Alle 7.7.4 t.p. tutti gli ufficiali delle Forze UPO che si trovavano su Ross, compreso Kubilach, erano nella sala riunioni del Comando della Guarnigione. Alle 7.7.6 Mar entrò accompagnato da Njeiry, Joote e Medle e sedette al tavolo del Comandante.
"Generale, ufficiali, sottufficiali, questo pomeriggio scorre."
Coro di risposta.
"Benché io non sia ancora completamente ristabilito, ho ritenuto opportuno convocare questa riunione. Mi risulta che, malgrado le mie precise istruzioni, si è creata su Ross una situazione di tensione. Mi risulta anche che questa situazione è imputabile, se non completamente, almeno in gran parte al vostro atteggiamento. Se questo è vero, si rasenta il reato di insubordinazione, pur senza che si configuri esplicitamente come tale. Non ci sono elementi per incriminare nessuno di voi e forse questo è un bene, perché se io fossi costretto, costretto dico, a prendere dei provvedimenti, la tensione qui su Ross non farebbe che aumentare.
"So che molti di voi hanno, o credono di avere, motivo di lamentarsi per l'impostazione di questa Guarnigione. Poiché sono io il responsabile, legale e morale, dello stile di vita fin qui adottato, voglio fare un ultimo tentativo per cercare di riequilibrare le cose. Vi sarei perciò grato se mi voleste esprimere i vostri suggerimenti..."
Il Generale Kubilach si alzò prontamente: "Prima, Governatore, gradirei sapere in quale veste sono presenti l'alto ufficiale Dake ed il sottufficiale Vutix."
"Reputo semplicemente che la loro presenza sia utile, Vice-governatore."
"In quanto testimoni di quello che potremmo dire?"
"No, affatto. L'alto ufficiale Joote Dake sostituirà quanto prima il Comandante nelle sue funzioni, almeno finché il Comandante stesso avrà superato attuali problemi personali. In quanto al sottufficiale Medle Vutix, è qui in veste di mio segretario privato. Devo altre spiegazioni, per caso, o possiamo procedere?"
Kubilach sedette accigliato.
Mar guardò tutti e riprese: "Tornando all'argomento per cui siamo riuniti, gradirei quindi ascoltare i vostri suggerimenti. Ma sono convinto che un dibattito comune non faccia che riscaldare ulteriormente gli animi. Pertanto vi prego di restare tutti in questa stanza. Io ora mi recherò nell'ufficio del Comandante, da solo, e vi farò chiamare ad uno ad uno per ascoltarvi con attenzione e prendere nota di quanto mi direte. Nel frattempo potete parlare fra di voi, se volete. Leje, Dake e Vutix resteranno con voi e saranno a vostra disposizione. Vi manderò a chiamare tramite un piantone. Ci sono domande?"
Si alzò un ufficiale: "Non sarebbe meglio affrontare l'argomento ora, in seduta congiunta, piuttosto?"
"No, ma se lo riterrete opportuno, dopo che avrò ascoltato i vostri pareri personali e formulato un piano d'azione, faremo una riunione congiunta."
Un altro ufficiale prese la parola: "Non vedo l'utilità della permanenza qui del Comandante e degli altri due..."
"Se voleste fare un complotto contro di me, capisco la tua richiesta. Altrimenti il problema non si pone. Altre domande?"
Nessuno parlò.
Allora Mar aggiunse: "Dimenticavo: dopo aver parlato con me, ognuno di voi andrà in una sala a parte dove verrà raggiunto via via dagli altri. Alla fine, quando saremo di nuovo tutti riuniti, vi proporrò la possibile soluzione dei nostri... problemi e la discuteremo tutti assieme. Domande su questo punto?"
Molti si mossero a disagio ma nessuno parlò. Solo Kubilach sembrava perplesso e guardava Mar con aria interrogativa. Erano le 7,9,1.
