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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL SECONDO LIBRO
DI MAR SWOONEY
CAPITOLO 19
STRATEGIE GALATTICHE

Più il tempo passava e più Mar si sentiva irrequieto. Nella Galassia la situazione cambiava senza che Mar potesse parteciparvi direttamente. Ormai si avvicinava il giorno in cui il piccolo che avevano adottato, appena nato sarebbe stato mandato via transtar dal pianeta Terra. Njeiry in quei giorni stava poco bene ed a volte sentiva qualche malessere e dolore. Vecchio invece si stava spegnendo inesorabilmente nonostante tutte le cure e le attenzioni da cui era circondato. Vecchio non voleva staccarsi dal corpo imbalsamato del suo sposo.

"No... abbiate pazienza ancora un po'... presto me ne vado anche io, lo sento. Poi ci cremerete assieme. Non toglietemelo adesso, vi prego..." seguitava a ripetere ogni volta che qualcuno tentava di allontanarlo.

Mar era prostrato dal dolore nel vedere Vecchio spegnersi e nello stesso tempo era confortato dall'attesa del prossimo arrivo del figlio. Era diviso fra l'entusiasmo per i progressi dei suoi volontari su Boar e le incertezze della situazione della terribile guerra nella Galassia. E su tutti i fronti si sentiva, inerte, escluso, inutile.

Era come un campione che vede svolgersi sotto i suoi occhi diverse partite, sfide e che per la prima volta deve assistere da spettatore, tacere, fremere in silenzio. In fondo tutto stava evolvendo senza di lui... non c'era abituato.

Vecchio lo mandò a chiamare: "Mar, figlio mio... volevo salutarti: me ne vado!"

"No, Vecchio, non dire..."

"Perché? È inutile fingere, no? Non vedrò tramontare questo sole, lo so. È bello andarsene cosi, rendendosene conto. Mantice mi aspetta..."

"Tu... tu ci credi ad un futuro?"

"Sì, vagamente. Non ci avevo mai pensato seriamente ma ora lo sento. È curioso, Mar... due cose sono realmente importanti per l'uomo: l'esistenza di un dio e l'amore... e non se ne parla mai... ci si accorge che sono importanti solo all'ultimo momento... è l'unico rammarico che ho."

"Vecchio, perché vuoi andartene?"

"No... non ho deciso io di nascere, non decido io di morire... Morire! Che parola difficile da pronunciare. Si parla di passaggio, di andarsene, di mille altre cose... vita e morte: perché non chiamare le cose con il loro nome? Io muoio, Vokka nasce: la vita continua... non è bello?"

Mar strinse una mano a Vecchio: "Io non ti lascio, sai?"

"Sì, Mar, lo so che mi sei vicino, ma ora vai. Njeiry ha più bisogno di te che non questo vecchio. Lasciami morire tranquillo. Tanto non sono solo, c'è Mantice qui con me... C'è, sai? Non solo il suo corpo, sai? C'è lei... non sono solo. Vai, Mar."

Mar non si mosse.

"Vai, ti dico... è l'ultimo favore che ti chiedo. Quando due sposi vogliono restare soli... gli altri devono rispettare il loro desiderio, no? Vai, Mar, vai..."

Mar si alzò in silenzio ed uscì. Un senso di oppressione gli gravava sulle spalle. Salì nella camera di Njeiry. Questi era assopito ed aveva accanto un curatore e due soldati.

"Come sta?"

"Bene. Tu, piuttosto?"

"Non lo so..."

"Vecchio?"

"Sta morendo. Vuole essere lasciato solo..."

Sedette vicino a Njeiry e prese a carezzargli una mano. Il volto del suo sposo era sereno: nel guardarlo ritrovò un po' di pace. Ma ad un tratto Mar rabbrividì violentemente per tutto il corpo. Nonostante fosse la stagione fredda, non era per il freddo...

Guardò uno dei soldati: "Vai... Vecchio non ha più bisogno di nulla, ormai, è morto."

Due giorni dopo, il 3467/6,1 tempo di Boar, si fece la solenne cerimonia di cremazione di Mantice e Vecchio. Dopo quattro giorni finalmente arrivò da Terra, via Niuketol, il piccolo Vokka. Njeiry si era rimesso anche se si sentiva un po' debole ed era felice per l'arrivo del loro desiderato primo figlio. Il piccolo era un maschietto e Mar ne fu contento.

Essendo nato da poche ore, Vokka era ancora un po' cianotico, la pelle raggrinzita, l'espressione imbronciata, la testa ancora deformata.

