Mar dette inizio alla sua nuova mossa. Njeiry cominciò a farsi vedere dai colleghi teso, nervoso, scontento, irato. Questa operazione richiese diversi giorni. A volte, mentre un altro ufficiale attendeva di essere ricevuto, poteva udire le voci di Mar e di Njeiry alzarsi di tono, irate, pur senza poter distinguerne le parole. Una volta Njeiry fu visto uscire dallo studio di Mar con il segno di uno schiaffo sul volto, gli occhi umidi, sconvolto. L'ufficiale, entrando, trovò Mar duro, teso, che stava cercando di "ritrovare il controllo".
Inoltre Mar, che abitualmente girava con una scorta, fu visto a volte uscire da solo dalla Residenza e si scoprì che aveva degli incontri galanti con un nuovo "amante". Gli ufficiali ridevano fra di loro e cominciarono a fare battute grossolane su Mar e sulle sue avventure. Njeiry capitò fra loro, li sentì e fece una scenata dicendo che Mar gliel'avrebbe pagata cara.
Questa scena si ripeté più volte finché uno degli ufficiali una volta gli chiese: "E come vorresti fargliela pagare?"
Njeiry rispose con un laconico: "So ben io." Poi aggiunse, "Voi ridete di quell'essere immondo. Dovreste piuttosto averne paura. Sotto quell'apparenza sciocca, fatua ed inoffensiva da damerino, c'è una belva insaziabile. Quando ha uno scopo, niente lo ferma finché non lo raggiunge. Nei vostri panni non starei tanto tranquillo. Ricordatevi di Biker!"
Aveva gettato il dubbio nelle loro menti. Cominciarono così a sottoporre Njeiry ad una serie di domande. Il giovane, a mezze parole, fece capire loro che Mar si stava organizzando per tenere tutto il bottino per sé, a costo di far fuori chiunque si fosse opposto. Gli ufficiali dapprima erano piuttosto increduli, ma poi, riflettendo, trovarono che in passato erano in effetti accadute cose che sembravano dar ragione a Njeiry.
Decisero allora di trovarne le prove. Njeiry suggerì di cercare nel nascondiglio dei documenti segreti di Mar, nella Residenza, che lui sapeva dove fosse e come si poteva aprire. Mar, spiegò Njeiry, aveva l'abitudine di prendere appunti su tutto quello che faceva o progettava... se Njeiry aveva ragione, si sarebbero certamente trovati gli appunti su quell'ultimo progetto del Governatore per appropriarsi di tutto il bottino a loro spese.
Gli ufficiali ne discussero a lungo e gradualmente, con la collaborazione di Njeiry, formularono un loro piano. Riuscirono a sparare una micro-freccia su due delle guardie della Residenza che poco dopo si ammalarono. Così, quando Mar ne chiese la sostituzione, gli ufficiali poterono infiltrare due dei loro uomini. Quando Mar usciva per un'escursione con la sua solita scorta di otto soldati, lasciava solo quattro uomini di guardia nella Residenza. Una di queste volte era di turno al transmen uno dei soldati infiltrati dagli ufficiali. Due di essi, seguendo le istruzioni date da Njeiry, si introdussero nello studio di Mar. Trovarono il nascondiglio delle carte del Governatore e microfilmarono tutto rimettendole poi a posto con cura.
Tornati alle ville degli ufficiali senza incidenti, visionarono i microfilm. Fra molte cose inutili o incomprensibili, trovarono uno schema d'azione, appositamente preparato da Mar e Njeiry, da cui risultava chiaro che un commando composto da nove capi-cellula e quarantasette soldati comprati da Mar già su Quaryel ed indicati solo con sigle in un codice incomprensibile, avrebbero dovuto assalire gli ufficiali, narcotizzarli, portarli su una barca ed affogarli simulando una disgrazia. C'erano i nomi di tutti gli ufficiali da uccidere, compreso logicamente Njeiry. Un'ondata di gelo percorse tutti. Era inoltre specificato che l'azione sarebbe dovuta avvenire dopo la partenza di Mar con il cargo per tornare su Quaryel, non appena questi avesse inviato un apposito segnale.
Cominciarono a parlare tutti assieme in un crescendo di toni isterici, finché Phorgas chiese silenzio. Rifletterono quindi con calma su cosa fare. Uno di loro propose di arrestare il Governatore e di denunciarlo. Un altro fece presente che una denuncia poteva essere pericolosa, per due motivi: Mar poteva far insabbiare tutto e cavarsela, dati i presunti appoggi che doveva avere, e loro non avevano prove effettive per sostenere le loro accuse. Ma soprattutto un'inchiesta su Ross li avrebbe sicuramente messi tutti in difficoltà, viste le troppe cose illegali che accadevano nella Guarnigione.
