Ho incontrato Higgins e ho passato una giornata con lui (ma non a letto, forse non sono il suo tipo) in cui mi ha praticamente esaminato. Conclusione: sono assunto in pianta stabile nella sua agenzia. Mi ha anche proposto di fare un film con lui, in un prossimo futuro. Quindi mi hanno fatto il guardaroba, un sacco di bei vestiti, tutti piuttosto eleganti e sexy.
Che dire dei clienti? Ce n'è veramente di tutti i tipi, un assortimento molto più vasto di quello che avevo a casa, in Italia. Pochissimi sono clienti abituali, sono quasi tutti di passaggio per periodi più o meno lunghi. A differenza che con gli amici in Italia, qui fra noi boys non ci si racconta le nostre avventure, nemmeno quelle poche un po' diverse dal solito.
Spesso, dopo l'orario di lavoro, si va un po' in giro per locali gay con Samba e Hansel. Ma nel contratto c'è l'impegno di non fare marchette extra, cioè fuori dall'organizzazione. Avventure sì, marchette no. Se qualcuno ci agganciasse fuori, a pagamento, o gli diciamo di no o lo invitiamo a passare in agenzia. No problem.
In discoteca un ragazzo francese m'ha fatto il filo per tutta la sera ma anche se era carino proprio non ne avevo voglia, così non è successo niente.
Continuo a dormire nel lettone con Hansel e Samba, ma mi sto cercando un posto altrove in modo di lasciarli liberi. Hansel dorme quasi sempre in mezzo. Una notte mi sono svegliato perché il culetto di Hansel (dormiamo completamente nudi) si sfregava contro il mio cazzo in tiro. L'ho carezzato sul petto e lui m'ha carezzato la mano per farmi capire che era sveglio e si è spinto di più contro di me.
Allora ho allungato la mano, ho preso il gel e un preservativo sul comodino, gli ho preparato accuratamente il foro ed è cominciata la lunga immersione... Stando tutti e due sul fianco destro, ho cominciato a fotterlo pian piano in modo di non far ballare il letto e di non svegliare Samba. Era molto eccitante quel modo di farlo quasi di nascosto. Non che Samba avrebbe niente da ridire, anzi quasi sicuramente si unirebbe a noi, ma era una specie di gioco piuttosto arrapante. L'ho fottuto a lungo, con calma ma a fondo, stuzzicandogli con una mano il bel cazzo circonciso e con l'altra i piccoli capezzoli turgidi e duri. Hansel aveva messo un qualche panno davanti al suo cazzo per venirci dentro e non rischiare di irrorare Samba che continuava a dormire ignaro lì di fronte a lui.
Siamo venuti quasi contemporaneamente. Hansel si è ripulito, ha gettato a terra oltre me il panno, poi si è girato verso me e mi ha baciato a lungo in bocca.
"A very good fuck." mi ha sussurrato. Sì, una gran bella chiavata.
Più tardi mi sono svegliato di nuovo. Stava succedendo la stessa cosa fra Hansel e Samba. Ho fatto finta di dormire ma sentire quei movimenti lievi accanto a me ed immaginare la scena, mi ha fatto arrapare di nuovo. Tra le ciglia socchiuse intravedevo l'espressione goduta di Hansel mentre Samba lo fotteva. Non è che Hansel preferisca il ruolo passivo, semplicemente quella notte gli andava bene così. Comunque, nel periodo in cui abbiamo dormito assieme, abbiamo fatto l'amore in tre solo una volta. Ma con una certa irruenza.
Ho avuto come cliente un noto cantante inglese. Ha pagato quarantotto ore di fila per avermi con sé. Molto sexy ma un po' strano. Quando si usciva per fare shopping lo seguivo e gli portavo i pacchi, ma chiacchierava con me come con un amico, si faceva consigliare e così via. A letto (a volte prima a volte dopo il suo spettacolo, perciò o di pomeriggio o quasi all'alba) gli piaceva cospargermi di panna montata poi leccarmi tutto, per poi farsi inculare nelle pose più diverse. "food and sex" come diceva lui. Poi gli piaceva farsi la doccia con me. Mi ha regalato i CD dei suoi concerti, con autografo. Dicono che ogni volta che viene ad Amsterdam venga alla Higgins a scegliersi un ragazzo, ma ogni volta ne vuole uno diverso.
In sauna, quando ho fatto un giretto per guardarmi attorno, ho visto un gruppo di sei persone che faceva sesso in un box. Stavo per allontanarmi, quando qualcosa ha attirato la mia attenzione. Allora ho guardato bene e lì in mezzo, quasi al centro delle attenzioni, c'era Gigi che si stava scatenando. Allora sono andato a sedermi al bar da dove potevo vedere l'ingresso della stanzetta in cui si stava svolgendo quella piccola orgia, ed ho aspettato che Gigi uscisse, per salutarlo.
Dopo poco più di una mezz'ora, infatti, l'ho visto uscire, un asciugamano attorno ai fianchi che copriva a mala pena un'erezione che stava svanendo. Gli sono andato incontro, lui mi ha subito riconosciuto e si è illuminato in un sorriso aperto.
