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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL PRIMO LIBRO
DI MAR SWOONEY
CAPITOLO 13
INDAGINI SU DUE MONDI

Mar riprese i contatti con Moder. Il ragazzo non vedeva l'ora di incontrarlo e di riprendere le lezioni di Go. Mar però aveva anche altro in mente. Aveva infatti vinto la sua prima piccola partita, ma ora doveva iniziarne altre più importanti, cominciando a piazzare le prime pietre.

Parlando con Moder, gli chiese perché alle feste tutti avevano un seguito di familiari e funzionari e lui no. Moder gli spiegò che dipendeva solo da lui, infatti l'invito ad una festa o ad una cerimonia per antica consuetudine comprendeva tacitamente anche il seguito dell'invitato. Mar non lo sapeva. Questo fatto facilitava parecchio i suoi piani. Su Quaryel c'erano spesso feste organizzate dalla Famiglia, dal Comando Generale degli agenti UPO, dal Governatore di Quaryel e dai due o tre più importanti Presidenti d'Impresa residenti sul pianeta.

Ogni occasione era buona: un matrimonio, un passaggio alla maggiore età, la visita di un Personaggio Influente. Mar si fece premura di accettare tutti gli inviti ed ogni volta portò con sé il Comandante ed il Capo-ufficio, che gliene furono molto grati, oltre al suo Segretario, Teskar, che invece si annoiava a morte come lui. Ma che, come lui, teneva sempre le orecchie e gli occhi ben aperti.

In quei giorni si faceva un gran parlare dell'ultima conquista tecnica: il transplanet. Era un nuovo e più perfezionato tipo di transmen che poteva effettuare trasferimenti virtualmente istantanei fra due pianeti gravitanti attorno allo stesso sole. Il costo di un trasferimento via transplanet era molto più alto che con le tradizionali navette spaziali o astronavi, ma permetteva di risparmiare lunghi periodi di viaggio.

Le Imprese di trasporti si erano a lungo opposte alle ricerche sul transplanet, perché questo minacciava i loro traffici. Ma le Famiglie Foor, Pike e Natuledjery s'erano consociate mettendo in comune i loro capitali e le loro tecnologie, ed erano riuscite nell'impresa. Si vociferava anzi che già stessero studiando il transtar, che avrebbe permesso collegamenti fra pianeti di stelle diverse.

Questo aveva già cominciato a ridurre il volume di affari delle Imprese di Trasporti, pur senza ancora mandarle in crisi. Ma rischiava di mandare sul lastrico milioni di Vecchi Indipendenti.

Mar pensò subito a Vecchio e Mantice. Fece immediatamente iniziare da Teskar una minuziosa ricerca per rintracciarli. I due Vecchi avevano svenduto il loro cargo su Berkweld, il terzo pianeta abitato del sistema di cui facevano parte Lybby e Merryval, ed erano scomparsi. Mar allora ordinò di fare ricerche all'Ufficio del Registro Centrale galattico su Shunter, il pianeta capitale, sede del Segretario Generale dell'UPO, spendendo tutto quanto fosse stato necessario. Grazie infatti alla sua dotazione di Governatore ed alla quota che riceveva dal Capo-ufficio sul "bottino", Mar non aveva grossi problemi finanziari.

Poi Mar cominciò a pensare a come fare per togliersi di torno il Capo-ufficio ed il Comandante. Rimossi questi due infatti, tutto diventava un po' più semplice. Fra i due, l'osso più duro era Biker, per due motivi: era raccomandato da un membro della potente Famiglia Ketol ed era sostenuto da tutti gli ufficiali della Guarnigione, sue creature.

Mar si rese conto di conoscere assai poco Biker. Doveva scavare nella sua vita privata per capire come potesse affrontarlo e neutralizzarlo. Ma Biker sembrava non avere né parenti né amici. Pensò di pagare un'agenzia di investigazioni per farlo pedinare, ma il timore che lo si venisse a sapere lo fece desistere.

Teskar, con cui ne parlò, gli suggerì di affidare ad un gruppo di ragazzi del loro quartiere quel lavoro. Mar accettò, purché non fosse nessuno della Residenza ad avere i contatti con i ragazzi scelti per il pedinamento. Chanul propose di pagare per ogni notizia utile e sicura otto hore e Mar accettò. Teskar allora iniziò a darsi da fare.