Così, a poco a poco, giunsero alla conclusione che Mar non doveva lasciare vivo Ross. Allora presero in considerazione vari modi per sbarazzarsi del Governatore. Gradualmente formularono il loro piano: dovevano ritorcere l'idea di Mar contro di lui: rapirlo in un momento in cui non ci fossero testimoni, per esempio quando andava ai suoi appuntamenti galanti senza scorta, narcotizzarlo, poi farlo morire affogato simulando una disgrazia.
Njeiry non era neanche più meravigliato nel vedere come tutto si stava svolgendo esattamente nel modo voluto e previsto da Mar. Era nervoso, è vero, ma nel nervosismo generale, nessuno se ne meravigliò. Chiesero a Njeiry, come capo del Servizio Comunicazioni, di far sorvegliare diciotto ore su diciotto il videofono di Mar per sapere quando avrebbe fissato il prossimo appuntamento segreto col suo nuovo amante. Njeiry fece così iniziare turni di ascolto, usando uomini non delle cellule.
Mar allora convocò alla Residenza nove soldati che Njeiry gli aveva segnalato come particolarmente corrotti. Chiese loro se avevano intenzione di chiedere il rinnovo della ferma, poiché aveva avuto buone informazioni su di loro ed aveva perciò intenzione di nominarli sottufficiali. I nove ne furono piuttosto sorpresi, ma risposero che avrebbero accettato volentieri e che il Governatore avrebbe potuto contare su di loro. Mar li ringraziò, chiese per ora di mantenere il segreto su quel colloquio e li rinviò ai loro alloggiamenti.
Le due spie degli ufficiali che erano nella Residenza riferirono che Mar aveva di nuovo preso contatto con i nove capi-cellula suoi sicari e fornirono l'elenco dei nove nomi. Gli ufficiali decisero di regolare i conti con questi nove uomini dopo la morte di Mar.
Quindi Mar, tramite i capi-cellula che erano alla Residenza, inviò altri ordini a tutti gli uomini che gli erano fedeli. Uno di questi era di fare in modo di avere il turno di libera uscita la sera precedente alla partenza del cargo e di andare a giocare, passeggiare, cantare o fare quel che loro più piacesse nelle vicinanze del quartiere delle ville degli ufficiali e della Residenza, portando con loro quanti più compagni fosse possibile, ma di evitare la spiaggia degli ufficiali. Quindi, mentre era di turno alla sorveglianza del sistema di comunicazione uno degli uomini degli ufficiali, chiamò uno dei soldati fedeli, che era già d'accordo con lui, e gli dette un appuntamento galante per la sera prima della sua partenza.
Gli ufficiali gongolavano: tutto stava procedendo secondo il "loro" piano. Mar aveva detto al suo presunto amante di farsi trovare in un piccolo capanno dietro al promontorio che delimitava a sud la spiaggia riservata agli ufficiali e gli aveva annunciato che lui, per non farsi vedere, si sarebbe recato all'appuntamento usando una delle barchette degli ufficiali.
Phorgas sorrise soddisfatto: "Il pesce ci sta cadendo in bocca dritto dritto!" disse ai colleghi.
La sera dell'agguato tutti gli ufficiali si trovarono nella costruzione del centro sportivo che sorgeva sulla loro spiaggia. Rividero in ogni dettaglio il piano, quindi uscirono. Tirarono in secco tutte le barche meno una, quindi si accoccolarono dietro alle barche in attesa. Mar nel frattempo si stava preparando. Indossò una tunicella con cappuccio, sotto alla quale aveva fissato una vescica idrosolubile piena di aria. Quindi prese una capsula contenente una droga che l'avrebbe fatto cadere in animazione sospesa e la pose in bocca. Infine disse alla scorta che sarebbe uscito da solo ed usando una cintura antigravità, volò nel buio fino alla spiaggia.
Una spia degli ufficiali inviò un segnale per avvertirli che Mar si stava rapidamente avvicinando. Questi, ben nascosti, rimasero in silenzio assoluto, aspettando nervosi. Mar lasciò la cintura antigravità vicino alla costruzione del centro sportivo e procedette a piedi verso la riva. Era perfettamente tranquillo, ma aveva tutti i sensi protesi per captare il momento dell'assalto. Doveva per forza essere in un punto fra la costruzione e la riva poiché questo era l'unico tratto non visibile dagli uomini in libera uscita.
Mar procedeva a passo svelto e intravedeva le barche tirate a secco. Capì subito che quello era l'unico punto dietro a cui potessero nascondersi i suoi nemici e vi passò in mezzo, guardando verso l'unica barca ancora in acqua. La scena era bellissima, pensò Mar, degna più di un incontro d'amore che di un agguato. Continuò a camminare, finché udì un fischio.
Improvvisamente dalle macchie scure delle barche saltarono fuori ombre minacciose che convergevano verso di lui. Mar gridò, si mise a correre verso l'interno, inciampò e tutti gli furono addosso. Si divincolò gridando e, nell'attimo in cui si sentì pungere dall'ago del narcotico, strinse i denti e ruppe la capsula che aveva in bocca. Mentre perdeva i sensi, pensò: "E se ho sbagliato qualcosa, vedrò se davvero lassù esiste un qualcuno più potente di tutti..."
