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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL PRIMO LIBRO
DI MAR SWOONEY
CAPITOLO 14
MAR E IL SUO GIURAMENTO

Tornato su Quaryel, Teskar gli comunicò che erano riusciti a piazzare dieci microspie nei diversi locali della villa, salendo sui tetti e perforando nottetempo i soffitti. Le microspie trasmettevano ad una casupola semidiroccata dove era stato accuratamente nascosto un ripetitore che inviava i segnali ad una casa distante tre chilometri, presa appositamente in affitto, dove era stata montata una centrale di ascolto e di registrazione.

Si vedevano tre diversi ambienti: una stanza vuota, una seconda stanza con cinque matersacchi allineati ed una terza stanza con un'alcova, un armadietto ed un lettino chirurgico. Purtroppo non era stato possibile fare granché per il sonoro. Tutto era stato istallato in modo che nessuno vedesse gli uomini fare i lavori, inoltre non sarebbe stato possibile risalire al personale della Residenza e tanto meno a Mar, anche nel caso si fosse scoperta la presenza delle microspie.

Sia le microspie che il ripetitore erano forniti di un sistema di autodistruzione cosicché, se qualcuno avesse tentato di metterci le mani, tutto sarebbe saltato in aria senza lasciare tracce compromettenti.

Mar si complimentò con Teskar e volle subito andare alla centrale di ascolto. Poi chiese di essere convocato d'urgenza non appena si fossero notati i soliti movimenti attorno alla villa.

Pochi giorni dopo, nella Residenza del Governatore di Quaryel, Tani Nigew, si teneva un grande concerto di tavole armoniche. Tutto il fior fiore del pianeta e non poche personalità di passaggio figuravano fra gli invitati. Mar, dopo aver salutato Moder, suo nonno Neto ed altri membri della famiglia Anje, fra cui anche il Primo Lusen, andò a sedere nel posto che gli era stato riservato.

Alla sua sinistra sedeva il Presidente delle Imprese Lonker, ed alla sua destra una ragazza sconosciuta, che gli fu presentata: era il Primo della Famiglia Berin del pianeta Shunter. La ragazza, che si chiamava Karuel, doveva essere di uno o due anni più giovane di Mar. Era esile più che snella, con rossi capelli a caschetto che dimostravano che non faceva uso del pelamolecole; aveva due occhi chiari, una bocca larga con una piega scanzonata che faceva pensare a lei più come ad una ragazza dei sobborghi che non al membro di una Famiglia, se non fosse stato per i costosi abiti ricercati ed eleganti che indossava. Karuel era da giorni ospite di Tani, con cui era imparentata alla lontana.

Quando iniziò il concerto, Mar si rilassò, pronto ad assaporare la musica. I concertisti si disposero sui sellini girevoli posti al centro delle tre file di corde intrecciate, ne regolarono l'altezza e cominciarono ad accordare i toni sulla superficie superiore ed i mezzi toni su quella inferiore. Mar aveva avuto poche occasioni di ascoltare concerti di tavole armoniche e mai, fino ad ora, dal vivo.

Le note cominciarono a piovere a poco a poco, poi salirono in un crescendo di ritmo e di volume, fluirono in arpeggi sapienti, s'interruppero, cambiarono ritmo e si svolsero in collane arabescate. Mar ne era letteralmente deliziato.

Karuel si chinò verso di lui: "Non mi dire che ti stai divertendo, Governatore Swooney!" gli sussurrò.

"È molto bello, mi pare. Non ti piace, Primo Berin?"

"Beh, sì... non è malaccio. Ma da quando sono su Quaryel non ho ancora trovato nulla di veramente eccitante. Mi pare tutto così provinciale, qui da voi..."

Mar la guardò: la giovane aveva un'aria di sufficienza annoiata.

"Mi pare che stiano suonando molto bene..."