"Niki! Che piacere rivederti! Come stai?"
"Molto bene. Ma tu, come mai sei ancora qui ad Amsterdam? Non dovevi rientrare per il lavoro?"
"Sì, per quel cazzo di lavoro! Ho cambiato idea. Ho telefonato a casa che ho trovato lavoro qui e che mi fermo. Hanno fatto storie ma non ci possono fare niente: ormai sono diventato maggiorenne."
"Lavori? Che fai?"
"Mi hanno preso in una pizzeria. Mi danno un letto, una piccola paga e da mangiare. Per ora va benone. E ogni tanto vengo qui a divertirmi un po'."
"E... ti piace?"
"Qui? Beh, era meglio con te ma sì, godo come un porcello. E, sai... beh, un po' mi vergogno, ma... io e te siamo amici, no?"
"Certo."
"Qualche volta qualcuno mi paga, così arrotondo..."
Mi sono messo a ridere, gli ho dato una pacca sulla spalla e gli ho detto: "Fai bene, cazzo! Fai proprio bene."
Lui ha sorriso come se fosse sollevato dalla mia assoluzione, poi ha detto: "Cazzo, se sapevo che avrei incontrato te, non l'avrei fatto."
"Cosa?" chiedo io incuriosito.
"Poco fa, là dentro. L'ho fatto con cinque contemporaneamente e sono venuto un paio di volte, anzi, tre... Così adesso sono spompato e invece mi sarebbe piaciuto farlo con te. Ma tu, a proposito, hai trovato lavoro?"
"Sì."
"E che fai?"
"Io... l'accompagnatore turistico..."
"Ah, un gran bel lavoro. Una specie di guida turistica, no?"
"Beh, una specie."
"Eh, ma tu sai le lingue, sei fortunato... Senti, vorrei offrirti la cena. Però dopo purtroppo non posso portarti in camera mia, dormo con un pizzaiolo buzzurro e... Non possiamo andare da te?"
"No, anche io dormo con due ragazzi stranieri..."
"Peccato. Ma possiamo darci gli indirizzi e rivederci. E chissà che non riusciamo anche a trovare un posto per... Ho una gran voglia di rifarlo con te, sai? Ti ho pensato tanto. Finora sei il migliore in assoluto, tu."
"Magari solo perché sono stato il primo..."
"No no. È perché io per gli altri sono poco più di un buco o di un cazzo, a volte anche poco meno. Per te ero... si sentiva che... ci tenevi a me. Mi sbaglio?"
"No, hai ragione. Ma io ti ho... sedotto."
"E meno male. Fosse stato uno di quelli probabilmente sarei scappato via. Cazzo, se m'avessero detto qualche mese fa che sono gay, gli avrei spaccato il muso. Adesso invece..."
"Ma sei sicuro di essere gay? Potresti essere bisex: ce ne sono parecchi, sai?"
"Non me ne frega più niente delle femmine e invece mi arrapo da matti per i maschi. Come lo chiameresti tu, uno così?"
"Ma forse è solo la curiosità degli inizi..."
"Nooo! Finora ho avuto solo tre ragazze, in Italia e invece qui non conto più i maschi. A proposito, ti sei fatto il ragazzo qui ad Amsterdam?"
"No, non ancora. E tu?"
"Macché. Però credo che mi piacerebbe, specialmente un tipo come te."
Con Gigi ci si rivede di tanto in tanto, ma non abbiamo avuto mai occasione di fare l'amore. Io ho lasciato Samba e Hansel e ho preso uno "studio" con Sean, un ragazzo americano di ventitré anni che assomiglia vagamente a Jeff Dillon. Cazzo compreso. Con lui facciamo l'amore molto raramente, perché dice che gli basta e gli avanza quello che deve fare con i clienti. Ma quando lo facciamo, ne vale la pena. È un chiavatore davvero formidabile e dopo mi fa sempre dei favolosi blow jobs con l'ingoio. Qualche volta si lascia anche prendere da me, ma gli piace di più il ruolo attivo.
Samba mi ha raccontato che c'è un cliente svizzero, un industriale nel campo degli strumenti di precisione, che viene ad Amsterdam una volta al mese per trattare l'acquisto di diamanti industriali. Ogni volta si ferma per tre o quattro giorni, ma prima prenota dalla Svizzera per essere sicuro di avere Samba come escort. Quando arriva lo vuole con sé in albergo per tutto il tempo. Dice che ha trentotto anni, un bel corpo (fa tennis ed equitazione) e scopa da dio! Insomma, a Samba piace un sacco. Si chiama Jean Luc ed è pieno di soldi.
Ho l'impressione che Samba stia perdendo la bussola per lo svizzerotto, ma forse la cosa è reciproca, perché questo Jean Luc, oltre a chiedere sempre e solo di lui, comincia a fargli regali sempre più belli. A volte può capitare che i clienti, se sono particolarmente soddisfatti, ci facciano un regalino. Ma a Samba, il tizio in questione, è arrivato a regalare un orologio d'oro, svizzero, naturalmente. Ho chiesto a Hansel cosa ne pensa lui, che era stato con Jean Luc tempo fa, e mi dice che né a lui né agli altri lo svizzero ha mai fatto regali e che perciò... come minimo deve essere molto soddisfatto di Samba.