Pochi giorni dopo Mar fu invitato ad una festa per il matrimonio di Lusen, il Primo degli Anje, che sarebbe stato celebrato sulla villa orbitante della Famiglia, un satellite artificiale chiamato "Foglia del Paradiso". Allora chiese a Moder di mandare anche a Biker un invito personale. Moder all'inizio non era molto ben disposto, poiché Biker non gli andava a genio. Mar insisté e gli spiegò che anche questa era un'importante pietra per una sua partita. Moder allora accettò.

"Però, Mar... se permetti... se non ti offendi... vorrei dirti una cosa."

Mar assentì: "Certo. Non credo che tu possa offendermi, Moder."

"Beh, ecco... Quando siamo soli tu sei una persona affascinante, sei come vorrei essere io un giorno: allegro ma non sciocco, attento a chi ti è vicino, limpido, interessante. Ma in alcuni momenti, come questo, o quando mi hai chiesto le droghe, diventi misterioso, tortuoso direi, strano. Parli per mezze frasi... Alle feste poi sembri un qualsiasi stupido damerino, anche se per me è abbastanza chiaro che reciti..."

Mar si passò una mano fra i capelli: "Vedi, Moder... non sempre posso essere me stesso. Con te sì... Tu però ancora non conosci la mia storia, chi sono, di dove vengo e soprattutto a che cosa miro. Nonostante io ti stimi non posso ancora aprirmi a te. Ma una sola cosa vorrei che tu credessi, qualunque cosa tu mi vedi fare o senti dire di me: non sono una persona disonesta."

"Non lo metto in dubbio. Sento che posso avere fiducia in te. Ma vedi, in te non si riesce a leggere. Sento che potremmo essere buoni amici, veri amici, intendo, anche se io sono ancora un Giovane. Ma sento che c'è ancora qualcosa che ci separa."

"Non certo per colpa tua, Moder. Però hai ragione. Non c'entra la tua età né il fatto che tu sia membro di una Famiglia ed io no... Non posso spiegarti, per ora. Abbi pazienza, per favore. Comunque ti ringrazio per essere stato così franco con me. Ti posso solo dire una cosa: mi vedrai fare cose ancora più strane, forse, e forse sentirai anche dire cose poco belle sul mio conto. Ma ricordati, se dovesse accadere, che sono solo pietre di Go messe al giusto incrocio anche se sembrano inutili o se vanno perse. Almeno lo spero. Se vincerò la partita capirai. Se la dovessi perdere invece, Moder, ricordami come un giocatore sfortunato che ha perso, ma non come un baro."

Moder lo guardò stupito: "Mar, stai parlando come se la posta in gioco da parte tua potesse essere... la tua vita!"

Mar sorrise: "In un certo senso, lo è. Forse non in senso fisico, almeno lo spero. Ma questa è veramente una delle più grosse partite che potessi sognare di giocare. E in realtà non si tratta solo di una partita, ma di dieci, cento, mille... È una grande e lunga sfida che ho deciso di accettare."

"E... chi è l'avversario?"

"Se te lo dicessi, scoprirei troppo il mio gioco... ed è più di uno."

"Io ne faccio parte, dei tuoi avversari?"

"Per ora no e spero che tu non ne faccia mai parte."

"Anch'io, Mar, davvero. Comunque mi fido di te. In quello che posso ti darò sempre una mano per piazzare le tue pietre..."

Moder spedì il suo invito personale a Biker.

Quando anche Mar ricevette l'invito, al solito chiese a Biker di accompagnarlo, e si finse sorpreso quando questi, con fierezza, gli mostrò l'invito personale ricevuto da Moder. Salirono assieme sulla "Foglia di Paradiso". A bordo era pieno di Capi Famiglia venuti da diversi punti della Galassia, ma mancava Ketol ni Wole, il Presidente del Gran Consiglio delle Famiglie, e la sua assenza fu notata.

Mar ebbe la gradita sorpresa invece di trovare lassù Manjober ni Raspo. La vecchia lo accolse con grandi effusioni e lo presentò a molti come "l'unico che mi abbia battuto a Go in sole diciannove partite". Poi disse sottovoce a Mar che era lieta che fosse diventato un Governatore grazie alla vincita: infatti, spiegò ridacchiando, è vero che lei aveva sfidato un meccanico, ma almeno era stata vinta da un Governatore. Mar le chiese sottovoce di non dire a nessuno che lui era stato un semplice meccanico.

