logoMatt & Andrej Koymasky Home
una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL PRIMO LIBRO
DI MAR SWOONEY
CAPITOLO 9
UNA PIÙ GRANDE PARTITA

Sceso a terra Mar si istallò in una Casa di Ospitalità consigliatagli da Aren. Fissò un appuntamento con il Dirigente del locale Ufficio del Registro dell'UPO per il giorno seguente. Pensò a lungo come vestirsi per quel primo, importante appuntamento. Gli tornarono in mente le parole di suo padre.

"Un abito appropriato apre le porte giuste."

Si mise allora kilt e cocolla bianchi, la cintura ed i sandali vinti a Raspo, la sacca di foglie e si presentò all'ufficio. Fu subito introdotto dal Dirigente, senza fare anticamera. Presentò la nomina e ne chiese la registrazione a suo nome. Il dirigente lo guardò con un misto di sorpresa, curiosità e forse di sospetto.

"Mi risulta che questa nomina fu acquistata sette mesi standard or sono dal terzo figlio del Primo dei Kresh. Come è giunta in tuo possesso?"

"L'ho avuta dalla Capo-Famiglia Manjober ni Raspo, in piena legalità."

"Ti spiace se eseguo un controllo? Sai, è mio dovere..."

"Certo, certo. Ti sarà facile: la Capo-Famiglia dei Manjober e decine di testimoni qualificati del suo rango sono ora a bordo della Sogno d'Acqua che è ferma al vicino astroporto. Ti prego di videofonare subito, in mia presenza."

Il dirigente annuì. Interfonò ad un segretario e dopo pochi istanti la parete di fronte alla scrivania del Dirigente divenne luminescente e vi comparve l'immagine di Raspo a grandezza naturale: pareva che fosse seduta lì con loro nella stanza. Raspo si guardò attorno, riconobbe Mar ed ammiccò.

"Ehilà, campione! Che buona occasione... ma non sei sulla nave, tu. Chi è quel Cittadino accanto a te? Dirigente di che? Me l'han detto ma sinceramente non facevo attenzione..."

Il Dirigente si qualificò, si scusò per il disturbo e spiegò il motivo della chiamata.

"Per il dio Meni! Certo che il Cittadino Swooney ha detto il vero. Non sai riconoscere una persona onesta quando ti si presenta?"

Il Dirigente si scusò di nuovo: "Sono le formalità burocratiche, purtroppo. Ma mi sarebbe necessaria una dichiarazione registrata sia dalla Famiglia Kresh che da te, Capo-Famiglia, per poter dimostrare a scanso di ogni contestazione che il qui presente Cittadino Swooney è ora il legittimo possessore della nomina."

Raspo guardò accigliato il Dirigente, poi si rivolse a Mar: "Va bene, Cittadino Swooney, penserò a tutto io. Ma dimmi un po', quando pensi di tornare a bordo?"

"No, Capo-Famiglia Man..."

"Oh, senti, Swooney, proprio non puoi chiamarmi Raspo e basta? Mi farebbe piacere."

"Va bene, Raspo."

"Allora non torni a bordo?"

"No..."

"Mi dispiace, sai, mi dispiace. Speravo che tu mi concedessi la rivincita. Ma ne avremo l'occasione, prima o poi. Mah, le nostre strade si dividono prima di quanto prevedessi. Salute, Swooney!" e lo schermo si spense prima che Mar o il Dirigente potessero aggiungere altro.

Pochi giorni dopo tutte le necessarie registrazioni erano state fatte e la nomina aveva pieno valore legale. La nave, nel frattempo era ripartita. Mar decise di istallarsi in una casa sua. Fatte le dovute ricerche tramite l'Elaboratore Centrale di Situazione, trovò una piccola costruzione con giardino, libera subito, non lontana dal Palazzo del Gran Consiglio. Era stata costruita circa duecento anni prima dal Capo-Famiglia Ketol per gli amanti del suo secondo figlio.

