo su quanto avvenuto nel castello Aal dopo la partenza di Mar. L'esca gettata da questi pareva aver avuto successo.

Mar ordinò di intensificare la costruzione degli ostelli che ormai cominciavano a dare buoni profitti con cui si poteva finanziarne la costruzione di nuovi. Inoltre fece dire ad Holyer di partire con buoni tecnici di marruote alla ricerca di nuova forza lavoro, girando di città in città, per fondare un nuovo villaggio di costruttori di marruote. Infatti prevedeva di averne bisogno di un numero cospicuo in modo che ogni castello che aderiva alla sua proposta potesse esserne fornito. Entro un anno doveva esserne avviata la produzione con almeno un migliaio di lavoratori.

Holyer si fece assegnare da Cenco sedici specialisti in marruote, ne prese altri tre dal laboratorio di Galety a Portoscalo e mentre Cenco cercava il sito più idoneo per far sorgere il nuovo villaggio, Holyer si mise in marcia. Nel frattempo la città sopra a Cenco era già stata in gran parte costruita. Si decise di usarla come città degli studi sia per i nuovi arruolati su Quaryel che, un domani, per gli indigeni che si fosse potuto reclutare. Anche il castello della città era stato completato.

I primi abitanti della città, un gruppo di circa quattrocento uomini, tutte reclute fresche arrivate da Quaryel, decise di chiamare il villaggio "Acquevive" sia perché dentro le mura erano incluse due fresche sorgenti, sia perché da quella città sarebbe sgorgato il messaggio della nuova vita per Boar.

Una delegazione di abitanti di Acquevive si recò a Primcastello per richiedere una compagnia per aprire il castello del villaggio. La richiesta era inconsueta, perché il villaggio richiedeva solo quaranta Armati. Il Federal fece rispondere, come a Cenco si aspettavano, che la tradizione voleva che si inviassero non meno di due compagnie per aprire un nuovo castello. La delegazione fece presente che non era in grado di pagare così tanti uomini, allora il Federal consigliò loro di assoldare i Mercenari.

La delegazione disse che non aveva molta fiducia nei Mercenari, e chiese invece l'autorizzazione di girare vari castelli chiedendo che avvenisse una specie di piccola cacciata di pochi uomini per accontentarli, così da radunare la quarantina di Armati di cui avevano bisogno. Dopo lunghe discussioni, il Federal acconsentì ed affidò loro un messaggio per i castelli con la sua autorizzazione.

Così poterono andare nei castelli il cui castelliere era un loro compagno e prendere solo, qua e là, uomini di Mar. Quando ebbero formato il contingente di cinque nuclei, tornarono a Primcastello dove uno di essi ebbe l'investitura a castelliere. Il prescelto, dopo le gare, fu Meydha Flynes. Le successive gare per le ammissioni al castello furono sempre fatte in modo che solo gli uomini di Mar riuscissero. In questo modo sia il castello che Acquevive non aveva estranei.

Nel frattempo Cenco aveva individuato il luogo più adatto per fondare il villaggio dove fabbricare le marruote, che fu chiamato Centramare. Era sulla costa est del continente nord, su una piccola baia non lontana da Altobosco, a metà via fra Basenostra e Belgolfo. Uomini di Cenco vestiti da Costruttori lo edificarono, compreso il castello. Per questo castello si chiesero a Primcastello due compagnie che furono inviate dopo un paio di mesi sotto la guida del castelliere Eke Mir.

Già i primi uomini trovati da Holyer, cioè trentasette indigeni oltre i venti volontari che si era portato, vi si erano istallati ed avevano cominciato a lavorare. Holyer ne fu il Reggitore e continuò nei suoi giri per reclutare nuova manodopera. In genere ne trovava facilmente fra i neo-maggiorenni che volevano uscire dalla loro città per trovare un qualche nuovo lavoro. Così gradualmente si formò a Centramare una cittadinanza assai giovane. Il più anziano infatti era Holyer con i suoi ventisette anni standard, cioè ventinove di Boar.

