Mar uscì dal transmen nella galleria ed accese il fascio di luce polarizzata. Dopo poco dall'altra parte del muro di forza uscì da un altro transmen Njeiry. Quei brevi minuti sembrarono lunghissimi a Mar. Njeiry azionò il foramuro e Mar passò dall'altra parte. Non c'era altra gente poiché ormai le istallazioni erano tali che una sola persona era sufficiente per le manovre di passaggio. Si abbracciarono.
"Mar, Mar..."
"Come stai, amore mio?"
"Stiamo bene..." rispose il suo sposo sorridendo.
Mar non capì subito quel plurale e non ci fece caso. Arrivati alla Residenza il personale lo attendeva festante, ma Njeiry lo portò subito via, nel giardino.
"Amore, devo parlarti." gli disse Njeiry.
"Anche io ho molte cose da dirti..."
"Mai importanti come le mie!" replicò Njeiry sorridente.
"È successo qualcosa?"
"Oh, sì..."
"Qualcosa di bello?"
"Penso proprio di sì."
Mar lo guardò e cercò di indovinare: "Chi riguarda?"
"Te, me ed un altro..."
Mar pensava. Vedendo il suo sposo sorridere, sorrideva anche lui ma non riusciva ad immaginare di che cosa si trattasse. Ad un tratto ebbe come una folgorazione: "Hai detto che... state bene?"
"Sììì."
"Tutti... tutti e due?"
"Sì!"
Mar lo abbracciò con trasporto.
"Vokka Swooney è in arrivo!"
"Sì. Sei felice?"
"E me lo chiedi? Oh, non mi pare vero."
"Adesso, se vuoi, lo possiamo dire anche agli altri."
Si precipitarono nella Residenza e Mar chiamò tutto il personale: "Amici, ci sono molte cose da fare. Ma prima voglio dirvi che Nje ed io, presto, fra... (otto mesi, gli sussurrò Njeiry) ... otto mesi saremo genitori. Chiamate subito la Residenza su Quaryel, che lo devo comunicare anche a loro!"
Presto la notizia si diffuse nella Guarnigione. Mar ebbe appena il tempo di parlare con Quaryel che già cominciavano a giungere delegazioni dei soldati a complimentarsi con loro. Mar si cambiò in fretta, infatti ancora indossava gli abiti da Artigiano, e le ricevette. Trascorsero una giornata in allegria. Mar era al settimo cielo e Njeiry lo guardava con occhi innamorati, felice di vederlo felice.
Il giorno seguente, iniziò il lavoro. Mar fece i sopralluoghi ai nuovi alloggiamenti, poi ai laboratori segreti sotto la Residenza, che erano quasi pronti. Ovunque fu accolto con manifestazioni di gioia e di affetto. Quindi radunò i responsabili del "progetto Boar", come ormai era chiamato.
Gli furono fatte vedere le perfette imitazioni della moneta di Boar, poi gli furono sottoposti progetti ed idee. Mar a sua volta fece vedere il materiale raccolto e dette ordine di formare un nuovo team per studiare il problema dei libri. Dette ordine di costruire cinture antigravità che fosse facile dissimulare anche sotto un semplice perizoma. Sarebbero state di potenza limitata, non avrebbero potuto sollevare una persona ma solo parte del suo peso, ma potevano essere comunque utili. Per azionarle anche a distanza, come anche le normali cinture antigravità, si costruirono telecomandi dissimulati in amuleti. Chiese anche che fosse costruita una gran quantità di microspie volanti.
Quindi si immerse in meditazione immanente e dettò al computer le sue nuove esperienze, che furono subito studiate. Parlò poi col nucleo speciale di volontari, costituito ora da dodici elementi. Ne scelse tre, infatti il sommergibile poteva trasportare fino a quattro persone, e li fece preparare per il prossimo viaggio. Chiese che questi tre in particolare fossero tenuti al corrente delle ricerche sui libri e sui veicoli antichi.