Era una piccola, piacevole costruzione di due piani. A pianterreno c'era una saletta di rappresentanza con una parete completamente apribile sul giardino, una sala dei pasti con annessi servizi, cucina e due cubicoli per la servitù. Al primo piano c'era una grande sala ad alcova circondata da diversi cubicoli per gli amanti, per il personale di servizio ed anche un bel bagno multiplo ed i servizi igienici.

La sala con l'alcova aveva le pareti coperte di affreschi erotici molto belli, che rappresentavano coppie celebri della storia, della letteratura e della mitologia, ritratte nude ed in varie posizioni sessuali, come in un enorme kamasutra illustrato. Mar notò che la grande maggioranza delle coppie erano composte da persone dello stesso sesso, ma non tutte. Guardare quelle immagini provocava un certo senso di eccitazione sessuale. Però Mar si chiese se, vedendo e rivedendo quelle immagini ogni giorno, alla lunga non diventassero quasi inutili...

Mar comunque la acquistò per un'Obbligazione e dodici Azioni e per poter pagare quella somma dovette vendere la sacca di maglia di platino. Gli ambienti erano penosamente vuoti, ma per cominciare poteva andare bene così. Usò uno dei cubicoli del pianterreno per sé ed attrezzò la saletta di rappresentanza a studio. Non voleva ancora lanciarsi in grandi spese.

Si collegò poi al Servizio Dati Centrale per documentarsi su Ross, la sua posizione spaziale, la sua storia, le sue caratteristiche ed il suo stato giuridico. Riempì anche parecchie memorie digitali con le documentazioni su leggi e regolamenti riguardanti la carica di Governatore. In breve lo studio di Mar traboccava di registrazioni, microchip, copie elettroniche di documenti, testi, mappe, olo-documentari ed estratti di notiziari. Mar passava ore ed ore a leggere, confrontare, prendere appunti e cercare nuove documentazioni.

Dopo pochi giorni di questo intenso lavoro, ricevette un invito: il Governatore di Niuketol dava in suo onore un piccolo ricevimento informale alla Residenza. L'inserviente che gli consegnò l'invito, disegnato con eleganti caratteri grigio scuro su un foglio di vera carta grigio-perla screziata in argento e ripiegata in modo artistico, aveva un'aria altezzosa.

"Dai questo al Segretario del Governatore. Io resto qui in attesa di una risposta. Fai svelto."

Mar dentro di sé sorrise: "Puoi andare anche subito. Riferisci che il Governatore Swooney accetta e ringrazia."

L'inserviente aggrottò le sopracciglia: "Chi credi di essere tu per rispondere a nome del tuo padrone?"

Mar si guardò: indossava, come sempre in casa, una semplice tunicella grigia da lavoratore e capì l'errore dell'inserviente.

"Aspetta un attimo, allora." disse divertito.

Andò al guardaroba, indossò gli abiti più belli che avesse e tornò alla porta.

"Sono il Governatore Mar Swooney. Confermo quanto ti ho detto poco fa. O vuoi anche eseguire un controllo di identità, per caso?"

L'inserviente perse subito la sua prosopopea e non si capiva se fosse più intimorito, meravigliato o scandalizzato: "Chiedo scusa, Governatore, ma... vado! Questa giornata scorre, Governatore... questa giornata scorre."

"Questa giornata scorre, inserviente."

Appena l'altro fu uscito, Mar scoppiò a ridere. Certo che doveva essere inusuale vedere un Governatore vestito alla meno peggio andare ad aprire la porta per ricevere un inserviente.

Nei giorni seguenti proseguì nei suoi studi finché fu tempo di andare al ricevimento. Si vestì in modo semplice ma elegante, poi si avviò a piedi verso la Residenza del Governatore, che non era lontana da casa sua.

Qui giunto fu fermato alla porta da un agente: "Dove credi di andare, Cittadino?"