Njeiry era teso. Phorgas dette ordine di procedere in fretta, poiché temeva che le poche grida di Mar avessero potuto attirare l'attenzione dei soldati in libera uscita.
"Ora bastiamo in quattro, qui. Gli altri tornino ai loro posti di servizio." ordinò.
Njeiry si fece subito avanti: "Io voglio essere uno dei quattro!"
"Bene. Tu e tu, fermatevi con noi. Andiamo."
Sollevarono Mar, entrarono in acqua e ve lo immersero tenendolo a bocca sotto. Njeiry gli premette il capo sott'acqua. Le bolle d'aria non venivano fuori e Njeiry si sentì male: quello poteva essere il particolare che faceva fallire tutto ed allora Mar sarebbe stato ucciso davvero. Finalmente cominciò a venire a galla un filo di bolle d'aria, poi un gran fiotto gorgogliante.
"È fatta," disse uno degli altri tre ufficiali, "ha sputato fuori tutta l'aria ed anche l'anima."
Njeiry insistette: "Meglio essere sicuri."
Infatti doveva essere certo che la sacca idrosolubile fosse completamente sciolta prima di tirarlo fuori, in modo che non se ne vedessero i resti. Contò mentalmente, in modo di essere sicuro di far sciogliere la sacca ma di non far affogare Mar. Un essere in animazione sospesa infatti respira, anche se con tale lentezza da non poter essere percepito senza un'apposita strumentazione.
Finalmente lo tirarono fuori e lo deposero sulla spiaggia. Phorgas dette ordine agli altri due di sciogliere la barchetta, di spingerla al largo e di farla capovolgere. Infine presero il "cadavere" di Mar e lo portarono fino alla più vicina delle ville degli ufficiali. Lungo il percorso incrociarono un gruppo di soldati, ma nessuno disse nulla.
Giunti nella villa, finito il turno di libera uscita, iniziò una strana veglia funebre a base di bevute e di risate. Njeiry di tanto in tanto guardava Mar: sembrava veramente un cadavere, esangue, cereo, le labbra violacee... e si sentì male. Sapeva che non era morto, ma l'apparenza era così reale che dava i brividi. Njeiry sapeva anche che il cuore pulsava con tale esasperante lentezza che solo un apposito strumento elettronico ne avrebbe potuto rivelare il battito. L'unica prova che non era morto l'avrebbe potuta dare un encefalo-psicografo, ma non ce n'era uno nella Guarnigione.
Come convenuto l'ufficiale Curatore fece al "cadavere" di Mar una serie di iniezioni imbalsamanti in modo che il corpo potesse giungere su Quaryel in buone condizioni per le esequie solenni. Njeiry aveva fatto sostituire, da uno dei soldati fedeli che prestava servizio in infermieria, tutto il contenuto delle fiale del liquido imbalsamante con soluzioni nutritive, così non solo non avrebbero danneggiato il corpo di Mar ma l'avrebbero aiutato a superare indenne il periodo che lo attendeva in cui avrebbe dovuto restare in animazione sospesa.
Quando tutto fu pronto, Phorgas si recò alla palazzina del Comando e fece suonare l'adunata generale. Nella notte partì una raffica di brevi e secchi colpi di sirena che rimbalzò di colle in colle, di baracca in baracca. Tutto il personale si alzò o lasciò quanto stava facendo e, gli ufficiali in prima fila, si schierò sull'ampia piazza delle adunate, illuminata a giorno da potenti riflettori, di fronte al Comando.
Passato il tempo regolamentare s'aprì la finestra dell'ufficio del Comandante al primo piano e si affacciò Phorgas.
"Ufficiali, sottufficiali, graduati e soldati della Guarnigione. Ho un grave e triste annuncio da farvi." tuonò con voce metallica che rimbombò in mille sinistri echi nella notte ("arvi... arvi... arvi..."). "Il Governatore di Ross, Mar Swooney," ("ney... ney... ney..."), "un'ora fa è stato trovato morto. È annegato per una disgrazia." ("azia... azia... azia...") "La sua barca si è rovesciata e purtroppo non sapeva nuotare. Nessuno era nelle vicinanze, perciò nessuno ha potuto soccorrerlo." ("erlo... erlo... erlo...") "La veglia funebre inizierà questa notte stessa." ("essa... essa... essa...") "I vostri ufficiali organizzeranno i turni di veglia." ("eglia... eglia... eglia...")
A quel punto giunsero sul piazzale quattro ufficiali recando sulle spalle il "cadavere" di Mar adagiato su un pianale di fortuna. I sottufficiali ordinarono il saluto, mentre Mar veniva portato nella palazzina. Si mandò subito a prendere alla Residenza il migliore vestito di Mar e il suo corpo venne asciugato, cambiato, gli fu fatto un make-up e fu disposto su un improvvisato catafalco. Frattanto tutta la roba di Mar nella Residenza veniva impacchettata e sigillata.
