Un giorno gli uomini che lavoravano per Biker entrarono in contatto con un'altra possibile preda, una ragazza giovane e carina. I ragazzi seguirono la ragazza e, mentre stava mangiando ad un distributore automatico di surrocibo, la avvicinarono.
"Questa giornata scorre, Cittadina."
"'Sta giornata scorre." rispose la giovane donna continuando a mangiare.
"In cerca di un lavoro, scommetto."
La giovane sembrò sorpresa: "È una ben strana città, questa. Prima cinque rifiuti in due giorni, ora due offerte nell'arco di mezza giornata... se anche voi avete un'offerta di lavoro da farmi."
"Sì e no. Non t'offriamo un lavoro, ma un affare, se ti interessa."
"I miei pochi crediti stanno per finire: potrebbe interessarmi."
"Vieni con noi, allora."
"Dove, e per fare che?"
"Nel nostro quartiere, per guadagnare sette crediti."
"Sette? Una bella somma... cosa vorreste, in cambio? Scopare?"
"No, e comunque niente di illegale. Solo la tua collaborazione per una giornata."
"Mi puzza di imbroglio. Se volete concludere, dovete farlo qui."
"No, qui non possiamo. Se non ti fidi a venire con noi, si può andare al tuo Ostello."
"Verreste tutti e tre?"
"Che temi? All'Ostello sarai al sicuro, non potremmo certo farti del male, là dentro."
La ragazza rifletté, poi accettò. All'Ostello chiesero in uso una saletta di conversazione e vi si chiusero dentro.
"Ebbene?"
"Abbiamo bisogno di tre cose: la prima sono tutti i tuoi vestiti, sacca compresa. La seconda è farti un'olografia e la terza è che tu domani sera non vada all'appuntamento che ti hanno dato quelli che ti hanno offerto un lavoro stamattina."
La giovane donna corrugò la fronte: "Le prime due possono anche essere strane, ma per sette crediti le potrei fare. Ma la terza è pazzia completa. Dovrei rinunciare ad una buona offerta di lavoro, col bisogno che ne ho, e per soli sette crediti?"
"Ti hanno detto di presentarti domani sera alle sedici all'Ufficio di Assunzione dell'Agenzia Purpher, non è vero?"
La giovane donna sembrò titubante: "Sì, come fate a saperlo?"
"E ti hanno spiegato che è vicino ad una casa diroccata in fondo al Parco della Rotonda, no?"
"Sì, è così..."
"E ti hanno anche dato una plasticarta con la piantina del quartiere ed il percorso segnato sopra, proprio uguale a questa, vero?"
La giovane donna annuì, sempre più stupita.
"Se ci tieni alla tua vita, sarebbe meglio che tu non ci andassi."
"Mi... mi state minacciando? Che intenzioni avete?"
"No, non siamo noi a minacciarti, ma chi ti ha offerto un lavoro inesistente, per un'Agenzia inesistente. Quelli minacciano la tua vita."
"Ma chi siete voi? Agenti segreti delle Forze di Sicurezza?"
"No, ma qualche cosa del genere."
La giovane rifletteva: "Ma chi mi dà le prove che mi state dicendo la verità?"
"Nessuno. Ma se vuoi fare un controllo, vedrai che non esiste nessun ufficio dove ti hanno detto di andare."
"Ma di che si tratta?"
"Non possiamo dirti di più. Anzi, ti avverto che se accetti dovrai stare ai patti. Se tu tentassi di uscire di qui e di comunicare con qualcuno prima di dopodomani mattina, un nostro uomo ti abbatterà con un paralizzatore. Se invece non accetti... beh, peggio per te."
La giovane donna rifletté ancora.
Uno degli altri uomini di Mar le disse: "Altre ragazze prima di te sono andate a quell'appuntamento ed ora sono morte. I loro cadaveri sono in fondo al lago."
"Voglio credervi, fidarmi. Non per altro, lo confesso, ma perché quei sette crediti mi fanno comodo. Quando dovrò darvi la mia roba, quando mi fotograferete?"
"Subito, tutte e due le cose."