Mar infilò la mano nella sua sacca e gli mostrò l'invito. L'agente sembrò sbalordito. Chiamò un superiore. Questi guardò l'invito, guardò Mar e lo pregò di accomodarsi nella sala di guardia. A sua volta chiamò il Capo degli Agenti che pregò Mar di farsi identificare con il controllo retinico. Avvenuta la verifica, il Capo informò immediatamente il Segretario del Governatore, che giunse trafelato. Mar era stupito e divertito nello stesso tempo per tutto quel trambusto.

Il Segretario si scusò con lui per l'attesa: "... ma ti attendevamo nella sala dei transmen, come è consuetudine, dopo aver ricevuto l'avviso del tuo gradito arrivo dal tuo Segretario. Non eravamo pronti ad accoglierti così, nella forma dovuta al tuo rango. Spero che ci vorrai scusare, Governatore Swooney."

Mar assentì con fare compunto: "Sì, sì, certo. Solo che oggi è una bella giornata e mi andava di fare due passi a piedi e..."

"Oh, non sta certo a te scusarti, no, certo. Così è bene se così a te piace. Ti prego di seguirmi."

Mar attraversò corridoi e saloni splendidi. Il lusso era incredibile e la Residenza era quanto di più moderno e confortevole si potesse concepire. Opere di artisti famosi, almeno così pensò Mar, adornavano appropriatamente ogni ambiente. Finalmente Mar fu annunciato al Governatore Frattan, già avvertito del suo arrivo anzi, Mar pensò che il lungo percorso per i corridoi e per le sale della Residenza avesse il duplice scopo di impressionarlo e di dare tempo a Frattan di prepararsi.

Frattan era una donna sui quarantotto anni standard, bassa, calva, con una curiosa bocca con gli angoli in su e labbra finissime, un piccolo naso rotondetto, occhi socchiusi ma vivacissimi di un colore indefinibile. Una cocolla tenuta leggermente sollevata dal seno, fianchi grandi, un kilt finemente plissettato della stessa stoffa, forse fatta con la famosa seta verde di Kium, adornato al centro con una bella spilla di luce solida verde. Sandali e sacca erano della stessa morbida stoffa del vestito, ma su ogni trama erano infilate minuscole perline di luce solida che al minimo movimento lanciavano barbagli.

Mar s'inchinò lievemente ma si sentì subito sulle spalle le mani sudaticce della collega.

"Carissimo Swooney! Sono così felice di fare la tua conoscenza! Vieni, vieni, la mia umile dimora è tua. La festa inizierà più tardi e sono lieta che tu sia giunto così puntuale, almeno avremo il tempo di conoscerci e di scambiare qualche opinione."

Mar rispose: "Grazie... Frattan (e gli fu difficile dire il nome dell'altro senza farlo precedere dal titolo). Anche io sarò lieto di parlare con te."

Entrarono nello studio: era una stanza grande come tutto un piano della casa di Mar, con le due pareti esterne chiuse da un'unica lastra di vetro curvo polarizzato. Una parete era completamente coperta da un enorme arazzo di fattura apparentemente terrestre, con scene dell'Ultima Guerra Mondiale. Di fronte a questo c'era lo scrittoio di Frattan. Il tavolo era ricavato da un unico pezzo di radice d'albero degli scultori, appositamente lavorato.

La quarta parete aveva una porta centrale, da cui erano entrati, e due piccole porte laterali. Fra le porte c'erano due piccole consolle, anch'esse ricavate da radici dell'albero degli scultori, una attrezzata a terminal di computer e l'altra a banco di rinfreschi.

Nel centro dell'ampia sala, direttamente dal pavimento, sgorgava una fontana di acqua corrente con piante e fiori, a formare un minuscolo e curatissimo giardino in stile gedozen. Mar era sopraffatto da tanto lusso.

Frattan lo guidò al giardinetto e sedettero su due pietre coperte di muschio bianco. Da qualche parte sorgeva una tenue musica di flauti e brucia-profumi abilmente dissimulati spargevano un discreto odore di sottobosco.