Ho chiesto a Sean se potevo portarmi Gigi a casa e lui mi ha lasciato campo libero andando a passare la serata in discoteca. Così finalmente, Gigi ha potuto fare di nuovo l'amore con me. È molto più disinibito che non quelle prime volte e mi ha fatto passare una serata davvero piacevole. Non ho più granché da insegnargli, ormai. Credo che potrebbe avere successo come boy in un'agenzia, ma non ho intenzione di proporglielo. Poi è tornato Sean ed ho notato che i due si guardavano piuttosto interessati. Ho avvertito Sean che non volevo che Gigi scopra che facciamo marchette e lui mi ha tenuto il gioco.
Mi sa che se li avessi lasciati soli quei due sarebbero finiti a letto assieme: ormai so riconoscere la luce negli occhi di Sean quando è attizzato. Ma alle due di notte, non avrei saputo che scusa trovare per lasciarli soli, così non è successo niente e Gigi ci ha lasciati. Più tardi, a letto, Sean mi ha fatto un sacco di domande su Gigi ed era così arrapato che ha voluto fare l'amore con me. Non li vedrei male, Sean e Gigi, assieme.
Ho sentito gli amici per telefono. Tutto regolare, come al solito. Giorgio continua a farsi vivo ogni tanto "ma meno di prima" dice Mauro. Non hanno ancora trovato il sesto da mettere al posto mio. Dicono che sperano che io ritorni e che perciò mi tengono il posto. Ho chiesto loro notizie di alcuni miei ex-clienti. Jimmi mi ha detto che Fulvio è quasi normale, ormai, e che non pensa più troppo al figlio. Passero mi ha detto che ora Cesare lo porta a casa e che fanno l'amore in tre col suo ragazzo Michele. Mauro continua a vedere Alberto e Pio e dice che Abdel chiede spesso di me e mi manda i saluti. Stefano e Lorenzo non si sono più fatti vivi. Renato continua ad andare con Zio.
A proposito di Zio, Memè m'ha detto che Zio gli ha finalmente dichiarato che lo ama! E che gli ha chiesto di vivere per sempre con lui e che si sono fatti l'anello uguale. Hanno festeggiato in casa questa "ufficializzazione" della loro relazione e c'era anche Giorgio.
I ladri hanno tentato di scassinare la porta di casa ma qualcosa o qualcuno li ha disturbati e non sono entrati. Adesso comunque hanno messo la porta blindata.
Ho fatto il mio primo film hard. La trama è una colonia penale su un isolotto e io sono l'ultimo arrivato che rischia di essere violentato da tutti, ma il capo dei forzati lo prende come proprio amante personale con solenne scopata finale. Io non sono l'attore principale, ma è il "capo" che compare in quasi tutte le scene. Io compaio solo tre volte, comunque faccio la mia bella figura. Alcune scene abbiamo dovuto ripeterle anche due o tre volte per permettere la ripresa da angolature diverse... ma ogni volta era una scopata vera. Con fiumi di sborra.
L'unica cosa che mi ha dato fastidio è che si deve venire sempre fuori da culi e bocche... Quelli che riprendevano le scene non mi hanno dato nessun fastidio né imbarazzo. Non gli veniva neanche duro, talmente sono abituati a riprendere scene hard. Il "capo" invece, mi scopava sempre con vero gusto, non recitava affatto. Dicono che in questo caso la scena viene molto meglio.
A me invece piaceva molto un biondino platinato che interpretava la parte della guardia carceraria e con cui ho passato tutte le notti fra una ripresa e l'altra. Si chiama Paul e ha una faccia carina da matti (oltre al resto), da gran bravo ragazzo (ed è davvero un bravo ragazzo) anche se a letto (e sul set) si trasforma in un vero satiro. Quando ha il cazzo in tiro gli va su dritto, parallelo al ventre. Dice che gli piacciono da matti i latini col cazzo non circonciso, come me, e che negli States si fa molti portoricani.
Paul è il figlio maggiore di un professore universitario e lui è laureato in antropologia, ma lo studio degli usi e costumi dei popoli gli piace di più farlo a letto. Mi ha raccontato che lui ha scoperto di essere gay solo a diciotto anni, quando è entrato in marina ed il suo istruttore di nuoto (guarda caso un portoricano) gli ha fatto il filo fino a portarselo a letto (metaforicamente, perché la prima volta è successo sotto le docce).
Adesso vive facendo film hard gay con Higgins, posando come fotomodello soprattutto per Bel Ami, per riviste gay, e facendo lo strip tease in vari locali del mondo, oltre a marchette di altissimo livello (un'ora con lui può costare anche cinquecento dollari!). Non ha un ragazzo fisso perché gli piace divertirsi, almeno per ora.