La ragazza si recò con i tre al banco scambiatore, vi inserirono tutti e quattro il loro 4C e su quello della giovane la somma aumentò di sette crediti. Quindi si recarono tutti nella sua cellula, si lasciò fare alcune olografie, si spogliò e consegnò tutta la sua roba. Allora le consegnarono un pacco con cibo e bevande sufficienti per due giorni abbondanti.
"Due di noi resteranno qui con te, per sicurezza. Se qualcuno ti chiedesse perché non esci, risponderai che non ti senti bene, ma che non hai bisogno di nulla perché ci sono due tuoi cugini che ti stanno assistendo e si prendono cura di te. Nessun passo falso, o ti paralizzeremo. Chiaro?"
La ragazza annuì e chiese: "Ma se avessi rifiutato?"
Le mostrarono gli anelli che avevano al dito tutti e tre: "Vedi, questi iniettano una sostanza, al solo afferrarti per i polsi, che ti avrebbe fatto crollare come un'ubriaca. Così ti avremmo portato al nostro quartiere, avremmo usato la tua roba, poi fra due giorni t'avremmo rilasciato. Senza pagarti, si capisce."
"Per voi sarebbe stato più semplice e conveniente, no?"
"Forse. Ma chi ci paga preferisce metodi più onesti e puliti."
"Chi vi paga?"
"Non lo sappiamo. Adesso basta. Io devo andare. Buon cammino e grazie, Cittadina. A presto, voi due, e all'erta."
Dopo meno di un'ora Mar aveva gli abiti della giovane e la sua olografia. Avevano davanti a loro poco più di una giornata. Mar fece compilare i cartoncini da poesia acquistati e ne fece piazzare alcuni nei luoghi previsti dal suo piano. Lui ne tenne uno e ne fece recapitare altri sette, in modo anonimo, a Moder, a Karuel e ad altri cinque conoscenti di Karuel. Ogni cartoncino diceva più o meno di andare alle ore dodici del giorno seguente in un diverso posto della città dove avrebbe trovato un cartoncino simile con altre istruzioni. In ognuno degli otto posti (uno anche per Mar) ognuno di loro avrebbe trovato degli abiti, un completo da trucco, un'olografia su cui ispirarsi per il travestimento ed un terzo cartoncino di istruzioni.
Questo cartoncino diceva di recarsi al Tempio della Perfetta Similitudine (uno dei vari culti religiosi diffusi nella Galassia) alle ore quattordici in punto. Lì avrebbero ricevuto un nuovo messaggio che avrebbe spedito ognuno in un diverso luogo dove, alle quindici, avrebbero ricevuto le istruzioni finali per la conclusione del gioco.
Gli abiti ed il trucco per Karuel dovevano farla assomigliare alla preda del Comandante Biker, cioè alla ragazza che avevano relegato nell'Ostello. Il suo appuntamento per le sedici era esattamente nel luogo in cui doveva presumibilmente avvenire il rapimento. Mar aveva fatto nascondere ed appostare gli uomini che lavoravano per lui nei dintorni.
Se Karuel non avesse seguito le istruzioni del "gioco" tutto sarebbe andato a monte e si sarebbe dovuto ricominciare da capo. Questo poteva anche voler dire correre il rischio di sacrificare un'altra persona alle manie sadiche di Biker, e Mar tremava al solo pensarci. Comunque era ormai ad un punto critico della partita.
Mar si sorprese di nuovo a pregare: "Se ci sei, e se ti interessi davvero a noi, è ora che anche tu ti muova... io sto facendo tutto quanto posso. Datti da fare anche tu, per favore. M'avrai sentito?"
Mar partì e seguì puntualmente le istruzioni come se non sapesse nulla di quel gioco. Uno dei suoi uomini gli segnalò che anche gli altri sette si erano mossi. Mar si travestì. Teskar e Chanul erano già da tempo nella sala d'ascolto ed avevano stabilito una serie di contatti volanti con i collaboratori esterni che controllavano lo svolgimento del "gioco".
Dopo che Mar si fu travestito, gli fu comunicato che Karuel e gli altri cinque stavano continuando a seguire le istruzioni. Invece Fekas, il cugino di Moder, aveva preso abiti e completo da trucco, se li era portati a casa e non era più uscito. Mar temette una qualche complicazione e segnalò che si facesse attenzione che Fekas non li intralciasse in qualche modo.