Mar era tenuto al corrente di queste cose e spesso ne discuteva con Tha e Wynsten. Dove le cose sembravano andare ancora a rilento, erano i Templi, nonostante che ormai circa duecento settanta uomini di Mar vi si fossero infiltrati. Grazie agli Artisti di Mar cominciava a venire dai Templi qualche prima segnalazione. Ma essendo gli infiltrati nei Templi tutti nuovi arrivati, nessuno di loro ricopriva ancora cariche tali da essere al corrente dei più importanti segreti. La situazione sarebbe cambiata quando uno degli uomini di Mar fosse stato nominato Decano di un Tempio. Ma le nomine venivano fatte su una rosa di quattro nomi eletti da tutti gli Shentist di quel Tempio alla morte, promozione o dimissioni del Decano precedente. E la nomina era decisa dal Gran Luminare che sceglieva nella rosa dei quattro nomi proposti.

Gli uomini di Mar avevano l'ordine di fingere di parteggiare per il partito del Trono, cioè quello del Gran Luminare, perché la loro carriera fosse facilitata, e di mostrarsi sempre molto zelanti ed impegnati. Ma su circa trecento cinquantaquattro Templi di Shent esistenti sul pianeta, gli uomini di Mar erano presenti solo in un'ottantina di essi. In media le nomine di nuovi Decani avvenivano una volta al mese o anche meno, perciò prima che un uomo di Mar potesse eventualmente giungere a ricoprire quella carica, potevano anche passare più anni.

Mar fremeva d'impazienza. L'unico modo per vincere una battaglia contro Shent sarebbe stato un confronto diretto, però Mar sapeva bene che i tempi non erano ancora maturi e che sarebbe dovuto passare ancora un lungo periodo prima che lo fossero. Inoltre la popolazione era in gran parte rispettosa di Shent e quasi certamente si sarebbe schierata contro chi avesse osato attaccare i Templi.

Giunse la data fissata per l'incontro dei castellieri del popolo Men. Mar aveva fatto allestire, nella sala dei gonfaloni, sedici grandi cuscini ognuno con lo stemma ed i colori dei vari castellieri ed un diciassettesimo più sontuoso per il Reggente. Alcuni castellieri giunsero in forma molto semplice, con una scorta minima, altri con una buona scorta. Solo quelli che erano uomini di Mar, più il Reggente e suo fratello, giunsero con scorte più o meno appariscenti e ricche.

Mar aveva fatto preparare fuori dalle mura un alto recinto di legno, ben difeso, per piazzare le tende delle scorte dei castellieri e del Reggente. Ma questi ultimi furono alloggiati nell'ala degli ospiti, riccamente arredata per l'occasione. Solo due erano i castellieri assenti.

Mar pregò il Reggente di esporre il motivo della riunione, riservandosi di aggiungere dettagli in seguito. In questo modo la riunione acquistò un maggiore peso, poiché sembrava quasi che fosse il Reggente a dirigerla. Le discussioni durarono diversi giorni, ma furono inframmezzate da feste, gare, spettacoli (Mar aveva chiamato per l'occasione diversi gruppi dei suoi Artisti) e pranzi.

Gradualmente la maggioranza fu d'accordo nel dichiarare che si doveva fare qualcosa. Si passò allora alla parte propositiva. Mar fece in modo che la maggior parte delle proposte venisse dagli altri castellieri e ne presentò solo un paio delle sue. Propose l'uso delle marruote in tutti i castelli e dette molte dimostrazioni sull'utilità del loro uso. Poi propose anche l'uso di animaletti ammaestrati per scambiare rapidamente messaggi.

