Mar continuò a remare a ritmo regolare, finché Chuik gli dette il cambio. Si alternarono ai remi ed anche Mar dormicchiò un po'. Passarono le ore, passarono i giorni ed avevano già toccato tre isole. Sulla seconda, un po' più grande delle altre, c'era un villaggio di Pescatori. Chuik volle usare un po' del suo denaro per comprare qualche pesce. Finalmente giunsero alla quinta isola, la più grande di tutto l'arcipelago escludendo quella della Guarnigione.
Qui c'era una piccola città di circa quattrocento case, sita un po' all'interno. Era un villaggio di Agricoltori col suo immancabile castello a lato. L'insieme non era recintato né aveva particolari difese apparenti. Le case erano seminterrate e dal terreno sporgevano solo i tetti ripidi, coperti di mazzetti di paglia ben legati e pareggiati.
Decisero di fermarsi e riposare per una giornata e, dopo averne ottenuto il permesso dal Saggio, si accamparono fuori dalla città, fra la spiaggia ed un rivo d'acqua fresca e pulita. Come riparo usarono la barca rovesciata, sollevata su un lato da due grossi rami piantati a terra.
Il mattino seguente videro arrivare una grossa barca a vela. Questa attraccò non lontano dal punto in cui i due amici s'erano sistemati. Mar si stava lavando tunica e perizoma al ruscello ed era perciò nudo mentre Chuik, poco lontano, coglieva erbe selvatiche commestibili.
Guardarono verso riva: un gruppo di cinque persone vestite in modo fantasioso, dopo aver ammainato la vela, era balzato sul bagnasciuga e tirava a secco la barca. Poi i cinque vi risalirono e scesero nuovamente, con strumenti musicali in mano. Suonandoli, si diressero verso il villaggio.
"Artisti!" dichiarò Chuik.
Dal villaggio uscirono tre Agricoltori accompagnati da quattro Armati. I due gruppi si incontrarono a metà strada, poco distanti dalla barca di Mar e Chuik. Quest'ultimo s'era avvicinato per ascoltare. Anche Mar, dal suo posto, poteva sentire, perché i due gruppi parlavano ad alta voce.
Iniziarono gli Artisti, presentandosi. Poi contrattarono le condizioni per tre giorni di spettacoli. Accordatisi, gli Agricoltori lasciarono due Armati con gli Artisti e si voltarono per tornare al villaggio.
Chuik li raggiunse di corsa e li fermò: "Aspettate. Il mio amico ed io avremmo piacere di venire stasera al villaggio per lo spettacolo. Ci è permesso questo?"
Il più anziano dei tre si grattò il mento: "Beh, perché no... purché..."
"Purché?"
"Se pagate al villaggio un grano a testa..."
"Accettato! Ecco i nostri due grani."
"No no, li pagherai stasera. Ma niente armi con voi, intesi?"
"Certo!" esclamò Chuik felice.
Tornò di corsa dall'amico: "Stasera ci divertiremo, Mar!"
Questi sorrise: il ragazzo era felice come un bambino. Nel frattempo gli Artisti stavano scaricando dalla loro barca ceste e fagotti contenenti le attrezzature per il loro lavoro. Mentre scaricavano, quello che s'era presentato come Guzlek il mascheraio, scivolò e cadde lungo a terra. La pila di buste di tela che aveva in mano volò lontano e cadde pesantemente sui sassi. Guzlek si rialzò pronto e si precipitò a recuperare le sue buste. Le aprì ad una ad una e sedette sconsolato a terra con i pezzi di due maschere fra le mani.
"Oh no!" esclamò a mezza voce, "Si sono rotti proprio il vecchio furbo e l'amante timido!"
Chuik gli si era avvicinato: "Ma le altre sono intere?"
"Sì, ma senza queste due..."
Guzlek era giovane, snello e ben fatto. Chuik lo guardava senza parlare.
Guzlek riprese: "Tre giorni di lavoro buttati via, se non di più. Chissà quando potrò trovare un artigiano per ordinargli altre due maschere!"