Alle quattordici Mar si recò al Tempio. Qui c'erano già Moder ed altri due che Mar riconobbe dal travestimento. Poi arrivò un altro, poi Karuel e quasi subito dopo il settimo. Con un segnale prestabilito si incontrarono. A quell'ora il Tempio era quasi deserto. Mar vide che Karuel s'era travestita accuratamente, somigliava alla giovane che avevano intercettato, e notò anche che era eccitata per quel "gioco". Gli altri avevano espressioni varie che andavano dall'incertezza, alla curiosità al divertimento. Avvicinatisi, si riconobbero.
Moder chiese subito a Karuel: "Che cosa hai in mente?"
Karuel lo guardò sorpreso: "Io? Non sei stato tu piuttosto ad organizzare il tutto?"
"No. Tu, Mar, ne sai niente?" chiese allora Moder.
Mar negò. Passarono alcuni minuti ad accusarsi l'un l'altro scherzosamente ed a negare. Karuel era visibilmente la più eccitata di tutti.
Sussurrò a Moder: "Vedi che anche qui da voi si organizzano giochi di società!"
Mar allora disse: "Evidentemente non siamo poi così provinciali..."
Karuel storse il naso: "Vedremo. Comunque fin qui non si può dire, non abbiamo ancora le istruzioni finali per questa Situazione."
Mar si finse sorpreso: "Credevo che questa fosse una Caccia..."
Karuel era sicura di sé: "Ma no! Per una Caccia non ci si traveste così e per un Ratto avremmo dovuto avere delle uniformi. Questa è chiaramente una Situazione."
Mentre stavano parlando, passò accanto a loro una vecchia che lasciò cadere un pacchetto e scomparve svelta nella semioscurità, fra i veli laterali del Tempio. Uno di loro tentò di seguirla, ma Karuel lo bloccò.
"No, bisogna stare al gioco. Vediamo piuttosto che cosa contiene il pacchetto."
Uno degli altri l'aveva raccolto e lo stava aprendo. Conteneva otto buste, ognuna con un nome sopra.
"Ehi, ce n'è una in più. Guarda, sopra c'è il nome di tuo cugino Fekas." disse questi, rivolgendosi a Moder. "Chissà come mai non è ancora qui?"
"Bah, forse ha paura di quello che direbbe nostro nonno Neto. Sapete che a lui non è mai piaciuto questo genere di divertimenti. D'altronde anch'io non so se continuerò fino in fondo." disse Moder.
"Finora non ci vedo niente di sconveniente." osservò Mar.
Sulle buste era scritto di aprirle un'ora più tardi, dopo essersi recati in un luogo prestabilito, non in vista dagli altri; inoltre da questo punto in poi nessuno doveva più comunicare con gli altri.
Uno di loro disse: "Io l'apro subito!"
Karuel insorse: "No! Sciuperesti tutto il gioco. È organizzato in modo inconsueto, ma bisogna rispettarne le regole. Io mi allontano subito. Buon gioco, ragazzi!"
Mar si sentì al tempo stesso sollevato e teso. Si salutarono ed uscirono tutti dal Tempio, andando ognuno in una diversa direzione. Sul biglietto di Mar c'era scritto di trovarsi per le 16 davanti all'Ufficio delle forze di sicurezza e di chiedere di essere arruolato. Era infatti essenziale che Mar avesse per quell'ora un alibi facile da provare. Diceva poi di recarsi per le 17 alla Piazza del Promemoria dove avrebbe incontrato gli altri.
Gli amici avevano istruzioni diverse con richieste più o meno strane: dal rubare l'idolo dei Saracchi a chiedere di essere ricevuto dal Governatore Tani per chiedergli in dono una sacca piena di cibo per cani...
Mar pensava ai suoi due amici nella sala di ascolto. Era collegato con loro tramite un minuscolo comunicatore nascosto nella sua cintura. Teskar e Chanul, nel frattempo, seguivano lo svolgersi di tutta l'operazione tramite le comunicazioni dei gruppi di ragazzi disseminati nei vari punti strategici.