Quindi convocò Teskar su Ross per essere informato sulla situazione nella Galassia. Appena questi giunse, chiese notizie di Chanul, Torich, del loro figlio Suni, che aveva ormai cinque mesi standard e di tutti gli altri amici di Quaryel. Vecchio non stava molto bene, ma pareva che non fosse nulla di preoccupante.
Quindi Teskar raccontò le ultime novità. C'era stata burrasca al Governo quando questo aveva deliberato uno stanziamento per potenziare le Forze di Sicurezza. Perché lo stanziamento divenisse effettivo, era necessaria la firma di due Tesorieri su tre. Anje aveva votato a favore, Ketol contro e, sorpresa, Bisfil si era astenuto. Così tutto era rimasto in sospeso.
Alla successiva riunione del Governo c'erano state pesanti accuse contro Ketol ni Wole. Questi aveva reagito con durezza, accusando diversi membri del Governo di corruzione, portandone prove inoppugnabili, e chiedendone le dimissioni. Anche il Segretario Generale aveva sollecitato quelle dimissioni ma il Gran Giurì dei Magistrati aveva trovato mille cavilli e bloccato tutto. La situazione era più che mai fluida.
Alcune Famiglie alleate con i Ketol avevano reagito alla posizione presa dal Gran Giurì espellendo i Magistrati residenti sui loro pianeti e confiscando i loro beni. L'UPO aveva mandato proteste tramite i Governatori di quei pianeti, ma le Famiglie avevano rifiutato di riceverli.
Mar si fece compilare un elenco delle Famiglie sicuramente fedeli all'UPO e di quelle che appoggiavano apertamente i Ketol. In un terzo elenco fece mettere le altre. La situazione, sia numericamente che come potenza effettiva, era nettamente a favore dei Ketol. Geograficamente però era mista. A volte nello stesso sistema solare vi erano schieramenti diversi, così pure all'interno di alcuni pianeti. Mar sentiva che si era sempre più vicini ad uno scontro diretto ed all'uso delle armi.
Mentre parlava con Teskar gli giunse una chiamata dal Comando Generale. Gli comunicavano che dopo ventitré giorni standard sarebbero sbarcate le nuove forze dell'UPO su Ross. Rispose laconicamente che tutto sarebbe stato pronto. Dette ordine a Teskar di revisionare spesso la Residenza su Quaryel per essere certi che non vi fossero stati piazzati apparati di spionaggio, ed anche ad essere tutti pronti a lasciare Quaryel per Ross appena ne ricevessero l'ordine.
Si sentiva addosso una strana agitazione e tensione. Njeiry se ne accorse subito.
"Mar, andrà tutto bene." gli disse con un sorriso rassicurante.
"Lo spero. Ma si stanno preparando tempi difficili."
Teskar tornò su Quaryel. Nel frattempo era arrivato su Ross un nuovo carico di prigionieri. Dall'elenco non risultava nulla di diverso dal solito: non c'erano ancora grossi nomi. Mar fu però colpito nel leggere che uno dei prigionieri proveniva da Niuketol e più ancora dalla sua scheda personale. Nella casella dell'occupazione era scritto "fabbricante di luci volanti".
Mar chiamò l'ufficiale addetto ai prigionieri: "Non hai notato nulla di strano nel bagaglio di questo prigioniero?"
"No..."
"È già sveglio?"
"Non ancora."
"Bene. Portatelo in una stanza a parte e quando si sveglia chiamatemi."
"Sarà fatto."
Mar immaginò che potesse essere un emissario di Ketol ni Wole: era un sistema sicuro, anche se spietato, per farlo giungere su Ross senza insospettire nessuno. D'altra parte Wole non poteva essere sicuro che il contatto con Mar riuscisse prima che il poveretto varcasse la Porta. Probabilmente Wole non aveva usato solamente di quel mezzo. Aveva due grani da rischiare, quindi poteva aver mandato due emissari, uno rapido ma meno sicuro, cioè questo, ed un più sicuro ma necessariamente più lento.