Mi ha mostrato uno spesso e grande album di foto, in cui ora c'è anche la mia, con le foto di quasi tutti quelli con cui ha scopato oltre alle sue foto più belle. Una collezione impressionante. Fra i ragazzi che ha avuto c'è anche un campione olimpionico di tuffo, medaglia d'oro, un famosissimo giovane attore cinematografico statunitense, che mi piace da matti e non sapevo che fosse gay, ed un rampollo del jet set internazionale... Bella vita, la sua.
Samba è elettrizzato: Jean Luc gli ha chiesto di andare a vivere con lui in Svizzera. Io gli ho ricordato la sua disavventura con quello stronzo di Arnaldo e gli ho detto di non illudersi.
"Ma Jean Luc è diverso... e poi, come si dice in Italia, chi non rischia non raschia, no?"
"Chi non risica non rosica." l'ho corretto io.
"Beh, quella roba lì. E poi Jean Luc mi piace troppo sia come persona che come maschio. Anche se dovesse finire male, intanto me lo godo... E poi... oh, Niki, credo di esserne innamorato, sai? E anche lui di me."
"Che ne dice Hansel?"
"Di stare attento, come te. Ma sono due mesi che Jean Luc insiste, e mi scrive, e mi telefona... Non potrebbe essere per davvero lui il mio principe azzurro?"
"Sì, potrebbe, ma..."
"No, niente ma. Gli ho promesso che la prossima volta che viene qui gli darò la risposta definitiva... e credo proprio che sarà un sì."
Ed è stato un sì.
Jean Luc è dovuto rientrare in Svizzera mentre Samba prima deve sistemare alcune cose (fra cui il preavviso di dimissioni, previsto dal contratto), perciò gli ha lasciato un biglietto d'aereo e parecchi soldi perché, sistemato tutto, lo raggiunga a Ginevra. Samba m'ha fatto vedere la foto della villa di Jean Luc, tutto fiero.
"Abiteremo qui, pensa! Mi verrai a trovare?"
"Se lui mi vorrà in casa sua... Ti ricordi Arnaldo?"
"No, Jean Luc mi ha detto che posso invitare chi voglio, compresi i miei amici del mestiere. Non ha niente contro le marchette, lui. È un uomo forte e deciso, con le idee chiare e l'abitudine al comando, ma con me è dolcissimo e a letto pare quasi che si preoccupi più di far godere me che non di godere lui. Oh, Niki, sapessi quanto mi sento felice..."
"Auguri, Samba. Spero che questa volta vada tutto bene. Te lo meriti, sei un caro ragazzo..."
"Ehi, Niki, guarda che non è un addio, questo. Non fare quella faccia, non essere preoccupato per me!"
Ma io lo sono.
Sean e Gigi si sono messi assieme. Gigi ha scoperto che facciamo marchette ma non gli importa. Però vorrebbe che Sean si trovasse un altro lavoro, perché è un po' geloso di lui. Sean dice che lo sta cercando. Quando Samba è partito per Ginevra, io sono andato ad abitare di nuovo con Hansel per lasciare a Gigi il mio posto da Sean.
Ho conosciuto il fratello maggiore di Hansel (di due anni più vecchio) che è gay anche lui e che vive all'Aia con un pittore. Siamo stati ospiti a casa loro per un week end. Sono simpatici e sono carini quando si scambiano tenerezze come una qualsiasi normale coppietta. Vivono assieme da otto anni.
Hansel e il fratello Jan sono molto uniti (da ragazzi hanno anche fatto l'amore assieme, anzi è il fratello che ha fatto scoprire a Hansel la sua vera sessualità). Pieter, il pittore, ha voluto farmi un ritratto nudo. Mi sembra che sia venuto molto bene e me ne sono fatta mandare una fotografia. Mi sono accorto che mentre posavo per il ritratto Pieter si è eccitato, ma lui non ha fatto nessun approccio né io mi sono sognato di farlo: lui e Jan sono talmente una bella coppia che non voglio proprio mettermici in mezzo, anche perché Hansel mi ha detto che sono sempre stati fedeli l'uno all'altro.
Gigi e Sean hanno cambiato tutti e due lavoro. Ora lavorano assieme come commessi in un negozio di articoli gay di Varmoesstraat. Filano d'amore e d'accordo e Sean, una volta che ci si è incontrati, mi ha ringraziato per avergli fatto conoscere Gigi, anzi, ha aggiunto, anche per averlo "svelato".
"Gigi ti ha raccontato di noi due?" gli ho chiesto, un po' sorpreso.
"Certo, mi ha raccontato tutto, proprio tutto, logicamente, come io gli ho raccontato tutto di me."
"E... non sei... non hai... problemi nei miei confronti, ora?"
"Dovrei? Al contrario. Se tu non l'avessi fatto, ora lui non sarebbe con me, quindi..."
"Ma... proprio tutto, anche come l'ho... preso quando lui ancora non voleva?"