Chuik gli si accoccolò accanto: "Posso vederle?"
"Tieni... tanto, ormai!"
Chuik ne riaccostò i pezzi. Erano scolpite in un sottile legno chiaro, non colorato, una con tratti decisi e profondi l'altra in volumi dolci e lisci.
"Quanto possono costare, queste maschere?"
"Almeno tre chiodi l'una."
"Se mi dai due chiodi, te ne posso scolpire due nuove io, prima di stasera."
"Tu? Sei un artigiano?"
"No, ma so scolpire bene. In mezza giornata non ti prometto di riuscire a fare opere così belle, ma sono sicuro che ci potrai lavorare."
Guzlek lo guardò: "Perché faresti questo?"
"Beh... perché non ho niente da fare e poi perché mi piace scolpire e poi perché... beh, perché... tu mi sei simpatico." terminò arrossendo.
Mar osservava di lontano. Non sentiva quello che i due si dicevano ma notò come si guardavano e sorrise.
Chuik e Guzlek salirono al villaggio. Dopo poco tornarono con un bel pezzo di legno chiaro in mano ed una tasca di utensili da scultura nell'altra. Parlavano assieme animatamente.
Mar si avvicinò e sentì Chuik che diceva: "Il lavoro più lungo è tagliare in due questo blocco e sbozzarlo nel modo giusto. Fatto questo è tutto più semplice."
"Ehi, Chuik!"
"Sì, Mar?"
"Io forse potrei aiutarti."
"Non credo che... a meno che... vuoi dire come hai fatto..."
"Scusa, Chuik, puoi venire con me un attimo?"
Si allontanarono da Guzlek che li guardò con aria incuriosita.
"Ascolta, Chuik, non voglio che l'Artista sappia del mio talismano, ma potrei provare ad usarlo se tu lo tieni lontano in modo che non veda."
"Sarebbe magnifico! Avrei più tempo per lavorare sui dettagli, ma credi che funzionerà?"
"Credo di sì. Tu tracciami le linee su cui deve essere tagliato, portami lontano l'Artista ed io ci proverò."
"Va bene. Gli dirò di aiutarmi a trovare l'erba per rifinire."
Tornarono da Guzlek. Chuik prese il blocco di legno e con l'aiuto dell'Artista cominciò a tracciarvi le linee, spiegando ad alta voce come dovevano essere i tagli, come se lo dicesse all'Artista, che annuiva soddisfatto. Poi posò il blocco su una pietra.
"Vieni, Guzlek, adesso andiamo a cercare l'erba per lucidare le maschere finite." disse allora Chuik e si allontanò con l'Artista.
Gli altri, nel frattempo, erano già saliti al villaggio per allestire le scene. Quando Mar fu solo, prese il blocco di legno, sedette sotto la sua barca e usando il laser tagliò con cura il blocco e lo sbozzò. In pochi minuti aveva finito. Prese tutti i pezzi di legno e li rimise sulla pietra. Poi tornò vicino al ruscello dove aveva messo i suoi abiti ad asciugare. Cinse di nuovo il perizoma che era asciutto e girò la tunica in modo che finisse di asciugare. Poi si avviò nella direzione in cui erano scomparsi i due per richiamarli.
Li vide seduti dietro ad un albero, oltre un dosso poco lontano: erano abbracciati e si stavano baciando! Tutti e due stavano carezzando e frugando con le mani l'uno nel perizoma dell'altro.
"Bel sistema per impedirgli di guardare!" si disse mentalmente Mar, ridacchiando e ritirandosi in silenzio. Quando fu fuori vista li chiamò. "Chuik, Artista, dove siete?"
I due arrivarono.
"Avete trovato le erbe?" chiese Mar con fare innocente.
Chuik sembrò imbarazzato: "Non ancora, Mar..."
"Bene, tu allora vai a scolpire, io continuo a cercarle con l'aiuto dell'Artista. So che erba serve."