Fino al momento della partenza del cargo il corpo di Mar venne vegliato a turno dalle varie "pattuglie di onore". Tutti gli ufficiali si imbarcarono sul cargo per scortare il corpo del Governatore ed assistere alle sue esequie su Quaryel.
Prima di imbarcarsi Njeiry aveva assegnato diversi incarichi ai capi-cellula ed in special modo ai tre che avevano il grado di sottufficiale. Poco dopo la partenza il sottufficiale nominato da Phorgas "facente funzione di Vice-Comandante", convocò una riunione di tutti i sottufficiali per organizzare la divisione del bottino e lo smistamento dei nuovi prigionieri. Si riunirono nella sala conferenze del Comando. Appena furono tutti dentro, le cellule segrete si attivarono agendo secondo gli ordini ricevuti.
Circondarono il Comando, irruppero in forze nella sala disarmarono ed arrestarono i quattordici sottufficiali corrotti e l'unico su cui non c'erano elementi di prova che fosse corrotto o che non lo fosse. I tre rimasti, fedeli a Mar, assunsero il comando e dettero inizio alla seconda fase dell'operazione.
Un gruppo si diresse agli archivi prese tutti i fascicoli delle firme per la distribuzione del bottino e li gettò nell'atomizzatore dei rifiuti. Un altro gruppo entrò negli alloggiamenti di ufficiali e sottufficiali e li perquisì minuziosamente. Trovarono i microfilm del "complotto" di Mar e li distrussero, poi si recarono alla Residenza, dove distrussero gli originali.
Nel frattempo altre cellule avevano chiuso e piantonavano l'arsenale in modo che nessun soldato non sicuramente fedele a Mar potesse reagire con le armi. Tutti i soldati corrotti o non sicuri furono consegnati nelle loro camerate e piantonati da uomini di Mar.
Quindi si dette inizio all'operazione "pulizia". Tutti gli uomini fedeli a Mar restituirono la loro parte di bottino, che fu accumulata negli alloggi degli avversari di Mar. Anche la parte che si trovava nella Residenza fece la stessa fine. Tutto ciò avvenne senza incidenti, in soli tre giorni di lavoro. Quando tutto fu concluso uno dei tre sottufficiali inviò un messaggio in codice alla Residenza di Mar su Quaryel: "I responsabili e le truppe della Guarnigione esprimono il senso del loro dolore per la prematura scomparsa del Governatore Mar Swooney."
Su Quaryel, alla Residenza, si vivevano febbrili ore di attesa. Tutto il pianeta era in subbuglio per la notizia dell'inattesa morte di Mar. Teskar continuava a ricevere i tradizionali cartoncini bianchi spruzzati di porpora e con i bordi sfrangiati, con su scritti poemi di condoglianze, inviati dalle più alte personalità di Quaryel. Nella sala di rappresentanza della Residenza era stata preparata un'alta pedana ornata con i colori del Governatore, bianco ed azzurro, su cui sarebbe stato posto il corpo di Mar, circondata di fiori tagliati a metà per lungo, simbolo della morte inattesa e tragica.
Vecchio nel frattempo era andato con Mantice dal Governatore Tani ed aveva chiesto che l'autopsia fosse eseguita dopo le esequie e non prima, perché questa era la volontà del defunto. Tani consultò un Chiaritore di Leggi e vide che era possibile acconsentire. Quindi i due si recarono da Anje ni Neto e gli chiesero di fornire la scorta d'onore per le esequie, formata solamente di vigilanti della Famiglia, e che questa fosse posta sotto il comando di Moder, che era il più caro amico di Mar su Quaryel.
Ottenuto anche questo, si recarono da Moder. Questa era la parte più delicata dell'operazione. Appena entrarono, Moder si alzò ed andò verso di loro.
"Benvenuti, amici del mio amico. È ben triste l'occasione del nostro incontro. Quale perdita incredibile..."
Mantice e Vecchio si inchinarono: "Anje ni Moder, questo è un momento veramente... difficile. Mar ci ha sempre detto di contare su di te in caso di necessità..."
Moder annuì: "In quello che posso, Cittadini, sono a vostra disposizione. Ma accomodatevi, vi prego." disse, e tutti e tre sedettero.
Vecchio frugò nella sua sacca, ne estrasse un plico sigillato e lo porse a Moder.
"Mar ci ha detto, tempo fa, che se gli fosse accaduto un qualche incidente dovevamo venire a consegnarti questo. Ascoltalo, per cortesia, poi dacci una risposta."
Moder parve sorpreso. Aprì il plico ed azionò il plasmessaggio che conteneva. La voce di Mar si levò.
"Caro Moder, quello che ti chiederà il latore della presente e come se fossi io in persona a chiedertelo. Ti prego di ascoltare e di credere tutto ciò che ti sarà detto, per quanto ti potrà sembrare strano, e di prestare il tuo aiuto come a suo tempo mi avevi promesso. Tuo, con affetto, Mar."