Mar traversò l'anticamera della sala riunioni, la hall del comando ed entrò nell'ufficio del Comandante. Qui due soldati erano sull'attenti ai lati della porta dell'ufficio.
"Riposo, ragazzi. Paralizzatori in mano, dietro alla schiena e pronti all'uso... Ecco, così va bene. Quando ognuno avrà bussato ed avrà aperto la porta, dovrete agire. Avete regolato l'intensità del raggio ad un'ora?"
"Sì, Governatore."
"Bene, e non sbagliate di mira, assolutamente."
"Certo. Così da vicino e dalle spalle è praticamente impossibile."
"Per sicurezza avrò anche io un paralizzatore a portata di mano. Quelli che vi daranno il cambio sono già pronti?"
"Sì, sono tutti dietro a quella porta."
Mar entrò nell'ufficio, chiuse la porta e sedette dietro la scrivania. Regolò il paralizzatore a fascio largo ed a 5 minuti. Quindi attivò l'interfonico ed ordinò al piantone: "Vice-governatore, Generale Kubilach."
Appoggiò il paralizzatore sulle gambe, impugnandolo con una mano ed attese. Contò mentalmente i passi. Alle 7.9.6 Kubilach bussò.
Mar gridò: "Avanti!"
La porta s'aprì a mezzo e Kubilach s'afflosciò sul pavimento. Subito i due soldati lo disarmarono, lo legarono e lo portarono via. Altri due soldati li sostiruirono ai lati della porta, che richiusero. Mar allora chiamò il secondo: tutto si ripeté esattamente come prima.
Quando anche l'ultimo, un sottufficiale, fu preso, Mar tirò un sospiro di sollievo. Erano le 8.6.9. Vederli cadere ad uno ad uno, anche se tutto era accaduto senza incidenti, era stato per Mar uno spettacolo deprimente e stancante.
Njeiry, Joote e Medle giunsero subito nell'ufficio.
"Joote, adesso tu convocherai i trentotto graduati UPO qui nell'ufficio a gruppi di cinque. Li dichiarerai in arresto, li farai disarmare e rinchiudere, ammanettati, nell'auditorium. Tu Njeiry ti metti in contatto con le sei astronavi e le metti in stato di preallarme. Le tre nelle nostre mani ed i satelliti artificiali punteranno le armi sulle altre tre. Quando tutto sarà pronto, avvertitemi."
Mar tornò alla Residenza per riposare un po'. Alle 9.0.6 avvertirono Mar che tutto era stato fatto secondo i suoi piani. Fece allora diramare un ordine a tutti gli Agenti UPO ed i suoi soldati: erano tutti consegnati nei loro alloggiamenti fino a nuovo ordine.
Quindi convocò gli uomini che lavoravano all'operazione Boar nel sotterraneo, fece indossare a tutti l'uniforme regolamentare e li fece armare sia di pistola laser che di paralizzatore. Con questa scorta tornò al Comando. Erano le 9.4.0.
Si mise personalmente in collegamento schermato con l'ufficiale UPO comandante la prima delle navi spaziali in dotazione alla Guarnigione.
"Ufficiale, si è verificato un fatto molto grave. Abbiamo il fondato sospetto che fra gli uomini sulla tua nave ci sia un sabotatore mandato dalle Famiglie. Senza fornire nessuna spiegazione agli uomini, li farai imbarcare tutti nella navetta che è in arrivo e che porta le équipe che daranno loro il cambio. Verrete giù tutti per l'inchiesta. Ripeto, nessuna indiscrezione con gli uomini."
L'ufficiale sembrò sbalordito, ma obbedì. Alle 0.2.7 del giorno seguente tutti gli uomini della nave spaziale scendevano dalla navetta, venivano disarmati dalla scorta di Mar e consegnati negli alloggiamenti mentre l'ufficiale, ignaro, seguiva Mar. Anche questi fu paralizzato, disarmato, legato e segregato.