"Sì, sì, sarà come dici tu. Ma musica e festicciole in famiglia, poi festicciole e musica. Non avete qualcosa di più emozionante, di più... di più vivace, qui da voi?"

Mar non aveva voglia di parlare, voleva godersi il concerto, perciò rispose con un laconico: "Può darsi..." sperando di troncare così quel discorso.

Karuel fece scivolare il suo reclinatorio più vicino a quello di Mar: "Tu sei fra i più giovani, qui dentro, Governatore... dovresti capire a che mi riferisco..."

Mar cominciava ad essere seccato. Non intendeva essere scortese, ma non voleva neppure essere distolto dall'ascolto.

"Ogni cosa a suo tempo, Primo Berin. Adesso godiamoci quello che ci si offre, poi... vedremo quel che si può combinare."

Karuel sembrò illuminarsi: "Ti prendo in parola, Governatore." disse con tono malizioso e finalmente tacque.

La prima parte del concerto finì e tutti modularono brevi fischi di approvazione.

Karuel si alzò subito e fece un cenno a Mar: "Usciamo in giardino?"

Mar acconsentì per pura cortesia. La giovane Karuel poteva anche essere un tipo simpatico, se non fosse stato per quell'aria di annoiata ironia con cui guardava tutto e tutti. Molti erano usciti in giardino. Moder s'avvicinò a Mar e Karuel.

"Allora, che ne dite? Il governatore Tani sa sempre scegliere bene, non è vero?"

Mar annuì.

Karuel fece una smorfia: "Sì, sì, ma non esiste solo la musica, nella vita. Non organizzate giochi, qui?"

Moder sorrise: "Certo. Il Governatore Swooney, qui, è un maestro nel gioco del Go..."

"Ma no, non intendevo giochini da tavolo, io, giochetti da fare in casa. Intendo Giochi di Società!"

Moder guardò Mar, poi Karuel: "Per noi questi sono i giochi di società. Non capisco che cosa intendi dire..."

"Ma sì, Cacce, Ratti, Situazioni..."

Moder alzò le spalle: "Sì, ne ho sentito parlare. So che sui pianeti più... progrediti si organizzano simili giochi. Ma noi qui siamo gente tranquilla e rispettosa dei diritti dei Cittadini, perciò... preferiamo giochi più provinciali."

Mar non aveva capito di che cosa stessero parlando Moder e Karuel, che cosa fossero questi "giochi di società". Ma dal tono secco della risposta di Moder capì che doveva trattarsi di qualcosa di strano.

Il concerto riprese ed alla fine fu dato un rinfresco. A tarda sera Mar rientrò alla Residenza.

Il giorno dopo si recò a Palazzo Anje per la consueta partita di Go con Moder. Tra una mano e l'altra, gli chiese spiegazioni sui giochi di cui aveva parlato Karuel. Moder glieli spiegò a grandi linee.

Una "caccia" consisteva nel riunirsi con un gruppo di amici, travestirsi da gente comune, tendere falsi agguati ad uno dei servitori di qualche Famiglia, o Governatore o Presidente, fingendo di volerli rapire. Il tutto si risolveva in grandi corse, inseguimenti e grida. Il soggetto doveva poter rientrare "sano e salvo" ma spaventato.

Un "ratto" consisteva nel travestirsi da Agenti della Sicurezza, arrestare un passante, un comune Cittadino, e sottoporlo ad un serrato interrogatorio su un presunto crimine da lui commesso. Quando la persona presa di mira era abbastanza confusa, smarrita e spaventata, il tutto finiva con una grande risata e finalmente la rilasciavano.

In quanto alle "situazioni" erano beffe ai danni di gente importante che veniva messa ad arte in situazioni imbarazzanti o ridicole. Nei "ratti" e nelle "situazioni" a volte c'erano anche piccanti risvolti sessuali.

Mar era sbalordito: "Ma come è possibile che possano fare cose del genere impunemente?"