Moder alzò lo sguardo sui due vecchi: "Sono pronto ad ascoltarvi ed a... credervi. Dite..."
Mantice prese la parola: "Abbiamo chiesto che la tradizionale scorta armata che compete ad un Governatore in occasione delle sue esequie fosse fornita dalla tua Famiglia e guidata da te."
"Sì, mio nonno me l'ha detto. Vi ringrazio per l'onore che..."
"Non è un onore, credi, ma piuttosto un compito. Ti preghiamo di scegliere i migliori tiratori che hai e di armarli non solo con i laser da parata ma anche con dei paralizzatori ben dissimulati..."
Moder li guardò sorpreso: "È veramente una strana richiesta, quella che mi state facendo."
Vecchio annuì: "Vedi, Anje ni Moder, Mar non è morto in un incidente, ma è vittima di una congiura."
Moder balzò in piedi: "Come? Avete le prove di quello che avete detto?"
"No, ma durante le esequie i colpevoli si tradiranno. Ecco il perché della nostra richiesta. Se vuoi che vadano impuniti, puoi rifiutare, certo..."
Moder era sbalordito.
Mantice aggiunse: "Mar sapeva che avrebbero tentato di ucciderlo o di farlo uccidere ed ha preparato le cose in modo che i colpevoli vengano smascherati. E tu sei un elemento molto importante del suo piano."
"Non mi ha mai detto nulla..." sussurrò Moder, poi gli tornarono in mente le parole di un loro incontro, tempo prima, quando lui aveva detto a Mar che stava parlando come se la posta in gioco da parte sua potesse essere la sua vita, allora Moder soggiunse: "Cioè, no, è vero, me l'aveva detto... mi aveva avvertito. Anche se aveva aggiunto che forse non era la sua vita fisica in pericolo... Ebbene, amici, farò quanto mi avete chiesto, se questo può far scoprire gli assassini. E vi giuro che non resteranno impuniti!"
I due vecchi tirarono un sospiro di sollievo: adesso tutto era pronto per la grande scena finale. Restava un solo particolare da mettere a punto: era tradizione che gli ufficiali partecipassero alle esequie con le loro armi indosso, ma era anche tradizione che queste fossero scariche. Bisognava essere ben sicuri che lo fossero.
Due giorni più tardi il cargo da Ross atterrò su Quaryel. I due vecchi con tutto il personale di Mar in livrea attendevano in forma privata il corpo del Governatore all'astroporto. Si formò un piccolo corteo, con gli otto ufficiali venuti col cargo attorno alla cassa, che si avviò subito alla Residenza di Mar. Deposta la cassa con il corpo di Mar davanti al catafalco, la servitù guidò gli ufficiali ai cubicoli loro assegnati, scusandosi per il poco spazio disponibile.
Mentre il personale sistemava bene il corpo di Mar sul catafalco a pianterreno, Vecchio offrì agli ufficiali di fare una vera doccia per rinfrescarsi. Questi accettarono volentieri. Mentre erano assenti, Torich e Adlo si introducevano nei cubicoli e controllavano le armi. L'unica carica era quella di Phorgas, allora Torich sostituì il rubino del laser con un'imitazione in vetro rosso. In questo modo il raggio che ne fosse uscito sarebbe stato di semplice ed innocua luce non polarizzata. Adesso c'era solo da attendere l'inizio delle esequie.
Njeiry era ai limiti della resistenza nervosa. Continuava a guardare preoccupato il corpo di Mar.
Ad un certo punto, sussurrò a Chanul: "Finché non lo vedrò tirarsi su, avrò paura che non sia più vivo..."
Chanul scosse la testa: "È vero, sembra proprio morto. Però Mar sa il fatto suo... vedrai..."
Il giorno seguente, al mattino presto, si presentò alla Residenza Moder con la scorta, che fece disporre lungo le pareti dell'atrio in cui era posto il catafalco. Ai quattro angoli di questo si disposero a coppie gli ufficiali della Guarnigione. Quindi furono aperte le porte della Residenza e per tutto il giorno fu una processione di personalità e di curiosi che venivano a rendere omaggio allo scomparso. A mezzanotte il portone fu chiuso. Il mattino seguente, nella Piazza del Promemoria era già istallato il palco per le esequie solenni. Alle cinque il corteo con il corpo di Mar partì dalla Residenza. Il catafalco era portato a spalle da quattro ufficiali, con gli altri quattro a lato per dare loro il cambio. Tutto attorno c'era la scorta ufficiale. Precedevano il gruppo Mantice e Vecchio in qualità di familiari e seguiva tutto il personale in livrea.