Mar esclamò: "Se non fosse ormai figlio mio, questo ragnetto... direi che è brutto!"

Ma già pochi giorni dopo, come capita a tutti i genitori, lo guardava con occhi adoranti. Ora Vokka era un batuffolino dalla pelle liscia e morbida, dorata, ed aveva due grandi occhioni attenti e pronti a catturare il mondo. Mar, mentre gli dava il biberon, lo teneva in braccio e pensava che anche lui era stato così... anche gli altri attorno a lui, tutti... anche Biker e Ketol... chissà che cosa sarebbe stato un giorno Vokka? Tutta la vita è un mistero.

Ripensò a Phyujel... chissà se avrebbe saputo leggere come in un libro aperto anche nel suo piccino nato da poco? O se un neonato era solo un libro dalle pagine bianche, ancora da scrivere? Baciò il piccolo che ancora dormiva. Poi chiamò Medle e gli fece chiedere un appuntamento a Ketol. Il Tecnocrate fece rispondere che lo attendeva sedici giorni t.s.u. più tardi. Mar decise di usare quel periodo per occuparsi di nuovo della situazione su Boar.

Per prima cosa chiese a Teskar e Adlo se volevano stabilirsi a Cittachiusa come suoi rappresentanti. Accettarono volentieri. Così Mar dette a Teskar una delega, nominandolo Vice-governatore di Boar, in modo che potesse coordinare le operazioni in sua assenza. Teskar ed il suo sposo partirono subito.

Poi fece ampliare la grotta dell'approdo del sommergibile sull'isola di Ross, in modo che ci fosse sempre qualcuno per le comunicazioni radio con Cittachiusa. Infatti dalla Guarnigione, a causa del muro di forza, era impossibile comunicare con il pianeta. Quattro gruppi di tre soldati, a turni di due ore e mezza t.p. si alternavano nei nuovi ambienti per tutta la giornata.

Mar fece anche progettare un sistema di collegamenti transmen fra la grotta e le due case su Boar. Per il momento non aveva transmen disponibili da utilizzare ed avrebbe potuto averne solo da Ketol. Ma non sapeva come giustificare la richiesta di transmen, visto che non voleva ancora parlargli delle sue esplorazioni e delle infiltrazioni su Boar. Temeva infatti che Ketol le proibisse.

Ogni giorno passava ore con Njeiry e Vokka, che stava diventando sempre più grazioso. Gli piaceva guardarlo sgambettare o fargli il bagnetto. Il piccolo ancora non riconosceva con sicurezza le voci ma sorrideva a chi gli andava vicino.

Venne il giorno dell'appuntamento con Ketol. Si recò al suo Palazzo con il transtar. Il segretario lo condusse subito nello studio del Tecnocrate. Questi era vestito con la sua solita calzamaglia rossa.

"Swooney, ho poco tempo da concederti, ma sono lieto di rivederti. Se hai tempo, prima di tornare su Ross, c'è il tuo protetto che desidera incontrarti."

"Il mio... protetto?"

"Sì, Ayenzy."

"Ah... bene."

Ketol sorrise impercettibilmente all'espressione di meraviglia di Mar: "Ho seguito il tuo consiglio: fino ad ora non ne sono pentito. Ayenzy sa che deve a te se per ora l'ha scampata. Ma veniamo a noi."

Ketol gli espose succintamente l'evoluzione della guerra nella Galassia. Annunciò a Mar che presto sarebbero arrivati su Ross prigionieri importanti tramite il transtar. Per primo il Segretario Generale dell'UPO. Mar gli chiese che fossero inviati in narcosi, per facilitarne il trasferimento. Chiese inoltre che gli fossero inviati alcuni transmen per permettere migliori spostamenti all'interno della Guarnigione. Poi chiese anche come doveva fare per registrare la nascita di Vokka in modo che potesse un giorno avere il suo 4C come tutti i cittadini della Galassia.

Ketol gli annunciò che a guerra finita la Tecnocrazia avrebbe sostituito i vecchi 4C con modelli nuovi e gli disse che in quell'occasione anche Vokka avrebbe avuto il suo. Infine condusse Mar sul pianeta Stokko, attuale sede del coordinamento militare della Tecnocrazia, per renderlo edotto sui piani riguardanti il settore di Castor.

"Ecco, vedi, fra un mese standard saremo pronti per sferrare un attacco contro Quaryel. Dobbiamo muoverci prima che siano in grado di allestire il muro di forza attorno al pianeta, come so che hanno in progetto di fare. Quaryel è infatti uno dei cinque pianeti produttori degli armamenti dell'UPO e se non lo blocchiamo in tempo potremmo avere grosse noie. Il piano di attacco prevede che le tue sei navi affianchino in nostro contingente di diciotto navi: dovrebbero bastare.