Cenco aveva trovato infatti un animale chiamato arrapè, simile al nasuto del nord, che era risultato facile ammaestrare per fare un certo percorso fisso. Questo piccolo mammifero carnivoro correva velocissimo, anche sui cinquanta chilometri orari su terreno piano. Era monogamo ed il maschio, più veloce, sapeva seguire la pista dell'odore della sua femmina per centinaia di chilometri anche a due mesi di distanza, per raggiungerla. Bastava quindi che ogni castello ne avesse diverse coppie. Se un corriere portava le gabbie con le femmine nei diversi castelli dei dintorni, bastava poi legare un messaggio al collo del maschio e lasciarlo libero che in un tempo brevissimo, almeno per la civiltà di Boar, questo raggiungeva la sua femmina trasportando così il messaggio. Era oltretutto difficilissimo intercettare un arrapè in corsa.

Mar ne dette una dimostrazione che entusiasmò i castellieri. Una volta riunita la coppia, bastava spostare di nuovo la femmina che il maschio era pronto per un'altra corsa. Cenco stava allevando diverse coppie di arrapè e presto l'allevamento sarebbe stato passato a Centramare. Poi si decise anche a forte maggioranza che conveniva proteggere gli ostelli.

Si decise inoltre di attaccare qualsiasi gruppo di Sbandati fosse giunto nelle vicinanze di un castello e di segnalare i movimenti delle bande di Predoni a tutti i castelli interessati. Inoltre, se un castello fosse stato assalito da Predoni, tutti i castelli vicini dovevano inviare subito almeno due compagnie di Armati in soccorso. Nei confronti dei Templi non si decise nulla, perché i pareri erano troppo discordi, ma tutti furono concordi che bisognava almeno "tenerli d'occhio".

Un castelliere chiese che non avvenissero sfide da parte di Armati a castellieri dello stesso popolo. Un altro propose di favorire i matrimoni fra Armati di castelli vicini per favorirne la coesione. Un altro castelliere, un uomo di Mar, propose di formare un organismo permanente di Visitatori: ogni castello doveva scegliere un suo rappresentante, il Visitatore appunto. I Visitatori dovevano riunirsi tutti e stare per un mese in un castello, poi trasferirsi in un altro e così via girando tutti i castelli del popolo Men, fungendo da consiglieri del castelliere per unificare i metodi di combattimento e di difesa dei castelli, le usanze e così via. Ogni Visitatore poteva essere sostituito solo quando era nel proprio castello.

L'idea fu discussa a lungo e solo quando si stabilì che avessero un potere puramente consultivo fu accettata da tutti. Si decise di costituire subito questo nuovo organismo, ed ogni castelliere scelse un Visitatore fra gli uomini della sua scorta, che sarebbe restato fino alla fine del mese nel castello Sun ed avrebbe poi iniziato il suo giro. Su quattordici Visitatori, ben nove risultarono essere uomini di Mar. Ebbero come insegna i colori blu e viola per la fascia al capo ed i sandali, ed ebbero un vessillo dello stesso colore. La carovana dei Visitatori, compresi scudieri, famigli e servi sarebbe stata di quarantacinque uomini se vi avessero partecipato anche i due castelli assenti.

Discusse poche altre cose di minore importanza, fu deciso che il Reggente avrebbe convocato i due castellieri assenti per chiedere loro di aderire al "Nuovo Patto" come fu chiamato. Inoltre si decise di informare di tutto sia il Presidente che il Federal. I castellieri fedeli a Mar proposero che fosse Mar a portare la relazione alle due autorità. Fu votato ed accettato all'unanimità. Teoricamente era un viaggio lungo, ma tramite i transmen degli ostelli Mar sapeva che avrebbe potuto farlo in meno di un quarto del tempo cosicché avrebbe potuto anche sostare a Cenco a lungo senza che nessuno potesse notare la sua assenza.