Alle 0.7.6 ora locale, Ketol dichiarava decaduto il Governo UPO, dichiarava che il Segretario Generale era agli arresti nelle sue mani e faceva cingere d'assedio il pianeta Shunter su cui era riunito il Governo Centrale. Su Ross solo l'addetto alle comunicazioni udì il proclama e ne informò Mar.
All'1.0.3 il secondo equipaggio era stato sostituito ed aveva subito la stessa sorte del primo. Alle 2.0.7 anche il terzo equipaggio era stato sistemato.
Nel frattempo i soldati delle cellule segrete si erano attivati ed avevano identificato gli Agenti UPO sicuramente dalla loro parte. Ricevute le relazioni dei capi-cellula, Mar accettò nei ranghi dei suoi uomini gli Agenti fidati che giurarono nelle mani di Joote, e fece arrestare gli altri. Tutta la Guarnigione con le sue formidabili difese, era ora nelle sue mani.
Fece trasmettere a tutte le sei navi l'ordine di allarme di quarto livello. Quindi fece mettere in comunicazione videofonica con il Comando tutte le costruzioni della Guarnigione e le navi: erano le 2.1.6.
"Qui è il Governatore Mar Swooney che vi parla. Alle 0.7.6 di oggi, ora locale, il Partito della Tecnocrazia, guidato dal Capo-Famiglia il Tecnocrate Ketol ni Wole, ha dichiarato decaduto l'UPO ed ha assunto i pieni poteri nella Galassia. In questo momento il generale Kubilach, tutti gli ufficiali, sottufficiali e graduati delle Forze di Sicurezza UPO su Ross sono agli arresti su mio ordine. Tutta la Guarnigione di Ross, per mio tramite, si allea al Partito della Tecnocrazia.
"Comunico inoltre che il Comandante Leje, per motivi peronali, cede provvisoriamente il grado ed il ruolo all'alto ufficiale Joote Dake, che pertanto da questo momento è il Comandante facente funzione della Guarnigione di Ross. Fine del comunicato."
Gli ufficiali UPO, che s'erano trovati ammanettati e in cella senza capirne il motivo e che continuavano a farsi domande l'un l'altro, dopo questo annuncio ammutolirono.
Il Comando Generale su Quaryel ancora non era entrato in contatto con Ross.
"Avranno pensieri ben più gravi, in questo momento." commentò Njeiry.
Mar dette ordine ai tre pattugliatori di lasciare le lune, di dirigere a velocità massima verso il cargo che stava portando i suoi amici su Ross e di scortarlo. Quindi organizzò i turni di sorveglianza dei prigionieri UPO. Dette poi ordine di mandare tramite la "porta" i beni sequestrati ai prigionieri, di cui erano pieni i magazzini, in piccoli lotti agli Accoglitori, chiedendone in cambio esclusivamente cibo per la Guarnigione. Infatti pensava che, dal momento in cui avesse dichiarato all'esterno la sua adesione alla Tecnocrazia, Ross sarebbe stato isolato da Quaryel ed avrebbe dovuto essere autosufficiente.
Quindi fece cercare e verificare un centinaio di volontari per l'operazione Boar: ormai poteva infatti agire con più tranquillità. Quando ebbe organizzato il tutto, fece fare una chiamata schermata per Anje ni Moder. Dopo poco ebbe la comunicazione.
"Mar! Scusami se non ti ho chiamato prima per partecipare al lutto che ti ha colpito. Ma certamente sei al corrente di quanto sta accadendo..."
"Sì, Moder. Grazie per la tua partecipazione. So bene che cosa sta accadendo nella Galassia ed è per questo che ti ho chiamato."
"Posso esserti utile in qualche cosa?"
"No, grazie, penso proprio di no. Vedi, Moder, ho voluto parlare con te prima che con chiunque altro. Poi mi metterò in contatto con il Comando Generale delle Forze UPO."
"Succede qualcosa? Ti vedo... preoccupato."