Mar prese uno dei grani della collana di Felwoz e chiamò il sottufficiale addetto ai bagagli dei prigionieri: "Controlla di nuovo il suo bagaglio e cerca un grano uguale a questo. Se c'è, fammelo sapere immediatamente."
Videofonò poi all'ufficiale: "Allora, s'è svegliato?"
"Gli abbiamo appena iniettato lo stimolante. Dovrebbe svegliarsi fra pochi minuti."
"Azionate un registratore olografico. Dove avete messo l'uomo?"
"Nella cuccetta di isolamento malattie infettive del personale."
"Molto bene. Arrivo."
Giunse rapidamente al reparto indicatogli. Il prigioniero era sveglio, immobile sul letto. Accanto a lui c'era solo l'ufficiale con il paralizzatore puntato ed il registratore in funzione.
"Si è appena svegliato. Non ha detto né fatto nulla. Lo spengo?" chiese indicando il registratore.
"No e resta qui."
Quell'ufficiale era al corrente dei piani di Mar.
"Chi sei?" chiese Mar al prigioniero.
Questi lo guardò: "Governatore, ti aspettavo."
"Rischiavi di non vedermi. Chi sei?" chiese di nuovo Mar.
"Uno che deve essere esiliato su Ross. So che non c'è altra soluzione. Ma prima devo fermarmi per un po' alla Guarnigione."
"Perché?"
"Devo parlarti e fare qualcosa per te."
"Tu? Parla chiaro, lui può ascoltare tutto."
"Il Capo-Famiglia Ketol ni Wole ti manda i suoi saluti."
"Chi mi dice che sia vero?"
"Fammi fare una radiografia. Sotto l'ascella sinistra è stato inserito un oggetto che tu conosci bene."
"E se ti fosse stato tolto prima di essere portato qui?"
"Non è possibile. Il Capo-Famiglia sa bene che i prigionieri vengono radiografati solo su Ross."
"E se io fossi stato assente? Se ti avessero radiografato e tolto il grano, e spedito di là?"
"Un nostro agente su Ross avrebbe avvertito il Comandante in tempo."
"Un vostro agente? Chi è?"
"Non lo so, ma so che c'è."
Mar restò pensieroso per un po': "Va bene. Prima ti faccio estrarre il grano, poi ci risentiremo." Si girò verso l'ufficiale: "Quanto ci vuole per l'incisione e l'estrazione?"
"Pochi minuti. Posso farlo fare subito."
"Bene, procedi."
Ritrovato il grano di Felwoz, Mar chiese al prigioniero: "Te la senti di parlare?"
"Fai uscire tutti."
"No. Ti ho detto che lui può restare."
"No. Se non ti fidi ancora di me, fammi legare, ma ho ordine di parlare solo a te."
"Va bene. Esci, per favore. Ecco, adesso parla."
"Spegni il registratore."
Mar lo spense.
Il prigioniero si sollevò a sedere: "Sono un tecnico della Famiglia Pike. Non ti dice niente, questo?"
"Pike... Pike... il transplanet! Ma allora la tua scheda è falsa."
"Esatto. Ketol mi manda qui per fare una modifica al tuo transmen e trasformarlo in un ricevitore transtar."
"In un che?"
"Anche se si parla solo di transplanet, e ne sono in produzione ancora pochi esemplari, esiste già anche il transtar che funziona fra sistemi solari diversi ed anche fra astronavi nello spazio. Ora, un transtar per trasmettere richiede un grosso elaboratore ed una grande fonte di energia. Ma per ricevere basta un semplice adattamento di un normale transmen. In altri termini, Ketol potrà mandare qui materiali o persone direttamente da Niuketol, ma tu da qui, almeno per ora, non potrai. È a senso unico."
"Ketol vuole venire qui?"
"No, non ancora, almeno, perché poi sarebbe troppo lungo il viaggio di ritorno con i normali mezzi."
"Perché non si è ancora sentito parlare del transtar?"
"Non è ancora ora, non si deve sapere. È una carta segreta delle Famiglie."