"Il problema più grande, però, è far arrivare fin là le nostre diciotto navi senza che siano intercettate dall'UPO. La via più breve passa per il sistema di Klinjer, tutt'ora in mano all'UPO e ben difeso, perché conta su ventitré navi e potrebbe bloccarci con facilità. Per evitare Klinjer, ci si metterebbe più di un mese e si rischia di giungere quando il muro di forza sarebbe già in funzione..."

"Quaryel, al momento attuale, su quante navi può contare?"

"Sette, bene armate e buone difese sia a terra che sulla sua luna."

Mar rifletté: "L'UPO fino ad ora che tattica ha usato negli scontri?"

"Sempre più spesso effettua scaramucce cercando di avere il minimo di perdite."

"Avete mai istallato dei transmen fra le astronavi?"

"No, è impossibile."

"Perché?"

"La necessaria collimazione richiede una tale precisione che solo lunghi calcoli permettono di avere. Due astronavi cambiano di posizione relativa troppo in fretta per poter ottenere la collimazione."

"Ma se le due astronavi eseguissero spostamenti coordinati, restando sempre collimate?"

"Certo, sarebbe possibile..."

"Problemi di fonti di energia?"

"Pochi, superabili. Ma non vedo l'utilità..."

"Se l'UPO si trovasse di fronte a forze preponderanti, che cosa farebbe?"

"I nostri simulatori potrebbero fornire una risposta. Che cosa hai in mente?"

"Proviamo a chiedere come si comporterebbero le ventitré astronavi di Klinjer di fronte a... poniamo... un centinaio di navi della Tecnocrazia."

"Non siamo assolutamente in grado di ammassare cento navi in un mese senza indebolire altri fronti non meno importanti."

"Prova questa simulazione, comunque."

"D'accordo."

Wole chiamò un tecnico e pose il problema. Dopo pochi istanti giunse la risposta: farebbero attacchi passanti ad ipervelocità sperando di fare danni senza subire serie perdite.

"Non le affronterebbero direttamente?"

"No, sarebbero sicuri di soccombere e questo non conviene loro. In totale hanno meno navi di noi e devono cercare di perderne il minor numero possibile."

"Molto bene." disse Mar.

Ketol osservava Mar, incuriosito: "Allora, Swooney, si può sapere..."

"Sì, certo. Sei in grado di far costruire un centinaio di navi fasulle entro un mese?"

"Cioè?"

"Navi costituite solo da un leggero involucro esterno, poche armi automatiche, un leggero motore ed un transmen, un piccolo elaboratore per la mira e dentro di loro il vuoto?"

"Sì, è possibile, ma per che cosa?"

"Se ogni vera nave ne avesse altre sei o sette fasulle, collimate con lei, che si spostino in formazione fissa, si potrebbe far credere al nemico che stiamo arrivando con una flotta di più di cento navi, pur usandone solo diciotto come previsto. Tramite il transmen si può mandare su ogni nave fantasma del personale per l'uso delle armi. Ogni formazione di sei-sette navi è indipendente dalle altre pur essendo coordinate. Per un passaggio rapido, l'inganno potrebbe reggere...

"Sai, penso alle navi finte degli olodrammi di guerre spaziali: sono belle, grandi, sembrano ben armate. L'uomo all'interno, e ne basterebbero uno o due per ogni fantasma, può usare l'autonomia delle navi sia usando gli armamenti, sia comunicando con la nave madre. Inoltre un fantasma colpito provocherebbe un danno piccolo a noi ed un vantaggio insignificante al nemico. Infatti è difficile colpire una nave madre: ci sarebbero solo diciotto possibilità su cento."

Ketol lo ascoltava, assorto. Chiamò di nuovo il tecnico e gli dettò veloce una serie di problemi da risolvere con il simulatore. Ad ogni risposta dettava nuovi problemi. L'idea di Mar stava prendendo consistenza a poco a poco. Ketol si stava convincendo.

"È semplice, così semplice! Come non ci avevamo pensato prima? Dovrebbe funzionare, almeno finché dura la sorpresa... Avendo il vuoto anche all'interno, l'involucro può essere leggerissimo. Certo che, al primo scoppio di una nave fantasma colpita il trucco verrebbe scoperto, ma è il fattore sorpresa quello che conta."

"Perché dici che il trucco verrebbe scoperto?"

"Una nave vera, se scoppiasse, darebbe luogo ad una vampata enorme."