"Certo," ha ridacchiato Sean, "e sei stato molto in gamba, da quel che mi ha detto. Forse altri l'avrebbero spaventato invece che convinto. Forse anche io. Gigi è un ragazzo molto sensibile, molto dolce. Tu l'hai preso per il verso giusto, perché anche tu sei sensibile e dolce. Non credevo che avrei mai potuto innamorarmi come lo sono di lui. Con la sua semplicità ed onestà, mi sta svelando un mondo nuovo, molto migliore di quello che m'ero costruito io. E con la sua dedizione mi sta facendo scoprire dimensioni del sesso che non sapevo esistessero. Mi fa sentire desiderato, ma non solo il mio cazzo o il mio culo o la mia bocca... tutto intero, capisci, io come sono, come persona, compresi i miei limiti... E è una sensazione bellissima."
Insomma, Sean è completamente cotto.
Sono proprio contento, per tutti e due.
Mi ha telefonato Zio: Passero è stato violentato da una banda di teppisti che l'hanno beccato di notte mentre usciva da un pub gay. L'hanno caricato a forza su una macchina, l'hanno portato fuori città, picchiato a pugni e calci e poi inculato a turno, lasciandolo mezzo morto sul ciglio della nazionale. Erano in otto, i porci criminali. La polizia non è stata in grado di rintracciarli, anche perché erano su due auto risultate rubate. L'ha trovato la gente di un'auto di passaggio che miracolosamente s'è fermata, pur essendo in piena notte, e ha chiamato un'ambulanza e la polizia. Se l'avessero soccorso poche ore più tardi quasi certamente non si sarebbe salvato.
Ho chiesto una settimana all'agenzia, spiegando che cosa era successo e per fortuna me l'hanno data senza fare storie, ho preso l'aereo e mi sono precipitato a trovarlo. Era ancora in ospedale, ma fortunatamente fuori pericolo, senza conseguenze irreparabili e sulla via della guarigione. Gli ha fatto molto piacere vedermi ed ho passato quasi tutto il mio tempo vicino a lui, spacciandomi col personale dell'ospedale per suo fratello. In fondo è veramente un fratello per me.
Ha ancora il volto tumefatto da far paura, ma il suo solito sorriso non è scomparso. Ha una costola ed un braccio fratturati. Lui dice che in fondo in fondo (ma molto in fondo, dico io) è anche un po' colpa sua, perché quando è uscito in strada e li ha visti appoggiati alle auto che ridevano e scherzavano fra loro insultando e sfottendo quelli che uscivano dal pub. Lui passando vicino ad uno dei teppisti gli ha detto ad alta voce: "Dio, che bel pacco hai! Mi piacerebbe farci un giretto." Questo comunque non giustifica né la violenza né la ferocia di quei maledetti.
Ho detto a Passero che comunque lui è davvero incorreggibile, e lui mi ha sorriso malizioso e m'ha detto: "Infatti sto facendo il filo ad un infermiere del turno di notte: vedessi quanto è bono!"
"Ma Passero! Nelle tue condizioni non potresti neanche farci nulla!"
"Beh, non ora, ma quando mi dimetteranno... Sai, me lo sto lavorando per dopo."
"Ma sanno di te, qui dentro?"
"Che sono gay o che faccio marchette?"
"Tutt'e due."
"Gay sì, marchetta no. Ma mi trattano bene. Anche il mio infermierino di notte."
Il suo infermierino, come lo chiama lui, è un marcantonio di ventisei anni alto uno e novanta e con due spallazze da giocatore di rugby da far paura...
Durante quella settimana ho rivisto Giorgio che era venuto a trovare Passero. Mi ha quasi rimproverato per essere venuto giù senza farglielo sapere prima. Io, forse un po' troppo secco, gli ho detto che ero venuto per Passero e non per lui... il che è pure la verità. Ma quando l'ho visto entrare nella camera d'ospedale, il mio cuore ha fatto un balzo fino in gola e ho sentito che continuo ad essere innamorato di lui esattamente come prima. Spero solo che lui non se ne sia reso conto, spero di aver saputo mascherare bene la mia emozione.
Passati i sette giorni che avevo ottenuto, dopo aver salutato gli amici (e anche Giorgio, per telefono) sono tornato su ed ho ripreso la mia vita e il mio lavoro. Quando l'ho lasciato, Passero era ancora malconcio ma stava visibilmente meglio.
Buone notizie da Samba che sembra stia vivendo qualcosa di molto simile ad un'eterna luna di miele. Meno male! Dice che la famiglia di Jean Luc sa che lui è il suo ragazzo e che l'hanno accettato come fosse un membro della famiglia (soprattutto il cane, dice Samba col suo solito humor). La famiglia di Jean Luc però non sa che lui prima faceva marchette: non sono così aperti, dopo tutto. Penso che dovrò riabituarmi a chiamarlo Gilmar, specialmente se andrò a trovarlo: a Jean Luc non piace il soprannome Samba. Il effetti il nome Gilmar è molto più bello, non ha torto.
Da Higgins hanno assunto tre nuovi boys, perciò io ormai faccio parte dei veterani. Uno si chiama Zac, ha venti anni ed è un moretto americano di lontane origini polacche; il secondo, Derek, è anche lui americano, ma il tipo mascellone con faccia ingenua e cazzone sempre in tiro ed ha diciannove anni; il terzo, Jorge è spagnolo, ha ventuno anni anche se ne dimostra al massimo diciassette ed ha la faccia ta teppistello vizioso, anche se invece è un bravo ragazzo. Proprio niente male tutti e tre.