"Beh, sì... Ricordi quando ti insegnavo a giocare a Go?"
"Eccome. È un pezzo che non ci si diverte più assieme."
"Già... e non credo che ne avremo di nuovo l'occasione, Moder."
"Per via della situazione?"
"Certo."
"Ma per ora tutto è fermo."
"Per ora."
"Quando torni qui su Quaryel?"
"Non torno. Non posso e non potrò, chissà fino a quando."
"Ma è ancora tutto tranquillo qui da noi. Durerà poco ma le battaglie principali saranno attorno a Shunter ed a Niuketol. Almeno per ora è difficile che arrivino fino a qui."
"Può darsi. Ma non potremo più comunicare, dopo questa volta. Non più così, per lo meno."
"Non capisco..."
"Tra poco mi metto in comunicazione con il Comando Generale..."
"Sì, l'hai già detto. Che cosa succede?"
"Non lo immagini?"
"No. Noie su Ross?"
"Non ancora, ma forse dopo."
"Dopo? Dopo che?"
"Moder, ricordi quando mi dicesti che speravi di non trovarti mai dalla parte dei miei avversari?"
"Ah."
"Stavolta ci troviamo da parti opposte, purtroppo."
"Ti schieri contro l'UPO?"
"Sì, è la scelta migliore, la più giusta."
"Giusto andare contro la legalità?"
"Di quale legalità parli, Moder? È legalità la corruzione che ha imputridito l'UPO? Mi metto dalla parte di chi mi sembra meno peggio, almeno per ora. Mi spiace, Moder. Avrei preferito che fossimo tutti e due dalla stessa parte, ma so che voi Anje..."
"Anch'io l'avrei preferito. Penso che tu abbia riflettuto bene su questa tua scelta."
"Certo. Non ne ho altre, come d'altronde non ne hai altre tu. Neto è dalla parte dell'UPO e tu devi seguirlo."
"Non è che devo. Mi sembra naturale e logico seguirlo e non solo perché lui è il Capo-Famiglia."
"Può darsi."
"Ma tu, Mar, perché dici che non hai altre scelte?"
Mar si chiese se veramente si fosse schierato contro l'UPO perché era un organismo corrotto e corruttore, o se piuttosto la sua fosse una reazione inconscia al fatto che riteneva l'UPO e le sue leggi responsabili delle disavventure che gli erano capitate.
Interruppe il corso dei suoi pensieri e rispose: "Mi sembra l'unica cosa sensata e giusta, ora. Da tempo faccio parte del Partito della Tecnocrazia."
"Perciò combatterai con loro."
"Se sarà necessario userò tutte le mie armi."
"Contro Quaryel?"
"Contro l'UPO e chi lo sostiene e solo se sarà necessario anche contro Quaryel. Spero che non ci si trovi mai direttamente di fronte, comunque, tu ed io."
"Ma potrebbe accadere."
"Già, potrebbe senz'altro accadere. Per questo ho voluto avvertire te per primo. Mi spiace, Moder, davvero."
"Ti credo e dispiace anche a me. Non posso augurare buona fortuna alla tua parte... ma spero che tu non debba pagare troppo cara questa tua scelta. Saremo un vicino scomodo per te, lo sai."
"Sì, lo so. Ma anche Ross può essere un vicino scomodo. A volte anche un topolino può mettere in fuga un elefante."
"Cosa sono?"
"Niente, animali di Terra. Voglio dire che a volte un essere piccolo ed indifeso può fare paura ad uno grosso e potente. E noi non siamo indifesi."
"Già."
Restarono in silenzio per un po', guardandosi negli occhi attraverso il videofono.
"Adesso chiamo il Comando dell'UPO."
"È necessario, Mar?"
"Sì, è necessario."
Altro silenzio.
Poi Mar riprese: "Non ho altro da dirti, Moder."
"Questa giornata scorre, Mar."
"È così... anche questa giornata scorre." rispose ed interruppe la comunicazione.