"Viene mai misurata o analizzata la vampata?"

"No, non c'è scopo. Ma se ne può vedere la differenza ad occhio nudo."

"Sì, ma nei film..."

"Giusto, si potrebbe caricarle con esplosivi ad effetto. Questo potrebbe ingannare un po' più a lungo gli osservatori. Ci sono però altri punti che possono svelare il trucco."

"Falli studiare, ma non solo dai tecnici militari. Forma équipe miste di militari e di buoni trucchisti di olo-programmi tri-d. Questi ultimi sono i più indicati. Vedrai che funzionerà. Ma ora, piuttosto, vediamo di coordinare l'azione delle mie sei navi con le altre quando saranno in prossimità di Quaryel..."

Passarono alcune ore in discussione. Mar fece arrivare Dake da Ross e Ketol riunì i comandanti dell'operazione Quaryel. Il piano fu perfezionato e ne furono individuate le varianti principali. Infine Dake tornò su Ross e Mar si recò alla sua casa di Niuketol dove lo attendevano Ayenzy ed Ilay. L'incontro fu festoso.

"Come va, Ayenzy?"

"Grazie a te non va male... ma neppure veramente bene."

"Qualche problema?"

"Beh, sì. Ilay ed io vorremmo registrare un contratto matrimoniale, ma Wole si oppone. Ci lascia incontrare qui, è vero, ma non vuole che un Ketol sposi un 'comune' Treyve, un semplice servo della Famiglia... Ilay ed io vorremmo poter vivere uniti e alla luce del sole. Non ci basta più passare assieme le sole ore di letto e poi vivere il resto della giornata così... distanti, su due diversi livelli sociali. Perciò ho deciso che appena potremo fuggiremo via..."

"Lasceresti così tutti i tuoi privilegi?"

"Sì. A che mi servono se mi impediscono di vivere felice?"

"Ketol potrebbe rintracciarvi in qualsiasi momento e fare in modo di separarvi, lo sai."

Parlarono a lungo e Mar cercò in tutti i modi di dissuadere Ayenzy. Poi ebbe un'idea. Non ne parlò con loro, perché prima doveva sentire Njeiry. Chiese all'amico di pazientare un mese s.u. di tempo prima che questi prendesse una qualsiasi decisione.

"Dopo l'attacco a Quaryel forse sarò in grado di trovare una soluzione per voi. Per ora aspettate... vuoi?"

Ayenzy era incerto ma Ilay tanto insistette che alla fine il giovane accettò.

Mar allora tornò su Ross. Dake aveva già informato gli ufficiali e la Guarnigione sulla prossima battaglia di Quaryel. Mar ne discusse con Njeiry. Poi gli espose anche la sua idea per aiutare Ayenzy ed Ilay. Njeiry approvò immediatamente e propose che Ayenzy chiedesse al nonno di partecipare alla spedizione contro Quaryel.

Poi Mar suggerì a Njeiry di fare assieme una rapida puntata in Boar. Nel frattempo stavano arrivando i transmen richiesti ed un primo gruppo di prigionieri. Affidato Vokka al personale della Residenza, Mar e Njeiry si trasferirono con il sottomarino a Cittachiusa. Qui trovarono Anjil ed Elkar, che avevano adottato Rel, con cinque nuovi aiuti giunti con il primo contingente di volontari dalla Guarnigione.

Avevano iniziato da poco l'attività di Volumisti. I loro libri non avevano ancora un grande smercio, ma già cominciavano a farsi un certo nome. Soprattutto i Mercanti del gruppo Sperkol erano diventati discreti clienti. Il loro metodo di stampa a clichè e coloritura stava suscitando curiosità. Producevano soprattutto libri di racconti fantastici. I testi erano stati preparati dall'équipe psicologica di Ross e fra le righe contenevano un messaggio: l'unione fa la forza. C'era anche un secondo messaggio ben dissimulato: un giorno arriveranno uomini che libereranno la gente di Boar...

I prezzi erano bassi, senza esserlo troppo per non insospettire nessuno, in modo di favorirne la diffusione. Si stava inoltre preparando una serie di opuscoli sulle lavorazioni artigianali, in cui di tanto in tanto si introducevano alcune innovazioni ben calibrate.

Mar e Njeiry si informarono sui primi tentativi di infiltrazione nei castelli e nei Templi di Shent. Incontrarono anche uno dei gruppi di volontari-Artisti e ne ottennero molte interessanti notizie.

Njeiry era affascinato da Boar: "Mar, quando potremo venire ad abitare qui?"