Raspo lo prese sottobraccio dicendogli: "Certo, certo, mio caro ragazzo, nessuno lo saprà mai da me."

Mar pensò che forse Raspo poteva dargli una mano: "Senti, devo chiederti un favore..."

Raspo alzò un sopracciglio e lo guardò inclinando leggermente il capo: "Sentiamo."

"Vedi, nella mia attuale carica, sto conducendo una... partita difficile in cui non metto in palio solo ciò che ho indosso. Ho bisogno del tuo aiuto per piazzare una pietra che mi permetterà di formare un occhio."

Raspo sembrò interessata: "Continua."

"Devo sbarazzarmi in modo elegante del Capo del mio Ufficio Reclutamento e Verifica."

Raspo annuì: "Vedo. Sbarazzarti, come? Veleno?"

"No! che le Potenze mi assistano! Non così. Avrei solo bisogno che lasciasse il posto che ricopre, ma di sua spontanea volontà, magari perché ha trovato qualcosa di più redditizio da fare. Di sua volontà, capisci, questo è importante. Il problema è che ora, fra introiti legali ed illegali guadagna sulle tre obbligazioni l'anno..."

Raspo annuì di nuovo: "Perciò dovrebbe ricevere un'offerta di lavoro che fra guadagni legali ed illegali gli frutti di più, giusto?"

"Esatto. A parte che poi si possono scoprire i suoi introiti illegali e lo si può gettare in mezzo ad una strada..." suggerì Mar.

Raspo rise: "Mi piace, ci sto. Fammi avere i suoi dati e lasciami il tempo di pensare a come organizzare la cosa. Il lavoro c'è... si tratta solo di trovare il modo di offrirglielo senza che si insospettisca."

"C'è tempo, Raspo, c'è tempo. E prima io devo trovare chi mettere al suo posto."

"Molto bene. Allora restiamo intesi: quando sei pronto, Swooney, fammelo sapere ed io mi muoverò."

Tornato su Quaryel, Mar sollecitò le ricerche di Vecchio e Mantice. Nel frattempo la squadra investigativa messa in piedi da Teskar aveva cominciato a lavorare. Le giornate di Biker furono schedate, con tutti i suoi movimenti ed orari. Tutto pareva normale, finché un giorno si notò che Biker si recava in una casa isolata dei sobborghi, una villetta non abitata, intestata ad uno degli ufficiali di stanza nella guarnigione su Ross, di nome Ymar.

Si notò che arrivava gente di notte trasportando una grossa cassa. Più tardi arrivava anche Biker. Prima dell'alba questi usciva e dopo poco uscivano gli altri con la cassa. Tutte le finestre erano accuratamente chiuse e non si riusciva a capire che cosa capitasse all'interno. Mar allora dette ordine di indagare sulla cassa: da dove proveniva, dove era portata e, se possibile, che cosa conteneva.

Nel frattempo s'avvicinava la data della partenza del cargo per Ross. Mar approfittò ancora una volta della sua amicizia con Moder. Come per caso gli raccontò della sua splendida vacanza su Ross e spesso concludeva con un "ah, dovresti vedere!"

In effetti la parte dell'isola riservata alla Guarnigione, un cerchio perfetto di duecento chilometri di diametro, aveva bellezze naturali notevoli. L'ecologia di Ross era molto diversa da quella di Quaryel. Così, quando Mar gli propose di farci una capatina in occasione del prossimo viaggio del cargo, Moder accettò immediatamente, con entusiasmo. Mar allora fece sapere a Biker che il suo amico desiderava scendere su Ross e che lui l'avrebbe accompagnato.

Il comandate non obiettò, anche perché era in debito con Moder della cortesia dell'invito sul "Foglia del Paradiso". Mar inoltre disse a Biker che quella era la sua grande occasione per fare bella figura con gli Anje e lo invitò a mandare ordini alla Guarnigione perché si organizzassero per Moder quattro giorni di escursioni con tutte le comodità adeguate ad un Anje.

Mar poi si mise in contatto con Njeiry perché radunasse il personale della Residenza portando il numero totale a diciotto soldati, con la scusa della presenza di Moder.