Un cliente voleva due boys latini, così hanno mandato me e Jorge e l'ho visto all'opera. Questo cliente voleva "giocare" al professore che punisce due scolari negligenti (mettendoglielo cioè in culo...) e noi, vestiti in una specie di uniforme scolastica tipo college inglese, eravamo gli scolari. Bisognava vedere come Jorge recitava la sua parte! Ha messo su una faccia da schiaffi incredibile per l'inizio del "gioco" per poi cambiare in un visino ingenuo e spaventato quando capiva a che punizione il "professore" stava pensando e un'aria da porcello vizioso mentre se lo prendeva nel suo culetto piccolo e sodo. Era divertente ed arrapante al tempo stesso e il nostro cliente ne era molto soddisfatto. Un attore nato, quel Jorge.
Poi, mentre tornavamo da Higgins con le nostre biciclette, Jorge m'ha detto: "Ehi, compare, lo sai che mi diverte un sacco questo lavoro? Sono tutti così svitati i clienti?"
"No, la maggioranza è terribilmente noiosa."
"Beh, comunque è meglio di quando battevo nel parco del mio paese e tutto si risolveva in una sveltina fra i cespugli e una manciata di spiccioli. E la guardia nacional che ti diceva che doveva multarti per prostituzione, a meno che tu eri gentile con loro... Mica tutti, ma più d'uno. Quelli seri ed onesti ti multavano e basta, purtroppo. Ma clienti belli che ti fanno morire dalla voglia, ne capita mai qualcuno?"
"Qualcuno sì, ma mai abbastanza, comunque."
"Ah, merda, non si può avere tutto dalla vita, vero, compare?"
"Vero..."
Jorge dice che quando avrà messo da parte abbastanza soldi aprirà un bar gay al suo paese. Derek sembra credere che farà marchette fino a... novant'anni. Zac invece vuole diventare fotografo di nudi maschili ("così quando sarò vecchio, mi scoperò i modelli"). Solo io non ho le idee chiare sul mio futuro.
Ho scoperto che a Derek piacciono gli ultracinquantenni. Sia attivi che passivi, gli è indifferente, purché abbiano qualche pelo grigio. Si arrapa da matti per un anzianotto ancora ben fatto.
Gilmar insiste perché lo vada a trovare, ma per un po' non posso chiedere altri giorni di permesso. Con il suo Jean Luc va tutto a gonfie vele. Gli ha comprato un'auto sportiva, non un modello di lusso, ma bella. E lo tratta sempre come un principe, dice Gilmar. Non gli fa mancare nulla, specialmente il suo affetto e la sua compagnia. Se infatti deve assentarsi per più di due giorni, lo porta immancabilmente con sé.
Buon segno.
Ho ricevuto una lunga lettera dai miei amici. Passero è tornato a casa ma non ha ancora ripreso il lavoro (anche se lui si lamenta). Comunque è riuscito a succhiarlo al suo "infermierino", ma niente più... e una sola volta. Mauro va bene a scuola e mi scrive (in un italiano praticamente perfetto) che si è preso una mezza cotta per un compagno di classe, ma che non ha ancora capito se l'altro ci sta o non ci sta. Dice che coi clienti va bene e che si diverte. Jimmi ha troppi clienti e è sull'orlo di un esaurimento (gli ho risposto di mollare tutto e di venire a trovarmi per riposarsi un po'). Ha di nuovo litigato con suo fratello Thiery, che ha incontrato in un bar, e stavano per venire alle mani. E mi scrive che i maschietti di Giorgio non si contano più. Zio e Memè sempre d'amore e d'accordo: si sono comprati la camera da letto nuova ed una bella moto.
Non hanno ancora cercato il sesto (e io ho scritto loro di cercarlo, che tanto io non torno) perciò Passero dorme da solo nella stanza, a parte qualche volta che Mauro va a passare la notte nel suo letto. Jimmi non ci va più, ormai, perché dice che quando torna a casa è così stanco che non gli si rizzerebbe neanche con l'argano.
Con Hansel siamo tornati a trovare suo fratello Jan e Pieter. Solita accoglienza calorosa. Pieter mi ha raccontato la sua storia... che ha dell'incredibile.
Dice che lui ha avuto il suo primo rapporto sessuale a venticinque anni. Sapeva di essere gay fin dai tempi del servizio militare, quando andava al cesso della caserma a farsi seghe sognando i suoi compagni di camerata. Ma non aveva mai avuto il coraggio di fare il primo passo e se anche qualcuno tentava di agganciarlo, lui li scoraggiava pretendendo di essere etero. Dice che non sa di che cosa avesse paura esattamente, a quei tempi, anche perché il fatto di aver capito di essere gay non lo faceva per niente sentire un "diverso". Aveva forse paura del rapporto sessuale in sé, però la voglia in lui stava salendo vertiginosamente.