"Perché allora io ne sono messo al corrente?"
"Questo non lo so, io sono solamente un tecnico."
"Quanto tempo ti ci vuole per effettuare la trasformazione?"
"Due giornate."
"E per gli attrezzi ed i componenti, come fai?"
"Sono già su Ross."
"Già qui?"
"Sì: alcune cose le avete di sicuro per la normale manutenzione dei transmen, le altre sono giunte tramite il nostro agente."
"Fino a pochi mesi fa qui non c'erano transmen... come avreste fatto?"
"Non lo so. Ma il Capo-Famiglia sa che ora ne avete."
"Quando vuoi iniziare?"
"Anche subito. Devo finire in tempo per entrare nel pianeta con gli altri."
"Ma tu... tu hai accettato di essere esiliato per tutta la vita solo per un ordine di Ketol?"
"Sì. La mia famiglia, dopo, starà bene. Lo faccio per loro, non per lui né per te." rispose l'uomo calmo.
Mar era stranito. Richiamò l'ufficiale: "Fagli indossare un'uniforme da soldato e mettigli a disposizione un sottufficiale e quattro soldati esperti in transmen. Devono seguire tutte le sue istruzioni. Quando ha finito, portatelo da me."
Il prigioniero iniziò subito il suo lavoro. Mar si rese conto che Ketol doveva aver messo in moto tutta l'operazione subito dopo il loro colloquio: aveva un'organizzazione perfetta. Si chiese chi fosse l'agente di Ketol, ma soprattutto se non ci fossero anche spie dell'UPO su Ross.
Convocò d'urgenza tutti gli ufficiali ed espose loro il problema. Fu deciso di sottoporre tutto il personale alla prova con il siero della verità in narcosi, mascherando tutta l'operazione con un normale check-up sanitario. L'ufficiale curatore fece però presente che non avevano scorte di siero sufficiente. Mar allora ordinò che nessuno lasciasse la Guarnigione fino al termine della prova, poi videofonò a Teskar di portargli urgentemente nuove scorte di siero.
Due giorni dopo il prigioniero aveva terminato l'istallazione modificando il transmen dello studio privato di Mar alla Residenza.
"Ecco, Governatore, se si accende la spia azzurra che di solito significa allarme per imperfezioni nell'impianto di chiusura, ma che come allarme sarebbe intermittente mentre in questo caso sarà continua, devi chiudere la porta del transmen e premere la spia stessa. Così funzionerà da ricevitore. Quando la spia si spegne, puoi aprire la porta e ricevere la persona o prendere l'oggetto spedito. Non c'è altro."
"Quando chiamerà, Ketol?"
"Non lo so."
"E adesso... vai su Ross."
"Per forza."
"Mi dispiace..."
"Ho accettato. So che non puoi farci niente."
"Ascolta. Non ti posso spiegare altro, ma quando sarai su Ross..." si fermò. Faceva bene a parlarne con uno sconosciuto? Pensò che dopo tutto il rischio era minimo. "Quando sarai su Ross cerca di metterti in contatto con un uomo nella città di Portoscalo. Si chiama Holyer Luwex ed è un Artigiano..."
"Ma... nessuno sa nulla dell'interno del pianeta..."
"Tu non dimenticare questi nomi. Se e quando puoi vai da lui a nome mio e lui ti aiuterà. Però non cercarlo prima di... tre mesi del pianeta. Se non trovi lui, cerca il fabbricante di marruote. Ma con questo o con altri non parlare mai di me, chiaro?"
Il prigioniero annuì: "Non capisco come tu possa dirmi queste cose, ma ti ringrazio. Vorrei invece chiederti un favore, visto che ti preoccupi tanto per me..."
"Se posso, volentieri."
"Sul pianeta Joyra, il pianeta dei Pike, c'è la mia famiglia. Il nostro cognome è Belmen e siamo conosciuti come i Belmen Testoni. Assicurati che Ketol e Pike abbiano mantenuto le promesse. Ketol è un uomo di una sola parola, è vero, ma questo è il mio unico cruccio!"