"Appena mi è giunta notizia della tua nomina, Swooney carissimo, mi sono fatta premura di invitarti perché, come vuole la consuetudine, potessi presentarti ai Cittadini di rango di questo pianeta ed a quelli di passaggio su Niuketol. Ma devo confessarti che, non sapendo nulla di te né delle tue origini (devi perdonare questa mia ignoranza ma al giorno d'oggi, nonostante i mezzi di cui disponiamo è così difficile stare dietro a tutto...) gradirei scambiare con te qualche informazione che mi permetta di presentarti in modo corretto agli altri ospiti..."

Mar stava pensando rapidamente: "Più che giusto, Frattan. Anzi, è stato imperdonabile da parte mia piovere qui da te all'improvviso, senza farmi annunciare... ma devi scusare la mia inesperienza dovuta alla mia giovane età. Spero anzi che tu voglia cortesemente guidarmi affinché io possa evitare gli stupidi errori che potrei fare senza la guida del tuo esperto aiuto." ("Le lezioni di comportamento e di recitazione avute alla Eden SPA, dopo tutto, si stanno rivelando utili" pensò Mar).

Frattan annuì vigorosamente: "Certo, certo. In effetti da molti anni sono Governatore e conosco personalmente molti colleghi, ma tu sei il più giovane che io abbia incontrato fino ad ora. Questo depone a tuo favore, evidentemente..."

"Grazie, Frattan. Chiedevi notizie su di me e sulla mia famiglia. Ebbene (devo stare attento a scegliere bene le parole, pensava Mar) la mia è un'antica famiglia del pianeta Terra, non una delle più importanti, è vero, ma antica (quale famiglia non è antica, dopo tutto?). Non è importante, ti dicevo, ma ha un forte senso delle tradizioni. Mia madre è una funzionaria dell'ONU, il Governo della Terra, mio padre, da quando ha avuto un incidente, si occupa di problemi economici (sta sempre attento a far quadrare il bilancio di casa, poveretto; pensava Mar divertito). Quanto a me, dal raggiungimento della maggiore età, non ho fatto che viaggiare.

"Ti devo confessare che fino ad ora non avevo mai deciso quale campo di attività scegliere per riempire le ore della mia vita (han sempre deciso gli altri per me; pensò) nonostante diverse Imprese m'abbiano offerto possibilità tali da sistemarmi per sempre. L'unico contratto che abbia risvegliato il mio interesse era quello di una Impresa di Crociere Intergalattiche, ma ho lasciato cadere la pur generosa offerta quando la buona Raspo, la Capo-Famiglia dei Manjober, d'accordo con la Famiglia Kresh, m'hanno offerto l'affascinante possibilità d'inserirmi nel mondo della politica. Oh, so bene che Ross è un piccolo pianeta privo di attrattive e di importanza, ma per cominciare, mi sono detto..."

Mar si augurò di non aver spinto troppo oltre il suo gioco. In fondo aveva detto solo la verità, se pure in modo che l'altra potesse interpretarla come desiderava. E poi, se si fosse scoperto come stavano realmente le cose (ma chi si sarebbe preso mai la briga di eseguire ricerche approfondite su di lui?) tanto peggio: nessuno poteva accusarlo di aver mentito. Frattan, mentre Mar parlava, annuiva e prendeva mentalmente nota di tutto.

Mar sentiva che aveva molto da imparare su quel nuovo ambiente e si disse che il modo migliore era tacere il più possibile ed ascoltare. Pensò che doveva far parlare gli altri per poter imparare le cose che nessun testo riporta.

"Tu, piuttosto, Frattan, dimmi: sei soddisfatta del tuo governatorato?"