Un giorno, aveva appunto venticinque anni, mentre, completamente solo, si stava cambiando negli spogliatoi della palestra che frequentava, il portafogli gli scivola via dalla tasca e s'infila nella griglia di legno del pavimento. Per poterlo riprendere, solleva la griglia e si cala nell'intercapedine. La griglia, in precario equilibrio, ricade a posto. Lui, recuperato il portafoglio, sta per risollevare la griglia ed uscire quando sente entrare due che parlottano sottovoce con un tono da "cospiratori". Incuriosito, più per il tono che per le parole che non sentiva, si acquatta giù all'ombra degli armadietti ed ascolta. I due si fermano quasi sopra di lui.
E sente: "... ti dico di no, Willhem!"
"Ma allora perché dobbiamo sempre vederci di notte, al buio, al capanno del Grens? Jacob, a me piacerebbe tanto farlo di giorno, alla luce del sole..."
"E così magari essere scoperti dai miei? Sai bene come sono, no?"
"Non possono soffrire noi gay, lo so. Ma non possiamo continuare a nasconderci per tutta la vita."
Il suo cuore ebbe un sussulto. Li conosceva bene quei due, sapeva chi erano: il figlio del sindaco ed il figlio del pastore della chiesa luterana! Ed erano amanti, gay! Restando acquattato, ascoltò ancora.
"Stanotte non posso, mica posso sempre dire che il giro di ronda tocca a me, no?"
"Domani notte?"
"Non lo so... Senti, quando mi è possibile passo in bici sotto la tua finestra zufolando il 'mon papa', così tu mi raggiungi al capanno. D'accordo?"
"Sì, d'accordo..."
Frattanto s'erano cambiati ed erano usciti. Allora Pieter uscì dal suo nascondiglio e, proprio lui così schivo e timido e pauroso, architettò un piano di un'audacia incredibile.
La sera stessa dopo cena passò sotto casa di Willhem in bicicletta zufolando quella musica e si recò al capanno del Grens. Nascosta la bici, entrò, lo esplorò con la pila e vide che in un angolo era stato approntato una specie di giaciglio di foglie secche coperte con un pezzo di tela da vele di bianco cotone. Spense la pila si denudò e si stese in attesa, tremando per la paura che le cose non andassero per il verso giusto e per l'eccitazione.
Dopo un tempo che gli parve interminabile, la porta del capanno si socchiuse, l'ombra di Willhem si affacciò dentro e la sua voce, in un sussurro, chiese: "Ci sei?"
Pieter, sforzandosi di imitare la voce di Jacob e confidando che sussurrando sarebbe stata meno riconoscibile, rispose: "Qui..."
L'altro richiuse la porta e Pieter lo sentì avvicinarsi. "Non vorrei pestarti... dove sei..."
"Ssst" fece Pieter per tutta risposta.
Lo sentì armeggiare, poi ne sentì il corpo stendersi vicino a lui, andandogli in parte sopra.
"Oh, scusa... ma sei già nudo... Hai tanta voglia così?"
"Sì..."
"E oggi che facevi tante storie! Aspetta, mi spoglio anche io... ecco, dove sei? Oh, Jacob, sono pronto... Succhiamelo un po', dai, che poi te lo metto..."
Lui cercò tastoni, individuò con le mani il cazzo già ritto dell'altro, vi portò le labbra e cominciò a succhiarlo. Credette di venire subito tanto era eccitato e tanto forte fu l'emozione di avere finalmente un cazzo turgido in bocca!
"Jacob, che ardore! Che ti prende, stanotte? Fa piano, oh... però... sei proprio su di giri, eh?"
Pieter annuì senza mollare la presa.
Dopo un po' Willhem sussurrò: "Dai, mettiti a quattro zampe, che se non te l'infilo subito va a finire che ti vengo in bocca."
Pieter si mise subito in posizione e sentì l'altro cercare di individuarne il corpo con le mani, metterglisi dietro, spalmargli saliva sul buco, afferrarlo per la vita ed iniziare a spingere.
"Cavolo, sembri più stretto del solito, stasera! Non stringere, rilassati. Mi vuoi o non mi vuoi?"
"Sì..."
"Allarga, allora... rilassati, dai!"
Pieter cercò di rilassarsi e di allargarsi il più possibile con le mani mentre l'altro spingeva con maggiore vigore.
"Sembra che ti sia tornato vergine il culo! Cavolo, che bello. Ma come fai, eh? dimmi un po', Jacob..."
Pieter non rispose. Willhem spinse con maggiore determinazione e finalmente cominciò a penetrarlo. Faceva un po' male, ma Pieter stringeva i denti e cercava di continuare a rilassarsi. Stava perdendo la sua verginità e questo lo eccitava molto. Lo sentì entrare centimetro dopo centimetro, e gli sembrava enorme, più di quando l'aveva avuto in bocca.
Willhem spingeva e gli mormorava: "Ma dove hai imparato, Jacob? È bello, così... mi sembra di sverginarti di nuovo, dopo sei mesi... È fantastico..." e spingeva, spingeva invadendolo a poco a poco.
Finalmente dopo un tempo eterno, gli fu tutto dentro e cominciò a fotterlo. Pieter si stava godendo ogni centimetro di quel cazzo, ogni spinta dei lombi dell'altro, ogni colpo delle palle di Willhem contro le sue chiappe e le mani forti che lo tenevano per la vita. Cominciò a farsi una sega in preda al delirio dei sensi.