Poco prima della partenza Teskar gli comunicò che si era riusciti a rintracciare Mantice e Vecchio. Mar ne fu emozionatissimo. Quando si stabilì il collegamento videofonico, disturbato per la distanza, erano tutti tesi. Mar finalmente vide i due vecchi e gli si strinse il cuore: sembravano entrambi invecchiati di venti anni, avevano un'espressione triste e distrutta. Avevano perso molti chili e la pelle pendeva loro di dosso come un abito troppo grande. Mar si sentì smarrito.

"Mantice, Vecchio... amici miei!"

La voce di Mantice uscì dal videofono: "Piccolo caro, come stai?"

"Voi, piuttosto!?"

"Eh, siamo qua, Bruscolo. Due poveri vecchi alla fine della loro via... Ma dicci, come va il tuo lavoro? Non sei più sulla Sogno d'Acqua? Di dove han detto che stai chiamando?"

"No, non lavoro più sulle navi. Mi sono imbarcato in qualcosa di molto più grosso... ed ora ho bisogno di voi."

"Tu, Bruscolo, avresti bisogno di due rottami come noi? Ma che lavoro fai, adesso?"

Mar raccontò ai due amici come fosse diventato Governatore di Ross ("Di Galera? Di quel posto infame? E che ci fai tu lì?" lo interruppe Mantice). Mar disse che preferiva non scendere in particolari, benché avesse chiesto la linea schermata.

"Sto volando, amici miei, ma la pressione cambia rapidamente. Per ora mi pare di cavarmela ma ho bisogno di voi, ancora una volta. Spero che verrete ad aiutarmi, che non vi tirerete indietro. Vorrei prenotare il viaggio per voi e in sette o otto mesi potreste essere qui."

Mantice si soffiò il naso per nascondere la commozione. Vecchio aveva le guance visibilmente rigate di lacrime.

"Ma che se ne fa un governatore di due rottami come noi? Di' un po', Piccolo!"

"Vi prego... ho veramente bisogno di voi!"

"Bene, Bruscolo, se davvero ci vuoi, se hai davvero bisogno di noi, veniamo subito, a costo di farcela... a piedi!"

Quando terminò il collegamento Mar era commosso e notò che anche Teskar e Chanul lo erano. Chiese al segretario di organizzare il viaggio per i due vecchi.

"Non in cabine di lusso, però: si troverebbero spersi." precisò.

Quindi Mar inviò un messaggio alla sua amica Raspo: "Fra nove mesi si dovrebbe chiudere l'occhio."

Giunse subito la risposta: "Metto subito le pietre. Tutto come previsto."

Poi Mar e Moder partirono per Ross. Durante il volo Mar prese in disparte Biker.

"Hai fatto in modo che Moder non veda nulla di... compromettente?"

Il Comandante stirò le labbra in un sorriso complice: "Tutto è predisposto, Governatore. Il ragazzino non vedrà nulla che non deve vedere, non temere."

Giunti su Ross, Mar e Moder si istallarono subito nella Residenza. Njeiry era già lì, pronto con i diciotto soldati. Appena poterono appartarsi Njeiry spiegò che avevano già costituito tre cellule segrete, ognuna all'oscuro dell'esitenza delle altre due, per un totale di diciannove uomini, cioè tutti quelli che erano alla Residenza in quel momento.

Aggiunse poi che gli era venuta alle orecchie un'interessante notizia: tra i sottufficiali circolava una diceria, fatta di allusioni e mezze parole. Pareva che il Comandante, in ogni viaggio su Ross, scegliesse uno o più giovani prigionieri di sesso femminile che faceva portare alla Residenza, quando questa non era ancora usata da Mar. Pareva che qui li torturasse, mentre faceva l'amore con uno degli ufficiali superiori.

Mar chiese se fosse possibile averne le prove, ma Njeiry rispose che era già difficile anche solo stabilire se questo fosse vero o fosse soltanto una calunnia. D'altronde, aggiunse, stavano nascendo anche dicerie su Mar.

"Oh, niente di lontanamente paragonabile!" si affrettò a precisare Njeiry.

Mar l'aveva osservato durante tutta la relazione ed aveva avuto la sensazione che in Njeiry ci fosse qualcosa di strano: "C'è altro?" gli chiese.