Sciolta la riunione, Mar donò ad ogni castelliere ed al Reggente una bella marruota con il loro nome inciso sopra e decorata con i colori dei rispettivi castelli. Quindi tutti i castellieri tornarono ai loro castelli e Mar si mise subito all'opera per organizzare il viaggio. Nel frattempo tutti i castellieri fedeli a Mar, di altri popolo o altre nazioni, ricevettero la relazione completa di quella riunione affinché potessero muoversi nelle loro zone sulle stesse direttive.

Tha spesso commentava quanto stava accadendo con aperta ammirazione: "Ho visto accadere più cose da quando ti conosco che in tutta la mia vita. Tu sei un... un iniziatore. Sai mettere in moto cose incredibili. Chi l'avrebbe mai detto che quel gareggiante snello ed elegante, carino ma tutt'altro che imponente, avrebbe saputo... imporsi così! A volte sono intimorito, sai?"

"Da me?"

"Oh no, non da te, ma da quello che sei capace di fare."

"È solo che ne ho i mezzi e che la situazione pare matura..."

"Sarà, ma è anche vero che i mezzi te li sai fabbricare, tu. Sai scegliere i collaboratori adatti, sai affascinare e conquistare la gente, sai pensare... Anche adesso non mi stai ascoltando che a metà, stai pensando..."

"È vero, scusami."

"A che pensi?"

"Essere castelliere può anche funzionare per un po', ma mi lega troppo. Intendo dire che sarebbe diverso se fossi castelliere in un castello formato solamente da uomini miei, senza estranei."

"C'è il castello di Acquevive, sopra a Cenco..."

"No, è troppo isolato. E dovrei avere un castello senza città..."

"Come Castelvecchio o Primcastello? Sono gli unici due senza una città da difendere come vorresti tu."

"Sì, e magari vicino a quei due."

"Ma fondarne uno sarebbe come una sfida al Federal..."

"Dipende. Se fosse proprio il Federal a chiedermelo..."

"Non vedo perché dovrebbe..."

"Oggi no, certo. Ma un giorno forse sì, forse sarà proprio lui a chiedermelo... basta fare in modo che non possa farne a meno..."

Tha abbozzò un sorriso: "Comincio a credere che se tu hai deciso così, sarà proprio il Federal a pregarti di farlo... ma voglio vedere come farai ad ottenere anche questo, non ne vedo assolutamente la via."

Mar sorrise: "È una nuova partita da iniziare... Come a Go... Basta che io piazzi le pietre giuste."

Tha da poco tempo aveva iniziato a giocare a Go sotto l'insegnamento di Mar. Mar aveva fatto preparare una sorpresa per Tha: un nuovo libro degli Introw con disegni dei panorami e scorci delle più belle città di Boar. Era il primo libro pensato, progettato e realizzato da Rel. Su richiesta degli Introw il loro figlio adottivo che aveva ormai diciotto anni standard e cioè venti di Boar, era stato analizzato in narcosi in Cenco, in modo più perfezionato di quello che era stato fatto per Liberato, ed era stato ammesso alla conoscenza del segreto di Mar. Così il giovane, approfittando della rete dei transmen degli ostelli, aveva girato per molte città facendo disegni, schizzi di panorami, scorci, disegni di costruzioni caratteristiche da cui poi aveva tratto i bellissimi clichè per il suo libro.

Aveva intitolato il libro "Visioni di Boar, pianeta con mille volti e un'anima sola". Il libro era già stato stampato in ottocento copie e subito venduto e ne aumentava la richiesta. Era destinato a diventare uno dei più venduti su Boar. Mar ne inviò anche una copia al Tecnarca Wole con su scritto un breve messaggio: "Nella speranza che tutta la Galassia possa presto ammirare queste bellezze. Mancano ancora novantacinque anni standard, cioè cento e sette di Boar... Non è un peccato dover aspettare così a lungo?"