Avrebbe voluto dire ancora molte cose all'amico ma sentiva che potevano suonare false, anche se false non erano.
Fece quindi chiamare il Comando Generale dell'UPO e chiese del Gran Comandante Generale. Presto l'ebbe in linea.
"Oh, Governatore Swooney! Questa giornata scorre."
"Sì, scorre. Ho chiamato per una questione importante. Ti prego di mettere in funzione il registratore."
"È già in funzione. Ebbene?"
"Devo fare una dichiarazione ufficiale. Da questo momento io, Governatore Mar Swooney, a nome mio e di tutta la Guarnigione di Ross, dichiaro che mi reputo libero da ogni dovere di lealtà e di obbedienza nei confronti dell'UPO, poiché faccio parte del Partito della Tecnocrazia. Pertanto, da questo stesso momento, qualsiasi mezzo dell'UPO o comunque non identificato o non gradito si avvicinerà a meno di cento cinquanta diametri, sarà investito senza preavviso da tutti i nostri mezzi di difesa fino a sua completa distruzione."
Il Gran Comandante restò impassibile: "Che ne è del generale Kubilach e delle truppe UPO inviate nella Guarnigione?"
"Chi non si è schierato dalla mia parte è agli arresti."
"Fammi parlare con Kubilach!"
"Non ricevo ordini da dipendenti UPO."
"Ah, bene. Ti avverto che sarai immediatamente posto sotto accusa per alto tradimento e deferito..."
"Se mi avrai vivo, farai quello che devi. Per ora risparmia discorsi inutili. Da parte mia non ho altro da aggiungere."
Il Gran Comandante Generale chiuse la comunicazione. Mar si rilassò con un grosso sospiro.
"È fatta! Adesso c'è solo da aspettare..."
Sentiva come un peso, un senso di disagio gravargli addosso. Sapeva che c'erano molte cose da fare, da organizzare, da vedere ma in quel momento non riusciva a coordinare le idee, non riusciva a cominciare, a muoversi. Era in uno di quegli strani stati in cui non si ha voglia di fare nulla, ma neppure di star lì senza fare nulla. Aveva l'impressione di aver fame, ma non aveva voglia di mangiare.
Si chiese se non stesse per caso ammalandosi. Doveva reagire, ma sentiva di non avere sufficienti energie, in quel momento. Tornò alla Residenza. Njeiry stava leggendo.
"Nje, come stai?"
"Bene. Tu?"
"Non lo so. Né bene né male. Ho solo voglia di stendermi un po'..."
"Vieni in giardino e stenditi sull'erba. Io ti starò vicino."
Uscirono. Mar si sdraiò accanto al suo sposo appoggiandogli il capo in grembo. Njeiry gli carezzava i capelli. In breve Mar si addormentò. E sognò.
Sognò di nuovo il grande campo di velluto scuro con le bocce luminose, argentee, immobili e splendide. E vide di nuovo una boccia piccola mettersi a rotolare all'improvviso, battere contro una delle altre e farla muovere. Tutte e due continuavano la corsa fino a battere contro altre due, innescando così una specie di reazione a catena. Ma la cosa più sorprendente era che la boccia piccola, ad ogni urto, sembrava crescere in dimensioni e velocità, contro tutte le leggi della fisica.
Quando si svegliò, la giornata era alla fine. Parlò del suo sogno con Njeiry.
"Io non credo nei sogni, Mar; comunque è chiaramente un simbolo... Forse è il tuo subcosciente che ti spinge ad agire."
"Sì, ma come? Quali sono le bocce grandi che dovrei colpire e mettere in moto?"
"Non ne ho idea. Vedremo. Stai con gli occhi aperti e vedi di colpire sempre nel modo giusto e al momento giusto..."
Il giorno dopo Mar si sentiva decisamente meglio. Si recò subito ai laboratori dell'Operazione Boar e si informò sull'andamento dei lavori. Inoltre passò parecchio tempo con i nuclei di volontari.