Chuik annuì e si diresse verso la pietra. Mar s'allontanò con l'Artista: non voleva che questi si rendesse conto che il legno era già stato tagliato e sbozzato. Vagarono qua e là guardando in terra, finché Mar individuò l'erba rugosa che serviva.
"Eccola, è questa, vedi? dobbiamo prendere solo gli steli secchi. Aiutami." disse, e si chinò a raccoglierla.
Guzlek si chinò accanto a lui e si mise a raccoglierne.
"Scusa, come ti chiami?"
"Mar."
"Ah, Mar, può sembrarti una domanda indiscreta, ma... Chuik è per caso il tuo sposo o il tuo amante?"
Mar lo guardò fingendosi sorpreso: "No, siamo solo amici. Perché?"
"Oh, niente... così. E dove state andando?"
"Lui non lo so, non so che intenzioni abbia. Io vado all'isola degli Accoglitori. E voi?"
"Noi torniamo indietro."
Mar pensò che se Chuik prima non stava flirtando solo per tenere occupato l'Artista, poteva aver trovato la soluzione al suo problema: "È un ragazzo in gamba, Chuik e anche molto carino."
"Sì, pare di sì."
"Ed è anche buono e molto simpatico, di ottima compagnia."
"Mhmh."
"Non ti pare?"
"Oh sì, certo."
"E poi è libero. Non ha famiglia né lavoro e prima di lasciarci vorrei saperlo sistemato in qualche modo..."
"Vi lasciate?"
"Beh, prima o poi..."
L'Artista non disse nulla e continuarono a raccogliere l'erba.
"Ne serve molta?" chiese Guzlek.
"Sì, è meglio raccoglierne ancora."
"Scolpisce bene, Chuik?"
"Altro che. Guarda, questo talismano l'ha fatto lui."
L'altro lo guardò: "È molto bello..."
Mar aveva capito, ma da finto tonto chiese: "Chi, Chuik?"
L'Artista rise: "Sì, anche. Ma parlavo del tuo talismano."
"Ti piace?" chiese Mar.
Questa volta fu l'altro a fare il finto tonto: "Cosa, il talismano?"
"No," disse Mar guardandolo negli occhi, "parlavo di Chuik."
Il giovane artista parve un po' incerto, un po' imbarazzato.
"Non c'è niente fra me e lui, solo amicizia." insisté Mar, "Puoi parlare tranquillo, con me."
"Beh... credo di sì."
"Hai poco tempo per capirlo. Domattina io devo partire e vorrei sapere se partirò da solo o no..."
"A te dispiacerebbe se venisse con me?"
"Ma no, anzi! Se fra voi due... voglio dire, se Chuik decidesse di fermarsi, per me andrebbe bene. Solo che..."
"Solo che?"
"Io ho bisogno della barca. Come farebbe Chuik a lasciare l'isola."
"Potrebbe venire con noi."
"Ma gli altri saranno d'accordo?"
"Se lo chiedo io... se per me fosse importante..."
"Già, ma lo è?"
"Potrebbe..."
"Ma per domattina la cosa dovrebbe essere decisa."
"La notte è lunga..."
"Se non si dorme..." aggiunse Mar con fare lievemente malizioso.
"Certo."
Raccolsero altra erba e tornarono indietro. Chuik stava lavorando. Una delle maschere stava già prendendo forma. Guzlek la osservò e fece un cenno di approvazione, poi cominciò a dare consigli ed indicazioni. Mar si infilò la tunica ormai asciutta.
"Chuik, io vado a fare una passeggiata. Mi annoio a non fare niente."
L'amico approvò prontamente. Quando più tardi Mar tornò indietro, l'Artista stava lucidando soddisfatto la prima maschera mentre Chuik era a buon punto con la seconda. Dopo poco finì anche questa e la guardò con gli occhi socchiusi, tenendola con il braccio teso.
"Non mi è venuta esattamente come quella che si è rotta, ma spero che possa andare bene, almeno provvisoriamente."