Mar si recò con un seguito di suoi uomini, in gran pompa, dal Presidente. Fu fortunato perché il Presidente, eletto da meno di un anno, era aperto alle nuove idee. Questi ascoltò la relazione di Mar, prese parecchi appunti e gli disse che se altri popoli della sua nazione avessero voluto seguire l'esempio del popolo Men, non solo lui non si sarebbe opposto ma li avrebbe incoraggiati. Gradì molto i regali di Mar, fra cui una sfera di cristallo sfaccettata che Mar aveva avuto dai Mastri Vetrai del suo Centro di Cittachiusa.

Quindi Mar si recò a Cenco. Visitò Acquevive dove fu accolto con entusiasmo dai volontari che si stavano preparando e che per la prima volta vedevano il loro capo. La città aveva l'apparenza di una normale città mista. In ogni casa viveva un Maestro, cioè lo specialista di una delle lavorazioni caratteristiche di Boar, dove i volontari potevano imparare uno dei mestieri tradizionali. Ogni volontario abitava nella casa del suo Maestro. Per un turno al giorno inoltre scendevano in Cenco dove studiavano la civiltà di Boar su un piano teorico, grazie alle attrezzature dei laboratori multimediali oppure uscivano per allenarsi nel chushin e nell'uso delle armi caratteristiche di Boar. Chi doveva fare le gare per entrare nei castelli, viveva come Armato nel castello di Acquevive, salvo il turno di formazione teorica in Cenco.

Mar fu entusiasta per il clima operoso e serio che regnava in Acquevive, ma anche per l'aria di allegria che la caratterizzava. Ogni volontario, finita la preparazione e prima di entrare ufficialmente nella vita di Boar, aveva tre mesi di vacanza su Quaryel. Diveniva così, in modo informale, un ottimo agente arruolatore e spesso prima del rientro accompagnava giovani amici o parenti alla Residenza da Chanul per l'arruolamento, tanto che Chanul aveva dovuto rendere più severa la prova di selezione.

I volontari sapevano che, una volta entrati in Boar ufficialmente, tramite la Porta degli Accoglitori, un loro eventuale ritorno su Quaryel, anche se possibile, era molto difficile. Ma di solito erano talmente entusiasti che la cosa pareva non porre loro nessun problema. Arrivavano con lo spirito del pioniere, dell'esploratore, tagliando i ponti con la civiltà galattica senza rimpianti. Sapevano bene che c'era una probabilità su ottocento di morire nello svolgimento della loro missione: infatti ogni volontario morto era commemorato in Acquevive in presenza di tutti i volontari ed il suo nome era scolpito su una grande stele.

Forse era la loro età, forse il discreto fascino di Boar, forse l'atmosfera che si respirava in Acquevive, ma quando Mar chiese ad un gruppo di volontari: "Avete mai pensato che forse ad uno di voi può capitare di morire qui su Boar, non di vecchiaia, magari fra pochi giorni?"

Uno rispose: "Meglio fra pochi giorni qui che fra anni nella Galassia!"

Un altro annuì e disse: "La morte viene quando viene. Ci sono su Quaryel lavori anche più pericolosi di questo, ma molto, molto meno interessanti."

Un altro aggiunse: "E spesso è una morte interiore, anche se non fisica come qui su Boar."

Uno infine disse: "Tu, Swooney ni Mar, rischi ben la vita come noi, no?"

"Sì, è vero."

"E perché resti su Boar, invece di farti la comoda vita che potresti come Capo-Famiglia?"

Mar si fece serio e ripensò alle parole di Njeiry: "Qualcuno di voi ha visto, per caso, l'urna delle ceneri del mio sposo defunto là alla Guarnigione?"

Molti annuirono.

"Ebbene, ricordate che cosa c'è scritto sopra?"

"Noi apparteniamo a Boar..." recitò uno dei volontari.

"Esatto, questa è la mia risposta."

Allora quello che aveva posto la domanda prese Mar per un braccio, lo strinse guardandolo negli occhi e disse: "E nei nostri cuori è scritto: noi vogliamo appartenere a Boar."

Mar fu molto compiaciuto da quella risposta.


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