"No, Governatore."

"Eppure ti vedo teso, stanco forse, non so. Che c'è ancora, sottufficiale Njeiry?" insisté.

Questi sembrò esitare, ma infine parlò: "C'è che... è pesante vivere quaggiù. Il fatto di avere gli amici della cellula segreta aiuta un po', per lo meno di tanto in tanto ci si può sfogare. Ma le cose che vediamo capitare qui sono talmente... capisci, è difficile provare quel che si prova e dover far finta di nulla... anzi, peggio, contribuire. Ad un certo punto ci si sente responsabili e si prova rimorso. Hai un bel dire a te stesso che devi tenere duro per far sì che un giorno tutto questo cambi. Ma frattanto ti vengono i dubbi: cambierà davvero tutto? Davvero non c'è altro mezzo che fare finta di nulla, almeno per ora? Quel che stiamo facendo è veramente giusto? Se non fosse per te... cioè per il giuramento che ho fatto a te, Governatore Swooney, avrei già abbandonato tutto da tempo ed avrei chiesto la fine della ferma."

Mar, d'impulso, prese una mano a Njeiry: "Lo so, lo capisco. Anche io trovo molto pesante tutto ciò, ed a volte vorrei..." stava per dire "andarmene via con te", ma si fermò.

Mar si sentiva sempre più attratto da Njeiry, ma ancora non sapeva se fosse corrisposto ed aveva paura di parlarne. Si dette mentalmente dello stupido, del timido... ma si bloccò.

Consegnò a Njeiry le nuove bombolette di gas che aveva portato con sé, per sottoporre i nuovi ai test e poter così scegliere nuovi capi-cellula ed ingrandire l'organizzazione segreta, e gli spiego come usarlo e come porre le domande.

Il giorno seguente partirono dalla Residenza per un giro turistico. Mar dovette fare uno sforzo notevole, durante tutto il tempo dell'escursione, per non guardare in continuazione Njeiry. Il suo corpo snello e ben fatto e il suo volto luminoso gli erano sempre nei pensieri. Poter parlare con lui, anche se di cose banali, lo riempiva di felicità. Ma Njeiry era sempre così formale...

Passati i quattro giorni, tornarono alla Residenza e si iniziarono i preparativi per la partenza da Ross. L'ultima sera Mar fece in modo di trovarsi da solo con Njeiry. Aveva finalmente deciso di parlargli chiaro, di esprimergli quello che provava per lui.

Preso il coraggio a due mani, cominciò: "Njeiry?"

"Sì, Governatore Swooney?"

"Devi per forza essere così formale con me? Non puoi chiamarmi semplicemente Mar?"

L'altro non si mosse. Mar ne vedeva la bella figura snella e maschia stagliarsi contro il cielo notturno con le sue tre lune, vicine alla sua destra e basse sull'orizzonte. Il giardino era immerso nel silenzio.

"Non è una cosa opportuna, penso, Governatore."

Mar si sentì un po' scoraggiato. Ma l'odore del corpo di Njeiry, così vicino al suo anche se non si toccavano, il colore dei suoi occhi profondi e limpidi, lo spinsero ad insistere.

"Ma almeno quando siamo soli, come in questo momento..."

"Soprattutto quando siamo soli, non posso. Ti prego, Governatore, non mettermi in imbarazzo."

Mar si bloccò del tutto: "Ti chiedo scusa, sottufficiale." mormorò amareggiato.

Njeiry lo fissò negli occhi: "Non hai motivo di scusarti, Governatore." Tacquero tutti e due, poi Njeiry abbassò lo sguardo: "Se permetti, Governatore Swooney, desidererei andare a dormire..."

Mar annuì: "Questa notte scorre, sottufficiale Njeiry."

"La notte scorre, Governatore Swooney."

Il giorno dopo il cargo ripartì per Quaryel. Moder era molto soddisfatto per la bella gita e ringraziò sia Mar che il Comandante.

"Grazie per l'invito, Mar. Spero che tu voglia rinnovarlo."