Mar gli strinse un braccio: "Non dubitare, me ne occuperò appena potrò. Non sarà presto, forse, ma non lo dimenticherò."
Il prigioniero uscì e fu riportato con gli altri che già stavano affluendo a scaglioni su Boar. Il giorno seguente arrivò Teskar con il siero. Una parte del personale era già stata verificata, ma senza nessun esito.
Teskar gli portava anche le ultime notizie. I Roffela di Niusa avevano rifiutato l'atterraggio di un contingente di Forze di Sicurezza sul loro pianeta. Il Governatore aveva fatto arrestare tutti i Roffela che però erano stati liberati dai Vigilanti dei Roffela spalleggiati dalla popolazione insorta. C'era stata una sanguinosa battaglia attorno alla Residenza: erano morti tutti i cento quaranta Agenti dell'UPO, settantatré Vigilanti e più di trecento civili. Inoltre era morto uno dei figli del Primo. Il Governatore era ora prigioniero a Palazzo Roffela. Il Governo aveva minacciato un attacco armato a Niusa ma per ora non s'era mosso, poiché Ketol s'era proposto come intermediario.
Mar si sentiva sempre più nervoso: si stava giocando una grossa partita e lui doveva stare lì con le mani in mano. Solo Njeiry riusciva a farlo distendere, con la sua calma e dolcezza immutabili.
Il giorno seguente il terminale del transtar si accese. Quando Mar aprì la porta trovò sul pavimento solo un foglietto.
"Nei prossimi giorni inizierò ad inviare materiale e tecnici. Prima di ogni spedizione farò una chiamata di prova. Per comunicazioni speciali, dopo la chiamata, premi il pulsante-spia azzurro secondo l'allegato codice."
Non c'era altro, neanche la firma. Sul retro c'era il codice. Mar notò che c'era anche un segnale per dire: "sono passato all'UPO". Non capì: era senso dell'umorismo o poca fiducia?
Ripensò alle sue scelte. In fondo quel segnale in codice era anche una porta lasciatagli aperta... poteva ancora tirarsi indietro. Eppure la scelta che aveva fatto gli sembrava tutt'ora la più giusta. Erano in pochi, sia su Ross che su Quaryel, a conoscere la sua scelta e questi pochi la condividevano. Ma su Ross l'intera Guarnigione, esclusi gli ufficiali ed i sottufficiali, anzi l'intero pianeta era coinvolto senza saperne nulla. Era giusto, questo? E soprattutto, perché aveva fatto quella scelta? Perché credeva che fosse la più giusta o per tornaconto personale?
Doveva essere onesto con se stesso. Era spirito di vendetta o almeno di rivalsa per quello che aveva sofferto? O era veramente una scelta oggettiva, finalizzata ad un bene comune? E chi era lui per decidere quale fosse veramente il bene comune? Di nuovo si trovava alle prese con problemi a cui non era certo di saper dare la risposta giusta.
"È così difficile essere onesti, specialmente con se stessi!" esclamò a mezza voce.
Il sottufficiale che gli fungeva da segretario su Ross alzò lo sguardo: "Dicevi, Governatore?"
"Nulla, nulla."
La luce azzurra del transmen si accese. Mar guardò il codice e premette il segnale di via libera. Aprì e trovò un nuovo biglietto con un solo logogramma: "Allora?"
Mar guardò il codice ed attese. Di nuovo si accese la luce azzurra e Mar digitò la risposta in codice: "Sono d'accordo". Poi aprì il transmen, ma questa volta non c'era niente. La luce non si accese più per tutta la giornata.
Nel frattempo terminarono i controlli su tutto il personale. Fu trovato un solo agente che, con gran sorpresa di Mar, risultò essere una spia dell'UPO, ma non c'era traccia di agenti di Ketol. Mar interrogò personalmente, in ipnosi, la spia dell'UPO e con suo sollievo venne a sapere che questo non aveva ancora nessun sospetto sui suoi segreti. Decisero perciò di sorvegliarlo, senza fare nulla. Sapendo chi era, era facile neutralizzarlo. Ma se l'avessero tolto di mezzo, l'UPO si sarebbe insospettita e l'avrebbe comunque sostituito.