"Eh, sono tutti membri di influenti Famiglie così al massimo ricevono soltanto un'ammonizione. Il più delle volte non succede nulla, sia perché non vengono scoperti, sia perché comunque viene tutto messo a tacere."

Mar, tornato alla Residenza, raccontò tutto a Teskar.

Questi non restò stupito: "Su Terra non accadeva?" gli chiese.

"No, almeno che io sappia." rispose Mar.

"Anche qui su Quaryel ormai è praticamente impossibile che accada, perché Anje ni Neto non lo tollererebbe. Non a caso, d'altra parte, La Famiglia Anje qui sul pianeta è amata e rispettata. Venti anni fa circa il Primo degli Anje fece rapire un lavorante per farne il proprio amante, contro la sua volontà. Quando Il Capo-Famiglia ne venne a conoscenza, cacciò il Primo sia dalla Famiglia che dal pianeta. L'attuale primo infatti è il suo secondo figlio. Dell'altro non s'è saputo più nulla, ha dovuto cambiare nome ed emigrare chissà dove."

Nei giorni seguenti Mar non incontrò più la fatua Karuel e dimenticò la questione. Una sera mentre era a Palazzo Anje e faceva una partita di Go con Moder, giunse una chiamata urgente dalla Residenza sul suo 4C. Era Teskar.

"Governatore Swooney, sei pregato di ricordarti dell'importante appuntamento che avevi fissato. Il tuo ospite è in arrivo."

Era la frase in codice che indicava che Biker si stava recando alla villa. Mar si scusò con Moder e tornò subito, via transmen, alla Residenza.

"Ci siamo, Mar, dobbiamo andare subito. Chanul è già alla centrale di ascolto."

Vi si recò immediatamente con Teskar. Chanul aveva già messo in funzione sia i monitor che i registratori. Nella villa tutto era ancora buio e silenzioso. Fuori il tramonto stava lasciando rapidamente spazio alla notte. Attesero quasi un'ora. Biker non si recava in transmen alla villa, poiché questa ne era sprovvista, ma a piedi. Ad un tratto si videro alcune ombre muoversi sugli schermi.

"Sono entrati... ecco, controllano che le finestre siano tutte ben chiuse..." disse Chanul quasi sussurrando.

In quel momento le luci nella villa si accesero. La stanza dell'alcova era ancora vuota. Nella stanza dei matersacchi c'erano tre uomini e tre donne attorno ad una cassa oblunga di durplastica. Mar notò che tutti e sei erano vestiti da portatori dell'Impresa di Trasporti planetari Shobu. Armeggiarono un po' e la cassa si aprì. Una ragazza vestita con una corta tunicella da lavorante giaceva immobile nella cassa. Non era legata ma era evidentemente narcotizzata. In due la tirarono fuori e scomparvero dai monitor.

Dopo poco ricomparvero sui monitor della sala dell'alcova. Stesero la giovane donna sul lettino chirurgico e ve la fissarono con cinghie alle caviglie, ai polsi, alla vita e sul collo. Poi drizzarono il piano del lettino quasi in verticale. Uno degli uomini si assicurò che il piano fosse ben fermo poi si recò all'armadietto, ne spalancò gli sportelli, ne estrasse una spray-siringa ed iniettò qualcosa sul collo della prigioniera. La ragazza sembrò reagire quasi subito e riprese i sensi. Gli uomini tornarono nella stanza dei matersacchi con gli altri.

Passò ancora quasi mezz'ora. Dalla casupola segnalarono che Biker stava ormai raggiungendo la villa. Dopo poco infatti lo videro comparire nella stanza dei matersacchi. I sei si alzarono in piedi e si svolse un breve dialogo. Il sonoro non funzionava quasi per nulla e Mar si rammaricò di non poter distinguere che cosa si stavano dicendo. Biker sorrise con aria soddisfatta.