"Non lo so, amore. Non molto presto, temo. La nostra presenza su Ross è ancora troppo necessaria. Qui per ora Teskar sta facendo un buon lavoro e noi non siamo affatto indispensabili, lo vedi. Dopo la battaglia di Quaryel, se l'esito sarà positivo, potremo fare un altro viaggio esplorativo."

Discussero con Teskar e decisero di comprare o far costruire una nuova casa in Cittachiusa, in modo di distinguere la sede dei Volumisti da quella del coordinamento. Il denaro non mancava, poiché a Ross se ne potevano fabbricare ed inviare su Boar grandi quantità.

I contatti con gli infiltrati nei Templi erano più difficili. Gli uomini di Mar erano infatti quasi tutti diventati labass e Mar ricordava bene quanto un labass dovesse condurre una vita ritirata. L'unica speranza era che qualcuno di loro potesse diventare prima o poi lettore e poi forse anche Shentist. Erano tempi lunghi, solo una manciata di pietre piazzate su una scacchiera da Go... potevano rivelarsi preziose, ma alla lunga.

Poi Mar e Njeiry si trasferirono a Portoscalo. Anche qui la situazione era buona. Galety, il vecchio, era ormai un artigiano rispettato e pieno di lavoro. Holyer era il suo primo aiutante e non aveva difficoltà a "far venire" nuove idee al vecchio. Tre dei volontari erano già stati "comprati" come aiuti. Ebbero anche notizie dell'Armato Walpek Bogany, cioè del soldato Gaithe. Questi s'era sposato con un altro Walpek ed era ormai ben inserito nel castello Wal.

La produzione di marruote era in aumento, specialmente da quando castelli e Templi le richiedevano per i loro corrieri. Galety aveva studiato un modello apposito, leggerissimo, resistente e pieghevole. Il vecchio aveva una specie di venerazione per Mar e fu lieto di incontrarne lo sposo.

"Come l'hai conosciuto?" chiese ad un certo punto Galety.

Mar ebbe un momento di imbarazzo ma Njeiry rispose pronto: "M'ha comprato dagli Accoglitori."

"Ah, vedo." rispose Galety soddisfatto dalla risposta.

Njeiry era felice per quel breve viaggio, ma tutti e due non vedevano l'ora di rivedere Vokka. Rientrarono nella Guarnigione e trovarono Dake leggermente allarmato.

"Mar, c'è un'intensa attività su Quaryel. Pare che stiano istallando il muro di forza prima del previsto."

Mar studiò a lungo gli indizi rilevati: "Credo proprio che tu abbia ragione. Quanti giorni possono mancare secondo te per l'accensione del loro muro?"

"Non più di dieci, temo."

"Dalle tue rilevazioni pare che il generatore sia stato istallato sull'isola di Shingou..." osservò Mar.

"Il principale. Ma credo che ce ne siano dei secondari altrove. Quaryel è più grande di Ross e non può bastare un solo generatore."

"Se agiamo subito, forse riusciamo a bloccarli."

"Sì, ma abbiamo solo sei navi contro le loro sette. Inoltre hanno ottime difese a terra e sulla luna: sarebbe un suicidio."

"Già, ma se non interveniamo subito diventerà quasi impossibile conquistare Quaryel... non basterebbero neppure cento navi vere. Hai avvertito Ketol?"

"Sì, ma per ora senza risposta."

Mar si immerse in riflessione: "Il Segretario Generale dell'UPO è già stato internato su Boar, vero?"

"Sì, certo."

"Tra i nuovi prigionieri da internare ce n'è qualcuno molto importante?"

"Verifico subito." disse Njeiry. "Ecco, c'è il Primo dei Tlenkar di Grez... Si chiama Shiwan."

"Bene, ecco il mio piano. Faremo un finto attacco alle fabbriche di armi che sono circa agli antipodi di Shingou. Mentre manovreremo la nostra flotta in aggiramento del pianeta, Shiwan deve poter fuggire con la mia navetta personale. Una delle sei navi fingerà di cercare di intercettarla in modo che la navetta diriga sull'isola di Shingou. Dalla navetta saranno lanciati missili che interromperanno i lavori del generatore principale per almeno una trentina di giorni..."

"Ma i fuggiaschi?"

"Potranno mettersi in salvo con le tute spaziali, spero... Questa è solo l'ossatura del piano. Adesso bisogna lavorare bene ai particolari. Kubilach è ancora agli arresti nella Guarnigione, vero?"

"Si, sono ancora tutti qui. Nessuno ha chiesto di essere rilasciato su Boar."

"Bene. C'è un ex Agente UPO sicuramente fedele a noi?"