La donna fece spallucce: "Come potrei non esserlo? La dotazione è discreta, anche se non alta, ma come sai bene noi funzionari dell'UPO siamo fra i peggio pagati (alla faccia, pensò Mar, tu prendi almeno sei volte la mia dotazione, cioè cinquanta o sessanta volte più di un qualsiasi lavoratore!). Ma la carica," continuò Frattan, "ha i suoi vantaggi. Abbiamo poteri che, se usati al momento e nel modo opportuno, possono rendere bene. In fondo, anche se il nostro ruolo non ha più l'importanza ed il peso politico di un tempo, è pur sempre una posizione chiave per ottenere compensi dalle parti più diverse. L'importante è usare bene le leggi, capisci?"

Mar annuì con aria convinta: "Certo, certo. Penso che tu abbia un buon Chiaritore di Leggi al tuo servizio..."

"Che dici, un buon Chiaritore! Ne ho uno stuolo che lavorano per me. Sai, le Famiglie stanno acquisendo sempre più potere politico perché in pratica controllano tutta la tecnologia, gran parte dell'economia e buona parte delle comunicazioni di tutta la Galassia conosciuta. Hanno al loro servizio eserciti di Chiaritori. Se vuoi mangiare la tua fetta di polkash, devi avere anche tu il tuo nucleo di Chiaritori: pochi, forse, ma fra i più esperti. E devi mantenere buoni rapporti con le Famiglie.

"Oh, nel tuo caso forse è un po' diverso, tu quasi non hai problemi. I tuoi predecessori hanno sempre affidato tutto ad un efficiente Segretario e se la sono spassata. In fondo ti invidio, anche se la tua dotazione ufficiale è bassa: hai un'infinità meno di grattacapi di tutti gli altri Governatori. Il tuo penultimo predecessore, il figlio cadetto della Famiglia Prowow, non ha mai messo piede su Ross e non so se quelli prima di lui ci sono mai stati. Quando morì la sua Famiglia vendette la carica ai Kresh... ora vedo che la carica è tua. Come ne sei venuto in possesso? Ti è... costata molto, se non sono indiscreto?"

Mar fece spallucce: "Beh, ho rischiato quasi tutto quello che avevo, è stata una lunga battaglia. Ma piazzando bene le mie... pedine, alla fine sono riuscito ad avere quanto volevo." affermò Mar, senza aggiungere altro.

Frattan sembrò deluso dalla risposta: "Beh, col sostegno della tua Famiglia..."

"Oh no, non ho toccato nulla dell'eredità di famiglia!" esclamò Mar facendo ruotare l'anello sul dito con aria indifferente.

"Allora devi aver avuto buone conoscenze, utili appoggi..." insisté Frattan.

"Oh, certo. Soprattutto devo ringraziare la buona vecchia Raspo. Senza di lei non sarei certo qui..."

Mar pensò che il gioco si stava facendo pericoloso. Prima o poi qualcuno degli ospiti della Sogno d'Acqua avrebbe raccontato della sfida di Go; anche se era improbabile che ricordasse il suo nome ed il fatto che nella posta in gioco era compresa la nomina a Governatore, c'era il rischio che la verità venisse a galla. Ma per il momento era al sicuro e comunque nessuno avrebbe potuto togliergli la carica.

Più tardi la festa ebbe inizio. Il "piccolo ricevimento informale" si rivelò una festa sfarzosa. C'erano almeno settecento invitati, tutta gente importante di rango, alti funzionari, membri di Famiglie compreso qualcuno dei Ketol. Mar fu presentato e nelle parole di Frattan divenne "il rampollo di un alto funzionario dell'ONU di Terra e di un famoso economista". Mar si schermì, assicurando che Frattan aveva esagerato, ma nessuno gli credette.

Conobbe e dimenticò i nomi di molta gente, ascoltò discorsi insulsi e chiacchiere d'alto bordo, e quando finalmente la noiosissima festa giunse a conclusione, era stanchissimo. Tutto sommato aveva acquisito ben pochi dati utili. Aveva imparato una sola cosa nuova: il modo di agire e l'etichetta da seguire in quel particolare ambiente. Ma non ne era certo entusiasta.