Guzlek la prese e la guardò: "Come l'altra, è un po' diversa dal prototipo, è vero, ma ha una sua personalità. Credo che tu abbia fatto due capolavori, Chuik. Non vedo l'ora di incontrare il vecchio Elmeheb, il maestro dei mascherai, per chiedergli il suo parere. Sono sicuro che potresti fare affari d'oro, Chuik, se ti mettessi a fare lo scultore di maschere.
"Adesso devo studiarle bene, devo capirne a fondo le sfumature del carattere, per poterle usare stanotte. Vedi, sono un po' diverse da quelle che si sono rotte, perciò non posso recitare le solite parti. Elmeheb le 'sente' le maschere, comunica con loro e le fa vivere a punto tale che non sembra più di vedere una maschera ma un personaggio reale. Su lui le maschere acquistano vita propria. Elmeheb farebbe furore, usando queste. Io valgo molto di meno, ma ci proverò in modo che il tuo lavoro sia valorizzato, Chuik."
Guzlek si allontanò, assorto, le due maschere nelle due mani. Restati soli, i due amici mangiarono.
Mar lanciò là: "Simpatico, l'Artista. Mi piacerà vedere come lavora."
"Anche a me."
"Sembra che ti apprezzi molto, Chuik."
"........."
"La sua potrebbe essere un'idea: fare lo scultore di maschere. Potrebbe essere la tua strada."
Chuik non rispose. Dopo aver mangiato salirono al villaggio per lo spettacolo. Chuik non ebbe occhi che per Guzlek. Tornarono indietro tutti assieme.
"Sei stato magnifico, Guzlek!" gli disse Chuik lungo la strada.
"No, non ancora. Ma domani sera andrà meglio, lo sento, perché conoscerò meglio le maschere che mi hai scolpito e così..."
Giunti vicino alla barca capovolta, Mar disse ad alta voce, in modo che lo sentissero tutti e due: "Stanotte ho voglia di andare a dormire nel bosco: ho scovato un angolino fantastico..." e si allontanò salutandoli.
Giunto al limitare del bosco si appostò dietro ad alcuni cespugli e restò in attesa. Vide gli Artisti risalire sulla loro barca, ma Guzlek indugiava accanto alla barca di Chuik e parlava col ragazzo. A tratti Mar sentiva il suono delle voci dei due, portato dalla leggera brezza notturna, pur senza distinguerne le parole. Poi vide le ombre dei due giovani scivolare in silenzio sotto la barca capovolta.
"È fatta!" pensò Mar soddisfatto, e si allontanò.
Si cercò un angolo non troppo scomodo e si sistemò per passare la notte. Sentiva un po' freddo, ma se tutto andava bene, ne valeva la pena.
Frattanto, sotto la barca, Guzlek e Chuik erano nuovamente stretti in un abbraccio e si stavano baciando. A poco a poco si spogliarono l'un l'altro ed appena furono nudi, si impadronirono delle reciproche erezioni.
"Chuik, lo sai che mi piaci da morire!"
"Anche tu mi piaci un sacco, Guzlek. Non vedevo l'ora di poter fare l'amore con te. Sai che sei tutto bello, anche qui fra le gambe?" gli disse e si chinò a baciare, leccare e succhiare il bel membro dell'Artista.
"Ho voglia di prenderti, Chuik..." gli mormorò dopo un poco Guzlek, carezzando intimamente il ragazzo.
"E io ho una gran voglia di essere preso da te... da questo tuo bellissimo arnese caldo e duro."
"L'hai già fatto con altri?"
"Sì, con un amico."
"Con Mar?"
"No, con lui mai... anche se mi sarebbe piaciuto... No, era un mio coetaneo, al mio villaggio. A volte lui prendeva me e a volte io prendevo lui..."
"Cosa ti piaceva di più, Chuik, prendere o essere preso?"
"Essere preso... e a te, Guzlek?"
"A me piace prendere, perciò dovremmo andare bene, tu ed io..."
"Sì... prendimi..."