Frattanto su altri monitor si vedeva la prigioniera. Questa, che aveva ripreso completamente coscienza, si guardava attorno con aria smarrita, spaventata e si contorceva cercando invano di liberarsi. Biker indicò una delle tre donne, che assentì e sorrise con aria compiaciuta. Con questa donna, si recò nella stanza dell'alcova. Gli altri cinque rimasero nella stanza dei matersacchi e si stesero come per mettersi a riposare.

La prigioniera frattanto s'era girata verso Biker e la sua compagna e diceva qualcosa con aria di supplica. Biker e l'altra risposero con una risata. Chanul seguiva la scena sui piccoli schermi, con gli occhi sbarrati. Mar fremeva e serrava le mascelle. Teskar sembrava il più calmo dei tre e di tanto in tanto verificava che i registratori funzionassero bene.

Sui piccoli schermi ebbe inizio un macabro rito. Mar aveva già notato nell'armadietto spalancato tutta una serie di strumenti chiaramente fatti per torturare ed aveva in qualche modo previsto le scene che seguirono. Ma vedere accadere realmente cose che aveva solo immaginato era mille volte peggio. Ad un certo punto Mar si immaginò steso su quel ripiano e gocce di sudore freddo bagnarono la sua fronte.

La prigioniera ora urlava e si dimenava con tutte le forze sotto l'opera di Biker e della sua complice. Le grida erano captate dai deboli microfoni e risuonavano spaventose nella sala di ascolto. Teskar allora disinserì gli altoparlanti.

Biker e l'altra nel frattempo s'erano denudati ed i loro corpi rilucevano di infinite e minuscole gocce di sudore. I due aguzzini si stavano visibilmente eccitando, avevano gli occhi lucidi di piacere, le labbra erano ora serrate in una smorfia di sadico godimento, ora spalancate in orribili sghignazzate. Adesso che l'audio era stato disinserito, la scena pareva persino più allucinante. Il corpo della prigioniera si stava coprendo di piaghe e di sangue.

Ad un tratto Chanul si mise ad urlare: "Dobbiamo fermarli, facciamo qualcosa, basta, basta, basta!"

Mar scosse la testa, tetro: "Non possiamo."

"Come non possiamo!? Chiamiamo le Forze di Sicurezza, facciamo qualcosa... quella poveretta non può resistere..."

Mar chiuse gli occhi e mormorò: "Lo so." e gli sembrò di aver pronunciato una condanna a morte.

Chanul singhiozzava: "Basta, basta..."

Mar riaprì gli occhi e guardò il compagno: "Se anche facessimo intervenire ora le Forze di Sicurezza, Biker se la caverebbe. Oh sì, forse gli si potrebbe far perdere il posto, ma ha appoggi abbastanza potenti per evitargli una condanna e finché è libero può ricominciare altrove i suoi crimini schifosi..."

Teskar annuì: "Purtroppo Mar ha ragione. Non è questo il momento di intervenire. Agli occhi dei potenti la vita di un presalariato è ben poca cosa, Biker se la caverebbe con poco." disse in tono amaro.

"E allora, a che serve tutto quello che abbiamo fatto? Per goderci questo... questo... questo orrore? Ti diverte, Mar, quello che vedi?" urlò Chanul.

Mar sentì qualcosa artigliargli i visceri, un gran peso bloccargli il cuore e le labbra.

Con una voce strana, parlò: "Ti giuro, Chanul, ti giuro che a costo di rimetterci la mia vita Biker pagherà per questa e per tutte le altre volte. Ti giuro, Chanul, che non la passerà liscia, che pagherà caro, fino in fondo. Ti giuro che se non c'è altro mezzo, lo ucciderò io, con queste mani. Ma non ora."

La scena allucinante proseguiva, mentre sugli altri monitor si vedevano i cinque nell'altra stanza mangiare e bere allegramente come se non stesse accadendo nulla.