"Più di uno."

"Ce ne basta uno, Dake. Questi dovrà farsi corrompere da Shiwan e liberare Kubilach in modo che possano fuggire con la mia navetta. Preparate tutto e che dio, se esiste, ce la mandi buona! Frattanto continuate a cercare di mettermi in contatto con Ketol."

Tutti si misero subito al lavoro. Shiwan e gli altri furono svegliati dalla narcosi e chiusi in celle separate. Uno dei carcerieri era Kostar, un ex Agente UPO.

La navetta di Mar fu modificata in modo che né dall'interno né dall'esterno si potesse notare nulla. I serbatoi di acqua, aria ed energia furono ridotti ad un terzo ricavando così lo spazio per i missili ad alto potenziale e per nascondere a bordo un uomo di Mar. Le spie dei serbatoi indicavano che erano pieni solo per un terzo, ma questo sarebbe stato più che sufficiente per il viaggio fra Ross e Quaryel. A bordo prese posto il sottufficiale Boldin, uno degli uomini di Mar. Dal suo nascondiglio poteva interferire con i comandi principali della navetta e lanciare i missili. Poi avrebbe dovuto lanciarsi nel vuoto perché avrebbe indossato una tuta spaziale. Boldin era un volontario, poiché sapeva di avere solo un venti per cento di probabilità di sopravvivere alla sua missione.

Kostar doveva restare a terra per "sabotare" il sistema di allarmi. Mar confidava che i due nomi di Tlenkar ni Shiwan e del Generale Kubilach trattenessero le difese di Quaryel dal distruggere la navetta che, oltretutto era apparentemente disarmata. Mar s'era imbarcato sulla nave che avrebbe dovuto inseguirla. Era già nello spazio quando giunse la notizia che la navetta era "fuggita".

Iniziò subito una sere di comunicazioni fra le navi boariane e la Guarnigione. Mar era certo che tutto fosse ascoltato da Quaryel che non doveva aver perso di vista i loro movimenti.

"Qui Stella Verde a navetta: tornate immediatamente su Ross o vi abbatteremo!" gridò Mar nel comunicatore.

Giunse subito la risposta: "Ehi, ex governatore! abbassa il tono. Qui è il generale Kubilach. Abbattimi, se ci riesci, ma preferisco morire quassù che restare nelle tue sporche mani!"

"Non avete armi né difese. Invertite la marcia ed arrendetevi!"

"Abbiamo dalla nostra la velocità e la voglia di vivere e di vendicarci. Vieni, traditore, fermaci se ne sei capace!"

Mar vide che la navetta dirigeva veloce verso Quaryel. Sapeva che Boldin aspettava la prima bordata della nave di Mar per correggere la rotta della navetta e farla dirigere sull'isola di Shingou. Mar fece staccare la Stella Verde dalla formazione ed entrò in rotta di collisione con i fuggiaschi. Le altre cinque navi boariane continuarono nella loro azione diversiva. Fu subito segnalato che le sette navi quaryegne stavano armando e si stavano preparando per intercettare le cinque navi di Ross.

Mar seguiva attento lo svolgersi del suo piano. Quando fu a portata fece tirare una salva che, ad arte, sfiorò la navetta facendola ondeggiare nello spazio. Subito Boldin, dal suo nascondiglio, interferì sui comandi modificando la traiettoria della navetta ed avvicinandola alla linea di caduta su Shingou. Kubilach cercò di riprendere il controllo. Urlava nel comunicatore messaggi per Quaryel ed ingiurie per Mar. Shiwan lanciò un appello agli Anje. Anche se fu raccolto, da Quaryel non giunse risposta.

Le sette navi quaryegne proseguivano nella rotta di intercettazione delle cinque navi rossiane. Nessuna si diresse in soccorso dei fuggiaschi. O le autorità di Quaryel avevano deciso di lasciare la navetta al suo destino o pensavano che potessero bastare le sole difese di terra. La Stella Verde si mise di nuovo in rotta di collisione con la navetta. Le possibilità effettive di intercettarla erano minime, ma la navetta restava a tiro. La navetta era ora su una rotta che l'allontanava dall'isola. Allora Mar fece lanciare una seconda bordata. Kubilach la evitò con estrema perizia ma Boldin approfittò del brusco scarto per deviare nuovamente la navetta verso Shingou.

Il sottufficiale doveva agire a vista poiché non aveva un elaboratore a disposizione né poteva usare quello di bordo. L'elaboratore della Stella Verde calcolò comunque che il sottufficiale stava facendo un ottimo lavoro. Ora l'astronave di Mar era alta su Quaryel e tra l'astronave ed il pianeta c'era la navetta che stava scendendo veloce.