Dai dati raccolti risultava abbastanza chiaro che su Boar non esisteva nessun potere centrale. Ma c'erano almeno due forze organizzate ed attive a livello, probabilmente, planetario. Una erano gli Armati, con le loro autonomie locali ma anche con il loro forte spirito di casta ed un'organizzazione federativa. L'altra erano gli Shentist con le loro specializzazioni e la loro ferrea struttura verticistica.
Mar incaricò un gruppo di occuparsi esclusivamente delle possibilità di infiltrarsi nei due sistemi e di usarli per giungere, anche a lunga scadenza, alla formazione di un potere centrale sul pianeta. Ad un altro gruppo chiese di preparare un piano di trasformazioni sociali da operare su Boar.
Njeiry gli chiese se avesse senso operare su un intero pianeta per farlo cambiare secondo un piano deciso arbitrariamente da estranei. Mar rifletté a lungo su questa domanda.
Alla fine rispose: "Credo di sì. Infatti quel che voglio è che Boar possa un giorno diventare un pianeta aperto, libero a pari titolo degli altri, bene inserito nella Galassia. Ma perché questo avvenga è necessario che sia organizzato, autosufficiente e forte. Questo è il mio scopo."
"Ma... e se i boariani non intendessero far parte della Galassia?"
"Non è loro possibile: i fatti comunque li travolgerebbero. Dal momento in cui Boar cessasse di essere un pianeta prigione, sarebbe in balia delle mire di qualunque gruppo di potere esterno e senza difese. E poi la trasformazione che sto preparando sarà lenta, senza traumi."
"Ma non sarà libera, voluta da loro."
"Chi di noi è mai veramente libero? Credi che gli abitanti di Quaryel abbiano scelto di essere dalla parte dell'UPO o quelli di Niuketol dalla parte della Tecnocrazia?"
"È vero. Ma il fatto che là gli abitanti debbano subire decisioni prese dall'alto, non giustifica che su Boar debbano subire le decisioni prese da te."
"Lo so, è vero. Ma se non subiranno le mie decisioni, subiranno quelle di un altro uomo o di un altro gruppo, e anzi, le stanno già subendo. Non sono certo i boariani che hanno scelto di nascere e di vivere in un pianeta prigione! Perciò, tanto vale. Anche io ho degli ideali, alti, ma mi rendo conto che spesso non posso o non sono capace di seguirli. O meglio, che per seguirli a volte devo intraprendere vie tortuose, o far violenza a me stesso o agli altri. Vorrei trovare il modo di evitarlo, ma per ora non l'ho trovato. Però non sarebbe giusto non fare niente per non sbagliare. Adesso ho il potere su Boar: non l'ho cercato, ma l'ho accettato e cerco di usarlo meglio che posso, sapendo che farò molti sbagli ma cercando di farne il meno possibile."
"Sì, lo so. Perdonami, Mar!"
"No, non hai nulla da farti perdonare. E bene che qualcuno mi aiuti a riflettere su quello che faccio, sul perché e sul come... e che l'aiuto mi venga da chi mi ama. Spesso le domande sono molte e le risposte non ci sono..."
"Continua a cercarle, amore mio. Nessuno te le può dare, purtroppo... devi trovarle da solo."
"E se non le trovassi?"
"Continua a cercarle e nel frattempo continua a fare quello che ti sembra giusto di volta in volta. Tu, Mar, mi piaci così, con le tue certezze e le tue crisi, le tue debolezze e le tue forze... e spero che il nostro piccolo, comunque sarà, ti assomigli nel carattere."
Mar sorrise e strinse a sé Njeiry senza dire nulla. A poco a poco, carezzandosi e baciandosi, il loro desidero si accese e si misero a fare l'amore, dimenticando in quei dolci attimi ogni preoccupazione. Njeiry gli chiese con desiderio di prenderlo e Mar con gioia entrò in lui.