Biker ed la sua amante continuavano ad infierire sulla vittima e ad eccitarsi vicendevolmente. La prigioniera ancora urlava e si contorceva al susseguirsi delle torture più efferate e crudeli. A volte pareva perdere i sensi ma i due, con inimmaginabile sadismo, facevano in modo di farla rinvenire con apposite iniezioni. Il corpo della povera ragazza era sempre più sfigurato.

Teskar, freddo, continuava a sorvegliare gli impianti affinché tutto fosse fedelmente registrato. Chanul non guardava più i monitor, era accasciato in un angolo ed era in preda a violenti singhiozzi. Mar era immobile di fronte agli schermi. Solo la fronte lucida di sudore ed un tremito incontrollato all'angolo della bocca ne tradivano lo sconvolgimento interiore.

Passavano le ore, inesorabili, lente. La prigioniera, ormai agonizzante, di tanto in tanto sussultava. La sua testa, tenuta ritta dalla cinghia sul collo, era l'unica parte del corpo ancora intatta. Dal collo in giù non c'era più un centimetro che fosse restato intatto. I due mostri ora erano stesi nell'alcova, allacciati in un amplesso furioso. Mar distolse lo sguardo e guardò verso Chanul.

Lo chiamò con un filo di voce: "Chanul, ascoltami... so che ora ti sembro un mostro anche io... se vuoi, sei libero dal giuramento che mi hai fatto. Solo... ti chiedo ancora una cosa: dammi un mese di tempo, Chanul. Un solo mese. E se Biker non l'avrà pagata, puoi anche denunciarmi o fare quello che credi."

Chanul non rispose. Sui monitor tutto s'era concluso. Dopo che i due mostri avevano raggiunto l'orgasmo, avevano immerso ciascuno un bisturi nel cuore della prigioniera che aveva finalmente cessato di soffrire. Due uomini ne stavano sistemando il cadavere nella cassa mentre gli altri tre ripulivano la stanza e gli attrezzi. Frattanto Biker e l'altra stavano rilassandosi, bevendo allegramente.

Teskar spense gli impianti, si girò verso un muro, vi si appoggiò e vomitò. Nella sala d'ascolto per alcuni istanti regnò il silenzio.

Poi Mar riprese: "Chanul... aspetto una tua risposta."

Teskar sedette pesantemente, sospirò e cominciò a parlare: "Mar ha ragione, Chanul. Se l'avessimo bloccato ora forse quella ragazza si sarebbe salvata, è vero. Ma Biker presto sarebbe stato libero di ricominciare, con maggiore prudenza ed astuzia, magari lontano di qui, ad ucciderne altri. Ma il mezzo per bloccarlo definitivamente c'è: se là, su quel lettino, ci fosse stata la figlia di qualche Capo-Famiglia o Governatore, allora Biker non riuscirebbe più a passarla liscia. Nessuno più si azzarderebbe a proteggerlo dalla giustizia."

Mar annuì: "Certo. Ma Biker è astuto, non a caso prende solo gente umile e povera e da altre città. Come possiamo fare? Non riesco a vedere una soluzione. Ma ho detto, e ripeto, che a costo di ucciderlo con le mie mani, tutto questo finirà!"

Teskar si stava riprendendo: "No, Mar, t'ho detto che forse c'è una soluzione. Ascolta..." disse ed espose il suo piano.

Mar annuiva ed iniziava a rianimarsi: "Sì, sì, è possibile. Difficile ma non impossibile. Sì, ci siamo. Questa è la soluzione. Dobbiamo preparare tutto nei minimi particolari... dobbiamo fare le cose bene, molto bene, senza spazio per il minimo errore."

Teskar si alzò: "Chanul... Mar prima ti ha fatto una proposta riguardo al tuo giuramento di fedeltà. Che cosa gli rispondi?"