Alle 15,7 ebbero conferma che Karuel si stava avvicinando al luogo dell'agguato con passo svelto e sicuro. Alle 16 in punto era stata assalita, narcotizzata e messa nella cassa. Alle 16,01 era iniziato il trasporto della cassa verso la villa. Biker era uscito da casa sua alle 16,02. Alle 16,05 Mar e gli altri erano al loro appuntamento in Piazza. Logicamente mancava Karuel. Mar era sempre più teso ma cercava di non darlo a vedere. La attesero raccontandosi le proprie imprese. Qualcuno le trovava sciocche, altri le trovavano divertenti.
Alle 16,07 Mar azzardò: "Karuel non si vede ancora... che cosa può esserle successo?"
Uno degli altri disse: "Scommetto che ha organizzato tutto lei e che gli oggetti della Situazione siamo noi. Chissà che cosa ci sta preparando. Magari una retata delle Forze di Sicurezza o dei vigilanti degli Anje."
Alle 16,72 Moder era inquieto: "Io videofono a casa sua." disse.
A casa Karuel non c'era. Videofonarono allora a Fekas che già stava dormendo e che disse che lui non ne sapeva nulla.
"Ve lo dico io: Karuel ci vuole menare per il naso tutti!" disse uno del gruppo.
Infine, delusi, confusi, infastiditi, decisero di lasciarsi e di tornare a casa.
Alle 16,80 una voce contraffatta e a schermo oscurato (era uno degli uomini di Mar) videofonò a casa di Karuel annunciando che la ragazza era stato rapita. Il Governatore Tani fu subito avvertito e questi immediatamente chiamò le Forze di Sicurezza. Nel frattempo Mar aveva chiesto a Moder di fare un pezzo a piedi con lui. Moder accettò ed altri due si unirono a loro. Mar fece in modo di trovarsi davanti alla caserma delle forze di Sicurezza, Pronto Intervento, verso le 17.
Nel frattempo Teskar e Chanul avevano messo in funzione i registratori. Era stato loro segnalato l'avvicinarsi alla villa dei sei uomini con la cassa da sud e di Biker da sud-ovest.
Alle 16,95 gli uomini di Biker stavano entrando nella villa. Alle 16,99 avevano estratto Karuel, ancora addormentata, dalla cassa. Alle 17,04 l'avevano fissata sul piano di tortura. Alle 17,05 le avevano praticato l'iniezione stimolante sul collo e Karuel s'era risvegliata.
La ragazza batté le palpebre, si guardò attorno sorpresa, poi scoppiò a ridere. Alle 17,13 Biker era entrato nella stanza dei matersacchi ed aveva scelto la partner della serata. Alle 17,16 stava entrando nella sala delle torture con la sua complice. Nella sala di ascolto, Chanul era tesissimo e Teskar nervoso. Biker stava dando inizio al suo macabro rituale.
Alle 17,19 Chanul inviò un segnale ad uno dei suoi collaboratori esterni e questo, col volto coperto, aveva chiamato da un videofono pubblico il Pronto Intervento.
Disse: "Il Primo dei Berin è stata rapita ed è in pericolo di vita. Si trova alle coordinate L-13-22-16 e K-01-70-24. Ripeto, L-13-22-16 e K-01-70-24" ed interruppe la comunicazione.
Chanul guardava fisso il cronografo del suo 4C e non aveva coraggio di guardare verso i monitor. Teskar si mordeva il labbro inferiore e cercava di non sentirsi male. Biker aveva cominciato ad infierire su Karuel ed ora la ragazza era terrorizzata. Per fortuna il Comandante aveva l'abitudine di iniziare provocando ferite non gravi, che però aumentava ad ogni istante, giungendo verso la fine a dolorose mutilazioni.
Alle 17,22,3, dal tetto della caserma di Pronto Intervento si levarono in volo una cinquantina di uomini muniti delle silenziose cinture antigravità e pesantemente armati, che si diressero velocemente verso la villa. Mar era sempre più nervoso ed aveva voglia di consultare continuamente il cronografo del suo 4C ma si trattenne. Anche gli amici che erano con lui notarono la partenza di quel nugolo di Agenti e si chiesero incuriositi che cosa stesse succedendo. Teskar ricevette da una delle sue spie la comunicazione che gli Agenti erano partiti.