Uscì come era entrato, quasi alla chetichella, e tornò a piedi nella sua casa. Passò i giorni seguenti finendo di studiare la documentazione raccolta e rispondendo ad inviti, dapprima numerosi poi sempre più rari, che "Il Governatore Swooney è indisposto" e firmando "Il Segretario particolare".

Faceva lunghe passeggiate nei parchi cittadini, vestito della sua tunicella grigia da lavoratore. Quando si sentì pronto per il viaggio a Ross, prenotò un volo per il pianeta Quaryel, orbitante attorno allo stesso sole di Ross, su una nave passeggeri, in classe economica, facendosi registrare semplicemente come "Cittadino Mar Swooney".

Solo da Quaryel partiva un volo periodico per Ross: il cargo che trasportava i soldati della guarnigione, i prigionieri e le vettovaglie.

Mar riposò per tutta la durata del viaggio, preparandosi per la nuova partita che lo attendeva.

A bordo c'era anche un giovane che subito attirò il suo sguardo. Era snello, alto, aveva capelli neri, crespi e corti, un volto regolare, serio, con occhi vivaci e luminosi, una bocca sensuale, un naso dritto e bello. Aveva spalle larghe e anche piccole, dava l'impressione di essere un atleta, o forse un ballerino, o qualcosa di mezzo fra i due.

Riuscì a fare amicizia con lui: si chiamava Kolhen, aveva ventidue anni standard ed andava a Quaryel perché aveva avuto un'offerta di lavoro come istruttore di ginnastica artistica presso una delle famiglie di Presidenti d'Impresa locali.

Parlando con lui, Mar si sentì sempre più attratto da quel bel giovane, sia fisicamente che per il suo carattere, ma nonostante la sua attrazione aumentasse di giorno in giorno, nonostante si eccitasse al solo vederlo, anzi, al solo pensare a lui, non si sentiva di fare il primo passo.

Un giorno Kolhen gli disse: "Senti, Mar, io ho l'impressione che anche tu stai provando per me quello che io provo per te. Mi sbaglio?"

"Non so... forse no. Che cosa provi tu per me?"

"Attrazione, Mar. Desiderio di poterti stringere a me, di fare l'amore con te."

Mar non si aspettava un approccio così diretto e chiaro ed arrossì.

Kolhen sorrise. "Allora non mi sbagliavo... Perché non vieni nel mio cubicolo?"

"Non so. Sì, è vero, mi sento molto attratto da te, però... da molto tempo non ho più un contatto fisico con un'altra persona, non so neppure se tutto funzionerebbe nel modo giusto..."

"Potremmo provare, comunque, no?" gli propose con dolcezza il giovane uomo.

Mar annuì.

"Vieni con me, allora?" chiese quasi sottovoce Kolhen.

Si chiusero nel cubicolo di questi. Kolhen lo prese fra le sue braccia, lo strinse a sé e lo baciò in bocca. Mar, dopo una prima, breve esitazione, rispose al bacio. In breve tutti e due erano eccitati e pieni di desiderio di andare oltre. Kolhen iniziò a sfilare la tunicella di Mar. Questi a sua volta slacciò il kilt del compagno. Presto erano nudi uno di fronte all'altro, pienamente eccitati entrambi.

Kolhen riprese fra le sue braccia Mar, gli si strofinò contro col corpo nudo e le loro erezioni giocarono per un poco, sfregandosi l'una contro l'altra, calde e palpitanti. Anche le loro lingue giocavano, ora lievi, ora inquisitrici, e la tensione sessuale fra loro aumentava vertiginosamente.

"Ti voglio, Mar... Ti lasci prendere da me?" gli chiese in un sussurro l'altro.

"Sì, come vuoi tu..." rispose il giovane sentendosi mancare il respiro per l'emozione.

"Allora vieni qui, siediti sopra di me, guardandomi..." disse Kolhen sedendo sul bordo della morbida cuccetta.