Mar sentì come un colpo alle tempie. Incontrò l'occhiata sorpresa di Biker: lui aveva detto al Comandante che era stato Moder ad auto-invitarsi! Capì di aver perso una pietra e si augurò che questo non mettesse troppo in pericolo l'intera partita. Biker fece finta di nulla ed anche Mar non tradì nessun turbamento. D'altra parte sapeva di aver piazzato altre buone pietre e di averne carpite alcune, non certo secondarie, al proprio avversario. Anche questa gaffe poteva forse ancora girarla a proprio vantaggio pensandoci bene e facendo qualche nuova mossa.

Tornato su Quaryel, Mar mise subito al corrente Teskar sulle voci che aveva raccolto su Ross a proposito del presunto sadismo di Biker. Ordinò perciò di allargare le indagini per vedere se per caso avvenissero dei rapimenti in coincidenza con le visite del Comandante alla villa. Ed in caso affermativo, che fine facevano i rapiti?

Teskar si mise immediatamente all'opera. Le visite alla villa erano piuttosto rare, perciò le indagini proseguivano a rilento. Teskar esaminò tutte le denunce di scomparsi della città ma sembrò che nessuna fosse in relazione con le visite di Biker alla villa. Né si riuscì ad entrare nella costruzione, poiché la porta era apribile solo usando il 4C e le finestre erano solidamente bloccate dall'interno.

Passarono due mesi durante i quali Biker si recò tre volte alla villa. Un giorno Teskar entrò eccitato nello studio di Mar.

"Forse ci siamo! Ho allargato le indagini e mi riferiscono che sono stati trovati quattro casi di gente di altre città di passaggio qui, di cui si è persa ogni traccia. Le coincidenze sono molte: tutti e quattro sono stati visti l'ultima volta all'Ufficio del Lavoro esattamente un giorno o due prima di una visita di Biker alla villa. Tutti e quattro erano residenti in altre città e tutti sono di sesso femminile. Tutti erano giovani donne in cerca di lavoro, una di diciassette, due di diciotto ed una di venti anni. Tutti e quattro provengono da famiglie povere o modeste. Di nessuno dei quattro si è mai più trovata traccia."

Mar rabbrividì: "È assolutamente necessario trovare il modo di entrare nella villa quando non è in uso per istallarvi alcune microspie videofoniche. Intensifica anche il pedinamento delle casse in uscita e delle persone che le trasportano."

"Chiarissimo. Farò anche affittare una casa vicino alla villa per istallarci la stazione ricevente delle videospie. Il vero problema è come fare ad entrare nella villa per istallarle... Mah, farò del mio meglio."

Mar sentiva che questa partita stava volgendo verso la conclusione e, come gli capitava in questi casi, diventava più freddo e lucido che mai.

Ripensò a Njeiry. La prossima volta che si fosse recato su Ross doveva trovare il coraggio di fare un approccio più diretto a quel giovane. Perciò inviò Teskar a comperare un anello.

"Fai in modo che si sappia che è un regalo per un mio intimo amico, chiaro?"

Teskar annuì divertito: "Stai cambiando tattica, Mar?"

"No, no, tutto come prima. Devo solo creare un piccolo diversivo."

Poi si recò all'Ufficio Reclutamento e Verifica e chiamò il Capo-Ufficio.

"Fammi vedere l'elenco degli ufficiali che hanno chiesto il congedo permanente!" ordinò.

"Nessuno ha chiesto il congedo, Governatore."

Mar fece vedere di essere seccato: "Allora qualcuno è giunto al termine della ferma ed ha chiesto il rinnovo?"

"No, Governatore."

Mar si agitò, arrabbiato, dietro alla sua scrivania: "Portami il regolamento su organici e promozioni."

Il Capo-ufficio obbedì prontamente, ma con espressione perplessa. Mar cominciò a consultarlo, nervosamente. Il Capo-ufficio fece alcune domande apparentemente innocenti, finché riuscì a "capire" il perché dell'agitazione di Mar. A questo punto Mar rinunciò a continuare a cercare e tornò alla Residenza.

Convocò subito Chanul ed il resto del personale: "Ho ancora bisogno del vostro aiuto. È necessario che si sappia in giro che ho perso la testa per un bel sottufficiale della Guarnigione. Non ditelo chiaramente, ma solo con vaghe allusioni, mezze parole... Con i fornitori, gli amici, ma soprattutto col personale della Famiglia Anje, del Governatore di Quaryel, del Comandante Generale degli Agenti U.P.O. Conto su di voi."