Biker, con la sua amante di turno, continuava ad infierire su Karuel con raffinata crudeltà. Teskar si rendeva conto che fino a quel momento non erano state inferte al prigioniero ferite troppo serie o lesioni che potessero lasciare brutte cicatrici, e sperò che gli Agenti giungessero in fretta, in tempo. Chanul tratteneva il respiro, in preda all'angoscia.
Biker prese un frusta composta di sottilissimi cavetti di acciaio e si mise ad usarla su Karuel, che cominciò a sanguinare. Teskar strinse i denti. Erano le 17,28,1. Ancora 14 attimi di attesa, se i calcoli fatti erano giusti. Teskar cominciò a sudare.
Karuel continuava ad urlare. Biker con la sua amante di turno ora sghignazzavano ed avevano cominciato a denudarsi. 17,28,3. L'amica di Biker scelse un nuovo strumento di tortura e lo porse al Comandante. 17,28,5. Nella stanza dei matersacchi gli altri stavano giocando a dadi saltatori. 17,28,6. Gli agenti ancora non si vedevano. Biker stava arroventando un ferro a forma di pene su una piccola fiamma. 17,28,9. L'amica di Biker stava strappando di dosso a Karuel gli ultimi brandelli degli abiti sporchi di sangue. 17,29,4. Biker, con un'espressione oscena sul volto, stava avvicinando il ferro incandescente ai genitali di Karuel.
Teskar, nella sala d'ascolto, emise un singhiozzo strozzato. Chanul alzò lo sguardo e si sentì gelare.
17,29,5. Sia nella stanza dei matersacchi che in quella delle torture, tutti si irrigidirono. 17,29,6. Biker lasciò cadere il ferro che aveva in mano e si precipitò a frugare fra i teli dell'alcova. 17,29,7. La porta della stanza dei matersacchi cominciò a fondere sotto il getto di uno scalpello laser. 17,29,9. Gli Agenti irruppero nella stanza sventagliando i paralizzatori. I cinque complici di Biker caddero di schianto. 17,30 esatte. Biker aveva una pistola laser in mano e la puntava verso la porta. 17,30,1. Biker, la sua amica e Karuel svennero sotto l'azione dei raggi paralizzatori.
17,30,1. Chanul svenne nella sala ascolto. Teskar premette il pulsante di fine operazione che fece subito allontanare tutti i suoi uomini dalle varie postazioni e fece vibrare la cintura di Mar, che sedette di colpo a terra, spossato.
Gli amici lo guardarono: "Che c'è, ti senti male?"
"No, no, mi sento solo un po' stanco..."
Risata generale: "Ma sentilo, quello che voleva farsi una bella passeggiata!"
Sollevarono Mar prendendolo sotto e ascelle e, sempre ridendo e prendendolo in giro, lo accompagnarono al più vicino transmen pubblico. Anche Mar cominciò a ridere per scaricare la tensione.
Il giorno seguente, nei notiziari, non si fece parola dell'accaduto. Mar però seppe tutto da Moder. Il comandante Biker ed i suoi complici erano stati arrestati. Karuel era a casa del governatore Tani, assistita da valenti Curatori. Tani aveva subito convocato i Supremi Magistrati del pianeta ed aveva chiesto che si celebrasse un processo per direttissima. Biker aveva inviato una comunicazione a Palazzo Ketol chiedendo che gli inviassero un buon Chiaritore di Leggi.
Teskar e Chanul avevano smontato la sala di ascolto ed inviato il segnale che aveva provocato la fusione del ripetitore e delle microspie. Quando Mar li incontrò erano tutti e tre ancora tesi, ma soddisfatti.
"Adesso è finita, finalmente!" esclamò Chanul.
Mar scosse la testa: "La partita non è conclusa, finché Biker non sarà su Ross."
"Su Ross?" chiese un po' stupito Chanul.
"Certo, come esiliato." annuì Teskar.