Mar fece lanciare una terza bordata. La navetta scartò di nuovo, la evitò e, grazie all'intervento di Boldin, infilò decisa la rotta di Shingou. Dall'isola partirono diverse rabbiose salve verso l'alto. Mar temette che fossero dirette verso la navetta ma tirò un sospiro di sollievo quando vide che erano invece dirette verso la Stella Verde: Quaryel aveva deciso di aiutare i fuggiaschi.

La nave di Mar riuscì ad intercettare e neutralizzare la salva nemica ed invertì subito la corsa risalendo a tutta forza verso lo spazio aperto. Ora la navetta avrebbe dovuto scaricare i suoi missili contro l'isola, ma nulla succedeva.

Mar era perplesso. Mentre dirigeva verso le altre cinque navi di Ross, studiava lo strano comportamento della navetta. La vide planare sull'isola, abbassarsi lentamente. Udì la voce di Kubilach chiedere istruzioni per l'atterraggio. Quaryel rispose avvertendoli che erano a tiro e di scendere perciò lentamente sulla pista di Shingou.

Le cinque navi di Ross avevano ora deviato dalla loro rotta e si avvicinavano alla Stella Verde, inseguite dalle sette navi di Quaryel. La navetta era a circa mille metri sulla verticale della pista di Shingou ed ancora nulla accadeva.

Mar fissava lo schermo e sussurrava: "Boldin... tira... svelto, tira... è ora... tira..."

L'assistente all'elaboratore disse: "Forse ha perso il controllo... forse un guasto..."

"Proprio ora? No, non ora... ti prego Boldin..."

La navetta era ormai a soli trecento metri dal suolo. Mar sudava. Non notò neanche, sull'altro schermo, che le navi quaryegne avevano iniziato la manovra di accerchiamento.

La voce di Dake gridò: "Avanti tutta, nel cerchio! Serrate, serrate e avanti!"

La forte accelerazione lo fece quasi sbattere contro lo schermo. La navetta era a duecento metri dal suolo. Mar guardò l'altro schermo e capì gli ordini che aveva udito: invertendo la rotta ed infilandosi nel cerchio delle navi nemiche con mossa imprevista, rendevano difficile alle sette navi quaryegne di far fuoco senza rischiare di danneggiarsi a vicenda.

L'assistente gridò: "Governatore, guarda!"

Mar si girò: sullo schermo, al posto dell'isola di Shingou c'era uno strano palpitante fiore di fuoco verde.

"All'improvviso, da circa cento cinquanta metri, la navetta s'è schiantata sulla pista..." spiegò con voce rotta l'assistente. "L'ha fatto! È saltato in aria con tutto... Dio! Oh Dio!"

Mar scuoteva la testa incredulo. Il fiore palpitò per pochi attimi, poi si spense. Al posto dell'isola restava ora una specie di atollo di terra sconvolta in cui ribolliva il mare e dal cui centro si alzava una lunga nuvola grigia.

Dake non aveva perso il suo sangue freddo. Quando furono nell'anello delle navi nemiche fece tirare tutte le sue batterie e subito dette l'ordine di sganciamento. Due delle navi quaryegne furono lievemente danneggiate mentre loro si allontanavano velocemente in direzione di Ross. Le cinque rimanenti tentarono un inseguimento ma le navi di Mar in fuga risposero con il massimo loro potenziale di fuoco. Le cinque navi nemiche sfuggirono alle terribili bordate ma si lasciarono distanziare, poi rinunciarono all'inseguimento, poiché continuando rischiavano di trovarsi a tiro dei dodici satelliti artificiali delle difese di Ross.

Le sei navi della Guarnigione, indenni, dirigevano a tutta forza verso Ross. I soldati di Mar, vistisi in salvo, erano raggianti. Mar invece era muto, serio.

Il comandante gli parlò con il comunicatore: "Missione compiuta, Governatore. Un solo caduto in battaglia, il sottufficiale Boldin. Nessuna nave da battaglia danneggiata, due navi nemiche immobilizzate temporaneamente, una navetta civile di Ross persa."

"Sì, Comandante, lo so. Grazie." disse Mar, poi si girò verso gli astanti: "Non sono un guerriero, io, sono solo un civile... Ho bisogno di riposare, ora. Grazie, ragazzi... scusatemi."