Con un lungo percorso, passarono davanti alla Residenza del Governatore Tani dove questi con la famiglia, gli ospiti ed il personale, attendeva. Il catafalco si fermò. Tani lesse un poema di dolore poi, con tutta la famiglia, gli ospiti ed una rappresentanza del personale, seguì il corteo. Si fermarono di nuovo davanti al Comando di Raggio delle Forze di Sicurezza ed infine davanti a Palazzo Anje, dove si ripeté la breve cerimonia. Il corteo così giunse sulla piazza già gremita di gente in attesa. Traversò la piazza, salì sul grande palco ed ognuno prese il suo posto: sulla destra la Famiglia Anje, sulla sinistra il Governatore Tani ed il suo seguito e sul fondo la rappresentanza delle Forze di Sicurezza. Nel centro il catafalco. Di fronte a questo c'era la scorta armata di Moder, più avanti gli otto ufficiali ed in primo piano Vecchio e Mantice.
Il corpo di Mar, posto sul catafalco inclinato in avanti, era visibile a tutti. Era vestito di bianco con il drappo bianco ed azzurro steso sotto di lui. Mantice e Vecchio salirono accanto al catafalco: toccava a loro aprire la serie dei "proclami di lutto". Mantice alzò una mano e sulla piazza scese un grande silenzio. Tra tutti quegli abiti bianchi a lutto le uniche note di colore erano le uniformi nere degli ufficiali, l'azzurro del drappo del catafalco ed il faccione nero di Vecchio.
"So che toccherebbe a me iniziare, ma so anche che il Governatore Mar Swooney avrebbe preferito far cominciare l'ufficiale Njeiry Lidje. Perciò lo prego di salire qui e di iniziare lui la cerimonia."
Phorgas fece una fugace smorfia divertita. Njeiry salì accanto al catafalco, si girò verso il corpo di Mar e fece un profondo inchino, ponendogli le mani sul petto in segno di omaggio secondo la tradizione, e così spinse con forza l'anello iniettore che aveva al dito, all'altezza del cuore. Poi si rizzò è si girò lentamente verso la piazza. Alle sue spalle Vecchio aveva cominciato a contare sottovoce in modo che solo Njeiry lo potesse udire. Questi alzò una mano, mentre con l'altra indicava il corpo di Mar.
"Il Governatore Mar Swooney è qui con noi (sei, sette, otto). È morto? Qualcuno spererebbe di sì, altri si augurerebbero di no! (undici, dodici). Ebbene qui, in questa piazza, io dichiaro che tutti i suoi ufficiali, a partire da Phorgas e Krone, nonché Junuel, Bister, Irruhe, Shadel e Pordy... (ventisette, ventotto, ventinove) hanno tradito il Governatore e hanno fatto in modo di ucciderlo!"
Tutti gli sguardi conversero sorpresi su Njeiry. Questi era stranamente calmo e sereno, Mantice e Vecchio erano addirittura sorridenti. Gli ufficiali della Guarnigione s'erano girati di scatto e Phorgas aveva impugnato il suo laser. Molti sul palco erano balzati in piedi, esterrefatti. Dal laser di Phorgas partì un lungo raggio che s'abbatté sul petto di Njeiry. Moder immediatamente dette un ordine secco ed i suoi uomini, estratti in un lampo i paralizzatori, li avevano sventagliati sugli ufficiali che caddero di schianto. Il raggio del laser di Phorgas cessò, ma Njeiry restava in piedi incolume. La piazza si agitava e mormorava. (quarantatré, quarantaquattro)
Moder gridò: "Fermi tutti!" ed i suoi uomini erano pronti ad usare di nuovo i paralizzatori ed anche i fucili laser.
Njeiry riprese a parlare: "Il Governatore Mar Swooney aveva scoperto il loro complotto su Ross ed aveva un solo mezzo per salvarsi. Egli fortunatamente non è morto e tra poco vi spiegherà di persona..."
Sul palco c'era stato un attimo di silenzio ma ora uno scoppio di voci eccitate coprì quella di Njeiry (quarantotto, quarantanove). La gente nella piazza era irrequieta ed eccitata quando un urlo si levò da migliaia di gole, poi scese un silenzio irreale. Mar si stava alzando a sedere, subito sorretto da Mantice. Nella vasta spianata della piazza e sul palco, più nessuno si muoveva. Mar si alzò e prese il foner che Njeiry gli porgeva.
"Sì, hanno tentato di uccidermi. Ma per fortuna ho scoperto in tempo i loro piani e con l'aiuto di pochi fedeli sono riuscito a salvarmi e ad incastrarli. Perciò ora, qui, di fronte al mondo di Quaryel e all'intera Galassia, li accuso di tradimento, tentato omicidio, abuso di potere, corruzione, furto, insubordinazione ed antisocialità. Chiedo che sia formata una commissione d'inchiesta mista per chiarire tutti i fatti e chiedo che siano giudicati dal Gran Giurì di Magistrati delle Forze di Sicurezza dell'UPO."