Mar andò a trovare Karuel, celando un certo senso di rimorso per averla usata così. La ragazza stava già meglio ma era visibilmente scossa.
Mar e gli altri consegnarono ai Magistrati i loro cartoncini ed i loro travestimenti e furono interrogati. In casa di Biker furono trovati altri cartoncini uguali a quelli usati per il "gioco" ed anche l'inchiostro con cui erano stati scritti. Biker non diceva nulla, in attesa del suo Chiaritore. Mar emise immediatamente un provvedimento di degradazione e di licenziamento nei confronti di Biker e di Ymar, l'ufficiale proprietario della villa che era di stanza su Ross e trasmise subito l'ordine di porlo agli arresti.
Dopo tre giorni giunse da un'altra città di Quaryel il Chiaritore di Leggi pagato dai Ketol per difendere Biker. Ebbe così inizio il processo a porte chiuse. La diffusione della notizia era stata bloccata sia da Tani che da Neto, ma su Quaryel la voce circolava ugualmente, di bocca in bocca.
Al processo furono convocati anche Moder, Mar e gli altri quattro amici come testimoni per la parte del "Gioco". Biker, su consiglio del Chiaritore di Leggi, non negò né ammise di aver organizzato il "gioco" (anche se in realtà non ne sapeva nulla), ammise le sue tendenze sadiche ma impostò la sua difesa sul fatto che Karuel non aveva sofferto in modo irreparabile del fatto, in quanto lui si "accontentava" di spaventare le vittime. Inoltre insisté sul fatto che il rapimento di Karuel era stato un errore, poiché lui di solito "pagava vittime consenzienti", persone con tendenze masochistiche accertate.
Mar aveva vagamente previsto queste scappatoie, aveva quindi fatto pervenire ai Magistrati, per vie anonime, alcune prove decisive: la registrazione della precedente uccisione di una ragazza e le coordinate del punto del lago in cui erano state affondate le casse con i cadaveri delle precedenti vittime. Inoltre molti testimoniarono che Biker era presente quando Karuel aveva parlato dei "giochi di società". Ed infine la deposizione del commerciante di cartoncini per poesia che in un drammatico confronto riconobbe uno dei complici di Biker.
I Magistrati emisero il verdetto: Biker ed i suoi sei complici furono ritenuti colpevoli di omicidio plurimo (furono infatti ripescate ben trentasette casse con i cadaveri) e di tentato omicidio nei confronti di Berin ni Karuel. Pena: il confino perpetuo su Ross per tutti. Ymar, l'amante di Biker che era su Ross fu assolto dagli omicidi per mancanza di prove. Mar comunque confermò i provvedimenti amministrativi presi nei suoi confronti e promosse Njeiry ufficiale al posto di Ymar. Per il momento non nominò il nuovo Comandante.
Il processo fece grande scalpore nell'ambiente delle Famiglie. Qualcuno mormorò anche qualche critica nei confronti di Mar per non essersi accorto di nulla. Mar si scagionò facendo presente che Biker era in servizio da quindici anni eppure nessuno prima aveva avuto motivo di sospettarlo. Inoltre Mar ricordò che lui era Governatore da pochissimo tempo. Anje ni Neto lo sostenne e disse anzi che Mar era da encomiare perché era il primo Governatore di Ross a risiedere effettivamente su Quaryel. Anche il Governatore Tani difese Mar e le critiche rientrarono subito.
Mar dette a Chanul un periodo di riposo per permettergli di riprendersi dalle terribili emozioni subite. Lo propose anche a Teskar che però rifiutò. Quanto a lui, si sentiva strano: da una parte era lieto di aver vinto questa prima, importante partita, ma dall'altra ripensava continuamente a Karuel. La ragazza si stava rimettendo bene, è vero, ma era stata solo la fortuna, o un qualche dio, ad assisterla.
"Forse è quel dio che ho pregato? Ma poi, mi chiedo, avevo veramente il diritto di mettere in gioco la vita di Karuel per fermare Biker?"
Non riusciva a trovare una risposta, nonostante continuasse a pensarci.
Alcuni giorni più tardi Mar venne a sapere che Biker s'era suicidato nella cella in cui era detenuto in attesa di essere trasferito su Ross.