Nei giorni seguenti il transtar funzionò ad un ritmo serrato. Prima giunsero messaggi ed istruzioni, poi parecchio materiale che fu nascosto nei sotterranei. Infine alcuni tecnici. Questi dovevano costruire un transtar trasmittente per Mar. Ketol aveva inviato i necessari elaboratori, sintonizzabili su Niuketol ed un microgeneratore, molto potente e compatto, in modo che il transtar fosse autonomo dal resto degli impianti dell'isola.
Con un perforatore atomico fu ingrandito ulteriormente il sotterraneo ricavando un nuovo piano sotto quello già esistente e da qui fu scavato un lungo foro cilindrico verticale per l'antenna trasmittente. Il transtar di Ross aveva una particolarità: in qualsiasi momento poteva essere bloccato da Niuketol ed anche fatto implodere. In questo modo Ketol era sicuro di avere tutti gli assi in mano.
In otto giorni il lavoro era terminato. Mar chiese che fosse istallato un circuito supplementare. Quando la Guarnigione fosse stata chiusa anche verso l'alto col muro di forza, e questo sarebbe certamente accaduto in caso di attacco dallo spazio, se il transtar fosse stato in azione la trasmissione sarebbe stata interrotta di colpo. Ciò significava che se in quel momento ci fosse stata una persona "in transito" questa sarebbe scomparsa nel nulla o, cosa ancora più raccapricciante, solo una parte del suo corpo sarebbe stata trasmessa.
Per evitare ciò, chiese che fosse istallato un circuito di sicurezza che ritardasse l'entrata in funzione dello scudo di forza per quel poco tempo necessario per garantire la fine della trasmissione del transtar. In una giornata di lavoro supplementare il suo desiderio fu esaudito. Mar ancora una volta si stupì per l'efficienza dell'organizzazione delle Famiglie.
Il giorno dopo avrebbero dovuto cominciare ad arrivare gli Agenti delle Forze di Sicurezza. Mar si sentiva quasi travolto dagli eventi ed i giorni sembravano sfuggirgli fra le mani. Era un po' come se, durante una partita di Go, ci fosse un grosso orologio a scandire il tempo per piazzare le proprie pietre.
I tecnici di Ketol lasciarono Ross usando il transtar appena istallato. Mar affidò loro un messaggio per Ketol. Voleva incontrarlo subito, cioè prima dell'arrivo del contingente dell'UPO. Restò in attesa accanto al transtar. Dopo neanche un'ora di tempo locale giunse il segnale di chiamata. Mar trovò un ennesimo, laconico messaggio: "Vieni."
Si sentiva nervoso, sia per quel prodigioso lungo balzo fra le stelle che per l'imminente incontro. Entrò nel transtar, chiuse la porta, spinse l'unico pulsante piazzato all'interno di quel modello. Non accadde nulla. Spinse di nuovo, più volte, ma sempre senza che accadesse nulla, né il classico formicolio né il lampo violetto. Allora uscì e si trovò di fronte Ketol. Si guardò sbalordito attorno: era a Palazzo Ketol!
"Ma... è... siamo su Niuketol!"
"Certo."
"Senza... così, istantaneamente?"
"No, non ci si rende conto ma passano diversi minuti."
Mar annuì: "Sì, è logico."
"Bene, so che hai fretta, quindi veniamo subito al sodo. Ho stabilito questo collegamento di mia iniziativa. Ma perché tu possa veramente considerarti membro del Partito della Tecnocrazia, è necessaria l'accettazione da parte dei due terzi del Consiglio Segreto. Spero che tu sia in grado di intervenire fra quindici giorni standard, per presentare personalmente la tua candidatura. Ti avverto che se il Consiglio rifiutasse non potrei fare molto per te. Dovresti cavartela da solo. L'unica cosa che posso garantirti è il ritorno su Ross, vivo... ed è già molto, come puoi capire. Ma poi potresti trovarti fuori dalle Famiglie del Partito ed esposto all'UPO. Quindi rifletti bene. Se ti tiri indietro adesso, rischi molto meno."