Circolando così la voce, sarebbe certamente giunta alle orecchie del Comandante Biker, e così le visite di Mar su Ross non sarebbero più sembrate strane o sospette. Tutti si misero immediatamente all'opera.

Finalmente giunse di nuovo il giorno della partenza del cargo per Ross. Mar vi andò e qui giunti, si recò subito alla Residenza. Anche questa volta Biker non accettò l'ospitalità di Mar, con gran sollievo di questi, ma si stabilì nella villetta di uno degli alti ufficiali.

Alla Residenza Mar trovò lo stesso contingente della volta precedente. Per prima cosa fece un rapido controllo con l'apposita apparecchiatura, per assicurarsi che durante la sua assenza non fossero state piazzate delle microspie. Quando ne fu sicuro, chiamò Njeiry.

"Scegli i sei dei nostri uomini che sono meglio ambientati nella Guarnigione e rimandali indietro con la scusa ufficiale che qui non servono. Devono tenere orecchie ed occhi ben aperti e vedere che cosa fa il Comandante. Sai a che mi riferisco. Qualunque cosa scoprano tutti devono riferire ad uno solo dei sei che alla mia partenza per Quaryel deve informarmi senza far insospettire nessuno. Io non userò il transmen per andare all'astroporto ma un mezzo di superficie. Al bivio per l'astroporto dovrà farmi trovare un segnale. Là c'è una grossa pietra verde: se non è accaduto nulla, ci poserà sopra una pietra bianca; se ci fossero solo forti sospetti, alcune foglie; se invece ci sono prove che... che usa i prigionieri per... quel che sappiamo, ci poserà un ramo spezzato. È chiaro? Quando passerò di lì vedrò e capirò."

Njeiry annuì e dispose il tutto come gli era stato ordinato. Mar radunò poi tutti i suoi uomini.

Negli ultimi tre mesi le cellule segrete erano aumentate a sei per un totale di trentadue uomini. Erano ancora pochi rispetto al totale degli uomini della Guarnigione, ma era pur sempre un inizio. Questi, per poter fare le loro riunioni clandestine senza dare nell'occhio, su suggerimento di Njeiry, si erano improvvisati "animatori del tempo libero" organizzando giochi, gare e feste. Questo, oltre a dar loro una notevole libertà di movimento, aveva creato attorno ad essi un'ondata di simpatia fra i soldati, e gli stessi sottufficiali ed ufficiali sembravano apprezzare il loro lavoro.

Terminata la relazione di Njeiry, Mar approvò il tutto e sciolse la riunione, ma trattenne Njeiry. Usciti gli altri, lo mise al corrente sugli sviluppi della situazione su Quaryel. Gli raccontò anche dell'espediente usato per venire su Ross ad ogni viaggio del cargo, senza destare sospetti. Njeiry sorrise ed approvò.

"Ma dovrai anche far vedere che qui tu corteggi qualcuno..." osservò.

Mar annuì: "Sì, ho fatto sapere che si tratta di un sottufficiale, ed è logico che sia tu..."

L'altro lo guardò con aria strana: "Quindi dovremo fingere che tu ed io..."

Mar avrebbe voluto gridargli: "Non solo fingere! Io ti amo!" ma nonostante tutti i suoi buoni propositi non riuscì a parlare. Si rese conto che i motivi erano due: non era affatto sicuro riguardo ai sentimenti di Njeiry nei suoi confronti ed inoltre era bloccato da un senso di paura. Si sentiva ancora condizionato dalla sua esperienza nella Casa dei Piaceri. Così annuì, senza aggiungere altro.

Njeiry gli chiese: "Perché hai scelto me?"

Mar riuscì appena a dire: "Perché è la scelta più utile... almeno possiamo appartarci e parlare in pace..."

"Ah, vedo." disse Njeiry ed a Mar sembrò deluso.

Però Mar si disse che era solo la sua speranza di essere corrisposto a fargli vedere una delusione che forse non c'era.

I quattro giorni passarono. Tornando al cargo, Mar guardò la pietra verde al bivio: sopra c'erano ben tre rami spezzati. Mar si chiese se significasse che c'erano state tre vittime o se fosse solo una conferma enfatica dei suoi sospetti. Si imbarcò sentendosi molto teso. Il Comandante invece sembrava rilassato e soddisfatto. Mar stava male dentro.


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