Guzlek fece stendere Chuik e gli fu sopra. Con pochi colpi esperti lo penetrò ed iniziò a stantuffargli dentro, mentre gli carezzava il membro e gli stuzzicava ad arte i capezzoli. Di tanto in tanto si scambiavano profondi baci.
"Mi piace tanto, Guzlek! Anche io ti piaccio?"
"Sì... sì, mi piaci... Sei un ragazzo delizioso."
D'un tratto l'Artista venne e si scaricò dentro il caldo e stretto canale del ragazzo. Allora si sfilò da lui, scese con le labbra sul suo inguine e glielo succhio, finché anche Chuik raggiunse il godimento nella sua bocca.
Si rilassarono, appagati, sereni. Poi Guzlek lo abbracciò tirandolo a sé e lo bacio in bocca.
"Vieni via con noi... mi piacerebbe conoscerti meglio... mi piacerebbe averti come mio ragazzo."
"Ma gli altri mi vorranno?"
"Sicuramente sì, prima di tutto perché sei un ottimo scultore, ma anche perché se sei il mio ragazzo, o rifiutano anche me o accettano tutti e due. Allora, accetti?"
"Davvero tu mi vuoi come tuo ragazzo?"
"Certo. Tu non mi vuoi come tuo?"
"Ma... pensi anche di... di sposarmi?"
"Per questo dovremmo conoscerci meglio, ma spero proprio di sì, un giorno. Tu lo desideri?"
"Certo, hai ragione, dovremmo conoscerci meglio. Ma mi piacerebbe un giorno potermi sposare... con te, voglio dire, se vediamo che stiamo bene assieme..."
Il mattino Mar dopo si svegliò intirizzito e tutto acciaccato. Si massaggiò a lungo i muscoli, fece un po' di esercizi fisici, poi tornò verso la sua barca. Qui giunto vi guardò sotto: Chuik dormiva, da solo, completamente nudo. Mar si chiese se la notte precedente tutto fosse andato bene fra l'Artista ed il suo amico, e si augurò di sì.
Gli si chinò vicino e lo scosse: "Chuik! Ehi, Chuik, sveglia! Chuik!"
Il ragazzo si girò, senza svegliarsi, ma aveva un'aria soddisfatta in viso. Mar sorrise e lo chiamò ancora.
L'amico aprì gli occhi: "Sì, Mar?"
"Alzati, è ora di partire. Dobbiamo sistemare le provviste e spingere la barca in acqua."
"Così presto?"
"Sì, dai. Alzati, tirati su."
Chuik uscì da sotto la barca e si stirò: "Io non vengo, Mar. Ti aiuto a preparare la barca, ma resto qui... vado con Guzlek."
"Con Guzlek?"
"Sì, con lui."
"Ti piace, allora, quel giovanotto."
"Beh, sì mi piace molto... Poi m'ha proposto un buon lavoro... poi... anche io piaccio a lui... Sai, abbiamo fatto l'amore, è stato molto bello... e se vado con lui, da cosa nasce cosa, capisci, e..."
"Certo, certo Chuik, va bene. Sono molto contento per te. Ma io dovrei pagarti metà della barca e non ho più abbastanza rondelle..."
"Non c'è problema, la barca è tua. Io non ne ho più bisogno."
"Vuoi dire che mi regali la tua metà?"
"No, vuol dire che è tua. Sei tu che hai ottenuto quei sei chiodi in più dal Conciliatore. Io avrei ceduto. Perciò la barca è tua."
"Allora le nostre strade si separano qui."
"Sì, Mar. Grazie per la tua compagnia. Sono molto contento di averti conosciuto. Spero sinceramente che un giorno ci si possa ancora incontrare."
"Lo spero anche io. E ti auguro di trovare la felicità con Guzlek. Mi ha fatto una buona impressione, quel giovanotto."
Chuik l'aiutò a sistemare tutto nella barca ed a spingerla in acqua. Si salutarono con affetto e Mar prese a remare allontanandosi dalla riva.