Mar rifletté: "Tu voterai a favore o contro?"
"A favore, certo. Ma questo non ti garantisce nulla."
"Voglio andare fino in fondo. Farò il possibile per essere qui al momento della riunione. Che accadrà nei prossimi giorni?"
"Riguardo a cosa?"
"Al braccio di ferro con il Governo."
"Vedrai."
"Capisco. Domani arrivano su Ross i primi Agenti UPO. Mi sto organizzando in modo..."
"Lo so."
"Approvi?"
"È un tentativo. Se riuscirai avrai più possibilità di essere accettato."
"Non posso certo riuscire entro quindici giorni! Credo che occorrerà qualche mese..."
"Non c'è molto tempo."
"Ma io non posso fare miracoli. Non ho la vostra potenza alle spalle, lo sai bene."
"Più ritardi, più rischi."
"Lo so bene. Giochi a Go, tu?"
"No."
"Ma ne conosci le regole?"
"Poco."
"Sai, forse, che è un gioco a tempi lunghi. Io sono un giocatore di Go. Rendo meglio con tempi lunghi."
"A tuo rischio, ripeto."
"A mio rischio, certo."
"E... riguardo ai tuoi rapporti con gli Anje?"
"Non incideranno."
"Ne sei sicuro?"
"Sì, anche se mi porrà dei problemi."
"Bene, lo spero per te. Una cosa ancora: che relazione c'è fra te e mio nipote Ayenzy?"
"È un buon plasmatore di ambienti ed un simpatico ragazzo."
"E con il suo amante Ilay?"
"È un mio servitore. Quello che fa nella sua vita privata non mi riguarda, finché non compromette il mio nome."
"Vuoi farmi credere che non ne eri al corrente?"
"No, voglio dire che non sono più Giovani, né io sono il loro tutore."
"Purché tu non sia il loro complice."
"Ascolta, voglio essere schietto con te. Al tuo posto preferirei che si vedessero in segreto al riparo di occhi indiscreti, piuttosto che qua e là, suscitando chiacchiere e pettegolezzi."
"Non sei al mio posto. Voglio che la tresca cessi!"
"Cessata questa relazione ne potrebbero iniziare altre più compromettenti o più difficili da controllare. Se Ilay non esercita una cattiva influenza su Ayenzy, il resto che importa?"
"Hai una morale molto elastica."
"No, lascio ad ognuno la sua morale. L'importante è che non rechino danno a terzi e che non si danneggino l'un l'altro. Salvo questo, facciano quello che vogliono. Credo che nessuno abbia il diritto di intromettersi."
"Fai il predicatore? A me?"
"Sei tu che hai posto il problema ed io ti ho risposto sinceramente. Non posso darti ragione solo per farti piacere, andando contro quello che penso e in cui credo. Non sarebbe onesto."
"Questo è vero. La fedeltà alle proprie idee è una virtù rara."
"E anche pericolosa."
"In che senso?"
"Ricordati che ho scelto il Partito in quanto ora è una alternativa migliore di quello che è l'UPO. Ma questo non significa che lo seguirò cecamente. Un giorno potrei anche trovarmi contro il Partito."
"Lo so, l'ho capito. Ma non mi preoccupa."
"Perché sono un pesce piccolo?"
"No, perché so che un nemico onesto è pericoloso, ma preferisco sempre un nemico onesto ad un amico disonesto."
"Grazie, Capo-Famiglia Ketol ni Wole."
"Non ho altro da dirti. Spero di rivederti fra quindici giorni standard."
"Questa serata scorre."
"Sì, Governatore Mar Swooney, anche questa serata scorre."