Poi, nel silenzio carico di tensione che continuava a gravare sulla piazza, Mar riprese la parola su un tono più basso: "Chiedo scusa alla Famiglia Anje, al Comando di Raggio delle Forze di Sicurezza, al mio collega Tani, Governatore di Quaryel, alle loro famiglie, amici e seguito ed a tutti voi che siete in questa piazza e vi assicuro che renderò conto fino all'ultimo del perché e come questa messa in scena sia stata necessaria per salvare la mia vita."
Mar scese dai gradini del catafalco e, attorniato dal suo personale, si avviò a scendere anche dal palco.
Moder gridò, rivolto a Mar: "Aspettami, ti scortiamo noi fino alla tua Residenza." Poi si girò verso i rappresentati del Comando delle Forze di Sicurezza, indicando gli ufficiali della Guarnigione privi di sensi: "Questi uomini sono vostri. Fate attenzione che la scarica paralizzante dura solamente un'ora. Tocca a voi proteggerli dalla folla e rinchiuderli in cella in attesa del processo."
Il Gran Comandante Generale fece un cenno di assenso e parlò subito nel suo comunicatore da polso. Moder ed i suoi uomini fecero scudo a Mar ed agli amici, scortandoli. La gente si scostò per lasciarli passare, allungando il collo e sollevandosi sulle punte dei piedi per vedere il giovane Governatore di Ross resuscitato.
Il Gran Comandante Generale salì sul catafalco vuoto, prese il foner in mano e gridò: "Tutti i presenti nella piazza tornino alle proprie case in ordine e sollecitamente. Sta arrivando un contingente di Pronto Intervento per arrestare gli accusati. Ripeto, tutti tornino alle proprie case con ordine e disciplina."
Poi si girò verso gli Anje ed il Governatore Tani e li pregò di attendere che la piazza fosse sgombra prima di lasciare il palco. La gente aveva cominciato a defluire rapidamente dalla grande piazza, mentre un centinaio di Agenti con le cinture antigravitazionali scendeva dal cielo disponendosi attorno al palco, le potenti armi in pugno. Alcuni presero in consegna i sette ufficiali privi dei sensi e li trasportarono in volo verso il Comando. Gli altri restarono tutto attorno al palco.
Nella confusione e nel rumore generali, pochi udirono Berin ni Karuel esclamare divertito: "Ah, Mar è grande, veramente grande! Questa è la Situazione più pazzesca e grandiosa che mai sia stata realizzata in tutta la Galassia!"
Giunti alla Residenza, Mar fu subito fatto accuratamente visitare da un Curatore che lo trovò in discrete condizioni fisiche, ma gli consigliò una cura ricostituente, alcuni giorni di riposo e qualche esercizio fisico.
Nei giorni seguenti Mar si recò dagli Anje, da Tani ed al Comando delle Forze UPO per raccontare la versione ufficiale dei fatti, cioè quella che avrebbe raccontato anche al processo, dove dimostrò che non poteva fare a meno di giungere a quello spettacolare colpo di scena durante le esequie per essere sicuro di poter tornare sano e salvo su Quaryel. Chiese ancora scusa, e da tutti fu ampiamente scusato e trattato con ogni riguardo.
Finalmente iniziò il processo. Mar, avendo presentato l'accusa, espose per primo i fatti. Raccontò come, dopo la condanna di Biker e dei suoi complici, fosse sceso di nuovo su Ross per compiere alcune indagini. Qui aveva scoperto diversi abusi e violazioni di legge commessi da ufficiali e sottufficiali, tutti quelli nominati da Biker, fece notare. Mar raccontò che, scoperti i gravi abusi commessi a danno degli esiliati, dal furto dei loro beni che la legge autorizzava a portarsi nell'esilio alle degradanti attenzioni sessuali, riunì gli ufficiali e li mise di fronte alle loro responsabilità. Li invitò perciò a dimettersi, se non volevano essere denunciati, degradati e condannati.
Mar continuò il suo racconto dicendo che gli ufficiali avevano finto di accettare la sua proposta, ma l'ufficiale Njeiry Lidje, che lui aveva fatto in modo di infiltrare fra loro a questo scopo, l'aveva avvertito che in realtà stavano organizzandosi per assassinarlo. In un primo momento Mar aveva pensato di tornare su Quaryel e denunciarli, ma si era reso conto che gli ufficiali non l'avrebbero lasciato uscire vivo da Ross. Perciò, con l'aiuto di Njeiry e di tre sottufficiali onesti, aveva organizzato le cose in modo di far credere agli ufficiali di averlo ucciso. Avevano potuto preparare il tutto perché gli ufficiali non sospettavano di Njeiry che pertanto era al corrente di come sarebbe dovuta accadere la falsa disgrazia.