Chanul alzò lo sguardo verso suo cugino, poi guardò Mar: "Scusami, Mar. I miei nervi non hanno retto. Ho giurato fedeltà a te ed alla tua causa e so che stai agendo per il meglio. So che pure per te tutto questo è duro e difficile. Rinnovo il mio giuramento, Mar, e adesso forse in modo più adulto e responsabile. Puoi contare su di me, Mar, fino in fondo. Capisco anche che forse dovranno spegnersi altre vite prima della tua vittoria... e magari anche la mia. Ma è diverso. Quella povera ragazza non ha potuto scegliere. Io sì. Tu ci avevi detto che sarebbe stata una battaglia dura e pericolosa. Finora non mi ero reso conto di quanto lo fosse. Fino ad oggi tutto mi era sembrato solo un bel gioco di avventura, affascinante. Io credo che non sia mai bene usare la vita degli altri per raggiungere un fine, anche se nobile, ma capisco che in questo terribile caso non c'era altro da fare. Se puoi perdonarmi, Mar, accettami ancora fra i tuoi."

Mar sospirò e tese una mano a Chanul: "Vieni, torniamo alla Residenza. Abbiamo moltissimo da fare."

Tutti e tre tornarono a casa. Gli altri attendevano ansiosi e quando videro le espressioni sconvolte, i segni di un'infinita stanchezza e dolore sul volto dei tre, nessuno ebbe il cuore di fare la minima domanda.

Mar e Teskar si misero subito al lavoro. Individuarono due località simili alla villa degli orrori e fecero alcune false segnalazioni alle Forze di Sicurezza cronometrandone i tempi di risposta. In tutti i casi gli Agenti furono sul luogo segnalato in sette secondi e cinque attimi esatti, tempo di Quaryel.

Mar fece trarre dalle registrazioni alcune olografie dei sei compari di Biker. Tramite i soliti canali li fece rintracciare e pedinare in continuazione. Nel frattempo s'era anche scoperto che la cassa col cadavere veniva affondata in piena notte al centro di un lago poco lontano. Anche quella scena venne registrata usando apparati ad amplificazione di luce.

Biker non sospettava che il cappio si stesse stringendo attorno a lui e continuava a condurre la sua solita vita apparentemente normale. Mar per alcuni giorni fece in modo di evitare di incontrarlo: solo l'idea di trovarselo di fronte lo faceva sentire male e non credeva di riuscire a fare finta di nulla. Ad ogni buon conto fece sapere che si sentiva indisposto.

Le indagini sui sei complici di Biker stavano cominciando a dare i primi frutti. Circolavano spesso di fronte agli uffici di assunzione della Famiglia e delle Imprese. Qui avvicinavano i giovani che non avevano ancora trovato lavoro. Anche le spie di Mar presero ad avvicinarsi a quelli che erano stati contattati dagli uomini di Biker e seppero che, facendo balenare loro la possibilità di un lavoro, erano stati interrogati.

I compari del Comandante s'erano informati sulla loro situazione di famiglia, sul loro luogo di residenza e su altri punti utili per capire chi agganciare senza pericolo. Una ragazza aveva avuto un appuntamento per la sera di quella stessa giornata.

Mar la fece avvicinare di nuovo da altri suoi uomini travestiti nello stesso modo dei complici di Biker e le fece dire di non andare all'appuntamento perché la possibilità di lavoro era sfumata. Inoltre si fecero consegnare dalla ragazza la plasticarta con su segnati i dati per l'appuntamento. Scoprirono così che il luogo scelto era in una parte della città in rovina e praticamente disabitata, su cui si sarebbe dovuta costruire una nuova fabbrica di armi della Famiglia Anje.

Teskar vi fece fare, durante il giorno, un accurato sopralluogo dai ragazzi che lavoravano per Mar. Inoltre inviò uno dei suoi uomini, abilmente truccato in modo di somigliare perfettamente ad uno dei complici di Biker, nella città vicina per comperare alcuni cartoncini da poesia ed un inchiostro speciale. Altri ragazzi continuavano a pedinare i sei compari del Comandante.


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