"No, smettila, non devi venire sennò poi non riesci a venirmi in bocca, no? Lo sai quanto mi piace..."
Pieter smise. L'altro lo cavalcava in un galoppo sfrenato.
"Ecco, Jacob, sto per riempirti, ecco... ecco... eccoooomiiii!" e l'ultimo colpo fu così forte che caddero entrambi sul telo, su un fianco, ma ancora strettamente uniti.
Willhem ansimava forte ed ora carezzava e titillava i genitali di Pieter. Questi si chiese se poteva sentirne la differenza al tatto, ma evidentemente no, perché l'altro continuava a palparlo tranquillo. Poi sentì il cazzo del suo involontario sverginatore ritrarsi a poco a poco dal suo buco in fiamme. Quando fu tutto fuori, l'altro lo fece stendere sulla schiena, gli si infilò fra le gambe e si chinò a succhiarglielo, facendoselo scivolare fino in gola. Pieter avrebbe voluto gridare per il piacere e si contenne a stento.
Willhem fece una breve pausa per riprendere fiato e disse: "Il tuo arnese pare più duro del solito. Sei proprio su di giri, eh, porcello!" e si rituffò a continuare quel favoloso pompino.
Pieter non riuscì più a controllarsi, inarcò il bacino verso l'alto e schizzò nella gola dell'ignaro compagno tutto il suo carico di seme, mugolando forte. Willhem ingoiò tutto senza lasciarsene scappare neppure una goccia, quindi si staccò.
"Oh, Jacob, m'hai quasi fatto annegare, e era più dolce che mai... Ma che hai fatto stasera? Sembri quasi un altro..." e le mani di Willhem salirono a carezzare il capo del compagno. "Che hai fatto ai capelli? Ma..." Le mani scesero a toccare il volto di Pieter, toccarono ancora e Pieter si sentì gelare. "Tu non sei Jacob! Chi sei? Che scherzo..."
Lo sentì allontanarsi da lui e per un attimo ebbe paura, temendo le peggiori cose (adesso prende un coltello e mi sgozza... e cose del genere). Lo sentì frugare. Voleva scappare, mettersi in salvo, ma era paralizzato dalla paura. Sentì uno sfregare secco e nel buio scaturì la fiammella di un fiammifero.
Vide l'espressione attonita di Willhem e lo sentì dire, incredulo: "Ma tu sei Pieter... Tu non sei Jacob, sei Pieter... Come fai ad essere qui? Dov'è Jacob? Parla! Mica t'hanno mangiato la lingua, no?"
Con fatica, a pezzi e bocconi, Pieter gli spiegò, ancora impaurito, tutta la storia. Willhem lo ascoltava a bocca aperta. Poi, quando gli ebbe tirato fuori tutta la storia, scoppiò a ridere.
"Così... così ho sverginato anche te! E ho trovato un altro con cui divertirmi... Cavolo, che pacchia!"
"Non sei incazzato con me?"
"Ma no, Pieter, proprio per niente."
"Mi... perdoni per lo scherzo?"
"Chiamalo scherzo, tu! Ti perdono, sì, ma ad un patto..."
"Cioè?"
"Che scopiamo ancora insieme, spesso e di giorno."
"In certe ore sono solo in casa... potresti venire da me."
"Contaci!"
Quello fu l'inizio di Pieter, sverginato per sostituzione di persona.
Dopo Willhem vennero altri ragazzi, compreso Jacob, finché Pieter incontrò Jan e si innamorarono. Jan, assieme ad Hansel, avevano risposto ad un annuncio di Pieter sul giornale dove diceva che cercava modelli teenagers per dipingere, e si conobbero in quel modo.
Già dalle prime sedute di pittura Jan s'era accorto che Pieter aveva un'erezione ogni volta che lo ritraeva, nudo, in posa col fratello, ritratti nelle sembianze dei Dioscuri, i due fratelli-amanti (quanto appropriato!).
Si conoscevano già da un anno quando Jan e Pieter cominciarono a fare l'amore.
L'iniziativa fu di Hansel che durante la pausa di una seduta, disse a Pieter: "Mio fratello ha una gran voglia di fare l'amore con te, ma non ha il coraggio di dirtelo. Secondo me mio fratello ti piace, perché quando vengo a posare solo io non mi pare che ti diventi mai duro... mentre se c'è lui, sì. Perché non fate l'amore, una buona volta?"
Jan arrossì, Pieter si mise a ridere, si avvicinò a Jan e gli carezzò il corpo nudo.
"Tuo fratello ha ragione. Perché dopo non ti fermi da me, visto che pare che ne abbiamo voglia tutti e due?"
Hansel tornò a casa da solo e Jan si fermò. Non fu un amore a prima vista, ma maturò a poco a poco, seduta di pittura dopo seduta, finché l'amore sbocciò e se lo confessarono. Sette mesi dopo quella prima volta, Jan e Pieter decisero di provare a vivere assieme e ancora convivono in armonia.