Quando Mar ebbe terminato, prese la parola un Chiaritore di Leggi a nome degli ufficiali incriminati. La difesa si basò sul fatto che anche Mar era corrotto, infatti aveva sempre avuto la sua parte di bottino, e che aveva montato il tutto con la complicità dell'ufficiale Njeiry, che essendo notoriamente il suo amante era il suo complice, solo per incriminare gli altri ufficiali ed avere così tutto per sé. Fecero presente che nessun ufficiale aveva cercato di attirare Mar nel presunto luogo dell'agguato e che se anche loro si erano presi qualche libertà con qualche esiliato, per altro consenziente, Mar aveva approfittato del suo ruolo per prendersi ben altre libertà con i soldati, uomini liberi, costringendoli a soggiacere alle sue voglie.
Dopo un serrato dibattito i Magistrati decisero di attendere l'esito dell'inchiesta della speciale commissione, formata da esperti del Comando UPO, della Famiglia Anje ed altri da loro nominati, andata a raccogliere prove su Ross.
Quando la commissione tornò esibì i risultati dell'inchiesta. Primo, era stata trovata al Centro Comunicazioni la registrazione di una conversazione videofonica fra Phorgas e Mar, la cui data elettronica era il pomeriggio prima del presunto agguato. La registrazione fu proiettata in aula davanti ai Magistrati.
(Volto di Phorgas e voce di un soldato fuori campo) "Residenza del Governatore."
(Voce di Phorgas) "Chiamata riservata dal Vice-Comandante Phorgas per il Governatore."
(Voce del soldato) "Resti in linea, Vice-Comandante."
(Silenzio, poi voce di Mar) "Sì, Phorgas, sono in ascolto."
(Phorgas) "Governatore Swooney, siamo tutti d'accordo."
(Mar) "Quale delle due alternative avete scelto?"
(Phorgas) "La prima... non ci resta altro da fare."
(Mar) "Accettate cioè di firmare la lettera di dimissioni?"
(Phorgas) "Sì, certo."
(Mar) "Hanno accettato tutti gli ufficiali e sottufficiali?"
(Phorgas) "Tutti gli ufficiali. Con i sottufficiali non ne abbiamo ancora parlato."
(Mar) "Non importa, mi occuperò io di loro, dopo. Venite tutti e otto alla mia Residenza per firmare le lettere di dimissioni, dunque."
(Phorgas) "No, preferiamo che sia tu a venire qui, al centro sportivo degli ufficiali."
(Mar) "Bene, verrò con la mia scorta."
(Phorgas) "No, senza. Preferiamo che resti tutto fra noi."
(Mar) "Sinceramente non ne vedo la ragione..."
(Phorgas, duro) "Ma la nostra dignità di ufficiali..."
(Mar) "Dignità? Quale dignità? Ne avete ancora?"
(Phorgas, duro) "Allora, accetti?"
(Mar) "Ci penserò. Quando dovrei venire?"
(Phorgas) "Anche subito, ti attendiamo."
(Mar) "Non subito, ho da fare."
(Phorgas) "Questa notte, allora, visto che domani devi partire."
(Mar) "Può darsi."
(Phorgas) "Restiamo in attesa, Governatore. Questa sera scorre..."
(Mar) "Questa sera scorre, Cittadino Phorgas!"
(Espressione sorpresa di Phorgas per il termine usato da Mar nel saluto finale. Fine della registrazione.)
Phorgas insorse dicendo che quella registrazione era un falso. La Commissione d'inchiesta fece presente che, dalle analisi fatte eseguire, non erano risultate prove né che fosse un falso né che fosse autentica.
Poi la Commissione espose i vari fatti appurati su Ross e le deposizioni firmate, comprese quelle del personale trovato agli arresti. Fra le varie testimonianze, alcune neutrali, altre a favore della tesi di Mar poche ed irrilevanti a favore della tesi degli ufficiali, alcune furono giudicate basilari dal Giurì di Magistrati.
1) La voce che Mar avesse costretto alcuni soldati ad avere rapporti sessuali con lui era emersa, ma tutti i soldati indicati come sue vittime avevano categoricamente smentito il fatto.
2) L'ufficiale Curatore aveva prelevato dall'infermieria le dosi di imbalsamante il giorno precedente della presunta morte di Mar.
3) Alcuni soldati avevano udito invocazioni di aiuto di Mar provenire dalla spiaggetta riservata agli ufficiali.
4) Nel momento del presunto incidente capitato a Mar tutti gli ufficiali erano nella zona del Centro Sportivo Ufficiali e questo era inconsueto, poiché almeno quattro di loro avrebbero dovuto essere in servizio.
5) Molti soldati avevano avuto dai loro graduati il consiglio di non accettare la divisione del bottino "perché il Governatore non approva e presto farà pulizia".
Quello che più di ogni altra cosa fece pendere il verdetto del Giurì in favore di Mar fu il prelievo dell'imbalsamante prima della sua presunta morte. I sette ufficiali furono pertanto condannati tutti all'esilio su Ross. Mar a questo punto degradò e licenziò i quattordici sottufficiali restati su Ross, molti dei soldati più corrotti, ed infine si liberò anche degli ultimi impiegati civili che ancora restavano nell'Ufficio, riservandosi di ricostituire al più presto gli organici.