Si ritirò nella sua cellula, sconvolto. Quante persone erano morte? si chiedeva. Lo sapeva anche prima di iniziare... ma una cosa è pensarlo, una è vedere aprirsi l'inferno... Rimorsi per Kubilach? No... per Shiwan? Neppure... Per Boldin? Non proprio. E allora? Rimorsi no, forse. Ma un dolore sordo alla bocca dello stomaco, come quando aveva visto morire Felwoz, o come quando aveva visto Biker uccidere quella povera ragazza, o trovato i cadaveri dei servi del Tempio e degli Sbandati, o assistito alla battaglia attorno a Campinuovi...

"Non riuscirò mai a vedere un morto come un numero di una statistica, l'uccisione come fatto accidentale... Dicono che io sia un buono stratega, ma non sarò mai un buon soldato..."

Chissà perché, durante questa riflessione rivide il suo Vokka sgambettare sereno... e si mise a piangere silenziosamente. Per fortuna il sonno si impadronì di lui. Quando atterrarono su Ross, Mar era un po' più sereno.

Volle subito vedere Vokka e Njeiry. Parlò a lungo con lo sposo delle sue sensazioni e questi lo lasciò sfogare ascoltandolo in silenzio. In fondo Mar non voleva risposte, non sperava in soluzioni. Era lui l'unico che poteva rispondere alle mille domande che lo assillavano.

Dake non era ancora riuscito a mettersi in comunicazione con Ketol ma il segretario attendeva notizie ed invitò Mar a raggiungerlo. Su Niuketol Mar raccontò gli eventi: il Comandante generale delle truppe di Ketol ed il segretario si complimentarono con lui.

Poi Mar, con Njeiry e Vokka, si ritirarono nella loro casa. Qui incontrarono Ilay ed il fratello. Ayenzy era sul pianeta Rikyo con il nonno e non si sapeva quando sarebbe ritornato. Allora Njeiry propose ai due fratelli quel che avevano pensato di fare per aiutare Ilay ed Ayenzy. I due ragazzi erano attoniti e commossi.

"Non so se questo basterà, ma vi ringrazio di cuore." disse Ilay.

"Allora, accettate?"

"Ma perché tutti e due?" chiese Nymy.

"È logico: siete e restate fratelli, così. E dopo la registrazione dell'atto verrete con noi su Ross. Lascerete qui un messaggio per Ayenzy. Se anche lui sarà d'accordo, io farò la richiesta ufficiale a Ketol ni Wole subito dopo la battaglia di Quaryel... se ci saremo ancora!"

Tutti e cinque si recarono allora all'Ufficio del Registro di Niuketol. Mar e Njeiry adottarono a tutti gli effetti i due ragazzi che da quel momento si chiamarono perciò Ilay e Nymy Swooney della famiglia di Mar Swooney, Governatore del pianeta Ross. Mar notò l'occhiata sorpresa del segretario di Ketol quando chiesero di usare il transtar per tornare su Ross per due persone in più.

Due giorni dopo ricevettero un messaggio ufficiale dal Gran Consiglio della Tecnocrazia: "Questo Consiglio rivolge il suo apprezzamento per l'eroica azione compiuta su Quaryel dal Governatore Swooney e dai suoi uomini."

Era firmata da Ketol ni Wole, Presidente della Tecnocrazia. Assieme c'era una convocazione per Mar e Dake per la riunione in cui si sarebbero messi a punto gli ultimi dettagli strategici riguardo all'ormai prossimo attacco a Quaryel.

Si recarono all'appuntamento. Ketol era assente. Decisero nei dettagli l'azione combinata. L'attacco era previsto per il 3415/2.3.2 t.s.u. Le sei navi di Mar dovevano assumere uno schieramento simile a quello di ogni nave della Tecnocrazia con i suoi cinque-sei fantasmi. L'unica differenza era che la formazione rossiana, diversamente delle altre, era composta di tutte navi vere ed autonome. Perciò fu deciso che le sei navi rossiane avrebbero occupato lo spazio sopra la capitale di Quaryel che sarebbe stato di certo uno dei punti più ben difesi.

Discussero altri particolari, poi tornarono su Ross. Njeiry consigliò Mar di non prendere parte alla battaglia ma di restare su Ross, ma questi rifiutò. Per quanto male potesse stare, per quanto potesse restare sconvolto dalle azioni di guerra, dichiarò Mar al suo sposo, i suoi uomini guardavano a lui come al Capo e non poteva deluderli. Inoltre la decisione di parteggiare per la Tecnocrazia era sua e non poteva far rischiare la vita ai suoi uomini restandosene al sicuro.

Njeiry capì e non insistette oltre.

Cominciarono così i preparativi per la battaglia di Quaryel.


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