Quando si staccarono Mar sussurrò: "Sono fortunato ad avere te vicino, Nje. Grazie per il tuo amore."
Mar desiderava tornare su Boar ma ormai si stava avvicinando il periodo in cui sarebbe dovuto arrivare il piccolo che avevano adottato e decise di restare accanto al suo sposo. Aveva di fronte tre mesi t.p. e si accinse perciò ad approfondire i piani dell'Operazione Boar. A piccoli gruppi mandò i volontari più preparati nel pianeta, sia a Portoscalo che a Cittachiusa.
Gaithe tornò dal castello Wal per due giorni e dette molte notizie preziose sull'organizzazione degli Armati. In base a queste informazioni Mar decise di dare inizio al programma di infiltrazione dei suoi uomini nei castelli. Fra i volontari scelse i più adatti e dette inizio a sessioni di allenamento molto duro a cui si sottopose personalmente.
Si organizzarono in nuclei di otto, raggruppati in compagnie unite in un "castello", riproducendo così l'organizzazione base degli Armati. Ogni uomo si allenò nelle arti marziali di Boar usando le armi classiche del pianeta. Inoltre si allenarono nell'arte marziale del chushin di attacco e difesa a mani nude contro persone armate.
Si allenarono anche a rigide forme di autocontrollo, resistenza, abilità ed acrobazia curando lo sviluppo di tutti i muscoli del corpo, la rapidità e la concentrazione. Si sottoposero a marce a tappe forzate sulle parti più impervie dei monti della Guarnigione, nonché ai più svariati tipi di sport.
Mar radunò quelli che avevano superato il corso e verificò i gruppi di infiltrazione. Quindi stese il calendario del loro ingresso in Boar, inviandoli in piccoli gruppi come esiliati attraverso la porta. I gruppi erano formati sia di futuri Armati che di probabili Shentist che di nuclei di collegamento che si sarebbero fatti passare per Artisti, data la grande libertà di movimento di questi ultimi.
Inoltre, tramite il mini-sommergibile, furono inviati denaro ed attrezzature alle due case di Cittachiusa e di Portoscalo a cui i volontari dovevano fare riferimento.
Finalmente giunse il cargo da Quaryel. Mar attendeva e temeva quel momento. Scesero i suoi amici ed il corpo imbalsamato di Mantice, steso su una lettiga, con Vecchio accanto che gli teneva una mano inerte. Vecchio sembrava sereno ma era ridotto all'ombra di se stesso.
Guardò Mar e con voce stranamente calma disse: "Eccoci, siamo arrivati, Mar." Poi la voce gli si ruppe in un sussurro incomprensibile.
Njeiry strinse la mano di Mar e nessuno dei due disse nulla, per un po'.
Vecchio riprese: "Guardalo: lui è tranquillo, ormai... tra poco lo sarò anche io."
"Non dire così, Vecchio..." sussurrò Mar, vincendo il nodo che gli serrava la gola.
Vecchio sorrise mestamente: "Scusami, Bruscolo, ma... ma è così... noi due non riusciamo a stare separati a lungo. Abbiamo sempre viaggiato assieme e non posso lasciarlo solo proprio in questo viaggio... Tu mi capisci, no? Solo che, prima di partire, volevo ancora vederti, salutarti anche da parte sua..."
Mar vedeva tutto sempre più sfocato, tremulo, attraverso il velo di lacrime che gli riempiva gli occhi. Scortarono il corpo di Mantice fino al salone della Residenza e Vecchio non se ne staccò un solo attimo. Mar si sentiva travolto dagli eventi. Voleva restare vicino a Vecchio, ma i mille impegni della situazione che evolveva di ora in ora lo facevano allontanare continuamente.
Njeiry allora gli disse: "Non preoccuparti, amore. Starò io qui a far compagnia a Vecchio. Non ho altro da fare, per ora. Tu devi occuparti di tutto il resto. Vai, caro."