Mar gli sedette in grembo, con le gambe attorno alla sua vita, sul letto. Sentì pulsare sotto di se la vigorosa verga del compagno.

"Mi desideri?" chiese Mar in un mormorio.

"Da matti. Dal primo giorno che ti ho incontrato, nella sala giochi. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto un sacco poter... giocare con te, come stiamo facendo ora."

"Perché? Cosa ci trovi, in me?"

"Sei bello, ma non è solo questo. Sei attraente, i tuoi occhi sono profondi e un po' misteriosi." disse Kolhen facendogli sentire la fierezza della sua verga contro le piccole natiche sode.

Mar si alzò un poco, abbracciandolo attorno al collo per sollevarsi. Kolhen con una mano guidò il suo palo fra le natiche del compagno, sfregandocelo finché individuò il calore invitante del foro nascosto. Mar fremette. Poi iniziò lentamente a calarsi giù incontrando la spinta del palo incandescente. Sentì il proprio sfintere aprirsi a poco a poco ed il suo canale accogliere la fiera lancia che iniziò a scivolare inesorabile nel caldo e stretto ricettacolo.

"Mi piace..." sospirò Mar.

"Anche a me. E mi piace come mi stai sorridendo mentre mi accogli. Non ero sicuro che anche a te piacessero quelli del tuo sesso. Sono contento che sia così, invece."

"Non rifiuto una bella ragazza, però sinceramente preferisco un ragazzo..."

"Io sono il contrario di te: non rifiuto mai un bel ragazzo come te, anche se preferisco una ragazza... Ma ora non importa, godiamoci questo bell'incontro..."

Mar iniziò a molleggiare su e giù su quel forte palo, mentre Kolhen gli sfregava i capezzoli con una mano e con l'altra gli massaggiava ad arte il bel membro duro, racchiuso fra i loro ventri. Di tanto in tanto si baciavano ancora. Dopo pochi minuti di quella piacevole ginnastica, Mar venne e mentre veniva contrasse ad arte lo sfintere ed ondeggiò il bacino in modo di scatenare il godimento anche nel compagno, che presto si svuotò dentro di lui, gemendo a bassa voce per il piacere.

Dopo si stesero sulla cuccetta carezzandosi e dandosi lievi baci, finché entrambi tornarono a rilassarsi.

"Ti è piaciuto, Mar?" gli chiese allora il compagno.

"Sì, è stato piacevole."

"Sai, a Quaryel c'è la mia ragazza, è lei che mi ha trovato il lavoro che mi aspetta. Purtroppo lei è piuttosto gelosa di me, quindi sarà difficile che ci si possa trovare ancora..."

"Va bene. Possiamo però goderci i giorni di viaggio che ci rimangono, no?" chiese Mar.

"Sono contento che tu me l'abbia chiesto, ci speravo, ma non volevo darti l'idea di chi vuole profittare, capisci? Per questo prima t'ho detto che una volta a Quaryel quasi certamente non ci potremo più vedere. A parte il fatto che il pianeta è vasto e non so dove andremo ad abitare, tu ed io..."

"Non farti problemi, va bene così. Dopo tutto io avevo bisogno di incontrare qualcuno come te, penso." gli disse Mar.

Non faceva l'amore con lui come quando era nella Casa, ma in modo semplice e spontaneo, quasi più per ritrovare se stesso e la propria sessualità che non per far apprezzare la sua indubbia bravura nel fare il sesso. Quell'incontro con Kolhen era prezioso, perché stava rimarginando le sue ferite interne.


Pagina precedente
back
Copertina e indice
INDICE
8oScaffale
scaffale 8
Pagina seguente
next


navigation map
recommend
corner
corner
If you can't use the map, use these links.
HALL Lounge Livingroom Memorial
Our Bedroom Guestroom Library Workshop
Links Awards Map
corner
corner


© Matt & Andrej Koymasky, 1997 - 2008