Mar fece inviare un messaggio a Ketol spiegandogli gli ultimi eventi e pregandolo di tenerlo al corrente sull'evoluzione della situazione galattica. Ora che aveva tagliato i ponti con Quaryel, infatti, non poteva avere altre fonti di informazione. Ketol inviò un cenno di assenso e periodicamente furono trasmessi a Ross i bollettini ufficiali della Tecnocrazia, a volte con annotazioni da parte di un segretario di Wole.
Le forze della Tecnocrazia avevano invaso Shunter ed altri pianeti, dopo aspre battaglie contro l'UPO. Le forze del Governo avevano risposto con una violenta rappresaglia contro un piccolo pianeta di un ramo della famiglia Ketol, Pox, provocando enormi distruzioni e massacrando l'ottanta per cento della popolazione.
La Galassia era ormai spaccata in due e su molti pianeti erano in corso battaglie più o meno cruente fra i partigiani della Tecnocrazia ed i fedeli dell'UPO. La situazione era confusa: a parte i duecento novanta pianeti già in mano alle Famiglie e circa centosettanta in mano all'UPO, nei restanti quattrocento pianeti circa le battaglie ancora infuriavano.
Nell'angolo di Galassia in cui fluttuavano Quaryel e Ross tutto era ancora apparentemente calmo. Forse anche in altri angoli della Galassia la situazione era ferma, ma non erano che poche isole e certamente non molte sarebbero rimaste tranquille a lungo.
Nel settore Beta Centauri in cui si trovava il pianeta Pox, si stavano addensando le astronavi da guerra delle due parti per un gigantesco scontro. Nel settore Sirio c'era una situazione di stallo: l'UPO aveva ritirato gran parte delle sue astronavi ed ora i Roffela erano in grado di fronteggiare quelle rimaste.
Mar si rese conto che la bilancia stava pendendo lentamente ma inesorabilmente dalla parte delle Famiglie, non solo perché il numero dei pianeti da esse controllati era maggiore, ma soprattutto per il fatto che la Tecnocrazia possedeva il transtar: godeva così del grosso vantaggio di comunicazioni istantanee, mentre l'UPO doveva ancora affidarsi alle astronavi per spostare persone e materiali. È vero che il transtar poteva trasmettere solo oggetti di limitate dimensioni, sui tre metri cubi per volta, e perciò per i grandi trasporti dovevano anche loro affidarsi alle astronavi. Ma per spostare uomini o inviare pezzi di ricambio erano grandemente avvantaggiati rispetto all'UPO.
D'altra parte questo aveva un'organizzazione ben strutturata ed armi moderne e potenti. Ma allo stesso tempo aveva strutture corrotte e già iniziavano, nel suo interno, spietate lotte di potere. Le Famiglie invece godevano di forti rapporti di lealtà con i loro uomini e questo aumentava il senso di dedizione e di disciplina nei molti piccoli eserciti privati. Inoltre la Tecnocrazia era molto ben coordinata. Il suo Gran Consiglio era in seduta permanente e si spostava, a seconda delle necessità, ora su un pianeta ora su un altro.
Il Governo dell'UPO s'era spaccato sulla decisione di nominare un nuovo Segretario Generale oppure di reputare quello prigioniero dei Ketol ancora in carica e perciò nominare solo un Vice-segretario.
Il Gran Comandante Generale delle Forze di Sicurezza aveva allora fatto arrestare e destituire tutti i membri del Governo e si era autoproclamato "Capo del Governo di emergenza dell'UPO" assegnando tutti i posti chiave a generali del suo Stato Maggiore e spostando la sede del suo governo sul più centrale pianeta Rohe.
Mar si sentì sollevato: l'allontanamento del Gran Comandante da Quaryel gli dava un po' di respiro. Al Comando della Guarnigione aveva fatto istallare una rappresentazione tri-d della Galassia ed un'apposita équipe ne colorava in modo diverso i vari settori man mano che la situazione evolveva.